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I LUOGHI DELL’UTOPIA

aprile 6, 2017

I luoghi dell’utopia” è il tema della quinta edizione del festival letterario che si svolgerà dal 6 al 9 aprile 2017 sul leggendario Monte Verità e sul lungolago di Ascona.

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Autori e autrici rinomati terranno letture, conferenze e discussioni sul significato delle utopie in qualità di “luoghi dei desideri” o “non-luoghi”. “Da tempo, ormai, nell’uso linguistico corrente il termine ʻutopiaʼ è diventato sinonimo di desiderio,” spiega Joachim Sartorius, direttore artistico degli Eventi letterari Monte Verità, “non tanto di potere o di soldi, ma di felicità, di giustizia e di un mondo migliore. Originariamente, in greco ʻutopiaʼ significava ʻluogo che non esisteʼ. Oggi questo non-luogo ha tanti nomi: da Atlantide a Patagonia fino a Lampedusa.”

A dare il via alla kermesse ci sarà lo scrittore austriaco di bestsellers Christoph Ransmayr, che giovedì sera inaugurerà la tenda in Piazza Elvezia con una conferenza sul tema dei “viaggi nello spazio e nel tempo”. Nel suo “Atlante di un uomo irrequieto” attraversa continenti, epoche e paesaggi interiori, mentre il suo nuovo libro, “Cox oder Der Lauf der Zeit” (Cox o il corso del tempo) ci trasporta nella Cina delle dinastie imperiali e descrive la follia di voler misurare l’eternità.

Ad aprire la giornata di venerdì sarà l’astrofisico e scrittore Umberto Guidoni, primo astronauta europeo ad essere salito a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che ad Ascona parlerà dello spazio come luogo utopico per eccellenza. Seguirà l’incontro con Luciano Canfora, professore di filologia greca e latina a Bari e intellettuale impegnato che, nel suo intervento, indagherà la possibilità di conservare le utopie sulla Terra e in che misura i fallimenti possano liquidare le utopie e se queste possano continuare ad esistere al di là del naufragio. La sera, la tenda di Piazza Elvezia ospiterà un’autrice che ha suscitato scalpore a livello internazionale con la sua critica acuta delle repressioni nel suo paese e del sistema sociale russo: la giornalista e scrittrice Svetlana Aleksievič, Premio Nobel per la Letteratura 2015. L’autrice biolerussa evocherà la fine delle utopie, come quelle su cui si basavano le ideologie comuniste dell’Europa dell’Est, raccontando della “fine del comunismo” e leggendo dal suo libro “Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo”, in cui documenta resoconti esemplari della vita di soldati dell’Armata rossa, ex detenuti dei gulag, funzionari, dissidenti e stalinisti.

Il sabato mattina si terrà la tradizionale cerimonia di premiazione al Monte Verità: quest’anno, dopo la laudatio a cura del teologo e scrittore Vito Mancuso – autore di “L’anima e il suo destino” e di “Il Coraggio di essere liberi” – il premio Enrico Filippini sarà consegnato a Romano Montroni. Montroni, spesso definito come “il libraio più famoso d’Italia”, ha iniziato la sua carierra giovanissimo come commesso da Feltrinelli a Milano, e successivamente è stato a capo della prestigiosa libreria per quarant’anni contribuendo al successo della catena. Oggi è il presidente del Centro per il libro e la letteratura di Roma. Il pomeriggio si tornerà sul lungolago di Ascona per assistere all’incontro tra tre autori delle generazioni più giovani – Olga Grjasnowa, Aleš Šteger e Alessandro Leogrande – che rivolgeranno la loro attenzione ai movimenti migratori in Europa evocando “viaggi con e senza speranza”. Nel suo nuovo romanzo “Gott ist nicht schüchtern” (Dio non è timido), in uscita a marzo in Germania, Olga Grjasnowa esplora l’ambiente di vita delle persone in fuga. Aleš Šteger scrive immergendosi nei luoghi al cuore delle attualità: osserva i profughi siriani alla stazione degli autobus di Belgrado e tenta di cartografare i flussi migratori con mezzi letterari. “Logbuch der Gegenwart: Taumeln” (Diario di bordo del presente: procedere barcollando) è il titolo del suo romanzo, pubblicato nel 2016. Alessandro Leogrande – che ad Ascona sarà anche il mentore dei ragazzi del Cenacolo del Monte Verità – racconta invece della frontiera, da cui deriva anche il titolo del suo ultimo romanzo (“La Frontiera”), perché “I viaggi sono un termometro del mondo contemporaneo, delle sue fratture, delle sue esplosioni. Raccontare la frontiera vuol dire immergersi in una delle principali faglie della nostra modernità”. Dopo l’incontro-lettura seguirà la tavola rotonda moderata da Roger de Weck. Nel tardo pomeriggio si affaccerà sulle rive del Verbano il poeta e saggista Pietro De Marchi per riflettere su come “nel campo delle scritture letterarie, e in particolare in quello della poesia, l’utopia è quel luogo ideale, a cui sempre si tende, nel quale per lo spazio e il tempo di un testo ci pare che il linguaggio aderisca alle cose, vere o pensate, facendoci dimenticare la sua natura artificiale, di pura convenzione umana”.

Gli incontri del sabato si chiuderanno con lo scrittore di bestseller Alberto Manguel, che ci inviterà a fare “un viaggio nei paesaggi dell’immaginazione”. Nel suo sognante “Manuale dei luoghi fantastici” abbozza un brillante catalogo delle terre, delle isole e delle città immaginarie della letteratura mondiale.

La domenica, lo scrittore svizzero Peter Stamm ci condurrà nell’ambiente più intimo della vita quotidiana in famiglia. Il suo nuovo romanzo, “Weit über das Land”, tratta dell’improvvisa scomparsa del padre di famiglia, che infrange tutte le facciate per emigrare in luoghi nuovi e sconosciuti. Sarà in seguito proposto un incontro con il giornalista Frank A. Meyer con la conferenza intitolata “La luce eterna”, incentrata sul desiderio umano di utopia.

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IL PROGRAMMA

EVENTI LETTERARI MONTE VERITÀ

I luoghi dell’utopia

Ascona, 6 – 9 aprile 2017

 

GIOVEDÌ 6 APRILE 2017

 

Dell’imperatore, di orologi e di uccelli in Cina

con Christoph Ransmayr, scrittore
Nel XVIII secolo l’orologiaio Alister Cox si reca in Estremo Oriente per costruire l’orologio finale ed eterno per l’imperatore della Cina. Nel suo brillante romanzo Cox oder Der Lauf der Zeit (Cox o il corso del tempo) Christoph Ransmayr racconta di un’utopia – è possibile misurare l’eternità? – e del mistero per cui, in ultima analisi, solo l’atto di raccontare può trionfare sul tempo. Restiamo in Cina con un suo precedente libro, Atlante di un uomo irrequieto, nel quale Christoph Ransmayr evoca la storia dell’incontro del narratore con un ornitologo sulla Grande Muraglia coperta di neve.

 

 

VENERDÌ 7 APRILE 2017

 

Lo spazio come luogo dell’utopia

con Umberto Guidoni, astronauta, astrofisico e scrittore

 

Quando si raggiunge lo spazio si è sopraffatti da emozioni diverse. Senza il vincolo del peso, si ha una sensazione di libertà mai provata prima. La Terra, vista da lassù, è un’immagine che toglie il respiro. I colori cambiano di continuo: il giallo ocra dei deserti, il bianco delle cime innevate, il verde profondo delle foreste ma, su tutto, domina il blu degli oceani. È un gioiello turchese nell’immensità buia dello spazio, un’oasi che accoglie i sogni e le aspirazioni di miliardi di individui.

 

 

Un dilemma: Platone o Aristofane?

con Luciano Canfora, filologo classico, storico e saggista

 

Si pone la domanda se utopia non fosse proprio quella accelerazione storica che nel 1917-1919 era parsa a molti incontrare e felicemente interpretare für ewig il «senso della storia». Resta ineludibile l’altra domanda: se cioè non sia una costante umana, quale che sia la forma in cui nel tempo essa viene espressa, l’istanza che punta alla formazione dell’«uomo nuovo», il rifiuto cioè di rassegnarsi alla rassicurante e paralizzante saggezza radicata nel convincimento, tipico del realismo classico, dell’immutabilità della natura umana. Perciò il dilemma è pur sempre: Platone o Aristofane?

 

 

 

 

Con gli occhi della ricercatrice di testimonianze

con Svetlana Aleksievič, giornalista, scrittrice e Premio Nobel per la letteratura 2015

Moderazione: Andreas Breitenstein

 

Con le sue interviste Svetlana Aleksievič compone romanzi polifonici sull’«uomo sovietico» inteso come imprinting, atteggiamento mentale e destino vissuto fino a oggi. Nel suo libro Tempo di seconda mano prendono la parola persone che sono fuggite da un’utopia e tuttavia continuano a desiderarla ardentemente, tentennando tra il nuovo inizio e la nostalgia. Cento anni dopo lo scoppio della Rivoluzione russa, intessendo innumerevoli conversazioni la scrittrice premio Nobel ha dato forma a un romanzo epocale su un periodo storico non ancora concluso.

 

 

SABATO 8 APRILE 2017

 

Premio Enrico Filippini a Romano Montroni, editore e presidente Cepell

Laudatio: Vito Mancuso, teologo e scrittore

 

Il premio dedicato a Enrico Filippini (Locarno 1932 – Roma 1988), traduttore, editor, inviato culturale e molto altro, vuole essere un riconoscimento per quelle figure che, dietro le quinte delle case editrici o dei giornali, lavorano per i libri senza troppo comparire, pur avendo un ruolo di grande rilievo. Dopo Bernard Comment, Klaus Wagenbach, Renata Colorni e Teresa Cremisi, quest’anno il premio va a Romano Montroni, editore e presidente del «Centro per il libro e la lettura» di Roma; terrà la laudatio Vito Mancuso, teologo laico e scrittore.

 

L’utopia degli arrivi

 

                 L’autostazione di Belgrado – una sala d’attesa per profughi

con Aleš Šteger, scrittore

Lettura da Logbuch der Gegenwart: Taumeln

 

Una volta all’anno Aleš Šteger sceglie un luogo, vi si siede per dodici ore ed esprime a parole le sue impressioni. Il 2 agosto 2015 è toccato alla stazione degli autobus di Belgrado, un luogo centrale per i profughi siriani in viaggio verso l’Ungheria. Ciò che percepisce e annota è letteratura in tempo reale: non filtrata e unica nella sua immediatezza.

 

                 L’arrivo è l’utopia dei profughi

con Olga Grjasnowa, scrittrice

Lettura da Gott ist nicht Schüchtern

 

Amal, attrice di Damasco, si unisce alla rivoluzione contro il regime di Assad, viene sorvegliata dai servizi segreti e infine incarcerata. Suo padre è ricco e paga affinché sia rimessa in libertà, ma Amal deve fuggire, via Beirut fino in Turchia, e da lì su di un vecchio mercantile verso l’Italia. La nave affonda e il suo compagno Youssef viene salvato in circostanze drammatiche. Insieme si fanno carico di un neonato la cui madre è annegata.

 

 

 

 

                 Raccontare la frontiera

con Alessandro Leogrande, giornalista e scrittore

Lettura da La frontiera

 

Per raccontare l’esodo che preme sulle porte d’Europa occorre allargare lo sguardo al di là del mare. Bisogna comprendere perché migliaia di uomini e donne sono disposti a morire in viaggi pericolosi, pur di lasciarsi alla spalle una vita bloccata, la distruzione delle proprie città, l’asfissia di regimi totalitari. Bisogna guardare noi stessi, i nostri confini, con gli occhi degli altri, passarli al vaglio dei sogni di chi preme dall’altra parte. Raccontare la frontiera vuol dire immergersi in una delle principali faglie della nostra modernità.

 

 

Viaggi con e senza speranza

con Olga Grjasnowa, Alessandro Leogrande, Aleš Šteger

Moderazione: Roger de Weck

 

La disperazione, la fuga, il superamento delle frontiere e l’arrivo in Europa, che nonostante la chiusura e il crescente nazionalismo è ancora percepita come meta dei desideri: sono questi i temi trattati da tre giovani autori europei da diversi punti di vista in opere appartenenti a vari generi letterari. Durante la tavola rotonda moderata dal navigato giornalista Roger de Weck saranno ulteriormente approfonditi, anche in relazione alla domanda: che effetto possono avere testi di questo tipo?

 

 

Imparare dai maestri

con Pietro De Marchi, scrittore

 

Nel campo delle scritture letterarie, e in particolare in quello della poesia, l’utopia è quel luogo ideale, a cui sempre si tende, nel quale per lo spazio e il tempo di un testo ci pare che il linguaggio aderisca alle cose, vere o pensate, facendoci dimenticare la sua natura artificiale, di pura convenzione umana. Pietro De Marchi proverà a mostrarlo leggendo alcuni testi poetici di due grandi scrittori della Svizzera italiana, Giorgio e Giovanni Orelli, aggiungendo una scelta di sue poesie in cui riconoscere il loro esempio e il loro insegnamento.

 

 

Un viaggio nei paesaggi dell’immaginazione

con Alberto Manguel, scrittore

 

La nostra geografia immaginaria è infinitamente più vasta del mondo fisico. Tale osservazione, per quanto sia trita e ritrita, ci permette di percepire l’immensa generosità propria di questa funzione umana vitale: quella di dare vita a ciò che non ha posto nel mondo concreto fatto di spazio e peso. I luoghi immaginari della nostra mente non necessitano di materialità per esistere nel nostro mondo interiore. Per citare Herman Melville: «Non sono segnati in nessuna mappa: i luoghi veri non lo sono mai».

 

 

 


 

DOMENICA 9 APRILE 2017

 

«Via di qua, ecco la mia meta!»

con Peter Stamm, scrittore

Moderazione: Andreas Breitenstein

 

Thomas abbandona casa, moglie e figli. Con un sorriso stupito semplicemente se ne va e scompare. Si dà alla fuga per andare a cercare il nuovo paradiso o per lasciarsi alle spalle quel mondo fin troppo stabile e normale fatto di vita quotidiana in ufficio e in famiglia? La questione rimane in sospeso.

 

 

La luce eterna

con Frank A. Meyer, giornalista e editorialista

 

Il desiderio è la luce dell’utopia. L’utopia è la fine del desiderio. C’è qualcosa di più delicato e fragile del desiderio? Difficilmente. Eppure forse non esiste nemmeno qualcosa di più stabile. Forse il desiderio è la luce eterna dell’uomo. Si può tenere un discorso su tutto questo? A dire il vero no.

 

 

Due poli del mondo: la Patagonia e Ceylon

con Sonia Bergamasco

Lettura da Bruce Chatwin: In Patagonia e Nicolas Bouvier: Il pesce scorpione

 

Il britannico Bruce Chatwin e lo svizzero Nicolas Bouvier vantano tutte le caratteristiche tipiche dei grandi scrittori-viaggiatori. Sono uomini di mondo, privi di pregiudizi, acuti osservatori e spiritosi. Lo sguardo di Chatwin e l’orecchio di Bouvier non si fanno trarre in inganno. L’attrice Sonia Bergamasco legge estratti da due brillanti e coinvolgenti libri di viaggio di Chatwin e Bouvier che ci conducono nella «remota regione selvaggia» del Sud dell’Argentina e nello «smeraldo al collo» del subcontinente indiano.

 

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