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Da DEZSŐ KOSZTOLÁNYI a MAGDA SZABÓ: intervista a Mónika Szilágyi

febbraio 13, 2017

Da DEZSŐ KOSZTOLÁNYI a MAGDA SZABÓ: intervista a Mónika Szilágyi (direttrice editoriale di Edizioni Anfora)

monika-szilagyidi Massimo Maugeri

Edizioni Anfora è una piccola casa editrice fondata nel 2003, specializzata nella pubblicazione di letteratura del Centro Europa. Ne parliamo con Mónika Szilágyi, la direttrice editoriale (nella foto accanto con la gatta Scimi, che in ungherese vuol dire “carezzina”).

– Cara Mónika, parliamo intanto delle Edizioni Anfora. Quali sono gli obiettivi e il progetto editoriale di questa casa editrice?
La casa editrice sin dall’inizio si è sempre occupata di letteratura Centro Europea, con particolare attenzione alla letteratura ungherese. L’obiettivo è di presentare agli italiani una varietà sempre maggiore delle personalità di spicco qui ancora poco note, ma che hanno già ricevuto calda accoglienza all’estero.

– Nel 2014 avete pubblicato un libro a cui so che tieni molto. Si tratta di “Anna Édes” di Dezső Kosztolányi. Un estratto del libro è disponibile qui. Come è stato accolto dal pubblico dei lettori?
Libro Anna Édes Dezsó KosztolányiSì, tengo tanto a questo bellissimo romanzo di Dezső Kosztolányi, per il suo messaggio di misericordia e comprensione, per l’analisi lucida della natura umana e per la maestria della sua scrittura limpida. Ma chi conosce Kosztolányi condivide questa passione. Anche Sándor Márai dedicò un intero capitolo al suo amico, Kosztolányi, e alle origini di “Anna Édes” nel libro “Terra, terra!…”, e anche Magda Szabó lo considerava un grande maestro della letteratura moderna ungherese. La pubblicazione italiana di “Anna Édes” è stata coronata da ottime recensioni, per esempio quella di Giorgio Pressburger sul Corriere della Sera, o di Alessandro Zaccuri sull’Avvenire, e anche il vostro blog pubblicò un estratto del romanzo. Anche il parere dei lettori, che ci è giunto tramite i social network, posta ed email, era molto favorevole. Siamo sicuri che con una seconda edizione, che abbiamo nei progetti per il 2017, l’interesse per quest’opera sarà manifestata da un gruppo ancor più vasto.

– Di recente avete pubblicato un’opera di Magda Szabó che qualcuno considera uno dei lavori più importanti della scrittrice ungherese. Si intitola “Per Elisa“. Sei d’accordo su questa valutazione? E quali sono, a tuo avviso, gli elementi più importanti di questo libro che si concentra sulla vita della scrittrice fino al periodo dell’esame di maturità?
Libro Per Elisa Magda SzabòAssolutamente sono d’accordo. In patria, i libri di Magda Szabó, prima di “Per Elisa”,  non raggiunsero mai un simile immediato e durevole successo strepitoso, nonostante l’autrice fosse molto conosciuta e ritenuta un classico della letteratura contemporanea. Tre anni dopo dalla prima pubblicazione, “Per Elisa” era ancora al vertice delle classifiche accanto ai libri come “Il codice Da Vinci” di Dan Brown o “Il Cammino di Santiago” di Paulo Coelho. L’editore ungherese assieme all’erede, infatti, per l’incessante richiesta dei lettori, sta lavorando sulla seconda parte di Per Elisa che realizzeranno in forma documentaria. Anche perché in una delle ultime interviste Magda Szabó si lamentò del poco tempo libero che le impediva di buttare giù su carta la seconda parte di “Per Elisa” che aveva già pronta in testa. Nella stessa intervista disse anche: “Ho la sensazione che finché vivrò, “Per Elisa” resterà il mio romanzo più conosciuto”.
“Per Elisa” ha una forza narrativa talmente potente che anche ai grandi conoscitori delle opere di Magda Szabó rese impossibile riconoscere alla prima lettura gli elementi evidentemente fittizi del romanzo.
Immagine correlata“Per Elisa” non era il primo libro autobiografico della scrittrice che aveva parlato della sua infanzia anche ne “Il vecchio pozzo” (1970) e in altri romanzi. Si sapeva che non aveva avuto una sorellastra, bensì un fratellastro maggiore, eppure all’uscita di “Per Elisa” i recensori si meravigliavano del fatto che Magda Szabó non avesse mai menzionato la sorellastra, cioè la co-protagonista del romanzo. Io stessa cercai a lungo Palazzo Tonelli a Milano, finché non compresi che nemmeno Tonelli era un personaggio reale.
Forse al successo contribuiva anche il fatto che “Per Elisa” non è semplicemente un romanzo autobiografico fittizio riuscito particolarmente bene, ma anche il primo romanzo pubblicato dopo il cambiamento del sistema a parlare delle conseguenze tragiche manifestatesi nella vita privata degli ungheresi del Trattato del Trianon che comportò la perdita della maggior parte del territorio storico dell’Ungheria.

Risultati immagini per Magda SzabóC’erano due temi proibiti, cioè due traumi non elaborati, di cui non si poteva parlare durante il comunismo: la rivoluzione del 1956 e il Trattato del Trianon del 1920. Vari saggi storici sul Trianon cominciarono ad apparire nelle librerie subito dopo il cambiamento, ma poter leggere un romanzo autobiografico, e non più un saggio storico con il suo linguaggio asettico, doveva essere un atto liberatorio per i lettori. Con il suo linguaggio intimo e immediato, che parla dei fuochi incrociati che aspettavano ai nuovi confini chi – donne, uomini, bamini –  dalle parti annesse fuggiva verso l’Ungheria. Così come leggere storie di difficoltà quotidiane, come ad esempio la perdita dei terreni coltivati della zia che da un giorno all’altro finivano all’altro lato del confine.

– Qual è, in generale, l’eredità letteraria che la Szabó ci lascia?
L’eredità letteraria della Szabó, anche se si tratta dell’autrice ungherese più tradotta e conosciuta al mondo, è ancora tutta da scoprire per il grande pubblico.

Risultati immagini per Magda SzabóSia in Ungheria sia in Italia rompere la barriera del pregiudizio è difficile: una scrittrice che spesso ha come protagoniste donne forti e istruite può essere facilmente catalogata come letteratura femminile. Nulla di più sbagliato. Magda Szabó era una scrittrice innovativa che non aveva paura di sperimentare strutture innovative nelle sue opere (“La notte dell’uccisione del maiale”, “Affresco”), la sua imponente e vasta cultura le permise di riscrivere, in forma di romanzo, l’Eneide in chiave femminile (“Il momento”), in cui è Creusa, la moglie di Enea, a sopravvivere alla fuga della Troia assediata e conquistare l’Italia. Il comune denominarore delle sue opere, come nel caso di Kosztolányi, è la capacità di indagare sulla fragilità umana ed esplorare la psicologia dei rapporti familiari e sociali nelle minime sfumature, e il tutto intriso di grande umanità.

– Ci sono tantissimi autori del Centro Europa che ancora non sono molto noti al pubblico dei lettori italiano. Quali, tra questi autori (o autrici), ti piacerebbe scoprire o ri-scoprire? E quali autori (o autrici) prevedete di pubblicare nel futuro?
ANFORAOltre le riedizioni dei libri di Magda Szabó già pubblicati da Anfora, che abbiamo cominciato con la ripubblicazione di “Per Elisa” e “Il momento”, proseguiremo ad aprile con “Abigail”, e a maggio con la prima edizione italiana del suo romanzo esordio “Affresco”, libro di cui Herman Hesse ha scritto: «Con Magda Szabó avete pescato un pesce d’oro. Comprate tutta la sua opera, quello che ha scritto e quello che scriverà». Quest’anno vorremmo ripubblicare anche altri titoli del nostro catalogo, per esmpio “Le campane di Einstein” di Lajos Grendel. L’autore vive a Bratislava nella minoranza ungherese della Slovacchia ed è uno dei più prestigiosi scrittori della letteratura contemporanea ungherese. Il suo libro nel 2006 in Italia vinse il Premio Acerbi.
Il 2017 avvieremo la nostra collana di non fiction, pubblicando “L’abbecedario ucraino” di Massimilano Di Pasquale che racconterà agli italiani l’Ucraina e le complesse vicende storiche, culturali e politiche alla base dell’attuale conflitto con la  Russia. Racconterà tutto ciò che bisogna sapere di questa straordinaria terra di confine che con la Rivoluzione della Dignità ha testimoniato la volontà di lasciarsi alle spalle l’epoca post-sovietica per aprire una nuova fase di rigenerazione morale.
Sono in corso anche i preparativi della pubblicazione del libro di Péter Sárközy, professore emerito della cattedra di magiaristica alla Sapienza di Roma, che racconterà della relazione di F.T. Marinetti e Margit Gáspár, scrittrice, drammaturga, traduttrice di origine ebraica che per Marinetti prima si iscrisse al partito dei Fasci all’Estero, divenendo dopo la guerra un esponente del partito comunista e direttrice dell’ Teatro dell’Operetta, parlando anche dell’influsso che il futurismo italiano ebbe sull’avanguardia ungherese, grazie ai frequenti viaggi di Marinetti a Budapest.

-Grazie mille, cara Mónika. In bocca al lupo per le tue future attività e per il percorso editoriale di Anfora.

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