Home > Interviste, Recensioni e segnalazioni > NEL DOLORE di Alessandro Zannoni (intervista)

NEL DOLORE di Alessandro Zannoni (intervista)

marzo 1, 2017

NEL DOLORE di Alessandro Zannoni (A & B edizioni): intervista all’autore

di Massimo Maugeri

Dopo “Biondo 901“, “Imperfetto” e “Le cose di cui sono capace” (editi da Perdisa Pop), Alessandro Zannoni torna in libreria con un nuovo romanzo intitolato “Nel dolore” dove ritroviamo il personaggio Nick Corey…

– Caro Alessandro, come sai sono sempre molto incuriosito dalla “genesi dei libri”. Quindi come prima cosa vorrei chiederti (come spesso mi capita di fare) di raccontarci qualcosa su come nasce questo tuo nuovo romanzo…
Caro Massimo, la genesi è semplice e naturale: “Le cose di cui sono capace”, edito da Perdisa Editore nel 2011, era stata concepita come la prima di una serie di storie con protagonista Nick Corey, lo sceriffo italo-americano di BakeeredgePass, piccola cittadina texana. Come vedi, niente di eclatante, tutto molto naturale.

–  Ti chiederei di presentare Nick Corey ai nostri lettori. Che tipo d’uomo è?
È violento, bestemmia, beve e usa metodi estremi per debellare la delinquenza. Sì, sembra un bastardo insensibile, ma quando si conosce un poco, si capisce che ha dei principi morali forti e sani. Pochi, è vero, ma sono quelli che lo rendono umano: amore, amicizia e senso di giustizia. Ma credo che la sua principale caratteristica sia il coraggio. Il coraggio di inseguire la felicità e fare di tutto per ottenerla, anche usando mezzi da fuorilegge.
Nick è un uomo che non ha paura delle sue debolezze. Le accetta e le vive senza sensi di colpa. Non cerca di apparire diverso da quello che è, non si nasconde dietro giustificazioni di comodo, e questa è la sua forza: si mostra in tutta la sua umanità sbagliata, che vive fino in fondo.

– Come è cambiata la sua vita in “Nel dolore”, rispetto a quanto narrato nel precedente romanzo?
Be’, è tornata Stella, vivono di nuovo assieme, e per Nick è un ritorno alla vita. Con lei sa che diventerà un uomo migliore, è convinto che lei sia la sua redenzione. E così Nick si sente più empatico verso il resto del mondo, il suo lavoro e la sua città, che odia profondamente. La rabbia che lo divorava, quando era solo e abbandonato e che scaricava sugli altri e su sé stesso, ha lasciato spazio al perdono e all’amore per Stella. Finalmente vede un futuro a colori. Finalmente può sperare in una discesa. La felicità è vicina, ma…

Immagine correlata– Soffermiamoci su Stella, che sembra avere un’influenza positiva sulla vita di Nick. Parlaci di lei. Che tipo di donna è?
Stella è una donna tosta, sicura e sfrontata. Ha le idee chiare su quello che vuole e su come vuole vivere. Come Nick, sa affrontare i suoi lati oscuri con sangue freddo, non ha problemi di coscienza, e neppure leggi morali che la potrebbero rendere diversa dal suo uomo. È selvaggia e taciturna, imperscrutabile nella sua tranquillità. Vive il sesso con Nick con assoluta naturalezza, come primo passo per riconoscersi e appartenersi. Stella è quel tipo di donna che potrebbe ribaltare la vita di ogni uomo.

– Tra i personaggi del libro c’è un cane: Abramo. Che ruolo ha nella storia?
Abramo è il punto di svolta del romanzo. Quello che dapprima sembrava per Nick solo un animale bizzarro da tenere alla larga, si rivelerà un decisivo alleato contro le manovre oscure dei suoi nemici. Tra i due si stabilisce, per esclusivo merito del cane, un rapporto incredibilmente simbiotico, di rispetto e obbedienza, che meraviglia Nick e tutti quelli che avranno a che fare con loro. L’ho dipinto davvero come un cane particolare, e mi sono divertito parecchio a inventarmi caratteristiche uniche e sorprendenti che credo strapperanno parecchie risate, anche quando non si dovrebbe ridere.

– L’elemento chiave di questa storia è determinato dall’uccisione di Rudy Loddenbroke, grande amico di Nick. Cosa puoi rivelarci sui fatti attinenti a questo omicidio? E che tipo di reazione genera in Nick?
La morte di Rudy apre il romanzo e rimane per quasi tutte le pagine il motivo principale della tensione emotiva e della rabbia di Nick. Rudy era diventato un fratello, non solo il migliore amico: accomunati da un destino familiare di sofferenza, dediti all’alcol, si erano spartiti anni di dolore e sconfitte. Ma da quando è tornata Stella, Nick sente di averlo abbandonato al suo destino, perché si sta avvicinandosi a quella felicità che per Rudy è stata,  per tutta la vita, solo una chimera.
Sui fatti attinenti l’omicidio c’è poco da dire e svelare, qui. Cercherà di farlo Nick, spinto dalla determinazione e dall’odio lucido. Il suo unico pensiero non è di fare giustizia, ma di prendersi una pura e cruda vendetta.

– Il libro è dedicato al compianto Luigi Bernardi. Ti andrebbe di ricordarlo?
Bernardi è una indiscussa figura di spicco del panorama culturale italiano, scomparso troppo presto, nel pieno della sua attività progettuale. Nel mio piccolo cerco sempre di rendergli omaggio, così come fanno tutti quelli che lo hanno conosciuto, amato, apprezzato. Ma c’è chi lo sta facendo con altrettanto amore e indiscussa professionalità. Lascio qui gli indirizzi del sito dell’Associazione nata a suo nome, prodiga di novità legate alla sua sconfinata attività, e anche il sito http://www.luigibernardi.com sempre curato dalla sua Associazione, di modo che, chi non lo conosce, si possa fare un’idea di cosa ci siamo persi ma di cosa Luigi ci ha lasciato.

– Grazie mille, caro Alessandro. In bocca al lupo a te e, naturalmente, a Nick Corey…

 * * *

Il libro

La vita di Nick Corey, sceriffo della piccola cittadina texana di Bakereedge Pass, sembrava potesse scorrere tranquilla da quando Stella, il suo grande amore, è tornata a vivere con lui. I tempi della rabbia e del dolore, dell’alcol e della violenza, sembrano davvero finiti. Ma il destino non è benevolo: Rudy Loddenbróke, il suo miglior amico, col quale condivideva inconfessabili segreti, viene ucciso. Nick non ha il minimo dubbio su chi possa essere stato. Così, mentre con Stella tenta di imbastire una vita serena parlando di nuovo di matrimonio, indaga e cerca di fare uscire allo scoperto l’assassino. Grazie ad Abramo, uno strano cane incontrato per caso, Nick riesce a sventare una trappola micidiale che lo porterà di nuovo sulla strada della violenza lucida e spietata, quella che conosce bene, alla quale si appella per spianare ogni ostacolo tra lui e l’ordine delle cose, tra se stesso e la felicità che pretende di avere. I fatti prenderanno a rotolare senza freni in una discesa allucinata, e Nick Corey cadrà di nuovo nel suo inferno di ferocia, in balia delle sue paure e della sua voglia di vendetta. E non avrà pietà per nessuno, neppure per se stesso.

Al netto, “Nel dolore” è un’odissea, un romanzo, una ricerca, un mondo che va oltre il concetto dell’amoralità, con una parata di mostri umani che tentano di destabilizzare i nostri parametri di società civile, di vita quotidiana. Un’umanità deforme viene rappresentata, ma ciò che turba, in questa apparente esagerazione, è ciò che li rende parte di noi, con le loro umane debolezze, che ci piaccia oppure no. E Nick, il protagonista, ne è la massima rappresentazione. Zannoni scrive e crea un genere. Il genere Zannoni. Non ci si può confondere, si può fare a meno del titolo, della prima di copertina, della fascetta.

* * *

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: