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GLAM CITY: lo spettacolo teatrale

aprile 27, 2017

Risultati immagini per Silvio Laviano glam cityIl 28, il 29 (ore 21) e il 30 aprile (ore 18) debutterà al Teatro Piscator di Catania la novità assoluta di Domenico Trischitta, “Glam City”, tratto dal romanzo omonimo (Avagliano editore).

Glam City racconta la rivoluzione mancata di Gerry Garozzo, artista diverso e trasgressivo che ha portato una ventata di novità e colore nella buia e carnale Catania degli anni Settanta.

Adesso, a due anni dall’uscita, il romanzo approda in teatro, sarà Silvio Laviano a dare corpo e anima al protagonista, evocando tra i molti fantasmi anche il suo alter ego, Marc Bolan, padre del glam rock inglese.

Lo spettacolo è diretto dal Regista Nicola Alberto Orofino. 

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Risultati immagini per domenico trischitta letteratitudinenewsGlam City è un romanzo di formazione che usa il pretesto della diversità per raccontare la nostra città in quegli anni” dice Domenico Trischitta a LetteratitudineNews.
Sono 120 pagine, ma ne condensano 500,  una discesa in apnea fatta da un recordman della profondità, una grande e vertiginosa caduta. Ci ho messo quasi tre anni per pensarlo e tre mesi per scriverlo, quando la storia ha trovato il momento giusto per essere raccontata. Il protagonista  tenta di presentare le atmosfere londinesi ai catanesi: l’ambiguità, la libertà, il travestitismo. Ma i conterranei non lo capiscono. Del resto, io per primo, quando ho avuto tra le mani il primo disco di David Bowie, sono rimasto disorientato: capelli lunghi, trucco, non capivo chi fosse l’artista che avevo davanti. Gerry Garozzo vuole che Catania diventi una città glam rock, si impegna, ma non ci riesce.
Io la Catania degli anni Settanta, Ottanta e Novanta me la ricordo bene. Era una città che ha scoperto e sperimentato varie fasi musicali: prima Marcella e Gianni Bella, i Beans, poi Battiato, i Denovo, infine gli artisti di Checco Virlinzi. Non c’è un lieto fine, ma c’è un senso di speranza: Gerry torna in Sicilia, dopo l’esperienza milanese, e capisce che, nonostante tutto, è giusto combattere per inseguire le proprie aspirazioni“.

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“Gerry Garozzo è una ragazzo diverso della Catania anni 70 che sogna di fare il trasformista. Per il suo ventunesimo compleanno andrà a Londra e lì incrocerà l’astro nascente del glam rock, Marc Bolan. Nella torrida Catania, la sua glam city, assieme ad atri variopinti amici tenterà una rivoluzione di costume, fatta di travestitismo e trasgressione. Ma Catania non è Londra e lui non è Bolan, e il suo progetto discografico fallirà assieme alla sua disperata affermazione personale. Da Catania a Milano, andata e ritorno, da promessa della canzone a travestito dei viali milanesi. Anni novanta, ancora Catania, che nel frattempo non è più la glam city dei ’70.”

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Hanno scritto sul romanzo…

Glam city è un romanzo magmatico: di lava calda e musica rock, metà etneo, metà swinging London anni ’70. Romanzo di formazione e – insieme – di transizione di una città verso l’inferno e il paradiso di una dimensione metropolitana. Catania, la città più sudamericana d’Italia, non era mai apparsa così sensuale. (Santo Piazzese)

Ecco, proprio adesso, grazie al racconto optical di Trischitta, anche la Catania degli anni ’70 ha trovato la propria “Grande bellezza”, dove Gerry Garozzo è il suo eroe, il suo perduto, felice profeta. (Fulvio Abbate)

La Glam City che è stata Catania poteva essere terra di felicità e creatività. Gerry Garozzo vuole persino fare la “rivoluzione”, e la assapora negli anni del glam: la libertà di attraversare in tacchi alti, vestiti appariscenti e trucco androgino le strade “bene” di Catania; la libertà di cantare e di rappresentare la propria sessualità diversa; la libertà di amare. Rivoluzione era uscire dal ghetto e poter esprimere “nella società civile” la propria diversità. (Lorenzo Perrona)

Il romanzo è esile perchè va dritto al sodo come una freccia indiana o una lunga poesia, declinando graffi e dolciamarezze, sfaccettando insomma qua e là, come succede spesso nella vita. Esce per Avagliano e conferma Domenico Trischitta come autore di cui fidarsi. A occhi chiusi, credetemi. (Mario Bonanno)

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