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Archive for maggio 2017

PREMIO CALVINO 2017: vince Emanuela Canepa

PREMIO ITALO CALVINO – 30a EDIZIONE: vince Emanuela Canepa

Emanuela Canepa, romana, 50 anni, bibliotecaria all’Università di Padova, è la vincitrice del 30° premio Calvino, dedicato a romanzi inediti di esordienti, con L’animale femmina.

Tre le menzioni speciali assegnate, a pari merito, dalla Giuria: Luca Mercadante, per Presunzione; Serena Patrignanelli,  per La fine dell’estate; Roberto Todisco, per Jimmy Lamericano.

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Il romanzo vincitore e le tre menzioni speciali sono stati proclamati martedì 30 maggio al Circolo dei lettori di Torino dalla Giuria formata, quest’anno, da: Rossana Campo, Franca Cavagnoli, Mario Desiati, Marco Missiroli e Mirella Serri.

L’animale femmina di Emanuela Canepa a cui i giurati, preso atto del buon livello medio dei testi, hanno deciso di assegnare all’unanimità il Premio è «un romanzo compiuto, maturo, di esemplare nitidezza nella struttura e incisivo nella lingua, che mette in campo uno spiazzante gioco di seduzione senza sesso e che, pur attento alla psicologia maschile, dà in particolare voce, con stringente analitica, alla forza carsica del femminile

Per quanto riguarda le tre menzioni speciali a Luca Mercadante, Serena Patrignanelli e Roberto Todisco, queste le motivazioni dei cinque giurati: Leggi tutto…

LEGGENDO METROPOLITANO 2017

LEGGENDO METROPOLITANO 2017: Festival Internazionale di Letteratura IX edizione

8-11 giugno 2017

Giardini Pubblici e Teatro Civico di Castello – CAGLIARI

Tra la memoria e l’oblio è il tema della nona edizione del Festival Leggendo Metropolitano di Cagliari. Dall’8 all’11 giugno appuntamento con quattro giorni di incontri e dibattiti, lezioni magistrali, laboratori, mostre e concerti. Oltre 50 eventi e 70 personalità del mondo scientifico e culturale, invitate dal direttore artistico Saverio Gaeta nei bellissimi scenari dei Giardini Pubblici e del Teatro Civico di Castello, per confrontarsi sulla facoltà alla base della conoscenza: la memoria. Uno strumento a volte fallace, inaffidabile, come lo sono i ricordi, reminiscenze ricreate nel tempo dal nostro cervello, fino a diventare stereotipi, forme collaudate di esperienza. Di quale e di quanta memoria c’è dunque bisogno? A osservarne gli abusi in campo privato e pubblico, online e offline, sembra lecito domandarsi se l’oblio non sia meglio del ricordo. A partire da queste riflessioni, Leggendo Metropolitano 2017 affronta, in un programma denso e interdisciplinare, le grandi questioni poste dalla ricerca storica e scientifica, dalla letteratura e dal giornalismo, dalla rivoluzione digitale, dalla pedagogia e dall’economia. Leggi tutto…

PRO-MEMORIA 2017

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PRO-MEMORIA
Figure e Destino

Mirandola 9-11 giugno 2017

Incontri e spettacoli tra immagini, mito e destino: attesi, fra gli altri,
Marco Belpoliti, Massimo Cacciari, Eva Cantarella, Gioele Dix, 
Paola Mastrocola,
Joseph Rykwert e Silvia Vegetti Finzi.

Mirandola, 29 maggio 2017. Come nel movimento del battito del cuore, che si contrae e si espande, così la memoria a tratti abbraccia panorami più estesi, a tratti si concentra su alcuni elementi in particolare. Il Memoria Festival di Mirandola segue questo ritmo, alternando un’edizione più ampia ad una più concentrata. Organizzato dal Consorzio per il Festival della Memoria di Mirandola, con la collaborazione della casa editrice Einaudi, quest’anno torna quindi con il PRO-MEMORIA, che da venerdì 9 a domenica 11 giugno 2017 (con un’anteprima speciale la sera di giovedì 8 e un post-festival lunedì 12 giugno) coinvolgerà il pubblico con incontri, spettacoli, riflessioni e approfondimenti sul tema Figure e Destino, in compagnia – fra gli altri – di Marco Belpoliti, Massimo Cacciari, Eva Cantarella, Gioele Dix, Paola Mastrocola, Joseph Rykwert e Silvia Vegetti Finzi. Una formula più concentrata e tematica, quindi, il cui filo conduttore sarà come una scintilla: punto di partenza dal quale filosofi e scienziati, storici e scrittori, giornalisti e critici letterari spazieranno fra tempo e argomenti. Leggi tutto…

SOGNI E PASSIONI: 60 Racconti di Vita e Cultura

SOGNI E PASSIONI
60 Racconti di Vita e Cultura di Giuseppe Maurizio Piscopo (Edizioni Medinova)

Il libro è un Viaggio Speciale tra Scrittori, Giornalisti,  Avvocati, Attori,  Pittori, Musicisti, Registi, Maestri, Medici, Persone del volontariato,  della Moda, della Scuola, Fotografi, gente comune che ancora crede nel cambiamento di questo paese  e si impegna ogni  giorno di più. La prefazione è del giornalista Felice Cavallaro.

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Intervista a Giuseppe Maurizio Piscopo

– A chi è rivolto questo libro?
Il libro è rivolto ai 25 lettori manzoniani che mi seguono con affetto da sempre. Ho scritto con affetto ed è la parola corretta, quella che intendevo usare. Tutti gli Artisti che ho intervistato sono persone alle quali mi sento in un certo qual modo legato. Sono persone con le quali ho percorso un tratto di strada, vivendo emozioni, palcoscenici, città, esperienze che mi hanno fatto crescere e maturare. Tutti gli intervistati mi hanno insegnato qualcosa ed hanno risposto con semplicità ed onestà alle domande che ho posto cercando di non essere mai banale e scontato.Ho immaginato di stare seduto in un caffè. A Parigi, dove ho vissuto tre anni, in un caffè di Rue du Montparnasse che si chiamava la Coupole, (al suo posto oggi è nato un anonimo negozio di stoffe), alcuni intellettuali sorseggiavano un petit caffè leggevano “Le Monde” e discettavano sugli argomenti importanti della vita. Spesso, i giornalisti davano appuntamento in questo locale e intervistavano scrittori e registi. Allora, alla fine degli anni 70 nei locali pubblici si poteva fumare ed il fumo della sigaretta rendeva l’aria pesante e i discorsi appassionati…P arigi ha segnato la mia vita nella musica e nella scrittura… Confesso, che per apprendere lo stile musette con la fisarmonica, sono andato ad ascoltare un vecchietto che suonava divinamente l’accordeon in un locale malfamato di Parigi, vicino Pigalle. Allora, ho conosciuto una ragazza parigina Joelle che parlava diverse lingue straniere, che mi trascinava all’Università della Sorbona, e mi obbligava ad esprimermi in francese e a leggere i libri in francese e mi invitava a vedere le retrospettive dei registi del mondo nei Cinema d’essai. Leggi tutto…

PREMIO CHIANTI 2017: vince Simona Lo Iacono

Simona Lo Iacono con “Le streghe di Lenzavacche” (Edizioni E/O) si aggiudica la trentesima edizione del PREMIO LETTERARIO CHIANTI

Ascolta la puntata di “Letteratitudine in Fm”, con Simona Lo Iacono, dedicata a “Le streghe di Lenzavacche”

I 350 giurati del Premio letterario Chianti hanno votato i seguenti libri finalisti

Giulio Perrone ” L’esatto contrario “ Rizzoli Editore 2015
Simona Lo Iacono ” Le Streghe di Lenzavacche “ E/O Editore 2016
Marco Missiroli ” Atti osceni in luogo privato “ Feltrinelli Editore 2015
Yigal Leykin ” Una vita qualunque “ Giuntina Editore 2015
Gianluca Barbera ” La truffa come una delle belle arti “ Comp. Edit. Aliberti 2016
Patrizio Fiore ” Il ricamo mortale “ Tullio Pironti Editore 2016
Marino Magliani ” Carlos Paz e altre mitologie private “ Amos Edizioni 2016

 

Alla fine delle votazioni, l’edizione numero trenta del Premio letterario Chianti è stata tributata a Simona Lo Iacono con ‘Le streghe di Lenzavacche’ (edizioni E/O). Leggi tutto…

XXX EDIZIONE DEL PREMIO ITALO CALVINO

PREMIO CALVINO – XXX edizione

cerimonia di premiazione con i giurati Rossana Campo, Franca Cavagnoli, Mario Desiati, Marco Missiroli e Mirella Serri

martedì 30 maggio 2017 ore 17.30

Circolo dei lettori, via Bogino 9 – Torino

 

Nell’anno del suo trentennale, sono nove i testi finalisti che il Premio Italo Calvino ha scelto di sottoporre al giudizio della Giuria, composta, per questa edizione, da Rossana Campo, Franca Cavagnoli, Mario Desiati, Marco Missiroli e Mirella Serri.

Dopo aver esaminato, nel corso dell’anno, i 670 testi partecipanti al bando, il Comitato di Lettura del Premio ha selezionato nove autori esordienti – Emanuela Canepa (L’animale femmina), Nicolò Cavallaro (Le lettere dal carcere di 32 B), Andrea Esposito (Città assediata), Igor Esposito (Alla cassa), Vanni Lai (Le Tigri del Gocèano), Davide Martirani (Il Regno), Luca Mercadante (Presunzione), Serena Patrignanelli (La fine dell’estate), e Roberto Todisco (Jimmy Lamericano) – tra i quali la Giuria individuerà il vincitore e le menzioni speciali.

La cerimonia di premiazione si svolgerà, alla presenza dei Giurati, martedì 30 maggio al Circolo del lettori di Torino, a partire dalle ore 17.30.

 

I testi finalisti e i loro autori Leggi tutto…

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MIA FIGLIA, DON CHISCIOTTE di Alessandro Garigliano

MIA FIGLIA, DON CHISCIOTTE di Alessandro Garigliano (NN editore)

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Il romanzo sarà presentato mercoledì 31 maggio, h. 17:00, nell’ambito del Maggio dei Libri a Catania – c/o Biblioteca della “Città Metropolitana” di Catania (Via Prefettura N° 24 – Catania).
Con Alessandro Garigliano e Antonio Di Grado – Coordina Giuseppe Raniolo

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Recensione e intervista a cura di Eliana Camaioni

Quando ho letto il titolo “Mia figlia, don Chisciotte” ho pensato al mito del buon selvaggio di Rousseau. Mi sono cioè domandata se l’incoscienza spontanea e non inquinata, tipica dei bambini, potesse essere il punto di contatto fra una figlia e lo spirito dell’hidalgo più famoso della letteratura. E pagina dopo pagina, Alessandro Garigliano con questo suo saggio-romanzo (per i tipi di NNE, 2017) accompagna per mano il lettore a rileggere l’opera di Cervantes da un punto di vista inusuale: quello di un padre-scudiero innamorato della sua bambina-cavaliere errante.
Il protagonista si presenta sin dall’incipit in abito scuro, quel look che adotta come maschera e alter ego: finge di essere docente universitario, vuole mostrarsi così alla figlia perché come padre vuole essere impeccabile, dare a lei di sé un’immagine incrollabile: la figlia non deve pensare che suo padre, come la maggior parte dei suoi coetanei ‘tira a campare’. Anch’io ho figli, e mentre leggevo, inesorabilmente tutto andava a rimbalzare sull’esperienza mia di madre: quest’idea di dover apparire agli occhi dei figli credo sia il cruccio di ogni genitore. Ogni genitore che sente il dovere di dare un’immagine coerente e ‘giusta’ di sé, trovare quel punto di equilibrio instabile: essere impeccabile ma mettersi a gattoni a giocare, essere autorevole ma non autoritario, amichevole ma non amico. In queste dicotomie lascio la parola all’autore, in modo che ci dica qual è il rapporto fra il padre e la figlia del romanzo: come nasce l’idea di accostare Il Don Chisciotte ad una figlia? Leggi tutto…

PREMIO CAMPIELLO 2017: i cinque finalisti

UNA MARINA DI LIBRI 2017

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Una marina di libri – Ottava edizione
Il primo festival letterario accessibile del Sud Italia
8 – 11 giugno all’Orto Botanico di Palermo

250 eventi, 90 editori, 10 ettari di giardino letterario

Maurizio de Giovanni, Walter Siti, Teresa Ciabatti, Federico Zampaglione dei Tiromancino, Vanni Santoni, Antonella Lattanzi, Giuseppina Torregrossa, Elena Stancanelli e tanti altri  

In coda al post, pubblichiamo l’intero programma (il cui pdf è scaricabile da qui)

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Da giovedì 8 giugno a domenica 11 giugno il festival dell’editoria indipendente, promosso dal CCN Piazza Marina & Dintorni in collaborazione con le case editrici Navarra e Sellerio torna tra i viali dell’Orto botanico di Palermo. Saranno oltre 250 quest’anno gli eventi in programma in quattro giornate tra presentazioni, letture, laboratori e spettacoli per adulti e bambini, mentre in fiera saranno presenti 90 editori indipendenti nazionali e locali (20 le new entry), con uno speciale focus quest’anno dedicato all’editoria per l’infanzia con 10 delle migliori case editrici nazionali del settore e un vasto programma dedicato, curato dalla libreria Dudi, partner del festival. La fiera sarà allestita tra i viali dell’Orto e intorno alla Vasca delle ninfee, trasformando l’Orto Botanico in un meraviglioso giardino letterario di 10 ettari.

 “L’Educazione nella costruzione della conoscenza; la cura di sé; educazione al cambiamento; alla consapevolezza, l’educazione sentimentale, ambientale, la cittadinanza attiva, la legalità – ha detto Valentina Ricciardo del comitato organizzativoL’educazione è il tema conduttore dell’ottava edizione di Una Marina di libri 2017 che verrà raccontato attraverso musica, scrittura, natura, arte e letteratura”.

Un marina di libri diventa il primo festival letterario accessibile del Sud Italia con servizi per la comunicazione e la mobilità alle persone con disabilità motorie, cognitive e sensoriali. In particolare, durante i principali eventi la comunicazione sarà resa accessibile alle persone sorde attraverso l’interpretazione simultanea in LIS (lingua dei segni italiana) e la sottotitolazione intralinguistica automatica in italiano tramite un software di riconoscimento del parlato (ASR, automatic speech recognition) con proiezione dell’interprete e dei sottotitoli sia in sala che in streaming, e alle persone cieche attraverso l’integrazione delle parti non parlate con un’audiodescrizione in diretta.

 “L’Orto botanico è la prima istituzione scientifica della città – ha detto Paolo Inglese, direttore del sistema museale dell’Ateneo – questo luogo racconta due secoli di storia. Leggi tutto…

I PIRANDELLO al Salone del Libro di Torino

A 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello (Girgenti, 28 giugno 1867 – Roma, 10 dicembre 1936) esce il volume “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”  (La nave di Teseo) – a cura di Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla

Il volume è stato presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato 20 maggio, alle ore 12, presso lo Stand della Regione Siciliana (Pad. 1, Stand B 61). Sono intervenuti: Mario Andreose (Presidente de La nave di Teseo), Naglaa Waly (scrittrice, traduttrice, Università di Torino) e i curatori.

Per gentile concessione dei curatori e dell’editore, in coda al post pubblichiamo, in esclusiva, una foto della famiglia Pirandello e una foto di Luigi Pirandello firmata da Mario Nunes Vais (entrambe le foto sono tratte dal volume)

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Un fascinoso romanzo fotografico, un raro affresco di storia intellettuale e di “documenti umani” che ci restituiscono il colore del tempo di derobertiana memoria “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”, curato da Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla. Nel centocinquantesimo anniversario della nascita dello scrittore agrigentino, il corposo volume (ben 640 le foto) è stato presentato al Salone Internazionale del libro di Torino, nello stand della Regione Siciliana, dal direttore Gaetano Pennino, da Mario Andreose, presidente, e da Elisabetta Sgarbi, direttore generale della casa editrice La nave di Teseo, cui si deve la raffinata pubblicazione, col patrocinio del Comune di Noto e del suo Sindaco Corrado Bonfanti, e da Naglaa Waly, italianista dell’Università del Cairo, a cui è stato conferito dal Ministero per i Beni culturali il premio alla carriera per la traduzione (fra gli autori tradotti Stefano Pirandello, figlio primogenito di Luigi). Quant’altri mai mezzo rivelatore e linguaggio privilegiato le splendide foto consentono di ripercorrere il ricco itinerario esistenziale e artistico del protagonista principe, Luigi Pirandello, e con lui dell’intera famiglia, una delle più difficili e tormentate del panorama culturale tra Otto e Novecento. Quella agrigentina d’origine, la moglie Antonietta Portolano, afflitta da turbe psichiche, i figli, Stefano, anch’egli autore di rilievo, Fausto, destinato a divenire uno dei più grandi pittori della Scuola Romana, Lietta. E i tanti amici scrittori (Martoglio, Rosso di San Secondo, Alvaro, Bontempelli), attori (Musco, Ruggeri, Mosjoukine, Moisse), registi (Righelli, Blasetti, L’Herbier, Chenal, Pitoëff, Reinhardt), politici (Mussolini, Pavolini, Balbo), e ancora personalità fra le più incisive dell’epoca (Marconi, Einstein, Disney, Gershwin). Leggi tutto…

NON C’È PIÙ LA SICILIA DI UNA VOLTA di Gaetano Savatteri (un estratto)

Pubblichiamo le prime pagine del volume NON C’È PIÙ LA SICILIA DI UNA VOLTA di Gaetano Savatteri (Laterza)

Il libro sarà presentato a Catania, venerdì 26 – ore 17,30 – presso la Libreria Cavallotto di C.so Sicilia 91. Dialogheranno con l’autore Rosa Maria Di Natale e Domenico Trischitta

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Introduzione

La Sicilia non esiste

Un’isola non abbastanza isola.
Giuseppe Antonio Borgese

Non ne posso più di Verga, di Pirandello, di Tomasi di Lampedusa,
di Sciascia, di Guttuso. Non ne posso più di vinti; di
uno, nessuno e centomila; di gattopardi; di uomini, mezz’uomini,
ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà. E sono stanco
di Godfather, prima e seconda parte, di Sedotta e abbandonata,
di Divorzio all’italiana, di marescialli sudati e baroni in
lino bianco. Sono stufo di pale di fichidindia a colori accesi e
quarti di manzo appesi alla Vucciria. Non ne posso più della
Sicilia. Non quella reale, ché ancora mi piace percorrerla con
la stessa frenesia che afferrava Vincenzo Consolo ad ogni suo
ritorno. Non ne posso più della Sicilia immaginaria, costruita
e ricostruita dai libri, dai film, dai quadri, dalla fotografia in
bianco e nero.
La memoria è tutto, dice chi ha più saggezza di me. È vero,
la memoria è tutto. Ma non si può vivere di memoria. Solo di
memoria. I grandi autori siciliani hanno decrittato l’isola, ne
hanno fatto metafora, emblema, paradigma. Ma Verga è morto
nel 1922, Pirandello nel 1936, Tomasi di Lampedusa nel 1957
e Sciascia nel 1989. Hanno lasciato pagine indispensabili per
chi si avvicina alla Sicilia, per chi ci vive e perfino per chi se ne
è andato. Di più: hanno lasciato pagine essenziali per tutte le
donne e gli uomini che credono nelle parole scritte nei libri.
Ma non è vero che la Sicilia è ancora quella di Verga, Pirandello,
Tomasi di Lampedusa e Sciascia. Questo è un inganno. Leggi tutto…

GIORNI DI MAFIA di Piero Melati

GIORNI DI MAFIA. Dal 1950 a oggi: quando, chi, come” di Piero Melati (Laterza)

di Massimo Maugeri

C’è un libro importante uscito in questi giorni per i tipi di Laterza. Un libro capace di tracciare il percorso della storia della mafia (dal 1950 a oggi) unendo qualità di scrittura a precisione giornalistica, completezza a essenzialità (binomi che non bisogna mai considerare come “scontati”). Un libro che auspico possa entrare nelle case di molti italiani e possa essere adeguatamente divulgato nelle scuole. Si intitola “Giorni di mafia” (il sottotitolo è: “Dal 1950 a oggi: quando, chi, come”) e lo ha scritto Piero Melati che – tra le altre cose – ebbe modo di seguire, già ai tempi del giornale “L’Ora” di Palermo, la guerra di mafia e il primo maxiprocesso.

Qualche mese fa ho avuto il piacere di discutere con Melati (nell’ambito del mio programma radiofonico “Letteratitudine in Fm”) del suo precedente libro scritto a quattro mani con Francesco Vitale e intitolato “Vivi da morire” (Bompiani 2015).
Adesso gli chiedo di raccontarmi qualcosa sulla nascita di questo nuovo volume.

L’idea è stata del dottor Laterza“, mi spiega Melati. “Una storia concepita in cento date che non fosse un elenco di caduti ma trovasse sincronicità cronologiche tra politica, cultura, società e storia della mafia. Ho trovato così un inizio (Portella) è una fine (Provenzano) che fossero parziali certamente ma significative. Alla fine la concatenazione degli avvenimenti ha creato quasi da sola un forte filo conduttore. E i singoli quadri sintetici mi hanno consentito di attenermi ai fatti. Anche se ho cercato sempre di rovesciare i luoghi comuni più diffusi“.

Sfogliando l’indice del libro è facilmente intuibile l’intento dell’autore di non volersi limitarsi a “elencare” nomi, fatti e circostanze che ruotano intorno al fenomeno criminale di Cosa Nostra. Ci sono, in effetti, molti riferimenti di natura sociale e culturale (relativi a romanzi, film, ecc.). Mi piace citare qui di seguito i titoli di alcuni dei capitoli a essi dedicati: Leggi tutto…

JONATHAN LETHEM: Anatomia di un giocatore d’azzardo (il videoincontro con l’autore al Salone del Libro di Torino)

ANATOMIA DI UN GIOCATORE D’AZZARDO di Jonathan Lethem (La nave di Teseo)

Pubblichiamo il video dell’evento svoltosi al Salone Internazionale del Libro di Torino. Jonathan Lethem intervistato da Giorgio Vasta e Tiziana Lo Porto

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Il libro
Affascinante, sempre elegantissimo, Bruno Alexander viaggia per il mondo arricchendosi a spese degli sventurati dilettanti che pensano di poter sfidare il suo ineguagliabile talento di giocatore di backgammon.
Spinto dal suo manager, pallido e vampiresco, Bruno arriva a Berlino dopo una serie di partite a Singapore, dove è accaduto qualcosa che lo ha sorpreso. Forse a causa dell’incontro con un suo volgare amico d’infanzia e la sua bollente fidanzata, o forse per una misteriosa macchia comparsa improvvisamente che gli impedisce di vedere con precisione il gioco, il suo infallibile intuito, capace di leggere nella mente del suo sfidante, sembra essersi inceppato. A Berlino la situazione non migliora affatto. Bruno continua a perdere al gioco; il flirt con una donna bionda, troppo bionda, non va a finire bene, la macchia cresce e la diagnosi medica è impietosa.
Bruno è costretto allora a tornare in California, dopo una vita passata all’estero, per affrontare un intervento chirurgico: la macchia, dopo avergli danneggiato la vista, rischia ora di ucciderlo. L’unico che può operarlo
è un chirurgo hippie, che ha messo a punto una tecnica sperimentale e che lo terrà sotto i ferri per nove ore ascoltando Jimi Hendrix a tutto volume.
Con questa operazione Bruno potrebbe riacquistare tutto il suo potere al gioco, ma a che prezzo? Sarà sempre lui? E l’America che gli si mostrerà davanti sarà la medesima che aveva lasciato e che ricordava? E una domanda inizierà a rincorrerlo: forse lui, giocatore d’azzardo, è stato “giocato” dalla vita e dai suoi modesti interpreti?
Jonathan Lethem, uno dei più grandi interpreti della letteratura americana contemporanea, torna con un romanzo diabolico, serrato, implacabile, e con un nuovo, indimenticabile e teneramente disorientato antieroe. Leggi tutto…

30° Salone Internazionale del Libro di Torino: il discorso finale di Nicola Lagioia

Si conclude con questo bel discorso del direttore Nicola Lagioia la 30° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino

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di Nicola Lagioia

Mentre il Salone sta vivendo le ultime ore di questa edizione, e la gente sta tornando a casa, e i binari delle stazioni di Porta Nuova e Porta Susa sono pieni di persone che si abbracciano tra loro, e i social traboccano oggi non di messaggi d’odio ma di veri squillanti sinceri dichiarati messaggi di amore, pace, e solidarietà (che, come abbiamo detto sin dalle prime conferenze stampa, sono state le stelle polari che non abbiamo avuto paura di seguire in questi mesi di lavoro), mentre siamo in mezzo a tutto questo, ci stiamo rendendo conto che qui a Torino, in questi cinque giorni, è successo qualcosa che nessuno avrebbe previsto, anche se ognuno di noi l’aveva desiderato a lungo, in un tempo e in un mondo in cui ti dicono che le cose che davvero desideri hanno poca speranza di realizzarsi. Invece ogni tanto accadono, e io mi auguro che sia accaduto, o meglio che stia accadendo una volta per tutte.

Risultati immagini per nicola lagioia salone del libroNon mi riferisco al successo del Salone del Libro di Torino. Che sia stato un enorme successo è talmente evidente a tutti che non c’è bisogno di spiegarlo.

Io credo che al Salone, e a Torino, in questi cinque giorni, e in queste cinque notti, sia accaduto qualcosa di molto più grosso, e di più profondo. Il Godot che per tanti anni avevamo aspettato che comparisse sulla scena, si è finalmente mostrato. È successo qualcosa che riguarda l’idea di comunità, l’idea del ritrovarsi insieme, l’idea di partecipare in maniera finalmente sensata, umana, viva, fraterna, alla vita pubblica di questo paese, l’idea di tornare a fare davvero esperienza attraverso la cultura e i libri, l’idea di poter vivere insieme in modo solidale, pacifico ed emotivamente profondo, l’idea di dare a centinaia di grandi autori ed editori provenienti da ogni angolo del mondo la prova che in Italia succedono cose che possono diventare un modello per l’estero, non è vero sempre e soltanto il contrario. Leggi tutto…

30° Salone Internazionale del Libro di Torino: comunicato stampa conclusivo

Il 30° Salone Internazionale del Libro di Torino si è chiuso alle ore 20 di lunedì 22 maggio 2017

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Il numero totale di visitatori alle ore 16.00 di lunedì 22 maggio è di 165.746, di cui 140.746 al Salone presso il Lingotto Fiere, e oltre 25.000 per le iniziative in città (497 al Turin’s Eye, 1.503 al reading Furore di Steinbeck, più di 5.000 per gli eventi all’area Ex Incet e 18.000 alle iniziative del Salone Off in città e nei Comuni della Città Metropolitana. L’orario di apertura del Salone 2017 è stato ridotto, nei cinque giorni, di complessive 12 ore rispetto all’anno precedente.

La 31° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si terrà da giovedì 10 a lunedì 14 maggio 2018.

 

Presenze istituzionali

Il Salone 2017 stato inaugurato giovedì 18 dal Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, alla presenza dei Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli e dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. Sono intervenuti nelle diverse giornate della manifestazione la Ministra della difesa Roberta Pinotti, il Ministro degli interni Marco Minniti e il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Giunto in visita anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa gen. Claudio Graziano. È venuta in visita al Salone la delegazione dell’Emirato Arabo di Sharja con il Presidente del National Heritage Institute. Fra i rappresentanti delle diplomazie straniere, l’ambasciatore del Cile in Italia Fernando Ayala.

 

Le vendite agli stand: segno più per tutti gli editori Leggi tutto…

SALONE TORINO 2017: la conferenza finale

SALONE TORINO 2017: il video della conferenza finale

Si è chiusa la 30ª edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino con vendite in crescita per quasi tutti gli editori che hanno partecipato alla manifestazione. Al successo negli stand del Lingotto Fiere, si è aggiunto quello del Salone Off, con 20mila partecipanti agli oltre 500 eventi. L’edizione 2018 si svolgerà dal 10 al 14 maggio.

Il Salone internazionale del libro di Torino è organizzato dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, sotto la presidenza di Massimo Bray, la vice presidenza di Mario Montalcini e la direzione editoriale di Nicola Lagioia. Leggi tutto…

UN GIORNALISTA ALL’INFERNO

“UN GIORNALISTA ALL’INFERNO” di Santo Privitera: pièce teatrale

recensione di Alessandro Russo

Buongiorno.
La sera di sabato venti maggio duemiladiciassette e il pomeriggio del dì successivo, nella città dell’Etna e dell’Elefante un infuocato colloquio tra un simpatico giovanotto dalla folta zazzera e Satana in carne ed ossa ci fu. I fatti capitarono al numero trentadue di via Tetro greco di Catania, all’interno dell’oratorio dei Salesiani. Colà, sul palco, si scorgevano dapprima un reporter un pizzico scomodo e poi un “Capo”, anzi una “Capa” alquanto scorretta e corrotta e per la quale egli stesso prestava servizio. In seguito, propriamente nel mezzo d’una infuocata discussione, la Direttrice mandò al Diavolo il povero cronista e quello, giunto laggiù, a strappar un’intervista all’angelo delle tenebre riuscì.
Sto parlando di “Un giornalista all’inferno“, testo di Santo Privitera e regia di Alfio Guzzetta, sonorità musicali di Giuseppe Benito Caruso, assistenza alla regia di Letizia Di Mauro, direzione di scena di Orazio Indelicato. Leggi tutto…

FREE ZONE

Il 26 maggio alle 19:00 alla libreria “Catania libri” di piazza Verga a Catania, Nuela Celli e Domenico Trischitta presentano l’antologia di racconti erotici “Free Zone” (Echos edizioni). Liliana Nigro dialogherà con gli autori. Letture di Gisella Calì.

L’antologia sarà presentata anche il 28 maggio a Nicosia all’interno del festival “Le tre giornate di Davì” diretto da Aldo La Ganga.

Di seguito pubblichiamo la prefazione firmata da Marilù Oliva e il racconto di Domenico Trischitta

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Prefazione

Di Marilù Oliva

«Si può dire che non ci sia nessun individuo sano che non aggiunga al normale scopo sessuale qualche elemento che si possa chiamare perverso; e la universalità di questo fatto basta per sé sola a farci comprendere quanto sia inappropriato l’uso della parola perversione come termine riprovativo»: con queste parole Sigmund Freud conferiva legittimità alle pratiche già ampliamente diffuse nelle alcove otto e novecentesche, a riprova che le perversioni sono soltanto diramazioni che l’immaginazione, componente invisibile ma vitale per ogni incontro erotico, può regalare. Se c’è un elemento di cui questa preziosa raccolta non manca è l’immaginazione, appunto, la capacità di sorvolare le vicende strappandole al tram tram, anzi: mostrando quanto il mondo del piacere – mai abbastanza sondato – si possa dispiegare dietro alla quotidianità, in maniera imprevedibile: basta cercarlo, basta volerlo.

Nuela Celli, curatrice del progetto, è stata molto attenta a selezionare storie differenti tra loro, ma unite da questi leit-motiv: da un lato la possibilità di spaziare consentendo ai sensi di sconfinare (manca un articolo forse?) in dimensioni senza recinti, dall’altro una forma stilistica connotativa per ogni autore e qualitativamente interessante. Leggi tutto…

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L’opera di Silvana Grasso – Convegno Internazionale a Utrecht

Logo Utrecht University

24 maggio 2017 – alla presenza dell’autrice

Programma

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MORAVIA, GODARD E “IL DISPREZZO”

Risultati immagini per Jean- Luc Godard “Le mépris” (1963) locandinaMetanarrazioni: Moravia, Godard e “Il disprezzo”

di Daniela Sessa

Da qualche mese è nelle sale la versione integrale del film di Jean- Luc Godard “Le mépris” (1963). Film dal cast importante- Brigitte Bardot, Michel Piccoli, Jack Palance, Fritz Lang- , dalla sceneggiatura e dalla regia dissacranti ed emotive che stravolgono in gran parte il libro da cui il film è tratto, “Il disprezzo” di Alberto Moravia. I 20’ in più della versione integrale, concessi da un prudente produttore Carlo Ponti, sono dominati dal nudo di Brigitte Bardot: il filtro rosso illumina il mezzo primo piano dei particolari del corpo bellissimo di una Bardot, finalmente a suo agio.  In quei 20’ si giocò la dura competizione tra Godard e Ponti, in quei 20’ minuti strappati via alla pellicola godardiana si manifesta una sorta di fantasma dell’opera che esige la messa in scena della competizione tra i protagonisti del romanzo di Moravia e tra Moravia e Godard, tra cinema e letteratura. Rileggiamo qui qualche passo del romanzo di Moravia per riflettere sul fascino della metanarrazione.
Il regista francese definì il romanzo di Moravia un’opera da ferrovieri amandola e detestandola allo stesso tempo proprio per questo. Amandola e disprezzandola, verrebbe da dire. Perché è tenendo come capo di una matassa da sbrogliare la parola “disprezzo” che possiamo leggere non solo la storia di Emila e Riccardo ma anche quella di Alberto Moravia e il cinema.
‹‹Io ti disprezzo… ecco quello che provo per te, ed ecco il motivo per cui non ti amo più… Ti disprezzo e mi fai schifo ogni volta che mi tocchi… Eccola la verità… ti disprezzo e mi fai schifo››. Leggi tutto…

L’INVENZIONE DELLA NATURA di Andrea Wulf (un estratto)

https://www.luissuniversitypress.it/sites/luissuniversitypress.it/files/copertine/2017/02/wulf_copertina.jpgPubblichiamo un estratto del prologo del volume L’INVENZIONE DELLA NATURA di Andrea Wulf (LUISS University Press)

Le avventure di Alexander von Humboldt, l’eroe dimenticato della scienza

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Da L’INVENZIONE DELLA NATURA di Andrea Wulf (LUISS University Press)

Procedevano strisciando sulle mani e sulle ginocchia lungo un alto crinale, così stretto che in alcuni punti non era più largo di cinque centimetri. Il sentiero, se così lo si può chiamare, era fatto di strati di sabbia e pietre sconnesse che si spostavano appena le toccavi. Giù a sinistra c’era un dirupo scosceso incrostato di ghiaccio che luccicava quando il sole si apriva un varco nella fitta coltre di nubi. A destra la vista, con uno strapiombo di mille metri, non era molto più rassicurante: le pareti scure e quasi perpendicolari erano coperte di rocce che sporgevano in fuori come lame di coltello.
Alexander von Humboldt e i suoi tre compagni avanzavano in fila indiana spingendosi lentamente avanti. Senza equipaggiamento o abiti adeguati, la scalata era davvero pericolosa. Il vento gelido aveva intorpidito mani e piedi, la neve sciolta aveva infradiciato le loro scarpe leggere e cristalli di ghiaccio gli s’incollavano a barba e capelli. A 5.000 metri sul livello del mare, lottavano per respirare nell’aria rarefatta. A mano a mano che andavano avanti le rocce puntute facevano a brandelli le suole delle scarpe e i piedi cominciavano a sanguinare.
Era il 23 giugno 1802 e scalavano il Chimborazo, un bel vulcano inattivo a forma di cupola della catena delle Ande che s’innalzava per quasi 6.500 metri, a circa 150 chilometri a sud di Quito, in quello che oggi è l’Ecuador. Allora il Chimborazo era considerato la montagna più alta del mondo. Non stupisce che i portatori, terrorizzati, li avessero abbandonati al limite delle nevi perpetue. La vetta del vulcano era avvolta in una nebbia spessa, ma ciononostante Humboldt aveva tirato avanti. Leggi tutto…

Premio Letterario LEGGI IN SALUTE

Al via la quinta edizione del Premio letterario “LEGGI IN SALUTE – Angelo Zanibelli”

Quest’anno sarà pubblicato anche il migliore inedito.

Bando Premio Zanibelli 2017Modulo per autore di opera editaModulo per autore di opera ineditaModulo per editore

Storie che si prendono cura delle persone. Giunge alla sua quinta edizione il Premio Zanibelli dedicato a opere letterarie che raccontano la salute, le tematiche sanitarie e l’esperienza di malattia attraverso la narrazione.
Il Premio – tutt’oggi unico nel suo genere in Italia – ha come obiettivo quello di sostenere l’importanza e il valore della narrazione come strumento fondamentale dal punto di vista sociale e
terapeutico.
Per partecipare è sufficiente inviare la propria opera entro e non oltre il 15 giugno. Quest’anno, inoltre, il Premio prevede anche una sezione dedicata agli inediti che potranno essere presentati entro e non oltre il 30 giugno. Il miglior inedito sarà pubblicato grazie alla collaborazione con Cairo Editore. Leggi tutto…

CHIARA MARCHELLI racconta LE NOTTI BLU

CHIARA MARCHELLI racconta il suo romanzo LE NOTTI BLU (Giulio Perrone editore)

Tra i 12 romanzi candidati alla LXXI edizione del PREMIO STREGA

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di Chiara Marchelli

La distanza è il filtro attraverso il quale ogni scrittore sta al mondo. Osserva, ascolta, registra. È un modo anche strano di vivere: per quante relazioni, vita, viaggi, mestieri, figli, traslochi tu scelga di fare, ti senti sempre un po’ ai margini. Ti mescoli, ti strappi, sanguini e ti sporchi, perché poi sai che tutto servirà a scrivere. Ami, e sai che servirà. Soffri, e sai che servirà. Alcuni rimangono scandalizzati da questo fenomeno, quando se ne accorgono. Gli pare mostruoso. Altri soffrono. Sfuggi, ti dicono, la scrittura viene sempre prima. Non deve essere facile, sentirsi dall’altra parte di quella distanza. Non lo è nemmeno per noi che la mettiamo in atto. Non sentirsi mai davvero “dentro”, perché, se sei troppo dentro, non vedi più. Diventiamo quasi freddi nell’adoperare pure noi stessi, anzi, noi stessi innanzitutto, perché siamo i primi che servono alla scrittura. Non è una mancanza, è una modalità. Mettiamo in atto una distanza più fredda possibile per entrare nel centro incandescente della natura umana. Pare una contraddizione, e invece è lo strumento necessario a non far scempio di ciò che, delicato e vivo, merita un rispetto chirurgico.
Spesso mi chiedono consigli da indirizzare a chi vuole scrivere. Penso che questo sia, oltre ai più consueti (leggi, lavora sodo, riscrivi), quello più onesto e necessario. Dimenticati di te, sviluppa una forma di osservazione quasi disumana, e porta rispetto. Per la storia che stai raccontando e per chi la leggerà. Cancellati, levati di mezzo, a meno che tu non sia necessario alla storia. Nella scrittura le regole vanno al contrario: tu non conti, o meglio, conti perché servi, senza di te la storia non passa. Sei importante, essenziale, nella misura in cui diventi capace di trasmettere la voce dei tuoi personaggi e i loro destini senza che si senta un fiato provenire da te. Leggi tutto…

L’ETÀ DEL FERRO di Simona Castiglione (recensione)

L’ETÀ DEL FERRO di Simona Castiglione (Morellini)

Il romanzo sarà presentato a Catania il 16 giugno, alle ore 18,30, presso la libreria Vicolo Stretto (relatori Domenico Trischitta e Alessandro Russo). Sarà presente l’autrice

di Alessandro Russo

Ricolmo d’intrighi misteriosi e permeato dalle melodie dei Doors e dei Led Zeppelin, L’età del ferrodi Simona Castiglione (Ed. Morellini, pgg 246, € 14,90) è un romanzo di denunzia esistenziale e sociale da leggere d’un fiato. Protagonista dell’avvincente narrazione è una giovinetta bassa e scura ma dotata d’una forte volitività. Una ragazza di ferro coi capelli folti e truciolati e il petto grosso: si chiama Mariarosa ed è poco più che maggiorenne. Ella non c’è più da venticinque anni ma l’autrice, con maestosa astuzia, ne descrive il drammatico vissuto. Ovverosia accade che, da morta, Mariarosa esponga in modo sussultante a chi legge cosa è per davvero la vita. In mano stringe un chiavistello rugginoso ed erra per lo stivale italico: oggi è a Catania, il giorno successivo a Bari, quello dopo a Milano. Nondimeno, le pagine de “L’età del ferro” s’aprono tutte in modo sincrono, percorrono storie sepolte e dissotterrano cadaveri. Invero, spietate descrizioni di luoghi e personaggi dell’ex-Belpaese s’alternano alle gesta di tre ragazze che vanno in giro con hot pants e magliette scollate. Infine un interrogativo lungo cinque lustri si dipana, perché “anche se non vuoi, il passato ti viene a trovare, come una bella ‘mbriana sbuca da dove meno te l’aspetti, ti fa vedere quanto è potente e ti racconta cose di te che non avresti potuto immaginare”. Leggi tutto…

LETTERATITUDINE 3 al SALONE DEL LIBRO DI TORINO

LETTERATITUDINE 3 al SALONE DEL LIBRO DI TORINO: sabato 20 maggio, ore 17:30

Sabato 20 maggio, ore 17:30, presso la Sala Avorio del Salone Internazionale del Libro di Torino, presenteremo: “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria). Saranno presenti: Giorgia Antonelli, Daniela Marcheschi, Massimo Maugeri e Marco Peano. Ma è attesa anche la partecipazione di tanti altri amici scrittori che hanno offerto il loro contributo per la realizzazione del libro.
Segnatevi la data! Non mancate!

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LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria) – a cura di Massimo Maugeri

Un manuale sulla lettura, uno scrigno zeppo di consigli di scrittura, l’ingresso nel laboratorio creativo di tante scrittrici e tanti scrittori di fama nazionale e internazionale, un insieme di percorsi che, tra autoracconti d’autore, interviste e saggi, conducono “dietro le quinte” di libri, scrittori e personaggi letterari che conosciamo e amiamo.
In questi e in tanti altri modi può essere definito Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni, il nuovo libro curato da Massimo Maugeri, che celebra le attività culturali e letterarie del noto blog Letteratitudine, a dieci anni dalla sua nascita.

Un manuale che si legge come un romanzo, e che costituisce una vera e propria miniera di consigli e ispirazioni per chiunque, addetto ai lavori o semplice appassionato di letteratura, desideri conoscere da vicino i meccanismi che regolano l’universo che ruota intorno alla scrittura e ai suoi protagonisti, siano essi reali o immaginari. Leggi tutto…

I PIRANDELLO

A 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello (Girgenti, 28 giugno 1867 – Roma, 10 dicembre 1936) esce il volume “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”  (La nave di Teseo) – a cura di Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla

Il volume sarà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato 20 maggio, alle ore 12, presso lo Stand della Regione Siciliana (Pad. 1, Stand B 61), in occasione del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello. Interverranno: Mario Andreose (Presidente de La nave di Teseo), Naglaa Waly (scrittrice, traduttrice, Università di Torino) e i curatori

Nel centocinquantesimo anniversario della nascita, il volume I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini (630 foto, 232 pagine) narra cronologicamente, in fascinosa sequenza, attraverso una straordinaria, completa, rara o, in gran parte, inedita raccolta di foto, la parabola esistenziale e artistica del grande agrigentino. E non solo. Un ‘romanzo iconografico’, sul filo della memoria, la storia di una delle più complesse e tormentate famiglie che ha ricoperto un ruolo di primo piano nella cultura internazionale fra Otto e Novecento, in cui le vicende private s’intrecciano con quelle di un’epoca per tanti aspetti perturbante che vive eccezionali fermenti innovativi. Un evocativo affresco di storia intellettuale e di documenti umani, che ci restituisce il colore del tempo di derobertiana memoria, molteplici e multiforme tessere di un variopinto mosaico, interrogabili da svariate prospettive, capaci di svelare aspetti e significati sempre nuovi. Leggi tutto…

L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO di Giovanni Agnoloni (intervista all’autore)

https://giovanniag.files.wordpress.com/2017/02/lultimo-angolo-di-mondo-finito-copertina.jpgL’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO di Giovanni Agnoloni (Galaad)

di Massimo Maugeri

Ho seguito sin dall’inizio, e con grande piacere, la saga dei romanzi dedicati alla “Fine di Internet” dell’amico scrittore Giovanni Agnoloni. Eccoci giunti, dunque, al quarto appuntamento della nostra chiacchierata online, dopo quelli dedicati a: “Sentieri di notte”, “Partita di anime“ e “La casa degli anonimi“.

– Caro Giovanni, come accennavo nella premessa “L’ultimo angolo di mondo finito“, edito da Galaad, conclude la serie dei tuoi romanzi dedicati alla “Fine di Internet”. Un lavoro molto impegnativo che ti ha coinvolto nella stesura e nella successiva pubblicazione di ben quattro libri. Sei soddisfatto? I risultati raggiunti sono conformi alle tue aspettative?
Il lavoro è stato estremamente impegnativo, soprattutto per questo ultimo “atto”, nel quale ho dovuto tirare le fila di tutti gli eventi dei primi tre libri, e inoltre ho operato un salto di qualità letterario, cercando di infondere nelle voci dei personaggi (intendendo per queste anche quella del narratore, nelle parti in terza persona) un grado di maturità e profondità consonante con la ricchezza del percorso che avevano seguito fino ad ora. Sono perciò felice del risultato raggiunto, che dispiega l’intera gamma di risonanze e riferimenti che volevo sviluppare. Anche perché, sia pur con gli inevitabili rimandi, sono riuscito a inserire in ogni libro spiegazioni a sufficienza affinché il lettore possa leggere ciascun romanzo senza necessariamente conoscere già tutta la serie.

– Alcuni dei romanzi della serie, se non sbaglio, sono stati pubblicati (o sono in corso di pubblicazione) anche all’estero. Cosa puoi dirci da questo punto di vista?
Sì, il primo romanzo della serie, Sentieri di notte, è uscito in traduzione spagnola (Senderos de noche, Editorial El Barco Ebrio, 2014) e polacca (Ścieżki nocy, Wydawnictwo Serenissima, 2017), e attualmente è già pronta una versione inglese in attesa di pubblicazione. Inoltre, il secondo racconto di Partita di anime è uscito, per estratti, in olandese sulla rivista della Società Dante Alighieri di Utrecht. In particolare, durante il tour polacco di Ścieżki nocy del novembre 2016, che ha toccato alcune tra le principali sedi universitarie del paese (Varsavia, Łódź, Wrocław, Cracovia) e diverse librerie e caffè letterari, le manifestazioni d’interesse sono state notevolissime, soprattutto da parte di studenti interessati a scrivere le loro tesi di laurea o dottorato sulle tematiche evocate dal libro, e in parte riconducibili alla poetica del movimento connettivista.
Entriamo nella storia di questo romanzo che chiude il ciclo della saga sforzandoci di non svelare troppo della trama. Direi di partire dalla citazione che hai scelto come epigrafe. È un breve brano tratto da “L’uomo eterno” di Chesterton. Lo riporto di seguito: “(…) in quella seconda caverna tutta la grande e gloriosa umanità, che noi chiamiamo antichità, era raccolta e racchiusa, e in quel luogo fu sepolta. Era la fine di quella grandissima cosa che si chiama storia umana: della storia che fu semplicemente umana. Le mitologie e le filosofie furono colà seppellite, insieme con gli dei e gli eroi e i sapienti. Secondo la grande parola romana, essi avevano vissuto. Ma come potevano vivere, così potevano morire; ed erano morti.(G.K. Chesterton, L’uomo eterno, Rubbettino Editore, 2008, pag. 264, trad. Raffaello Ferruzzi). Perché hai scelto di citare questo brano in apertura del libro? Leggi tutto…

ISABEL ALLENDE vince il PREMIO SICILIA: anteprima TAOBUK 2017

ANTEPRIMA TAOBUK 2017

Sabato 3 giugno 2017, ore 18, Teatro Romano di Catania. Ingresso libero

Madri e figlie. Il coraggio delle donne attraverso le generazioni

UNA CONVERSAZIONE CON ISABEL ALLENDE

La scrittrice riceverà il “Premio Sicilia” promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana

L’evento rappresenta l’anteprima di Taobuk 2017, il festival letterario che ospita l’artista in esclusiva per l’Italia

 

CATANIA – Un patrimonio di valori, ideali, speranze; un portato di affetti più forte della violenza, del dolore, dei soprusi: è quanto trasmettono – e si trasmettono tra loro – le donne protagoniste dei romanzi di Isabel Allende. Una trasmissione dal forte segno identitario, che spesso è proprio generazionale, come nell’emblematico e in parte autobiografico romanzo d’esordio “La casa degli spiriti”, dove il testimone passa dalla sorella maggiore alla minore, e da quest’ultima alla figlia e alla nipote. Su questo rapporto di ascendenza/discendenza femminile, inteso in senso non solo genetico, sui suoi risvolti universali culturali e civili, s’impernia la conversazione intitolata “Madri e figlie. Il coraggio delle donne attraverso le generazioni”, che Isabel Allende terrà sabato 3 giugno, alle ore 18, al Teatro Romano di Catania. Leggi tutto…

IL SALE DELLA TERRA di James Lee Burke (un estratto)

Pubblichiamo il primo capitolo del romanzo IL SALE DELLA TERRA di James Lee Burke (Unorosso edizioni – traduzione di Daniela Di Falco)

Capitolo 1

 

Non sono mai stato bravo a risolvere misteri. Non mi riferisco al genere di misteri che risolvono gli sbirri o a quelli che leggi nei romanzi o guardi alla televisione o al cinema. Non sto parlando nemmeno del mistero della Creazione, o delle presenze invisibili che forse risiedono dall’altra parte del mondo fisico. Sto parlando del male, forse senza la maiuscola, ma male in ogni caso, del genere di cui sociologi e psichiatri hanno difficoltà a spiegare le origini.

Gli agenti di polizia lo tengono nascosto, proprio come i soldati che tornano dai campi di battaglia esteri con la sindrome che i sopravvissuti alla Grande Guerra chiamavano “lo sguardo perso nel vuoto”. Credo che la storia della mela colta dall’albero proibito sia una diffida metaforica dal guardare troppo a fondo nel potenziale più oscuro dell’animo umano. Le fotografie degli internati di Bergen-Belsen o della prigione di Andersonville o i corpi nella fossa a My Lai ci disturbano in modo particolare perché sono esempi di spropositata crudeltà umana perpetrati in massima parte da cristiani battezzati. A un certo punto chiudiamo il libro che contiene fotografie del genere e lo mettiamo via e ci convinciamo che questi eventi sono un’aberrazione, una conseguenza del lasciare troppo a lungo i soldati sul campo o del permettere che una manciata di misantropi assuma il controllo di una burocrazia. Non è nel nostro interesse estrapolarne un significato più ampio. Leggi tutto…

PREMIO GREGOR VON REZZORI 2017

 L’XI Edizione del PREMIO GREGOR VON REZZORI si svolgerà a Firenze: 14 – 17 giugno 2017

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I finalisti del Premio Gregor von Rezzori migliore opera di narrativa straniera

MATHIAS ÉNARD, LÁSZLÓ KRASZNAHORKAI, VALERIA LUISELLI,  ÉDUARD LOUIS, CLEMENS MEYER 

Vincitrice miglior opera di traduzione

ANNA D’ELIA

Lectio Magistralis di 

DANY LAFERRIÈRE

ospiti

 HISHAM MATAR ATIQ RAHIMI ZADIE SMITH JUAN GABRIEL VÁSQUEZ

La giuria del Premio Gregor von Rezzori – Città di Firenze composta da Beatrice Monti della Corte, Ernesto Ferrero  (presidente) 

Andrea Bajani, Paolo Giordano, Alberto Manguel  e Edmund White annuncia la cinquina dei finalisti per la sezione  narrativa straniera:

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BELLINI A PUTEAUX

IN SCENA AL PICCOLO TEATRO DELLA CITTA’ DI CATANIA “BELLINI A PUTEAUX” DI DOMENICO TRISCHITTA

I mesi finali del grande musicista

con Piermarco Venditti, Carlo Caprioli, Ornella Cerro

e la regia di Massimiliano Perrotta

Sabato 13 maggio alle ore 21.00 debutta al Piccolo Teatro della Città di Catania il dramma “Bellini a Puteaux” di Domenico Trischitta, con la regia di Massimiliano Perrotta. In scena Piermarco Venditti, Carlo Caprioli e Ornella Cerro. In autunno approderà a Roma Leggi tutto…

LA MILANESIANA 2017: Paura e Coraggio

LA MILANESIANA 2017: dal 22 giugno al 12 luglio

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Compie 18 anni la MILANESIANA ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi

Elisabetta Sgarbi - Milanesiana

 

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L’edizione 2017, che si svolgerà dal 22 giugno al 12 luglio, è dedicata al tema Paura e Coraggio: di grandissima attualità. Nonostante la riduzione del budget (il costo è di 550 mila euro, la metà del budget dei primi anni) anche l’edizione di quest’anno (tra Letteratura, Musica, Cinema, Scienza, Arte, Filosofia e Teatro) sarà ricca di appuntamenti e di ospiti di grande prestigio nazionale e internazionale.  55 appuntamenti e 140 ospiti, anche a Firenze, Verbania e Bormio, oltre a Milano e Torino. Tra gli ospiti, John Coetzee, Banana Yoshimoto, Jonathan Lethem, Tahar Ben Jelloun, Ismail Kadare, Michael Cunningham, Claudio Magris, Ferruccio de Bortoli, Mauro Covacich, Francesco Bianconi, Vittorio Sgarbi, Piergiorgio Odifreddi, Paolo Giordano, Achille Mauri, Elena Stancanelli, Luc Dardenne, Patrick McGrath, Sandro Veronesi Guido Maria Brera, Edoardo Nesi,  Camilla Läckberg e Gianrico Carofiglio. Tra le novità di quest’anno, spicca il partenariato con il Salone del libro di Torino.

Di seguito, il programma completo (il pdf del programma è scaricabile anche dal sito della Milanesiana) Leggi tutto…

NICOLA VERDE racconta IL VANGELO DEL BOIA

NICOLA VERDE racconta il suo romanzo IL VANGELO DEL BOIA (Newton Compton)

di Nicola Verde

Una delle domande più frequenti che mi viene posta alle presentazioni è: “Perché Mastro Titta?”
Già, perché Giambattista Bugatti – è a lui che allude il titolo -, l’uomo che per circa 70 anni è stato al servizio del papa eseguendo ben 516 condanne a morte?
La domanda non è fine a se stessa: di solito, infatti, nei romanzi si preferiscono personaggi positivi, eroi nei quali potersi identificare. Quando, un po’ di anni fa, lo proposi per un’antologia, l’editor fu categorico: «No! Non è un personaggio in cui il lettore può immedesimarsi!».
Io, quel racconto, lo scrissi ugualmente e fu incluso nell’antologia della Hobby & Work “Delitto capitale”, una delle antologie più riuscite degli ultimi anni.
Insomma, il seme di un personaggio controverso era stato gettato. Ma non ho spiegato il perché della mia scelta.
Fu occasionale? Coincidenza? Al tempo in cui dovevo scrivere quel racconto ero alla ricerca di un’idea o di un personaggio (la storia doveva essere ambientata nella metà dell’Ottocento)… incappai nelle memorie di Mastro Titta, fui incuriosito da quest’uomo di cui si sapeva molto poco (pure le sue memorie sono in realtà apocrife, scritte da un certo Ernesto Mezzabotta sulla base di un taccuino, unico documento lasciatoci da Bugatti, dove il boia annotava scrupolosamente le sue “giustizie”). Leggi tutto…

PREMIO MONDELLO 2017: i vincitori

I VINCITORI DELLA XLIII EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE MONDELLO

Proclamati i vincitori della quarantatreesima edizione del Premio Letterario Internazionale MondelloStefano Massini con Qualcosa sui Lehman (Mondadori), Alessandra Sarchi con La notte ha la mia voce (Einaudi), Alessandro Zaccuri con Lo spregio (Marsilio) per la sezione Opera ItalianaAntonio Prete con Il cielo nascosto (Bollati Boringhieri), per la sezione Mondello Critica.

I vincitori si aggiungono al Premio Autore Straniero Cees Nooteboom, l’autore olandese che sarà premiato domenica 21 maggio 2017 al Salone Internazionale del Libro di Torino (ore 17, in Sala Azzurra, Lingotto Fiere) in un incontro aperto al pubblico condotto da Ernesto Ferrero, giudice monocratico, e presieduto da Giovanni Puglisi, presidente del premio.

Di seguito, dettagli sui premiati (e le motivazioni dei riconoscimenti) Leggi tutto…

IL MORSO di Simona Lo Iacono (un estratto)

Le prime pagine del nuovo romanzo di Simona Lo Iacono: IL MORSO (Neri Pozza

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Martedì 16 maggio alle 18:00, alla Feltrinelli di via Etnea, Simona Lo Iacono presenta al pubblico catanese il suo nuovo romanzo, “Il morso” (Neri Pozza). La affianca per l’occasione Massimo Maugeri. Partecipano all’incontro i ballerini della Società di Danza Siciliana.

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Prologo

Palermo, Real Casa dei pazzi, 18 febbraio 1861

Dalla parete della cella n. 27, angolo sud-est. Iscrizione muraria 122, rep. 18:

Se chiedete in giro, non vi diranno che ho un nome. Non vi diranno neanche che ho mente e lingua. Scrolleranno le spalle con insofferenza, qualcuno con pietà. Sorrideranno, altri. Vi riferiranno che, forse, un tempo capivo. Che, forse, babba ci sono diventata. La vita, diranno. I dolori, i parti, le morti.
Nessuno, poi, saprà riferirvi con precisione l’età, il tempo di queste assi che scricchiolano e mi reggono con sbalordimento. Forse cinquanta. No, forse meno. O di più. Chi potrebbe dire – sospireranno – in che modo gli anni le hanno scavato addosso quel naso adunco, le labbra tagliate da rughe, le fenditure degli occhi neri. Da corvo. E figli ne avrà avuti, certo, a giudicare dai fianchi larghi. Amanti, forse, se a qualcuno sarà andato di prenderla tra un vaneggiamento e un silenzio. Mariti, chissà. Potrebbe essere, in gioventù avrà pur avuto sotto la carica di quelle chiome qualche forma piena. I seni, a vederli bene, non sono retti dal busto, eppure non sembrano cadere sull’addome. E le natiche sono svelte, dure, ancora palpitanti sotto la stoffa nera del lutto.
I documenti, chi pensa a chiederli più in questo nuovo Stato che non è uno Stato, in questi luoghi da ribattezzare, in questi uffici del dazio o dell’anagrafe dove paiono tutti nati e morti cento volte.
Diranno: lasciate pure che scriva ciò che vuole sui muri. Anche se non ha un nome, avrà comunque una storia da raccontare.

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Prima parte

1847

Casa Ramacca

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IL SIGNOR F. È MORTO IN TRENO E ALTRI RACCONTI di Maria Greco

IL SIGNOR F. È MORTO IN TRENO E ALTRI RACCONTI di Maria Greco (Robin edizioni)

Il libro sarà presentato sabato 6 maggio, h. 17, nella sede della Biblioteca della “Città Metropolitana” di Catania (Via Prefettura 20), nell’ambito della rassegna “MAGGIO DEI LIBRI”. Sarà presente l’autrice insieme a Dario Stazzone e Salvatore Taranto. Coordina Pina Consoli

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Di seguito, alcune dichiarazioni dell’autrice, una annotazione firmata da Elvira Seminara e un estratto del libro

Il titolo del libro è il titolo del primo racconto che riassume in sé il significato della raccolta“, spiega Maria Greco a LetteratitudineNews . “Il signor F. è un uomo che non ha una vera identità, di lui si legge soltanto: “un signore piuttosto distinto dell’età di settantasei anni, era morto…”. Ma intorno a questo anonimo personaggio ruota un’umanità cinica e indistinta, variamente curiosa e distratta, occupata dai più vaghi pensieri, dalle minuzie di una vita spicciola e capricciosa…”

La vita è fatta anche di minuzie, naturalmente“, continua ancora l’autrice. “Tuttavia in qualche caso le minuzie ci rendono ciechi di fronte alle enormità. La morte è una di queste: ci sta davanti, ci osserva divertita nel nostro quotidiano annaspare, ma noi non riusciamo a vederla, notiamo invece che un certo signor F. ha occupato indebitamente il nostro posto sul treno… e ne siamo contrariati”.

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Se uno non è
Cos’è un uomo morto, nel quarto vagone al posto 33? Non ho detto chi è (come sarebbe rispettoso) ma cos’è. Quel morto per caso, che sembra solo addormentato, si insinua fra i passeggeri come un ingombro, ottuso anzi molesto. Nessuna pietà, o curiosità, per la sua vita bruscamente rotta, solo fastidio o morbosità da gossip.
E le scarpe del senatore disonesto, invece, chi sono? Perché continuano a saltare e bighellonare per casa, ribelli, rifiutando ostinate i piedi del padrone, e la loro stessa funzione di cose? Cosa vogliono dire, forse disgusto e noia?
E poi c’è lo specchio che non riflette più il volto del signor M., a ricordargli (forse) che ha perso la sua “identità”, e del resto pure la sua ombra si è dissociata dal titolare.
L’umorismo è il sentimento del contrario, diceva Pirandello, e la sua ombra (ancora un’altra) aleggia sorniona su queste pagine visionarie. Ama infatti mischiare le carte e le prospettive, Maria Greco, e sovvertire i piani non solo di umani e cose ma anche dell’Olimpo, e in questo gioco irriverente, di penna colta e leggera, tra climi surrealisti e amorosa cura del dettaglio, ti sembra pure di incontrare Cechov, Gogol, Bontempelli.
È così, per innocenza o spregiudicatezza, e sabotaggio delle cose, che i personaggi di questi racconti inciampano nel mondo, cercando se stessi o fingendosi al meglio, mettendo in scena una microsocietà del cinismo o dell’idiozia, della nevrosi e del luogo comune, del sogno imperfetto. Insomma del tic fascinoso del vivere.
Elvira Seminara

 

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Il signor F. è morto in treno di Maria Greco (Robin edizioni) – estratto del libro Leggi tutto…

LETTERATITUDINE 3 e IL MAGGIO DEI LIBRI 2017

LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria) nell’ambito del MAGGIO DEI LIBRI 2017

Domani, 4 maggio 2017, h. 11:30 circa, Massimo Maugeri, curatore del volume LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria) parteciperà a incontro con gli studenti del LICEO STATALE “G. LOMBARDO RADICE” di Catania nell’ambito del Maggio dei libri con un intervento intitolato: “La lettura come antidoto al mal di vivere. Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni”.

Il tema individuato per l’anno in corso per avvicinare gli studenti alla riflessione attraverso la lettura è, infatti: Il male di vivere.

I lavori verranno introdotti dal dirigente scolastico Professoressa Pietrina Paladino e moderati dalla professoressa Marcella Labruna referente del progetto.

Liceo Statale


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MALANOTTE di Marilina Giaquinta (intervista all’autrice)

MALANOTTE di Marilina Giaquinta (Coazinzola Press)

di Massimo Maugeri

Sono molto lieto di pubblicare questa chiacchierata online intrattenuta con Marilina Giacquinta in occasione della pubblicazione della raccolta di racconti “Malanotte (Coazinzola Press). Ne approfitto per invitare gli amici lettori che non l’avessero ancora fatto a leggere la bella postfazione del libro firmata da Giuseppe Giglio (che abbiamo pubblicato qui).

– Cara Marilina, leggendoti si ha l’impressione che la tua narrativa si fondi sulla cura di ogni singola parola. Peraltro hai pubblicato anche poesie. Cosa significa per te scrivere?

Cosa significa per me scrivere. Domanda facile e complicata allo stesso tempo. E per questo, prendo in prestito le parole di un grande, Giuseppe Ungaretti: “L’esplorazione poetica è l’esplorazione di un personale continente d’inferno, e l’atto poetico… provoca e libera, qualsiasi prezzo possa costare, il sentire che solo in poesia si può cercare e trovare libertà. Continente d’inferno, a causa dell’assoluta solitudine che l’atto di poesia esige… in disparte come dannato. La poesia è scoperta della condizione umana…” e, nel corso degli anni, dirà: la poesia è “scampo dalla pazzia”. Dalla riflessione di Ungaretti discende, in modo chiaro, che la scrittura deve essere un bisogno, una necessità, nel senso di “o scrivere o morire”. O impazzire, come è accaduto a Hölderlin. E questo bisogno è incessante, metamerico, come la coda della lucertola che si riforma sempre, perché, come diceva Luca Canali, l’uomo ha la crudele facoltà di porsi problemi che non potrà mai risolvere” e in questa esplorazione, del proprio inferno (e di quello del tempo in cui vive), in questo continuo tentativo di camminare sul filo dell’abisso evitandone il precipizio, chi scrive sa di non sapere, perché, ci avverte Richard Feynman “ … mantenere sempre l’atteggiamento di chi non sa quale direzione “é necessario” prendere, ci dà modo … di avanzare nella conoscenza di noi stessi… anche quando non sappiamo cosa vogliamo”. Ai primi del secolo scorso, Modigliani scriveva all’amico Oscar Ghiglia che “la Bellezza ha anche dei doveri dolorosi”, vale lo stesso per la scrittura: chi scrive ha il dovere di essere se stesso e di non mentire mai, a costo del proprio dolore, a costo di stare male. Da lettrice compulsiva quale sono, mi sono sempre accorta quando un libro mi stava mentendo e mi sono sempre chiesta perché chi lo aveva scritto voleva raggirarmi, prendermi in giro, ma forse lo aveva fatto prima con se stesso, vanificando il senso della sua scrittura, che è, come diceva il grande Bufalino, “terapeutico”. La scrittura è una maieutica che tira fuori dall’abisso dell’anima tutto quello che sei, ti snuda, ti rovista, “t’arrimìna” come una doglia e ti fa sputare fuori sangue e ossa.

– Quali (e chi) sono i tuoi “riferimenti letterari”?

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MAGGIO DEI LIBRI 2017

Letture come strumenti di benessere
Oltre 1.800 le iniziative già organizzate in tutta Italia
23 aprile – 31 maggio 2017

Roma, 2 maggio 2017. Con la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, il 23 aprile è iniziata la settima edizione del Maggio dei Libri, la campagna nazionale di promozione della lettura promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con la partecipazione di partner istituzionali (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Associazione Nazionale Comuni Italiani) e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Un’inaugurazione speciale, avvenuta domenica 23 aprile a Milano con una Tavola rotonda all’interno della Fiera Tempo di Libri dedicata proprio al tema chiave La lettura come strumento di benessere, anche quest’anno affiancato da altri 3 filoni – la legalità, gli anniversari di scrittrici e scrittori illustri – nel 2017 ricorrono i 125 anni dalla nascita di J. R. R. Tolkien, 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, 150 anni dalla morte Charles Baudelaire, di 200 anni dalla morte di Jane Austen, 30 anni dalla morte di Marguerite Yourcenar – e il paesaggio. La risposta degli appassionati del libro, fra privati, associazioni e istituzioni, non si è fatta attendere: sono già oltre 1.800 le iniziative inserite o in corso di validazione nella banca dati del Maggio dei libri e consultabili sul sito ufficiale www.ilmaggiodeilibri.it e molte sono a cura dei partner della campagna.

UN ASSAGGIO DALLE 1.800 INIZIATIVE GIÀ PRONTE Leggi tutto…

FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI 2017

È in corso il FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI: dal 2 al 7 maggio 2017

Seconda edizione

Manifesto 2017

 

Triennale di Milano, 2-7 maggio 2017

 

Dopo il successo della prima edizione torna, dal 2 al 7 maggio alla Triennale di Milano, il FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI, manifestazione pensata per sensibilizzare tutta la cittadinanza al tema sempre più centrale dei diritti umani spesso violati anche vicino a noi.
Il FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI è organizzato da Reset-Diritti Umani, con il patrocinio della Presidenza della Camera dei deputati, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Città Metropolitana di Milano, del Comune di Milano, dell’Ordine degli Avvocati di Milano e di Amnesty International. Il comitato di coordinamento e direzione è composto da Paolo Bernasconi, Giancarlo Bosetti e Danilo De Biasio, che ne è direttore. Leggi tutto…

PREMIO LETTERARIO ALVARO-BIGIARETTI 2017: vince ALBERTO ROLLO

ALBERTO ROLLO con “Un’educazione milanese” (Manni) vince il PREMIO LETTERARIO ALVARO-BIGIARETTI 2017- Sabato 13 maggio a Vallerano (VT) la premiazione

PREMIO LETTERARIO
CORRADO ALVARO e LIBERO BIGIARETTI
III EDIZIONE
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ALBERTO ROLLO con il romanzo “Un’educazione milanese”(Manni) vince il PREMIO LETTERARIO ALVARO-BIGIARETTI 2017 

Menzione speciale della Giuria popolare a GIANFRANCO CALLIGARICH per il romanzo “La malinconia dei Crusich” (Bompiani)

Il Comitato Direttivo del Premio letterario Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti presieduto da Giorgio Nisini, ricevuti i voti della Giuria Scientifica e della Giuria Popolare, si è riunito nella casa di campagna dei due scrittori e ha decretato che il romanzo vincitore della terza edizione del Premio è Un’educazione milanese di Alberto Rollo (Manni).

La menzione speciale della Giuria Popolare va a Gianfranco Calligarich per il romanzo La malinconia dei Crusich (Bompiani)

La premiazione del vincitore si svolgerà sabato 13 maggio 2017 a Vallerano (VT) ore 11.30 presso la Piazza dell’Oratorio di Vallerano. L’evento di premiazione sarà condotto da Raffaello Fusaro. Durante la cerimonia l’attore Andrea Bosca leggerà brani dalle opere di Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti e dal romanzo vincitore.

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1 MAGGIO 2017: L’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla celebrazione della Festa del Lavoro

Pubblichiamo il video e il testo del discorso integrale dell’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla celebrazione della Festa del Lavoro

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di Sergio Mattarella

(Palazzo del Quirinale 01/05/2017)

Rivolgo un saluto molto cordiale al Presidente Giorgio Napolitano, alla Presidente della Camera, al Presidente della Corte costituzionale, alla Vice Presidente del Senato, alla Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, alle altre autorità intervenute e a tutti i presenti.
Ringrazio il Ministro del Lavoro, il Presidente della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro, il Presidente della Federazione dei Maestri del Lavoro, il Presidente dell’Associazione nazionale Lavoratori anziani.
Mi congratulo con i nuovi Maestri del Lavoro: le Stelle al Merito, oggi consegnate qui e in tante altre città d’Italia, sono testimonianza del loro lungo e generoso impegno lavorativo da cui ha tratto beneficio l’intera comunità nazionale.
Buon Primo Maggio a tutti voi. Buon Primo Maggio alle lavoratrici e ai lavoratori italiani. Rivolgo il mio augurio anche agli imprenditori, ai professionisti, a chi studia e fa ricerca, a chi si prodiga nei servizi e nelle cure.
Desidero manifestare – in modo speciale – la mia vicinanza a quanti cercano il lavoro e non lo trovano, a chi lo ha perduto, a chi è costretto a impieghi saltuari o sottopagati, a tutti coloro che vivono in condizioni di povertà.
I costituenti hanno posto il lavoro a fondamento della Repubblica. Perché il lavoro costituisce un’espressione irrinunciabile della dignità della persona. Il lavoro rappresenta anche la nostra partecipazione alla crescita della comunità, e dunque è premessa di una libertà personale e collettiva. Leggi tutto…

GLAM CITY: lo spettacolo teatrale (recensione)

GLAM CITY AL TEATRO ERWIN PISCATOR DI CATANIA (28-30 APRILE 2017)

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Recensione dello spettacolo teatrale andato in scena al Teatro Piscator di Catania dal 28 al 30 aprile 2017, tratto dal romanzo di Domenico Trischitta, “Glam City”, tratto dal romanzo omonimo (Avagliano editore).

Glam City racconta la rivoluzione mancata di Gerry Garozzo, artista diverso e trasgressivo che ha portato una ventata di novità e colore nella buia e carnale Catania degli anni Settanta.
A due anni dall’uscita, il romanzo è approdato in teatro. È stato Silvio Laviano a dare corpo e anima al protagonista, evocando tra i molti fantasmi anche il suo alter ego, Marc Bolan, padre del glam rock inglese.
Lo spettacolo è stato diretto dal Regista Nicola Alberto Orofino.

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recensione di Alessandro Russo (foto di Gianluigi Primaverile)

È minimalista ma carnale la scenografia di Glam City di Domenico Trischitta, in teatro con la regia di Nicola Alberto Orofino. Un pannello di legno accerchiato dall’acqua con sopra un uomo in precario equilibrio; infine un mantello sagomato, un lampadario di cristallo e due stivaletti rossi a tacchi alti. Nondimeno, codesta messa in scena cavalca un’onda ribelle inzuppata di travestimenti e trasgressioni. Se Gerry Garozzo è lo splendido protagonista del romanzo edito da Avagliano, Silvio Laviano ne è la superba incarnazione drammaturgica. Glam City non è solo la narrazione della vita intensa di Gerry, ma un testo di valore che ripercorre la storia d’una città piena zeppa di pregiudizi. Il tavolato legnaceo schiacciato dall’Etna e carezzato dal mare è la Glam Catania d’una quarantina d’anni fa. Colà vivono Gianni Bella, Cristiano Malgioglio e Franco Battiato: un luogo risvegliato da fermenti musicali che ostenta costumi appariscenti. Tra incantesimi e sdolcinatezze germoglia uno spettacolo incandescente che si carica di pathos. In questo quadro visionario fa capolino il sogno stravagante d’un adolescente che crede di star a Carnaby Street; frattanto tra moine e ammiccamenti Glam City cattura e commuove. È inquieto e provocatorio Gerry mentre sogna la swinging London, ondeggia con fare ruffiano e rompe la “carta costituzionale” della Sicilia. Prova ad abbatter le convenzioni e, segregato da preconcetti, rimane vivo ma soffre. A sè tiene strette le sue aspirazioni: vezzeggiandosi canta e danza. «Sugnu puppu, malirittta natura, sugnu puppu, malirittta Catania» ripete ad alta voce «Tagghiati i capiddi, arrusu do culu» gli strilla contro una folla inferocita in via Etnea. Leggi tutto…