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LE COCCINELLE NON HANNO PAURA di Stefano Corbetta (recensione)

febbraio 21, 2017

LE COCCINELLE NON HANNO PAURA di Stefano Corbetta (Morellini editore)

di Francesca G. Marone

“L’atto di fare una foto ha qualcosa di predatorio (…) equivale a violarla, vedendola come essa non può mai vedersi, avendone una conoscenza che essa non può mai avere. (…)” S. Sontag
Teo è essenzialmente un fotografo, un uomo che sembra aver fermato la sua stessa vita ad un fotogramma nel momento in cui la terribile malattia ha invaso la sua testa, Teo ha un cancro al cervello. Questo particolare non da poco l’autore ce lo consegna subito, nelle prime pagine del libro, noi lo sappiamo e procediamo seguendo la storia di Teo e della sua malattia, qualche volta facendo finta di dimenticare, sperando in un miracolo, credendo che tutto sia possibile fin quando siamo qui in carne e sangue, qualche volta la testa ci duole insieme a Teo perché il peso della paura di svanire e di non essere più ci appartiene senza differenze. E noi tutti viviamo per dimenticarla. Eppure la malattia non prende mai totalmente la scena.
Teo sembra aver sospeso tutto, le emozioni, le relazioni, la voglia di scoprire. Fino a quando non incontra una fotografia, un’immagine di due sconosciuti in cui scorge una storia appena accennata che lo porterà altrove, che porterà anche il lettore altrove. Ma l’altrove non è mai così distante dal qui e ora. E da quel momento una storia si lega ad un’altra storia in una struttura ad incastro che impone un rallentamento al ritmo della narrazione. Prendiamo tempo anche noi con Teo, e con la donna che senza chiedere permesso lo accompagna, Arianna, mettendo luce e colore fra le sue magliette nere, e camminiamo con l’amico che sostiene Teo, non senza lottare dentro di sé, amico che lo abbraccia senza stringere troppo, come l’autentica amicizia sa fare. Il passo è lento, molto introspettivo ma anche puntuale nella visione, qualche volta lascia un senso di sospensione, di parentesi aperta come una musica che non termina o non inizia secondo canoni prestabiliti. Un disorientamento che è pari a quello di chi, essendo a digiuno di free jazz, non afferra tutto il senso di questo genere musicale, la musica è l’altra protagonista della storia e anche della vita dell’autore.
Come ogni buona musica, questa storia è nelle pause che sa donarci i migliori momenti, quelli in cui possiamo fermarci a respirare un attimo e a guardare il cielo sopra di noi. Nonostante tutto, il cielo è sempre lì, nonostante il medico ci abbia raccomandato di non farlo per non farci girare la testa. Come Teo scopriamo che ogni momento della nostra esistenza può essere il momento giusto per autodeterminarci, per decidere ancora di noi e del nostro destino, pur credendo di non averne il potere. E’ un racconto di vita e di morte, di amicizia e di musica, di eventi che al di là dello specifico svolgimento della vita del protagonista un po’ appartengono a tutti nella autenticità del suo sentire. Lo stile tratteggia una scrittura intimista e sincera, attraverso la quale, senza mai venire meno alla delicatezza dello sguardo, l’autore riesce a disegnare immagini con tratti precisi e nitidi, donandoci l’opportunità di sfogliare l’album di fotografie della vita di Teo e di metterci dalla parte della sua prospettiva. Gli occhi di Teo sono i nostri occhi sul mondo. Se dovessimo avere paura, la bellezza potrà salvarci, in quali termini non lo sappiamo, ma potrà condurci nella scoperta del senso che tutto unisce, in anelli di vite e di significati al di là del tempo o dello spazio, in quella dimensione del ricordo in cui le storie vivono per sempre. Come una fotografia che passa di mano in mano continuando a raccontare. … “le storie nascono per tanti motivi diversi. Alcune curano e non necessitano di un finale, curano in sé, semplicemente per come sono state concepite o per come si srotolano nel presente”…

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La scheda del libro

Teo ha un segreto: può fotografare con gli occhi e rivedere quelle immagini anni dopo, ancora perfette. E con la sua Nikon, per una vita, ha ritratto il mondo. Perciò lo sa bene, le fotografie nascondono sempre un segreto.
Ma il mondo di Teo non è una fotografia, perfetta e immutabile, si consuma, e lo fa molto in fretta, perché Teo adesso ha poche settimane di vita. E così Luca, esperto di jazz, non lo lascia mai solo, e nemmeno Elena, la sua compagna che aspetta un bambino. Poi c’è Arianna che illumina tutto ciò che tocca, la giovane psicologa che lo guiderà in un viaggio a caccia di un uomo misterioso, alla scoperta della verità nascosta in un dattiloscritto emerso da un passato lontano e in una vecchia fotografia in bianco e nero.
Un romanzo sulle piccole grandi occasioni che la vita ci riserva, sulle scelte che possiamo compiere quando non c’è più tempo.

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