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I 27 LIBRI PRESENTATI AL PREMIO STREGA 2017

SONO 27  I LIBRI PRESENTATI AL PREMIO STREGA 2017

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Nel giorno in cui Tullio De Mauro avrebbe compiuto 85 anni prende il via con la chiusura delle candidature la LXXI edizione del Premio Strega. L’insigne linguista, a lungo presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e del Comitato direttivo del Premio Strega, è stato ricordato oggi con una serie di iniziative in scuole, librerie e biblioteche in tutta Italia.

«I secondi settant’anni dello Strega ripartono dal Ninfeo di Villa Giulia – annuncia Giovanni Solimine, succeduto a De Mauro alla presidenza della Fondazione Bellonci, – che rappresenta una componente importante della storia del Premio. È una scelta identitaria alla quale tenevamo moltissimo. Questo richiamo alla tradizione si accompagna ad alcuni profondi cambiamenti, ai quali stiamo lavorando e che annunceremo il 20 aprile insieme alla lista dei libri concorrenti».

Dopo la serata speciale all’Auditorium Parco della Musica in occasione del LXX Premio Strega, gli Amici della domenica torneranno infatti a riunirsi nella Villa di Papa Giulio per la proclamazione del vincitore, il prossimo 6 luglio, nella data consueta del primo giovedì del mese.

Concorrono per la vittoria dell’edizione 2017 del Premio Strega – promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Stregain collaborazione con Bper Banca e Toyota Motor Italia – ventisette opere di narrativa, ciascuna presentata da due Amici della domenica, lo storico corpo votante che dal 1947 attribuisce il riconoscimento a un libro pubblicato tra il 1° aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in corso.

Il Comitato direttivo del Premio – composto da Valeria Della Valle, Giuseppe D’Avino, Ernesto Ferrero, Simonetta Fiori, Alberto Foschini, Paolo GiordanoMelania Mazzucco, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine – sceglierà i dodici libri che si disputeranno la settantunesima edizione e che saranno annunciati a Tempo di Libri – Fiera dell’editoria italiana, giovedì 20 aprile alle ore 11,30.

Queste le opere presentate : Leggi tutto…

MATTEO MARCHESINI racconta FALSE COSCIENZE

MATTEO MARCHESINI racconta il suo libro FALSE COSCIENZE. Tre parabole degli anni zero (Bompiani)

di Matteo Marchesini

Quando parliamo di un libro che abbiamo scritto, ci tocca oscillare tra il tentativo di rappresentare il miscuglio di impulsi o intenzioni da cui è nato, e il tentativo di restituire le impressioni maturate ex post, mentre ci rileggevamo e sceglievamo di pubblicarlo. In realtà è difficile separare i due aspetti, ma il secondo, credo, è più importante del primo: perché ci ricorda che scrivere non significa assecondare un puro atto della volontà, compiere una scelta a priori, ma piuttosto, mantenendo una tensione mimetica quasi attoriale e dando colpi di pollice più o meno temerari, accompagnare verso il destino più adeguato una materia, una figura o un tono che ci si impongono e magari ci infestano. Se riapro oggi False coscienze. Tre parabole degli anni zero, io vedo tre racconti lunghi che a volte somigliano a romanzi condensati, fortemente scorciati, sottoposti a una specie di anamorfosi: viene da pensare che esista un punto in cui la deformazione prospettica che li schiaccia, e che secondo me doveva necessariamente schiacciarli perché testimoniassero ciò che testimoniano, potrebbe lasciare il posto a un flusso narrativo espanso, appunto romanzesco. Questa scorciatura è legata a un’atmosfera dove tutto acquista un’afosa corposità realistica, ma al tempo stesso tutto appare onirico e astratto come un incubo. Dipende da come si “guardano” le linee della trama e i profili dei personaggi, un po’ come succede davanti a quei disegni a doppia interpretazione che si usano negli esercizi sulla percezione visiva, e che Mariolina Bertini ha evocato per altre ragioni a proposito del primo racconto (amo molto il Moravia dell’Imbroglio e le raccolte di Loria).
Nel sottotitolo ho usato il termine impegnativo di parabole: alludendo sia alle storie “esemplari” sia alla metafora geometrica, perché i tre quadri tracciano curve esistenziali che dopo il climax sfumano verso il basso, la deriva, il tonfo. Lo fanno con velocità, densità e stili differenti, calibrati a seconda della situazione a cui aderiscono: si va dalla saturazione psichica o drammatica al timbro divagante e umoristico, dall’ingorgo di chiacchiere da cena in piedi all’azione concitata e ai botta e risposta che si dispongono intorno a piccole o grandi catastrofi.
Nel primo racconto, ogni evento è mediato da un io narrante che si presenta come un termometro ipersensibile, un io ossessivo-compulsivo arroccato in una mente che va su di giri e che lo avvolge in una nube di rimuginii sofistici. Quale sarà la verità? Davvero l’inaugurazione della casa è una scenografia di cartapesta che nasconde appena l’imminente abbandono della compagna? Leggi tutto…

BOLOGNA CHILDREN’S BOOK FAIR 2017

BOLOGNA CHILDREN’S BOOK FAIR 54ESIMA EDIZIONE: DAL 3 AL 6 APRILE

Bologna Children’s Book Fair, 3 - 6 Aprile 2017

L’EDITORIA INTERNAZIONALE PER BAMBINI E RAGAZZI SI RIUNISCE A BOLOGNAFIERE

Le tendenze del mercato editoriale, il meglio dell’illustrazione mondiale,

i Premi più prestigiosi e molto altro

Bologna Digital Media

Realtà aumentata, illustrazione e digitale, grandi nomi:
dopo il successo della prima edizione diventa sempre più ricca la proposta multimediale della Fiera

La seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi

Presentato in Fiera un nuovo evento professionale firmato BolognaFiere,
dedicato all’editoria internazionale in arrivo nel 2018 a New York

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Renzo il torbido

Tanti auguri da parte di Letteratitudine al cantautore siciliano Francesco Foti in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo: “Renzo il torbido”

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Un brano musicale a sfondo letterario. Una rilettura in chiave moderna dei Promessi Sposi. Di seguito, proponiamo il Videoclip Ufficiale, scritto e diretto dal regista Vladimir Di Prima Leggi tutto…

MUCCAPAZZA vince la sezione “Corteggiando” dell’Adriatico Film Festival

MUCCAPAZZA vince la sezione “Corteggiando” dell’Adriatico Film Festival

Il cortometraggio tratto dall’omonimo racconto di Massimo Maugeri è primo classificato nella Sezione “Corteggiando” – dell’Adriatico Film Festival (nell’ambito del Festival dell’Adriatico).

La premiazione si svolgerà domenica 26 al Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto. Di seguito, il cortometraggio “Muccapazza”…

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Il Cortometraggio “Muccapazza“, tratto dall’omonimo racconto dello scrittore Massimo Maugeri, è stato realizzato nell’ambito del progetto “Comun.i.care: la famiglia al centro della Media Education” promosso da Radio Incredibile e Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e in collaborazione con Associazione culturale Blow Up e Musicandia. La musica, la sonorizzazione e la sceneggiatura è a cura di Pier Paolo Piccioni (che è anche l’interprete principale).
Nella realizzazione del “corto” hanno svolto un ruolo fondamentale: Sandro Bocci responsabile regia, Alice Zazzetta responsabile montaggio, Simone Olivieri voce narrante, il comune di Grottammare per l’utilizzo del Dep Art e dell’informagiovani set per una scena, Musicandia e Pio Istituto Sacro Cuore di Gesù, l’Associazione Blow Up.

Si ringraziano anche i partecipanti al corso “Amore ai tempi di Social e Smartphone”, per il loro impegno nella realizzazione dell’opera: Valerio Campanelli, Chiara Chiappani, Silvia Costanzi, Maria Rita De Angelis, Lirim Gela, Giorgio Laureti, Maria Rita Mori, Marco Piccioni, Francesca Picciotti, Ennio Rutigliano, Giulia Volponi, Sergio Consorti, Martina Sciarroni.

“Muccapazza”, dunque, vince la sezione “Corteggiando” dell’Adriatico Film Festival 2017.

Di seguito, i dettagli dell’intera manifestazione. Leggi tutto…

VENTO TRAVERSO di Anna Pavone

VENTO TRAVERSO di Anna Pavone (edizioni Le Farfalle)

[La prima presentazione del libro si svolgerà sabato 8 aprile, alle 19, al teatro Machiavelli di Catania]

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di Simona Lo Iacono

In apparenza non sono che frammenti. Parole singhiozzate tra una pausa e l’altra, che  lasciano chi legge con la sensazione di una vertiginosa bellezza frammista a un dolore sottile, nel cuore.
Poi, salgono su, raggiungono una armonia segreta, iniziano a vestirsi di un unico tono, che le rende supplici, perfette, come un solo discorso.
Le parole che la pazzia farfuglia sembrano schegge solitarie, ma è come se fossero pronunciate da una sola bocca, perché in esse la verità sulla condizione umana balza fuori, infierisce come le sette piaghe, o come quei pesi  che l’egiziano devoto metteva sulla bilancia del Dio dei morti.
Sono infatti parole che solo in punto di morte un uomo normale saprebbe dire. E che il folle, o quello che definiamo tale, nella sua lucidità senza maschere e senza preconcetti, pronuncia tutte le mattine.
Come quando dice: “Io non ho peso specifico. Sono disabitato”. O come quando, stancamente, sospira: “Se solo il mondo si fermasse un attimo, potrei raggiungerlo”.
Frasi in cui si agita tutto il mistero dell’universo.
Anna Pavone ha raccolto queste frasi. Una per una, come si colgono i fiori di un prato, le ha unite in un discorso fatto di pause e affondi. Non ha dato importanza al fatto che fossero le parole dei pazzi, al contrario, e proprio per questo, le ha tessute su un lenzuolo vasto, prodigioso, inanellandole ed esponendole al sole.
E così, a vederlo, il lenzuolo di Anna – steso su un filo dritto, tenuto da pinze e lasciato asciugare – si gonfia di vento. Un vento turbinoso e arricciante, che a ogni sboffo fa riemergere qualche parola, le strappa la sua vera voce, gemendo e ululando di stupore.
Certo, il vento che può smuovere un simile lenzuolo,  non sarà mai un vento disciplinato. Piuttosto, un vento traverso, che entra di sbieco, valicando le consuete regole di gravità. Un vento un po’ scomposto, insomma, come scomposte sembrano essere le vite che contiene. E che invece rivela, proprio nelle crepe di quelle vite, proprio nella loro imperfezione, una assordante libertà.
E “Vento traverso”si chiama infatti l’ultimo libro di Anna Pavone, edizioni “Le farfalle”, un testo che raccoglie le frasi pronunziate dai “matti”, da coloro che in apparenza non sono adatti a vivere la realtà. E che, invece, a giudicare dalle loro parole, della realtà hanno compreso a tal punto, da non poter fare altro che allontanarsi da chi, come noi, non l’ha mai veramente capita.
Intervallato dai disegni infilzanti, meravigliosi, di Bruno Caruso, “Vento traverso” dipinge un mondo al contrario, dove la vera saggezza è in bocca agli ultimi, ai dimenticati, agli emarginati.

Anna, ti chiedo quindi, raccontami come nasce questo libro. Leggi tutto…

TEMPO DI LIBRI: la nuova Fiera dell’editoria italiana (Fiera Milano Rho, 19-23 aprile 2017)

TEMPO DI LIBRI
FIERA MILANO RHO, 19-23 APRILE 2017

Nasce la nuova Fiera dell’editoria italiana

Ad ogni lettore la possibilità di costruire il suo viaggio e di creare il suo Tempo di Libri: a Fiera Milano Rho fino alle 19.30 e, con Fuori Tempo di Libri, in città con una grande festa con i libri.

Ospiti di rilievo nazionale e internazionale. 720 appuntamenti, 17 sale adibite agli incontri più un auditorium da 1000 posti, 35mila metri quadrati di spazi e oltre 400 espositori tra case editrici, riviste, associazioni, biblioteche, librerie, enti pubblici, start up

(Sul post, alcune foto della conferenza stampa svoltasi oggi)

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Finalmente è Tempo di Libri. Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli e dal 19 al 23 aprile i padiglioni di Fiera Milano Rho ospiteranno la prima edizione della nuova Fiera dell’editoria italiana. Sarà una grande festa, il cui carattere innovativo partirà dal rapporto tra editori, autori e lettori. Gli editori sono stati coinvolti direttamente nella definizione del programma: non come soggetti esterni, ma come veri e propri consulenti; gli autori hanno risposto con curiosità ed entusiasmo all’invito a partecipare a incontri che escono dalla routine della presentazione di un libro; i lettori, infine, saranno i veri protagonisti della Fiera. Attraverso lo strumento dell’alfabeto (una griglia su cui sono suddivisi tutti gli appuntamenti della manifestazione) ognuno potrà costruire – e scoprire – il suo personale Tempo di Libri, rispondendo alla seduzione del nome di un autore, di una storia, di un grande tema, di un’atmosfera o semplicemente scegliendo la sua lettera preferita. Leggi tutto…

TABUCCHI DOPO TABUCCHI

tabucchi-dopo-tabucchiTABUCCHI DOPO TABUCCHI di Gioia Pace (Morrone editore)

[Il 25 marzo ricorrerà il quinquennale della morte di Antonio Tabucchi (Pisa, 23 settembre 1943 – Lisbona, 25 marzo 2012)]

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di Raffaele Mangano

Il saggio di Gioia Pace in realtà è un viaggio, un lungo, piacevole, intenso viaggio attraverso l’opera di un grande della letteratura come è stato Antonio Tabucchi. Si parte dalle riflessioni del raffinato artista sul pensiero debole che domina il mondo e sulla letteratura come arma capace di influenzare, nello stesso tempo, sia il passato che il futturo. “Una freccia con due punte e due direzioni” è una definizione di letteratura di una bellezza estetica ineguagliabile e di un’efficacia impareggiabile.
Il compagno di questo viaggio ipotetico non poteva che essere il tempo, la sua circolarità, il suo essere dinamico, il suo mescolare di continuo la memoria con il presente, ciò che è stato con ciò che sarà. E il “passeggero” Tabucchi chiama testimoni del suo errare, personaggi come Borges, Calvino, Drummond, usando Gioia Pace come interprete delle sue riflessioni.
Ma nello scompartimento di questo treno di parole, si accomodano anche Sant’ Agostino e Freud. Una lunga pausa del viaggio è dedicata alla Saudade, e come poteva essere diversamente? E allora, per discutere con passione della Saudade, si accomodano attorno al tavolo Pessoa, Reis, Saramago, Soares. Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2017


21 marzo 2017 – In occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA, pubblichiamo il testo del messaggio del Direttore Generale dellUNESCO, Irina Bokova (tradotto in italiano e nella versione originale in lingua inglese). Qui trovate l’elenco dei poeti celebrati dall’Unesco nel 2017.

 

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Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera. Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

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di Irina Bokova

Non abbiamo ali che possano sorvolare,
ma abbiamo piedi per salire e possiamo scalare,
a piccoli gradi, sempre di più,
le nuvolose vette del nostro tempo.

Nel tempo in cui le sfide che dobbiamo affrontare – dal cambiamento climatico alla disuguaglianza, dalla povertà all’estremismo violento – sembrano così impervie, le parole del poeta Henry Wadsworth Longfellow ci dànno speranza.

Incentrata sulle parole, colorata con immagini, levigata con il giusto metro, la poesia ha un potere unico. Il potere di scuoterci dalla vita di tutti i giorni e di ricordarci dell’esistenza della bellezza che ci circonda e della resistenza dello spirito umano.

La poesia è una finestra mozzafiato sulla diversità del genere umano. La lista rappresentativa UNESCO del patrimonio culturale immateriale dell’umanità comprende decine di forme di espressione orale e di poesia: dai duelli di poesia Tsiattista di Cipro alla poesia cantata del Ca Tru in Vietnam, alla tradizionale poesia cantata beduina Al-Taghrooda dell’Oman e degli Emirati Arabi Uniti. Vecchia come il linguaggio stesso, la poesia resta più vitale che mai, in un periodo di turbolenza, come fonte di speranza, come un modo per condividere ciò che significa vivere in questo mondo.

Il poeta Pablo Neruda ha scritto, “la poesia è un atto di pace.” La poesia è unica nella sua capacità di parlare attraverso il tempo, lo spazio e la cultura, per raggiungere direttamente il cuore delle persone in tutto il mondo. Si tratta di una fonte necessaria per alimentare dialogo e comprensione – per sfidare l’ingiustizia e favorire la libertà. Nel suo ruolo di nuovo Ambasciatore dell’UNESCO per la libertà artistica e la creatività, Deeyah Khan, ha detto che, tutta l’arte, tra cui la poesia, “ha la straordinaria capacità di esprimere resistenza e ribellione, protesta e speranza”.

La poesia non è un lusso.
Alberga nel cuore di tutti noi, uomini e donne, che vivono insieme oggi, attingendo al patrimonio delle generazioni passate, custodi del mondo per i nostri figli e nipoti.

Celebrando la poesia oggi, celebriamo la nostra capacità di unirci, in uno spirito di solidarietà, per scalare “le nuvolose vette del nostro tempo“. È ciò di cui abbiamo bisogno per portare avanti l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, per attuare l’Accordo sul Clima di Parigi, per garantire che nessuna donna e nessun uomo venga lasciato alle nostre spalle.
(Irina Bokova)

 

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di Irina Bokova Leggi tutto…

OMAGGIO A DEREK WALCOTT

Ricordiamo DEREK WALCOTT (Castries, 23 gennaio 1930 – Cap Estate, 17 marzo 2017) poeta e scrittore santaluciano, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1992, scomparso il 17 marzo scorso.

Precocemente interessato alla poesia e al teatro, Derek Walcott, già a quattordici anni pubblica i primi versi su un periodico locale. Studia alla University of the West Indies a Kingston, in Giamaica, per poi trasferirsi a Trinidad, dove svolge l’attività di critico e nel 1959 fonda il Trinidad theatre workshop, che dà continuità alla sua passione per la scena e lo porta a scrivere negli anni decine di drammi, fra i quali nel 1958 Ti-Jean and his brothers e nel 1967 Dream on Monkey Mountain (trad. it. 1993), fino al recente Moon-child (2011). Insegna dal 1981 al 2007 Boston University, dove stringe amicizia con J. Brodskij e S. Heaney. La produzione poetica giovanile, compresa nel volume In a green night. Poems 1948-1960 (1962), lo impone all’attenzione dei lettori ed è seguita da diverse nuove opere riunite poi in Collected poems 1948-1984 (1986), dai quali è tratta la prima selezione italiana, Mappa del nuovo mondo (1987). Nel poema in terzine Omeros (1990; trad. it. 2003) rilegge epicamente la storia e la natura delle sue isole caraibiche grazie a una lingua inglese ricca e luminosa.

Nel 1992 gli è conferito il premio Nobel per la letteratura.

Fra le opere poetiche più recenti spiccano: The Bounty (1997; trad. it. Prima luce, 2001), Tiepolo’s hound (2000; trad. it. 2005) che include anche i suoi acquerelli, e White egrets (2010), che si aggiudica il T. S. Eliot prize. Il volume Isole. Poesie scelte 1948-2004 (2009) consente un’ampia visuale sull’opera di un autore che, calandosi nella ‘periferia’ dei Caraibi, ha saputo diventare un maestro riconosciuto della poesia mondiale.

Tra le opere più recenti ricordiamo anche: La voce del crepuscolo (2013), Egrette bianche (2015).

(Fonte: enciclopedia Treccani)

In Italia, i libri di Derek Walcott sono pubblicati da Adelphi: i titoli del catalogo Adelphi sono disponibili qui

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Di seguito, il poeta legge alcuni suoi versi… Leggi tutto…

DIEGO MARANI racconta VITA DI NULLO

DIEGO MARANI racconta il suo romanzo VITA DI NULLO (La nave di Teseo)

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di Diego Marani

Il vero personaggio di questo romanzo è un paese, il mio. E racconta di qualcosa che nel nostro mondo è andato perduto: il tessuto sociale. Quella trama fitta di rapporti, frequentazioni, conoscenze, affetti e anche contrasti che nel bene e nel male tengono insieme una comunità di persone. C’è una più intensa intimità fra persone che non hanno scelto di frequentarsi ma che vi sono obbligate dalla quotidianità. Una specie di intimità al cubo. In paese le amicizie non si scelgono, vengono in qualche modo assegnate. Dalla consuetudine, dal giudizio sociale, dall’opportunità, dal ruolo che ognuno svolge nel gruppo. Qui la conoscenza è quasi forzata, si sa tutto di tutti anche senza volerlo, si condivide anche quel che non si vorrebbe, dolori, gioie, lutti e nascite, successi e sconfitte. Ci si deride e ci si ferisce, ci si abbraccia e ci si pugnala. Alla fine, questa vicinanza ingrandita crea legami che sono più forti di quelli che uno si sceglie da sé. Le figure del paese non sono mai persone ordinarie, non possono esserlo, non ne hanno la libertà. Inevitabilmente si caricano di una missione, di un ruolo sociale. C’è lo stregone, ci deve essere, c’è la vittima, c’è il matto, c’è il saggio. C’è il coro, come nelle tragedie greche. Il gruppo cerca in sé le sue maschere eterne. Non potrebbe vivere senza. Leggi tutto…

LA BOLGIA DELLE ERETICHE di Marinella Fiume (intervista)

LA BOLGIA DELLE ERETICHE di Marinella Fiume (A&B edizioni) – intervista all’autrice.

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di Massimo Maugeri

Seguo il lavoro di Marinella Fiume da tanti anni. Ne approfitto per ricordare, tra gli altri, i seguenti volumi: Sicilia esoterica“, “Di madre in figlia“, “Aforismi per le donne toste“, “La felicità era, forse, il male minore (scritto a quattro mani con Santino Mirabella), “Celeste Aida“.
In questi giorni, per i tipi di A&B edizioni, è uscito un nuovo libro. Si tratta di un romanzo dal titolo emblematico ed evocativo: “La bolgia delle eretiche“.

Ne discuto con l’autrice…

– Cara Marinella, all’inizio del volume in una brevissima prefazione (ex voto) citi Maria Sofia Messana. Vorrei che ci parlassi di lei e che ci spiegassi cosa c’entra con questo tuo libro…
Maria Sofia Messana era una donna e un’amica meravigliosa e una storica raffinata, studiosa della Santa Inquisizione siculo-spagnola e docente presso l’Università di Palermo. Collaborammo per il mio Dizionario “Siciliane” e mentre scriveva Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna (1500-1782), la andavo a trovare spesso nella sua villa all’Addaura vicina a quella dove fecero l’attentato a Falcone. Un giorno la vidi stanca e intenta alla correzione delle prime bozze del libro e mi offrii di darle una mano: quattro occhi vedono meglio di due e l’autore spesso non vede i refusi del proprio testo, come capita anche a me. Accettò con gioia. Fu un lavoro lungo e delicato per via della complessità del testo e della lingua dei documenti cinque-settecenteschi, ma per me fonte di grande soddisfazione perché intanto imparavo. Mi fu grata e, vedendomi molto interessata all’argomento, mi fece dono di alcuni verbali di interrogatori di Siciliane finite nelle maglie del Santo Uffizio e condannate nel carcere palermitano dello Steri, da lei presi negli archivi madrileni. Mi disse: “Mi piacerebbe farci un romanzo con te!”. Purtroppo una leucemia fulminante se la portò via in un mese e non potemmo por mano all’opera. Ma sentivo di doverglielo e ne ho fatto un personaggio del mio romanzo facendola qua e là parlare attraverso  qualche citazione dai suoi scritti.

– Troviamo tre citazioni in epigrafe, tratte dal “Cantico dei cantici”, da “De praescritione haereticorum” di Tertulliano e da “Le città invisibili” di Calvino. Perché le hai scelte? Che tipo di messaggio (o chiave di lettura) offre questa sequenza di citazioni?
Le mie personagge sono eretiche condannate dalla Chiesa che osano a vario titolo invadere una sfera che alle donne non è concessa perché riservata solo agli uomini di chiesa, hanno un rapporto col divino diretto e non mediato dalle gerarchie, oppure sono popolane che osano con la magia intervenire per trasformare la realtà, o “eroine” risorgimentali usate e poi gettate via dal nuovo Stato che avevano contribuito a creare, o poetesse che, coartate fino alla morte perché incomprese dalla società del tempo, cercano la luce in logge massoniche di democratici, omeopati e magnetisti, o, infine, donne del nostro tempo, come Alda Merini, internate perché colpevoli di avere amato troppo e di vivere in modo anticonvenzionale. Il conflitto Maschio/Femmina è uno dei temi forti del romanzo.

– Il primo capitolo ha un titolo e un sottotitolo. Partiamo dal primo: “Scrivere per ingannare la morte”. Intravedo un fondo di verità in questo titolo. In che senso si può scrivere per ingannare la morte?  Il sottotitolo invece coincide con il nome di una donna e di un personaggio del romanzo: Alda. Ci parleresti di lei?
Scrivere è sempre un modo per sfidare il tempo ed esorcizzare la morte. Nel caso della protagonista, Alda, scrittrice fallita siculo-milanese, malata di mania di scrittura, quasi autistica, nella quale c’è un po’ di Alda Merini e un po’ di me, ciò è ancora più vero in quanto è malata di cancro e non le rimangono che pochi giorni di vita. Decide perciò di ingannare la morte scrivendo finalmente il libro che non è mai riuscita a scrivere per sparigliare le carte, sbugiardare e fare meravigliosa vendetta dei potenti patriarchi d’ogni tempo: padri, amanti, medici, psichiatri, filosofi moralisti…  Ce la farà, morendo appagata e riportando la vittoria su tutti. Un libro a lieto fine, malgrado tutto.

– Cosa accomuna le donne (le “eretiche”) che compaiono e vivono tra le pagine di questa tua opera letteraria? Leggi tutto…

Uno scrittore allo specchio: AGATHA CHRISTIE

Immagine correlataUno scrittore allo specchio: AGATHA CHRISTIE

di Simona Lo Iacono

Quando mi guardo allo specchio non sono mai sola, ho sempre due figure ai lati, un uomo e una donna.
L’uno ha baffetti neri, abiti impeccabili, la cravatta annodata sotto un mento pendulo e perfettamente sbarbato. L’altra ostenta un’aria svampita, i capelli grigi con onde demodè sul davanti, mani artritiche che si ostinano a sferruzzare un maglione colorato.
Se sorrido, sorridono. Se sollevo le sopracciglia, fanno altrettanto. Se parlo, mi infestano le orecchie con le loro chiacchiere, assennate, petulanti, morbose.
Lei mastica un inglese ordinario e poco ricercato, che copre con un tono pigolante. Lui ostenta un accento belga sfarzoso, e non nasconde un certo compiacimento.
Mi sono detta che devo sopportare, d’altra parte è risaputo che ciascuno di noi ha almeno un’anima… averne due, però, è troppo.
Colpa mia, d’altronde. Qualsiasi bravo scrittore si limita a inventare un solo personaggio, ad affezionarglisi e a cucirgli addosso almeno la metà dei propri difetti. Io ne ho creati due, e adesso è inevitabile che mi ossessionino con la loro presenza, sovrapponendosi di continuo alla mia vita e pretendendo di dettare legge.
Per di più si tratta di un uomo e di una donna che si tollerano poco e fanno a gara per mettersi in mostra l’uno a scapito dell’altra.
Lui rimprovera a lei una certa tendenza al pettegolezzo, che mal si addice a una indagine minuziosa ed efficace. Lei sorride delle sue fisime e gli insinua il dubbio di non essere un buon detective.
Quando si accapigliano così alle mie spalle, creando un cicaleccio insopportabile, devo ricorrere a un atto estremo: mi allontano dallo specchio all’improvviso e li lascio lì a fare i conti con la loro vanità, tipica dei personaggi letterari che hanno avuto un eccesso di fortuna.
Ma dura poco. Appena si accorgono della mia scomparsa, ecco che mi sono alle spalle, il fiato raso sul collo, l’invadenza dei loro litigi a seguirmi dappertutto.

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BOOK PRIDE 2017

Dal 24 al 26 marzo 2017 torna a Milano BOOK PRIDE

La fiera degli editori indipendenti promossa da ODEI, per la sua terza edizione dopo il grande successo registrato nelle prime due.

Nel 2016, oltre 30.000 presenze, 150 marchi editoriali, un programma di 120 incontri sui temi più importanti dell’attualità culturale e la presenza di oltre 300 ospiti tra personalità della cultura, italiane e internazionali, del giornalismo, dello spettacolo.

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Meursault, lo Straniero di Albert Camus, nelle sue ultime ore in prigione si apre per la prima volta alla «dolce indifferenza del mondo», negata, per definizione, a chi è e si sente “diverso”.

Book Pride, la fiera nazionale dell’editoria indipendente, mette al cuore della sua edizione 2017 proprio lo straniero, figura di una diversità che non permette indifferenza.

 

BOOK PRIDE: LA FIERA DEGLI EDITORI INDIPENDENTI / terza edizione /

24-26 MARZO 2017

BASE Milano, Via Bergognone, 34 // MUDEC – Museo delle Culture, Via Tortona, 56

 

 

Dopo il grande successo di pubblico dell’edizione 2016 che ha registrato oltre 30.000 presenze, la terza edizione di BOOK PRIDE si annuncia ancora più partecipata e ricca di espositori, eventi, ospiti, con oltre 200 case editrici e più di 160 stand. Circoli di lettori, librerie indipendenti, biblioteche, saranno protagonisti, insieme agli editori indipendenti, di centinaia di incontri che per 3 giorni coinvolgeranno la città. Gran parte degli spazi dell’ex Ansaldo saranno infatti sede di laboratori, presentazioni di libri ed eventi culturali. Tornerà anche BOOK YOUNG, lo spazio dedicato ai piccoli lettori, che nell’edizione precedente ha avuto un boom di partecipazione. Nei giorni della fiera non mancherà BOOK PRIDE OFF, con incontri e iniziative da Verso Libri e in altre librerie, grazie alla collaborazione con la LIM (Librerie Indipendenti Milanesi).

 

Il tema 2017: Lo straniero Leggi tutto…

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CALIBRO 2017

CALIBRO 2017: Città di Castello da giovedì 30 marzo a domenica 2 aprile

Anche quest’anno torna CaLibro, Festival della Lettura a Città di Castello, promosso dall’Associazione culturale “Il Fondino”, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Città di Castello e della Regione Umbria, oltre che di numerose attività imprenditoriali di rilievo.

Tanti gli eventi in programma e gli incontri previsti, che animeranno i luoghi più suggestivi della città da giovedì 30 marzo a domenica 2 aprile.

Il festival, giunto con successo alla quinta edizione, continua a conservare un’attenzione particolare all’incontro di varie forme espressive, dando spazio a letteratura e poesia, ma anche al cibo, al fumetto, allo sport…

Così, durante le quattro giornate di CaLibro, saranno fra gli ospiti Paolo Cognetti, Claudia Durastanti, Giorgio Vasta, Daniele Rielli, Marco Rossari e Giorgio Fontana coi loro ultimi libri, insieme ad Adharanand Finn, che ci svelerà i segreti della maratona, e Stefano Liberti, con un incontro incentrato sull’industria alimentare; e ancora, Tito Faraci e Jacopo Cirillo ci racconteranno come nascono le storie di Topolino, mentre Guido Vitiello elargirà i suoi salutari consigli da “Bibliopatologo”. In occasione delle celebrazioni per il centenario della morte del Barone Leopoldo Franchetti (1917) CaLibro dedicherà alla figura di Leopoldo un suggestivo evento poetico: alcuni tra i poeti e le poetesse più interessanti del panorama italiano animeranno le stanze di Villa Montesca. Nell’evento “La stanza profonda” con Vanni Santoni, il pubblico intraprenderà un viaggio nel magico regno dei giocatori di ruolo. Spazio anche al tema della salute e dell’erboristica con Sandro e Maurizio Di Massimo, autori del libro “Ritorno alle radici”. Tre editori umbri di qualità, che si affacciano al mondo pubblicando narrativa inglese, sudamericana e portoghese, faranno conoscere al pubblico di CaLibro il loro lavoro. Dopo aver visto e ascoltato il fumettista e frontman dei “Tre allegri ragazzi morti” Davide Toffolo, in dialogo con un gruppo di suoi lettori e fan, si andrà avanti fino a notte fonda con l’ormai consueta festa a tema di CaLibro, quest’anno dedicata al libro “Muro di casse” di Vanni Santoni,  una festa che si preannuncia un vero e proprio rave party. Leggi tutto…

ZERO K di Don DeLillo (recensione)

ZERO K di Don DeLillo (Einaudi – Traduzione di Federica Aceto)

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di Massimo Maugeri

L’eterna battaglia dell’uomo contro l’ineluttabilità della propria fine. Il tentativo indomito di oltrepassare i limiti. I nuovi scenari offerti dall’evoluzione della scienza e della tecnologia. Sono queste alcune delle tematiche fondamentali trattate in “Zero K” (Einaudi, pagg. 248, euro 19), il nuovo romanzo del maestro della letteratura americana Don DeLillo. Una parola chiave su tutte: criogenesi (o crioconservazione). Molti lettori ricorderanno il caso – di un paio di mesi fa – della ragazza britannica di 14 anni morta di cancro la quale, in virtù di una sentenza del giudice dell’Alta Corte di Londra giunta a seguito di una battaglia legale tra i genitori (la madre, contrastata dal padre, voleva assecondare il desiderio espresso dalla stessa ragazza), ha ottenuto l’autorizzazione legale a farsi ibernare in una struttura statunitense predisposta alla conservazione dei corpi a bassissima temperatura, anche per centinaia di anni, nella speranza che i progressi della scienza possano, un giorno, consentirne il risveglio (la procedura di ibernazione inizia appena il cuore smette di battere e prima che sia dichiarata la morte cerebrale). Quando questa notizia ha fatto il giro del mondo, il romanzo di DeLillo era uscito da settimane. La storia dello scrittore americano è narrata dal punto di vista di Jeffrey, figlio del magnate della finanza Ross Lockhart. La seconda moglie di Ross, Artis, è malata terminale. Ross, essendo uno dei finanziatori di Convergence (struttura kazaka che pratica la crioconservazione) decide, in accordo con l’interessata, di sottoporla al progetto di ibernazione del corpo. Di più: Ross esterna al figlio il desiderio di voler seguire l’amata moglie e di volersi sottoporre contestualmente al procedimento, sebbene le sue condizioni di salute siano ancora buone. C’è un’unità speciale, all’interno di Convergence: si chiama Zero K. «Si basa sulla volontà del soggetto di essere sottoposto a un certo tipo di transizione per passare al livello successivo», dice Ross a suo figlio. «In altre parole ti aiutano a morire», risponde Jeffrey sconvolto. Leggi tutto…

PREMIO BANCARELLA 2017: i vincitori

PREMIO BANCARELLA 2017

Il Premio Bancarella ha inaugurato oggi, 10 marzo, presso il Conservatorio Guido Cantelli di Novara, la sessantacinquesima edizione, presentando i 6 libri vincitori del Premio Selezione 2017.

I librai, interpretando del gusto dei lettori e valutando le potenzialità commerciali, hanno insignito del Premio Selezione Bancarella i seguenti autori:

Alessandro Barbaglia “LA LOCANDA DELL’ULTIMA SOLITUDINE”, (Mondadori)

Valeria Benatti: “GOCCE DI VELENO”, (Giunti)

Cristina Caboni: “IL GIARDINO DEI FIORI SEGRETI” (Garzanti)

Jung Myung Lee, “LA GUARDIA IL POETA E L’INVESTIGATORE”, (Sellerio)

Lorenzo Marone, “MAGARI DOMANI RESTO”, (Feltrinelli)

Matteo Strukul, “I MEDICI” (Newton Compton) Leggi tutto…

LIBRI COME 2017

LIBRI COME 2017: Una produzione Fondazione Musica Per Roma – VIII Edizione

dal 16 al 19 marzo 2017

a cura di
Marino Sinibaldi
Michele De Mieri e Rosa Polacco

Il calendario del Festival è disponibile qui

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Fin dalla sua prima edizione Libri Come ha voluto misurare quanto lontano si potesse arrivare, parlando di libri e lettura. E la nostra festa è stata da sempre un luogo dove celebrare una passione ma insieme sfidarla a superare i suoi limiti. Non c’è dunque parola chiave più coerente con la missione di questa manifestazione di quella che abbiamo scelto quest’anno: Confini. Leggi tutto…

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VOLUMINOSI 2017

FESTIVAL “VOLUMINOSI”, 9 ORE SCRITTORI NON STOP CON ZAFÓN, ALBINATI, DE CATALDO, DE SILVA E…

Sabato 25 marzo nella libreria indipendente Nuova Europa I Granai di Roma, che raddoppia lo spazio. Anteprima con Carlos Ruiz Zafón il sabato precedente. Direttore editoriale Roberto Ippolito. Partecipano inoltre De Masi, Dose, Beltramme, Briasco, Toni Bruno, Coppo, Damiani, Di Paolo, D’Orazio, Forcellino, Koch, Andy Luotto, Monferrini, Pecora, Petri, Salvatori, Serretta, Zilahy

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Un giorno intero, senza un attimo di pausa, con gli scrittori più amati di tutti i generi. È “Voluminosi”, il festival letterario che li chiama a raccolta dando vita a una catena di conversazioni, sabato 25 marzo 2017 dalle 11.00 alle 20.00 nella libreria indipendente romana Nuova Europa I Granai (Via Mario Rigamonti 100) di Barbara e Francesca Pieralice, che raddoppia i suoi spazi. L’evento, concepito dal direttore editoriale Roberto Ippolito, è aperto dal Premio Strega Edoardo Albinati e chiuso da Giancarlo De Cataldo e Diego De Silva. Anteprima con Carlos Ruiz Zafón, scrittore record spagnolo, alle 17.30 di sabato 18.

“Voluminosi” è un evento unico, come è unico il luogo che lo ospita. È dunque, sono le parole del sottotitolo, il “Festival non stop scrittori lettori librai nella raddoppiata Nuova Europa I Granai”.

I ventidue autori partecipanti spaziano dalla narrativa alla grande poesia, dalla saggistica alla cucina e ai fumetti, dai libri per i piccoli a quelli di fotografia e musica, fino alle guide. Mai visti tutti insieme fra gli scaffali! Oltre Albinati, De Cataldo, De Silva e Zafón partecipano Ilaria Beltramme, Luca Briasco, Toni Bruno, Marianna Coppo, Antonello Dose, Claudio Damiani, Domenico De Masi, Costantino D’Orazio, Paolo Di Paolo, Antonio Forcellino, Roberto Koch, Andy Luotto, Michela Monferrini, Dario Salvatori, Clara Serretta, Elio Pecora, Romana Petri, Mirko Zilahy. Parlano delle ultime fatiche ma anche delle prossime, insomma del loro lavoro. Leggi tutto…

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LETTERATITUDINE 3 ad Adrano

Venerdì 10 marzo, ore 17, Istituto Tecnico Commerciale P. Branchina, Adrano (CT) si svolgerà la presentazione del volume “Letteratitudine 3: letture, scritture, metanarrazioni” (LiberAria) curato da Massimo Maugeri

L’incontro si svolgerà nell’ambito della manifestazione Viaggio tra le parole, promossa dalla biblioteca comunale “Rosario Russo”.

L’incontro sarà moderato dalla Prof.ssa Lina Uccellatore.

Sarà presente Massimo Maugeri

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Il libro

Un manuale sulla lettura, uno scrigno zeppo di consigli di scrittura, l’ingresso nel laboratorio creativo di tante scrittrici e tanti scrittori di fama nazionale e internazionale, un insieme di percorsi che, tra autoracconti d’autore, interviste e saggi, conducono nel dietro le quinte di libri, scrittori e personaggi letterari che conosciamo e amiamo. In questi e in tanti altri modi può essere definito Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni, il nuovo libro curato da Massimo Maugeri, che celebra le attività culturali e letterarie del noto blog Letteratitudine, a dieci anni dalla sua nascita. Un manuale che si legge come un romanzo, e che costituisce una vera e propria miniera di consigli e ispirazioni per chiunque, addetto ai lavori o semplice appassionato di letteratura, desideri conoscere da vicino i meccanismi che regolano l’universo che ruota intorno alla scrittura e ai suoi protagonisti, siano essi reali o immaginari.

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Il libro è disponibile nelle migliori librerie e presso i punti di rivendita online (Amazon libri, Ibs, Feltrinelli libri, Mondadori store, Libreria Universitaria, ecc.) Leggi tutto…

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 2017: intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Pubblichiamo il testo e il video dell’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’ambito della celebrazione della Giornata Internazionale della Donna 2017

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E’ stata celebrata al Palazzo del Quirinale la Giornata Internazionale della Donna quest’anno dedicata al tema “Donne per la pace”.

 

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(Palazzo del Quirinale – 08/03/2017)

di Sergio Mattarella

Un benvenuto al Quirinale a tutte e a tutti i presenti e a coloro che ci guardano attraverso la TV.
Oggi si celebra, in tutto il mondo, la Giornata della donna. Accogliendo voi al Quirinale intendo accogliere la passione, le fatiche, i sogni, le amarezze e la gioia di tutte le donne italiane. Della metà dell’Italia!
Rinnovo quindi il benvenuto più caloroso, ringraziando le donne del nostro Paese per la loro quotidiana e spesso faticosa attività in favore di una società più equa, più accogliente, più solidale e più integrata.
Il vostro è un impegno il più delle volte silenzioso, che si svolge lontano dai riflettori, tra molti ostacoli, alcune incomprensioni e persino qualche pregiudizio che resiste contro ogni evidenza.
Sono ben consapevole che le donne, non solo in Italia, danno alla società più di quanto ricevono in cambio. Ciò nonostante, quella delle donne è un’azione tenace, risoluta e paziente. E, molto spesso, coraggiosa.
Coraggio, tenacia, pazienza. E, va aggiunto, lungimiranza. Sono le caratteristiche necessarie per costruire la pace. Le donne le possiedono.
Una pace, certo, che non sia solo il frutto di un temporaneo e precario “cessate il fuoco”.
Il silenzio delle armi è la condizione indispensabile di partenza, ma la pace è un processo che arriva a compimento soltanto se si alimenta di istruzione, cultura, integrazione, vicendevole disponibilità, promozione dei diritti, pari opportunità, comprensione e rispetto tra popoli, culture e religioni.
Realizzare la pace significa intessere dialogo, moltiplicare le occasioni di convivenza, vuol dire costruire reti. E’ quello che le donne mettono in pratica, quotidianamente, in famiglia, nella società, nella cura di figli e anziani, nei luoghi di lavoro, nell’impegno politico. Leggi tutto…

LA CASA DELLA MEMORIA E DELL’OBLIO di Filip David (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA CASA DELLA MEMORIA E DELL’OBLIO di Filip David (Bordeaux edizioni)

Postfazione di Božidar Stanišic – Traduzione di Dunja Badnjević e Manuela Orazi

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Capitolo secondo

Dedicato al ricordo di mio padre
e alle sue visioni premonitrici

I miei primi ricordi raggiungono il lontano passato. Porto inciso nella memoria il volto severo ma onesto di mio nonno, rabbino polacco di Leopoli. Mio padre non aveva dato seguito alla tradizione di famiglia, apparteneva alla corrente degli ebrei istruiti che ripudiavano la tradizione, parlavano il polacco, il russo e il tedesco e si vergognavano della lingua yiddish, considerandola la lingua degli ebrei mitteleuropei più poveri. Conobbe mia madre per puro caso, durante un viaggio in Serbia. Lei era di famiglia sefardita. Sono quegli ebrei che furono cacciati dalla Spagna, la loro lingua era il ladino, un misto di spagnolo antico e parole slave. Suo padre aveva una bottega nella città di K. Era una famiglia numerosa, con nove figli. Al posto d’onore della loro casa, in un armadio dietro le ante vetrate, in mezzo ai piatti di porcellana, accanto alla menorah posta su un piedistallo di madreperla c’era una grande chiave massiccia, una vecchia reliquia di famiglia tramandata di generazione in generazione, attraverso il nonno, il bisnonno e oltre: la chiave del portone della casa di Siviglia, da dove i Berah, miei antenati da parte di madre, erano fuggiti, scacciati dalla minaccia dell’Inquisizione e per ordine della regina Isabella. La chiave era stata conservata come una reliquia ormai pallida della Spagna, ricordo di un’antica saga familiare. È la storia del giovane Simon Berah, che dopo un naufragio approdò sul suolo del Mediterraneo dove si unì a un gruppo di pellegrini. Durante il viaggio con i pellegrini, da un santuario all’altro, ascoltò racconti fantastici e visse una serie di avventure. Nella nostra famiglia queste storie si trasmettevano per via orale come un lascito in cui gli eventi reali si intrecciavano con le allegorie cabalistiche. In realtà narravano di un lungo girovagare, di esilio, di nomadismo, della vita che sempre ci ammonisce che siamo solo ospiti di un mondo estraneo. Leggi tutto…

IL MAGGIO DEI LIBRI 2017

TORNA IL MAGGIO DEI LIBRI: LEGGIAMO INSIEME

La primavera si avvicina e con essa anche il rifiorire della passione per la lettura: per il settimo anno consecutivo, dal 23 aprile al 31 maggio 2017 torna IL MAGGIO DEI LIBRI, la campagna di promozione alla lettura organizzata dal Centro per il libro e la lettura, divenuta ormai un appuntamento atteso, abituale e diffuso in tutta Italia. Il claim istituzionale di questa edizione è Leggiamo insieme, accompagnato dall’immagine guida creata dall’illustratore Guido Scarabottolo.

Quest’anno la campagna è incentrata sulla lettura come strumento di benessere: leggere è divertente, piacevole e salutare, è un balsamo per la mente fatto di pagine e immaginazione. I libri permettono di ampliare le proprie potenzialità e di migliorarsi a ogni età, nei contesti più diversi: la lettura costituisce un’attività di educazione permanente, è un presidio contro l’analfabetismo di ritorno, permette un invecchiamento attivo, favorisce il benessere psicofisico.

Al tema principale si affiancheranno altri tre filoni tematici: la legalità, con letture e dibattiti sul senso di responsabilità civile e sui protagonisti della lotta contro ogni tipo di crimine (includerà le iniziative legate all’anniversario della morte di Giovanni Falcone); gli anniversari di scrittori illustri – perché il 2017 è un anno ricco di ricorrenze letterarie, come i 125 anni dalla nascita di J.R.R. Tolkien, 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, 150 anni dalla morte di Charles Baudelaire, 200 anni dalla morte di Jane Austen, 30 anni dalla morte di Marguerite Yourcenar; e il Paesaggio, per scoprire come è raccontato dagli scrittori e con quali modalità tutti noi siamo chiamati a difenderlo. Leggi tutto…

ENRICO MACIOCI racconta LETTERA D’AMORE ALLO YETI

ENRICO MACIOCI racconta il suo romanzo LETTERA D’AMORE ALLO YETI (Mondadori)

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di Enrico Macioci

Scrissi la prima, rapida stesura di Lettera d’amore allo yeti nell’estate del 2013. Lasciai il romanzo a maturare in un cassetto e lo ripresi nel 2014, lavorandoci per parecchi mesi. Poi lo misi di nuovo a nanna e lo recuperai nel 2015 (altri due mesi di lavoro). Infine c’è stato l’editing precedente la pubblicazione, nell’autunno del 2016.
Dall’estate del 2013 in poi ho scritto altro, ma credo che Lettera rappresenti una svolta nella mia narrativa. Da modalità ibride, dove la storia si mescola a inserti sociologico/filosofici (La dissoluzione familiare) o a una forte componente autobiografico/diaristica (Breve storia del talento), a una modalità che contempla solo la storia. Naturalmente nessuna storia può essere mai del tutto solo una storia. Ogni storia, nutrendosi del vissuto di chi la scrive, è una finzione spuria. Intendo però affermare che, con Lettera, ho imboccato una strada più decisa verso ciò che potremmo definire “romanzo classico”. Uso le virgolette perché so di calpestare un terreno minato. Cos’è un romanzo? E cos’è poi un romanzo classico? Di preciso non lo sappiamo. Provo a cavarmela così: il romanzo è un testo che fa muovere una serie di personaggi (al limite anche un solo personaggio) entro determinati ambienti e situazioni. Un romanzo inteso in senso classico – sempre per sommi capi – agisce senza tenere conto (o tenendo conto relativamente) dell’esperienza del postmoderno, delle avanguardie, del decostruzionismo, della teorie che hanno coinvolto molti intellettuali e romanzieri negli ultimi decenni. Cantastorie è forse il termine che meglio definisce ciò che cerco quando leggo, e ciò cui tendo quando scrivo. Uno che sembra parlare come si parla attorno al fuoco, inseguendo con le proprie parole una forma da offrire a chi lo ascolta – e al buio. Leggi tutto…

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina (Giunti)

Un estratto del libro è disponibile qui

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Il potere “sanante” della letteratura

di Massimo Maugeri

La lettura del nuovo romanzo di Silvana La Spina, “L’uomo che veniva a Messina” (Giunti, 2015), mi ha spinto verso un’ulteriore riflessione sul potere “sanante” della letteratura; riflessione che per me, in un certo senso, è ricorrente.
Il riferimento al potere “sanante” della letteratura può essere inteso in diversi sensi. Quante volte ci siamo imbattuti nella lettura di un romanzo che, in quel preciso periodo della nostra vita, si è rivelato come una sorta di zattera di salvataggio, come lo strumento che ci ha consentito di svolgere un viaggio nel tempo e nello spazio, fuori e dentro di noi, e che ci ha offerto opportunità nuove di riflessione, di confronto, di acquisizione di consapevolezza, oltre che di mero intrattenimento? Chi ama davvero i libri e vive pienamente la dimensione della lettura non è nuovo a esperienze simili. Del resto (a proposito di “potere sanante”) i risultati di alcuni studi tendono a confermare il fatto che la lettura è – tra le altre cose – un ottimo antidoto contro la depressione… proprio perché, leggendo, uscendo dai cunicoli ombrosi degli Io malridotti, ci si ritrova proiettati al di fuori di sé, in nuovi mondi, a condividere esperienze altre, agevolando – di conseguenza – il processo di alleggerimento dei propri gravami interiori. Tutto ciò rientra nell’ottica del potere “sanante” della letteratura, inteso in senso soggettivo.
Oltre a quello evidenziato, mi viene in mente un altro aspetto del potere “sanante” della letteratura (in senso più oggettivo, stavolta): quello capace di colmare vuoti; di riempire, in certi casi, persino i buchi della storia attraverso la forza immaginifica delle parole e l’arte della narrazione.
Il nuovo romanzo di Silvana La Spina, “L’uomo che veniva da Messina” (Giunti), incentrato sulla figura e sulla vita del grande Antonello da Messina, è senz’altro dotato di questa peculiarità (e non solo perché offre, tra le altre cose, al lettore la possibilità di attraversare un secolo complesso come il 1400). Leggi tutto…

ALESSANDRO ZACCURI racconta LO SPREGIO

ALESSANDRO ZACCURI racconta il suo romanzo LO SPREGIO (Marsilio)

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di Alessandro Zaccuri

All’inizio, quando Lo spregio non era ancora Lo spregio, il protagonista non si chiamava Franco Morelli, detto il Moro, ma Remigio Labruna, sapeva già  «di essere un uomo infame, e ne era fiero». Così leggo nel più vecchio degli appunti relativi al libro. L’annotazione risale all’aprile del 2010 ed è consegnata a un file che porta la dicitura, non poco pretenziosa, di incipit sine explicit. Mi era capitato, come altre volte, di mettere per iscritto una scena della quale non capivo bene il significato e per la quale non sarei stato in grado di prevedere uno sviluppo. È l’appunto più antico e anche il più vicino a quello che poi, nell’autunno del 2013, il libro è diventato.
Nella cartelletta in cui conservo gli altri esperimenti trovo una manciata di abbozzi, ciascuno accompagnato dal suo titolo e addirittura da una citazione in esergo. C’è La rovina, del gennaio 2013, che è un inizio di racconto in prima persona, dettato dalla voce di un giovane uomo che viene trascinato controvoglia, a notte fonda, davanti a un rudere in montagna. Probabilmente avevo un’idea di come proseguire, anche se non la ricordo con esattezza. Non era male, però, la frase di Saint-Just alla quale mi appoggiavo e della quale, di nuovo, non sarei più in grado di stabilire la provenienza: «Nulla assomiglia alla virtù più di un grande crimine». È lo stesso paradosso – niente affatto paradossale, in realtà – nel quale mi imbatto nelle prime righe di un’altra stesura, intitolata Il dispetto e datata marzo 2013. Avevo rinunciato al racconto in prima persona per introdurre subito il protagonista, che nel frattempo aveva conquistato il suo soprannome: «Il Moro sarebbe stato un grande santo, se fosse stato un santo». Meglio, per quanto la citazione introduttiva (Farinata che, nella descrizione di Dante, tiene «l’inferno a gran dispitto») suoni prevedibile, scolastica. Leggi tutto…

Una Giornata di Studi dedicata a GIUSEPPE PONTIGGIA

Martedì 7 marzo 2017
Giornata di Studi
Giuseppe Pontiggia: la parola come avventura
SEMINARIO
Palazzo Sormani | Sala del Grechetto | via Francesco Sforza 7 Milano | ore 14.30
RECITAL
Teatro Verdi | via Pastrengo 16 Milano | ore 21

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NEL DOLORE di Alessandro Zannoni (intervista)

NEL DOLORE di Alessandro Zannoni (A & B edizioni): intervista all’autore

di Massimo Maugeri

Dopo “Biondo 901“, “Imperfetto” e “Le cose di cui sono capace” (editi da Perdisa Pop), Alessandro Zannoni torna in libreria con un nuovo romanzo intitolato “Nel dolore” dove ritroviamo il personaggio Nick Corey…

– Caro Alessandro, come sai sono sempre molto incuriosito dalla “genesi dei libri”. Quindi come prima cosa vorrei chiederti (come spesso mi capita di fare) di raccontarci qualcosa su come nasce questo tuo nuovo romanzo…
Caro Massimo, la genesi è semplice e naturale: “Le cose di cui sono capace”, edito da Perdisa Editore nel 2011, era stata concepita come la prima di una serie di storie con protagonista Nick Corey, lo sceriffo italo-americano di BakeeredgePass, piccola cittadina texana. Come vedi, niente di eclatante, tutto molto naturale.

–  Ti chiederei di presentare Nick Corey ai nostri lettori. Che tipo d’uomo è?
È violento, bestemmia, beve e usa metodi estremi per debellare la delinquenza. Sì, sembra un bastardo insensibile, ma quando si conosce un poco, si capisce che ha dei principi morali forti e sani. Pochi, è vero, ma sono quelli che lo rendono umano: amore, amicizia e senso di giustizia. Ma credo che la sua principale caratteristica sia il coraggio. Il coraggio di inseguire la felicità e fare di tutto per ottenerla, anche usando mezzi da fuorilegge.
Nick è un uomo che non ha paura delle sue debolezze. Le accetta e le vive senza sensi di colpa. Non cerca di apparire diverso da quello che è, non si nasconde dietro giustificazioni di comodo, e questa è la sua forza: si mostra in tutta la sua umanità sbagliata, che vive fino in fondo.

– Come è cambiata la sua vita in “Nel dolore”, rispetto a quanto narrato nel precedente romanzo? Leggi tutto…

NEVE, CANE, PIEDE: effetto Modus Legendi

https://i2.wp.com/www.exormaedizioni.com/exorma/wp-content/uploads/2015/09/Cop_NEVE_CANE1.jpg“NEVE, CANE, PIEDE” di Claudio Morandini nella classifica dei più venduti di questa settimana spinto da Modus Legendi.

Leggi l’Autoracconto di Claudio Morandini dedicato a “Neve, cane, piede” (Exòrma Edizioni) – Vincitore del Premio Procida — Isola D’Arturo — Elsa Morante 2016

Anche per questa seconda edizione di Modus Legendi ha avuto successo riuscendo nell’intento: “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è nella “top ten” della classifica della narrativa italiana. Con 1192 voti (30.68%) “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è stato il libro più votato di Modus Legendi 2017, l’iniziativa promossa dal gruppo Facebook Billy, il vizio di leggere. Il romanzo di Morandini, già vincitore del Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante 2016, è stato dunque al centro della seconda fase di Modus Legendi, quella più importante: la settimana d’acquisto dal 12 al 18 febbraio, volta a portare in classifica un libro di un editore indipendente facendolo diventare un caso editoriale. Dopo tre settimane di votazione, tenutesi sul forum di Ultima Pagina, i lettori hanno scelto tra una rosa di cinque titoli di case editrici indipendenti di qualità il libro da “lanciare” nella classifica nazionale. L’iniziativa, nata dall’idea di Angelo Di Liberto e Carlo Cacciatore, promossa dal gruppo di lettori Billy, il vizio di leggere, consiste nel promuovere l’acquisto in massa — in un tempo limitato di una settimana — del titolo precedentemente votato, con lo scopo di farlo arrivare nelle classifiche nazionali. La prima edizione di Modus Legendi si è conclusa nel mese di aprile 2016 con enorme successo, consacrando Annie Ernaux nel panorama culturale italiano con il suo “Il Posto”, in terza posizione nella classifica nazionale narrativa straniera e all’undicesima di quella generale. Anche questo anno la “rivoluzione gentile” di Modus Legendi ha avuto successo: “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è al VII posto della TOP TEN e al V nella classifica della narrativa italiana. Leggi tutto…