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ANDREA FREDIANI racconta IL CUSTODE DEI 99 MANOSCRITTI

aprile 7, 2017

ANDREA FREDIANI racconta il suo romanzo IL CUSTODE DEI 99 MANOSCRITTI (Newton Compton)

di Andrea Frediani

Oltre un anno di lavoro. Ore e ore trascorse a studiare il periodo tardo antico e l’epoca costantiniana, le fonti, le lotte religiose e l’affermazione del Cristianesimo. Tutto questo per produrre, nel corso del 2016, la trilogia Roma Caput Mundi, una ponderosa saga sulla dinastia di Costantino, vista attraverso una storia di grande passione tra i due protagonisti principali e di cui adesso è uscita la ristampa in un unico, grande volume. Uno sforzo enorme, che mi indotto a pensare di poter mettere a frutto tutto quello che avevo assorbito per realizzare qualche altro lavoro. Ma soprattutto, mi ha fatto venire la voglia di rilassarmi e rilassare i lettori scrivendo qualcosa di più agile e incalzante: avevo scritto una storia che si dipanava attraverso tre generazioni, tre continenti e ottant’anni? Bene, adesso era il momento di scrivere un’avventura in tempo reale, con unità di tempo e di luogo. Perché uno scrittore ha bisogno di affrontare sfide radicalmente antitetiche a quelle che ha appena affrontato.
Il custode dei 99 manoscritti si svolge a Roma nell’arco di cinque giorni e, soprattutto, cinque notti. E non è la Roma che sono abituato a descrivere nei miei libri, quella gloriosa e luccicante dell’Antichità, dei fasti repubblicani e imperiali. No, è una Roma che, scommetto, nessuno conosce: quella dei secoli oscuri, dell’Alto Medioevo. Quella in cui la Chiesa e il papato la fanno ormai da padrone, all’ombra di un Sacro romano impero che è stato creato appena mezzo secolo prima ma che è già in crisi.
E in che modo c’entra Costantino, direte voi? Eccome se c’entra. Quella, infatti, è anche l’epoca in cui salta fuori la cosiddetta “Donazione di Costantino”: la più colossale truffa della storia, o almeno di quella occidentale, e credo proprio che fosse ora che qualcuno ci scrivesse sopra un romanzo. La Donazione di Costantino (Constitutum Constantini) è il documento su cui la Chiesa ha fondato il proprio potere temporale per tutto il medioevo, perlomeno fino a quando gente illuminata come Lorenzo Valla e Niccolò Cusano, non due qualunque, ha dimostrato che si trattava di un falso.
undefinedAll’apparenza, sembrava davvero una solenne disposizione dell’imperatore passato alla storia come colui che aveva reso lecita la religione cristiana: guarito dalla lebbra grazie al papa Silvestro I, il sovrano avrebbe “donato” l’impero d’occidente al pontefice e ai suoi successori, facendone di fatto i suoi eredi. Il documento si inseriva in una vasta produzione di manoscritti (i 99 del titolo del mio romanzo), del tutto falsi o solo interpolati – lettere dei papi più antichi, disposizioni conciliari, capitolari franchi – tutti comunque mirati a dare delle basi giuridiche al potere temporale dei papi, e la Donazione ne era la punta di diamante, per così dire. Non è ben chiaro quando è stata redatta e chi l’abbia scritta, né dove. E questo mi ha lasciato ampi margini di manovra per imbastire la trama del romanzo. Avevo per le mani un personaggio straordinario: Anastasio bibliotecario, uno degli individui più colti, spregiudicati e misconosciuti dei secoli oscuri. Anastasio è stato antipapa, ambasciatore, perseguitato, accusato di induzione all’omicidio, responsabile delle biblioteche papali, uomo di fiducia di più pontefici, in contatto con re e imperatori, e non potevo lasciarmi scappare l’occasione di infilarlo nella mia storia, anche se non è certo che ci sia il suo zampino nella redazione della Donazione o degli altri documenti “incriminati”.
Così come non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di descrivere una Roma sconosciuta: quella costantemente minacciata dalle incursioni dei saraceni, dalla malaria, da incendi e inondazioni del Tevere; quella semidiroccata in cui i pellegrini facevano il giro delle Chiese passando accanto ai ruderi dei bei tempi andati, depredati dai romani per edificare le proprie case; quella in cui il Campidoglio iniziava a essere chiamato “Monte Caprino” perché i pastori ci portavano a pascolare le capre. L’Urbe diventa così un protagonista aggiunto, reale, palpabile quanto gli esseri umani, oltre a quelli che ho scelto per una vicenda thriller che si traduce in una corsa contro il tempo: quella che Anastasio è costretto a ingaggiare per recuperare il prezioso documento, trafugato da un omicida e fanatico senza scrupoli in vista di un incontro “al vertice”, come si usa dire oggi, tra il papa e il re d’Italia.
E che si tratti di un manoscritto in grado di cambiare la storia, lo si può ben capire: di fatto, è proprio ciò che è accaduto. Per tutto il medioevo, infatti, i papi hanno esibito la Donazione di Costantino per rendere gli imperatori loro vassalli, provocando una serie di lotte e guerre tra i rispettivi sostenitori, tra guelfi e ghibellini, che hanno segnato in modo inequivocabile l’evoluzione della società occidentale…

(Riproduzione riservata)

© Andrea Frediani

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La scheda del libro

undefinedIntrighi, segreti e inganni per ottenere il potere e dominare su Roma e sul mondo. Un nuovo romanzo di Andrea Frediani, storico e scrittore di romanzi sull’antica Roma, che ha venduto, in Italia, oltre un milione di copie dei suoi libri. I suoi romanzi sono tradotti in sette lingue.

Roma, IX secolo d.C. Nei secoli più oscuri del Medioevo, i pontefici contendono il potere all’imperatore e alle famiglie patrizie. Quando in un’importante casa romana si consuma un terribile delitto, viene alla luce un complotto che ruota intorno a un misterioso manoscritto. È la Donazione di Costantino, un’arma in grado di conferire un incredibile potere a chiunque ne entri in possesso. Il suo custode è il bibliotecario Anastasio, un brillante cardinale che tutti vedono come il futuro pontefice. Aiutato da Giovanna, un’aristocratica in cerca di vendetta, Anastasio ha solo una settimana di tempo per evitare che il prezioso documento finisca nelle mani sbagliate, prima dell’incontro tra il re d’Italia e il papa, che potrebbe cambiare i destini del mondo. Ma i due devono anche lottare per la sopravvivenza di fronte a un uomo spietato e sanguinario, disposto a tutto pur di impossessarsene e far trionfare la sua fanatica visione del Cristianesimo.

Un thriller pieno di colpi di scena, ambientato in una Roma spettrale dove imponenti chiese e palazzi aristocratici si alternano a ruderi e pascoli, chierici e laici di buona famiglia a derelitti ed emarginati, zelanti pellegrini a grassatori e assassini; è una Roma i cui abitanti vivono nella costante paura del castigo di Dio, sotto forma d’incendi, piene del Tevere, attacchi dei saraceni, influenza degli eretici ed epidemie di malaria: minacce che pendono costanti sul capo dei protagonisti…

 

Andrea Frediani È nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi (tra cui Le grandi battaglie di Roma antica; I grandi generali di Roma antica; I grandi condottieri che hanno cambiato la storia; Le grandi battaglie di Alessandro Magno; L’ultima battaglia dell’impero romano, Le grandi battaglie tra Greci e Romani, Le grandi battaglie del Medioevo, La storia del mondo in 1001 battaglie) e romanzi storici: Jerusalem; Un eroe per l’impero romano; la trilogia Dictator (L’ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare, quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011); Marathon; La dinastia; Il tiranno di Roma; 300 guerrieri, 300. Nascita di un impero e I 300 di Roma. Ha firmato la serie Gli invincibili, una quadrilogia dedicata ad Augusto (Alla conquista del potere, La battaglia della vendettaGuerra sui mari, Sfida per l’impero). L’ultimo pretoriano e L’ultimo Cesare inaugurano la serie Roma Caput Mundi. Il romanzo del nuovo impero, incentrata sulla controversa figura di Costantino. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue. Il suo sito è www.andreafrediani.it

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