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Archive for giugno 2017

L’ALTRO ADDIO di Veronica Tomassini (recensione)

L'altro addio L’ALTRO ADDIO di Veronica Tomassini (Marsilio)

di Simona Lo Iacono

La testa era come quella di un neonato, venata di ciuffi e abbandonata sul seno di lei. E le mani la stringevano convulsamente, come se quella ragazza bella, aperta, calda di dolore, non fosse più, né mai fosse stata, l’amata, ma una genitrice che consolava e che tendeva le braccia. La più perfetta delle donne: una madre.
La valigia, poi, non tradiva neanche per un attimo il passato sventrato, le peregrinazioni stanche in cerca di lavoro e futuro, lo spaesamento che lo coglieva innanzi alle città nuove, la cui opulenza lo feriva.
Era piuttosto la valigia di un pellegrino, odorosa dei panni che lei aveva lavato e stirato con cura, da cui svaporava il sentore della lavanda e del pulito. Tra le poche cose che portava con sé c’era anche il rosario, la foto di Papa Wojtila, la Bibbia nella lingua dei padri: il polacco.
Masticarla e dirla, quella lingua, consolava ed alleviava lo sradicamento, lo restituiva all’origine, come se tornare a casa volesse dire, semplicemente, pregare il Dio dei morti con parole domestiche: un atto di tregua misericordioso e insondabile, simile a quello che proveniva dalle braccia aperte sulla croce.
Ma per il resto, la misericordia non era degli uomini, solo di lei, dello sguardo che sorvolava sulla sua imperfezione, sulle macerie. Perché proprio in quelle sbeccature, proprio in quella sua fragilità scomposta, lei trovava un motivo per amarlo. Leggi tutto…

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ALLA RICERCA DI MR DARCY (un estratto)

In vista del bicentenario della morte di Jane Austen (18 luglio 1817), pubblichiamo un estratto del volume ALLA RICERCA DI MR DARCY di Giovanna Pezzuoli (Iacobelli)

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Capitolo I

Un intramontabile (sex) appeal

La prima impressione, si sa, non e quella che conta: lui, bello ed enigmatico, con la sua immensa proprietà nel Derbyshire, se ne sta impalato e risponde freddamente all’amico che lo spinge a invitare lei a ballare: «sì e passabile ma non abbastanza bella per tentare me, e al momento non sono affatto in vena di intrattenere le signorine trascurate dagli altri giovanotti» (JA, 2016, p. 65)1. Altero, sprezzante, presuntuoso, ma chi si crede di essere… sono tutti pensieri legittimi, ricordandosi però che è solo la prima impressione.

Siamo a Meryton, immaginario villaggio dell’Hertfordshire: un ballo campagnolo con simpatiche ragazze di buona famiglia non è esattamente l’ambiente dove Mr Fitzwilliam Darcy, nobile d’aspetto e con una rendita di diecimila sterline all’anno – come sa tutta la sala cinque minuti dopo il suo ingresso trionfale – si sente a proprio agio.

Serio, imbronciato, anzi decisamente scostante diventa subito impopolare, spegnendo gli iniziali entusiasmi per la sua “virilità” e bellezza; ed è tanto più sgradito a Elizabeth (Lizzie) Bennet, la fanciulla oggetto del commento assai poco gratificante, e neppure fatto sottovoce. Lei, avendo un carattere allegro e giocoso, riferisce con spirito l’episodio alle amiche. Ma il giorno dopo, a casa del vicino, Sir William Lucas – che ha conquistato qualche blasone grazie ai suoi fortunati commerci –, Elizabeth, commentando la festa, mentre giura che non ballerà mai con lui, è costretta ad ammettere: «[…] potrei facilmente scusare il suo orgoglio, se non avesse mortificato il mio» ( JA, 2016, p. 72).

Eppure circa sei mesi e 150 pagine dopo accade l’impensabile. Lo stesso signore, altero, bello e non più impossibile, chiede la mano di Elizabeth confessandole: «Ho lottato invano. E inutile. Dovete permettermi di dirvi che vi ammiro e vi amo ardentemente» ( JA, 2016, p. 224). Singolare dichiarazione, formulata con ansia e apprensione ma anche con l’orgogliosa certezza di una risposta favorevole che suscita in lei uno «stupore indicibile» unito a una buona dose di rabbia e di indignazione. Leggi tutto…

IL TUO NEMICO di Michele Vaccari (recensione)

IL TUO NEMICO di Michele Vaccari (Frassinelli)

recensione di Eliana Camaioni

Costruito con la mano di regista, cesellato con l’accuratezza di editor, raccontato con la forza dirompente delle storie vere, “Il tuo nemico” (Frassinelli) unisce le tre anime di Michele Vaccari, regalando al lettore pagine coraggiose.
Sarebbe ingiusto ridurlo alla sua trama: un ragazzo di nome Gregorio, genio dell’informatica con una situazione familiare difficile alle spalle, oppone al mondo una singolare forma di ribellione chiudendosi in casa; una ragazza di nome Gaia, con una situazione familiare difficile alle spalle, oppone al mondo una singolare forma di ribellione entrando in Anonymous, incrociando la sua lotta con quella di Gregorio.
Per comprendere quella trama – raccontata da chi scrive in modo provocatoriamente riduttivo – è nel cuore del romanzo che bisogna scendere; bisogna usare un bisturi per sezionarlo e scoprire quanti tesori possieda al suo interno, il caleidoscopio straordinario in cui le vicende narrate si uniscono indissolubilmente al modo in cui sono narrate, e da esso prendono forza e diventano straordinarie.
Fermo immagine, flash back, avanti veloce.
Fermo immagine, ellissi, scena.
Avanti veloce, analessi, stop.
Gorghi di metafore si attorcigliano a labirinti di sinestesie, shock linguistici danzano con scossoni sintattici, linguistici; cambi di registro sono tamponamenti al semaforo di una narrazione mai prevedibile, che procede a salti pur senza essere mai discontinua, anzi, che nella discontinuità trova la sua omogeneità, la sua ragion d’essere, la voce dell’autore. Che prende per mano il lettore e poi lo lascia precipitare, lo riprende al volo e lo confonde di nuovo; che anticipa ma non spiega, racconta ma non dice. Leggi tutto…

I dati conclusivi di TAOBUK 2017

Taobuk dà appuntamento al pubblico nel 2018, dal 23 al 27 giugno

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La settima edizione di Taobuk – Taormina International Book Festival, che si è svolta dal 24 al 28 giugno 2017, ha riportato uno straordinario successo di pubblico, che in cinque giorni di programmazione ha seguito numeroso e attento i diversi appuntamenti proposti nelle varie sedi del festival.

Quest’anno Taobuk, festival letterario ideato e diretto da Antonella Ferrara, e promosso dall’Assessorato al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo della Regione Siciliana, ha avuto come tema centrale “Padri & Figli”, la trasmissione di saperi e di identità, il confronto generazionale. Al centro di Taobuk la letteratura, in dialogo con il cinema, la musica, il teatro, le arti visive, il grande giornalismo e l’enogastronomia.

Scrittori, giornalisti, filosofi, artisti, esponenti della società civile e politica, sia italiani che internazionali, hanno partecipato a incontri, tavole rotonde, momenti musicali e di spettacolo, reading, mostre di fotografie, botteghe del gusto, itinerari turistici, proiezioni di film. Leggi tutto…

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L’ISOLA DELLE STORIE 2017

L’ISOLA DELLE STORIE 2017: Festival Letterario della Sardegna / XIV Edizione

 locandina isola delle storie 2017: donna che legge

Gavoi (NU), 29 giugno – 2 luglio 2017

 

 

La XIV edizione de L’Isola delle Storie – Festival Letterario della Sardegna si svolge dal 29 giugno al 2 luglio a Gavoi – in provincia di Nuoro – e inaugura ufficialmente giovedì 29 giugno con lo spettacolo teatrale e musicale Nessuna voce dentro. Berlino millenovecentottantuno di e con Massimo Zamboni, musicista e scrittore, storico fondatore del gruppo punk rock CCCP e dei CSI, e con la partecipazione di Angela Baraldi, artista poliedrica, musicista e attrice, e di Cristiano Roversi, storico musicista dei Moongarden gruppo italiano di rock progressivo dei primi anni ’90 e produttore. Nella riduzione teatrale del libro autobiografico Nessuna voce dentro. Un’estate a Berlino ovest Massimo Zamboni mette in scena la Berlino dei primi anni ’80, grazie alle parole del libro e alle canzoni di un’epoca – Lou Reed, Jim Morrison, Nico, Einsturzende Neubauten – in cui la musica si identificava con la vita e la storia.

A partire da venerdì 30 si comincia con gli appuntamenti letterari del Festival che si susseguono per tutto il fine settimana e ne scandiscono le giornate fin dal mattino. Primi fra tutti gli incontri Dal Balcone dove quest’anno troviamo Maria Ida Gaeta, direttrice della Casa delle Letterature di Roma e ideatrice del Festival Letterature di Massenzio, che dialoga con le scrittrici Igiaba Scego – protagonista, sabato 1 luglio nello spazio ragazzi, anche dell’incontro Da Adua a Clara condotto da Roberta Balestrucci – giornalista e firma di Internazionale per cui recensisce libri per ragazzi e autrice del libro Roma Negata, una ricerca delle tracce dimenticate dell’avventura coloniale italiana nella capitale, Michela Marzano, reduce dal successo de L’amore che mi resta, e Gaia Manzini autrice del romanzo Ultima luce. Leggi tutto…

POTREBBE TRATTARSI DI ALI di Emilia Bersabea Cirillo (recensione)

https://www.liguana.it/image1200/_850POTREBBE TRATTARSI DI ALI di Emilia Bersabea Cirillo (L’Iguana editrice)

di Francesca G. Marone

Corpi di donne. Donne nei corpi, racchiuse in bozzoli che non si schiudono. Aspettano di spiccare il volo, attendono che la trasformazione appena accennata si compia per diventare finalmente altro da sé. Nelle sette storie di Emilia B. Cirillo si tocca con mano il disagio di ogni protagonista, si sente la pelle di ogni donna sotto le dita, una pelle ruvida increspata come se fosse grattata dal vento di una vita che tutto scompiglia. Sette racconti legati fra loro dal filo sottile dei corpi che parlano, ci dicono qualcosa di disturbante ma di necessario per lasciarci andare alla vita. Il corpo femminile è tema centrale  a partire dall’immagine raffigurata sulla copertina del libro: la Venere di Milo riveduta e corretta con alcune aggiunte. Protesi, pezzi, ali. Particolari che rimandano ad un assemblaggio di elementi atti a costruire nuove figure. Ma prima di costruire forse è necessario decostruire, buttare giù con una deflagrazione interna tutto ciò che non ci appartiene veramente ma che i ruoli ci hanno cucito addosso. Ne sappiamo bene noi donne di quella seconda pelle che la vita ci confeziona, vestiti che spesso non abbiamo scelto da noi, che non ci piacciono affatto, che ci soffocano la voce, che ci intralciano il passo. Conosciamo bene la vivisezione a cui è sottoposto il nostro corpo, celebrato sull’altare della bellezza, sacrificato per il piacere altrui, mortificato da imposizioni dettate da noi stesse, giudicato e soppesato come carne al macello nel mercato degli sguardi. Leggi tutto…

LA VERITÀ DEL MALE. EICHMANN PRIMA DI GERUSALEMME di Bettina Stangneth (un estratto)

https://www.luissuniversitypress.it/sites/luissuniversitypress.it/files/copertine/2017/05/stangneth.jpgPubblichiamo un estratto del volume LA VERITÀ DEL MALE. EICHMANN PRIMA DI GERUSALEMME di Bettina Stangneth (LUISS University Press)

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Il seduttore diabolico

di Bettina Stangneth

Nell’inverno a cavallo tra il 1941 e il 1942 il concetto di “soluzione finale” cambiò significato e assunse quello di “annientamento”. Dal momento che Eichmann affermava di aver coniato l’espressione “soluzione finale”  e si vantava persino di poter “ignorare tutte le obiezioni e le intromissioni di altri Ministeri ed altre autorità” per ordine di Göring, anche la nuova accezione del termine venne associata al suo nome. Eichmann cominciò subito a viaggiare a est per vedere di persona i metodi di annientamento e la sua presenza sul posto ovviamente veniva registrata. Eichmann avrebbe poi raccontato che si trattava di solitari viaggi di lavoro di un impiegato in missione segreta, ma quella versione ha ben poco a che vedere con la realtà. In un momento di disattenzione fu lui stesso a sbugiardare quella rappresentazione. In Argentina raccontò che aveva sempre avuto paura di perdere il controllo alla vista dell’obbrobrio, perché “in fin dei conti c’era sempre un piccolo codazzo di subalterni alle nostre spalle che l’avrebbe interpretato come un segno di debolezza e la notizia si sarebbe diffusa in un baleno”. Magari potevano vacillare gli esecutori degli ordini, ma come poteva vacillare un Obersturmbannführer come Eichmann? “Non poteva assolutamente succedere!” Era obbligato a essere un simbolo. Leggi tutto…