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INTERVISTA A GIOIA PACE: presidente del Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri

febbraio 20, 2017

Approfondiamo la conoscenza delle attività svolte dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Siracusa, attraverso un’intervista alla Presidente: prof.ssa Gioia Pace

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di Massimo Maugeri

Sul sito del Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri, leggiamo quanto segue…
Conoscere la Società Dante Alighieri a Siracusa è un invito. In un tempo di grande distrazione e comunicazione virtuale, diviene problematico costruire l’uomo “integrale” che sappia leggere dentro se stesso il suo destino. Per questo la Dante fonda la sua ragione d’essere su valori che non passano: la nostra lingua e la nostra cultura“.
Ne approfittiamo, per saperne più, coinvolgendo la presidente Gioia Pace (nella foto in basso) in questa chiacchierata.

– Cara Gioia, per prima cosa – a beneficio dei lettori – ti chiederei di parlarci in generale della Società Dante Alighieri. Qual è il suo scopo? E da quanto tempo sei impegnata nelle attività del Comitato di Siracusa, che presiedi?
Dal 1996 sono Presidente del Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri e questo incarico l’ho avuto dal prof Paolo Mario Sipala, allora direttore del Dipartimento di Italianistica, e dal critico Giuseppe Petronio. La Società Dante Alighieri è un’ associazione senza fine di lucro fondata nel 1889 da Giosuè Carducci e il suo obiettivo è quello di promuovere e diffondere la lingua italiana e la creatività italiana nel mondo, ravvivando i legami dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore per la cultura italiana. Io ho abbracciato questo ideale con passione perché mi sembra giusto difendere tutto ciò che ci appartiene come la lingua che costituisce la nostra identità.

– Nello svolgimento di quali attività, in questi anni, si è concentrata la Società Dante Alighieri di Siracusa?
gioia-paceIn questi anni La Dante di Siracusa ha svolto varie attività ma soprattutto i Corsi di Lingua Italiana, divenendo centro della certificazione PLIDA, che attesta la conoscenza della lingua italiana secondo i criteri fissati dal Quadro Comune Europeo per le lingue pubblicato dal Consiglio d’Europa ed è riconosciuta dallo Stato Italiano in base agli accordi con il Ministero degli Affari Esteri, con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La certificazione PLIDA permette il permesso di soggiorno di lunga permanenza e il riconoscimento del proprio titolo di studio.

– Tra le varie attività in corso di svolgimento spicca un corso di aggiornamento per docenti avente per oggetto l’Italiano L2 e nuove pratiche didattiche. Di che si tratta?
La presenza dello straniero in classe aumenta giornalmente pertanto si è pensato con Massimo Arcangeli, linguista, e con Pierangela Diadori, responsabile della DITALS, e con Lorenzo Coveri dell’Accademia della Crusca di affrontare l’argomento dell’Italiano L2 secondo i nuovi approcci didattici in un’ampia metodologia innovativa. E’ una occasione nuova perché generalmente l’aggiornamento per docenti avviene o on-lain o andando in sedi universitarie, stavolta siamo all’Istituto Rizza il 24, 25, 26 Febbraio.

– Rimanendo nel tema delle attività svolte, so che avete pubblicato un volume intitolato volume “Quaderno di appunti“. Vorresti parlarcene?
“Quaderno di appunti” è una raccolta di eventi, di idee, di proposte per festeggiare i 20 anni del Comitato di Siracusa della Dante. La mia autobiografia si intreccia con le biografie dei vari scrittori, poeti, critici che sono stati ospiti alla Dante, insieme a quelle dei soci che per 20 anni mi hanno seguito, per rappresentare la visione della cultura come forza motrice, contenente il desiderio di cambiare questa odierna quotidianità di esistere. “Quaderno d’appunti” è un gesto d’amore, ho voluto affidare alla Storia chi ha condiviso con me momenti magici alla Dante.

Libro Tabucchi dopo Tabucchi Gioia Pace– Parliamo di letteratura. Sei un’appassionata sostenitrice delle opere di Antono Tabucchi. Come nasce il tuo amore per la letteratura di Tabucchi?
L’amore per Tabucchi è figlio della passione per la lettura, tu leggi tanto poi trovi un autore che si avvicina al tuo modo di intendere la vita e lo studi, lo approfondisci, lo diffondi.
Su Tabucchi ho scritto due saggi, il primo su “La ricerca di una logica nel postmoderno – Tabucchi e la categoria della memoria“, dove affronto il ruolo dello scrittore nel postmoderno e le sue categorie a priori: il tempo e la memoria. Nel secondo saggio “Tabucchi dopo Tabucchi” curo l’aspetto musicale nell’opera dello scrittore toscano, al fine di avvicinare i giovani, perché abbiano sempre fame biologica di lettura.

– Chiudiamo questa chiacchierata tornando alla Società Dante Alighieri di Siracusa. Ti chiederei di accennarci qualcosa su eventuali progetti futuri che pensi di realizzare…
Per la Dante ho molti progetti perché difendere e promuovere la cultura italiana non è sempre facile, senz’altro i corsi di lingua sono utili, ma anche i laboratori del gusto, quelli di lettura, quelli inerenti all’informatica e una biblioteca per gli stranieri giovano. Non dobbiamo dimenticare che Tabucchi diceva che la lingua italiana è l’involucro dove viviamo e se si rompesse, non sapremmo chi siamo e avremmo un forte disorientamento, perché si romperebbe quell’involucro per cui noi esistiamo.

– Grazie per la chiacchierata, cara Gioia.

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