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LIBRI COME 2017

marzo 10, 2017

LIBRI COME 2017: Una produzione Fondazione Musica Per Roma – VIII Edizione

dal 16 al 19 marzo 2017

a cura di
Marino Sinibaldi
Michele De Mieri e Rosa Polacco

Il calendario del Festival è disponibile qui

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Fin dalla sua prima edizione Libri Come ha voluto misurare quanto lontano si potesse arrivare, parlando di libri e lettura. E la nostra festa è stata da sempre un luogo dove celebrare una passione ma insieme sfidarla a superare i suoi limiti. Non c’è dunque parola chiave più coerente con la missione di questa manifestazione di quella che abbiamo scelto quest’anno: Confini.

Significa molte cose, naturalmente,  e in molti modi diversi verrà raccontata nei nostri incontri. Ma intanto indica la contraddizione o l’ambivalenza più caratteristica del nostro tempo: sconfinato nelle sue ambizioni, segnato da vecchie e nuove frontiere nella sua realtà quotidiana. Da un lato il sogno cosmopolita ha generato insieme l’utopia dell’integrazione e lo spettro della globalizzazione. Dall’altro demarcazioni tradizionali e inedite di classe, di etnia, di generazione, di religione ricominciano a marcare tutti i nostri territori, geografici e immaginari. Nascono insieme nuove disuguaglianze e nuove connessioni, in un intreccio di contraddizioni che genera angosce, conflitti ma anche una creatività nuova, non pacificata ma vitale.
Confini ci è sembrata la parola più adatta a definire questo campo ricco di pericoli e di sfide. Ne raccogliamo almeno una, quest’anno, invitando scrittori, artisti, saggisti, intellettuali che si situano lungo le molte linee di frontiera del nostro tempo. Gli chiederemo di parlarci, dal loro punto di vista particolare, dei temi del nostro presente ma anche di raccontare la loro attività espressiva con tutta la libertà che merita. Perché se c’è una parola che davvero li abbatte i confini, è questa: libertà, anzitutto artistica, di espressione e di parola.
C’è infine un aspetto che anche sul piano dell’organizzazione di Libri Come ha a che fare con questo tema. Quest’anno vorremmo superare una distinzione troppo rigida tra le grandi sale dell’Auditorium, con i maggiori autori italiani e  internazionali da un lato e la vitalità del Garage, con le sue affollate, rumorose officine dall’altro.  Stavolta offriremo spazi diversi più adatti a presentare libri anche come oggetto di riflessione, dunque con la concentrazione che meritano. Un piccolo confine che cade, nelle nostre intenzioni.
(Marino Sinibaldi)

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