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LA RAZZA SUPERIORE di Vittorio Schiraldi (un estratto)

giugno 22, 2017

Pubblichiamo un estratto del romanzo “LA RAZZA SUPERIORE. Alle origini del razzismo che divide l’Europa” (BookMe) di Vittorio Schiraldi

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Con La razza superiore, Schiraldi rievoca il contesto in cui nacque e si sviluppò il concetto stesso di White Supremacy, la “supremazia bianca” teorizzata in Inghilterra e in Francia, poi radicatasi in America e esplosa nella Germania di Hitler, apologeta della razza ariana. Dal racconto delle barbarie compiute dai colonizzatori belgi sugli indigeni del Congo alle toccanti vicende di alcuni personaggi imbarcati sul Titanic, la tragedia e la violenza prendono corpo negli indimenticabili personaggi del nuovo romanzo di Vittorio Schiraldi.

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Estratto da LA RAZZA SUPERIORE. Alle origini del razzismo che divide l’Europa” (BookMe) di Vittorio Schiraldi

Era una tiepida giornata di sole, a tratti rinfrescata da una brezza
leggera che giungeva dall’Hudson, e Rainer Hassel, attraverso le
ampie finestre del suo ufficio, poteva godere della vista del parco,
del quale, da alcuni minuti, aveva preso a osservare la vita.
Lo colpì all’improvviso l’immagine di una giovane donna che si
accompagnava a un uomo che reggeva sulle spalle un bambino
e poi del loro lento procedere, tenendosi per mano, sul prato inondato di luce.
In piedi davanti alla vetrata, le mani dietro la schiena, Rainer
non riusciva a staccare lo sguardo da quella visione, fin quando
i due, all’improvviso, iniziarono a correre contro il sole ridendo
felici, prima di scomparire fra gli alberi. Fu allora che il potente
capo della Titus Oil si senti inghiottito dal suo passato mentre
andava scoprendo la malinconia di non aver mai vissuto niente
di simile. Al tempo stesso gli parve di poter concludere che quello
spiare la vita altrui fosse un ulteriore sintomo della vecchiaia
che si era impadronita di lui, rendendolo sempre più spettatore,
distaccato dalle cose del mondo, sempre meno protagonista e
comunque non più interessato a esserlo.
Aveva amato una sola donna e da lei aveva avuto pochi baci
rubati e una sola notte d’amore, poi Ellen era morta, mentre
metteva al mondo Andrew, il figlio del quale aveva sempre ignorato l’esistenza,
perchè chi non avrebbe mai voluto che un giovane
senza risorse sposasse una ricca ragazza borghese gli aveva
detto che il bambino non era sopravvissuto a sua madre.
Quindi non aveva mai avvertito il tenero abbandono di una
piccola mano che si nascondeva nella sua, quasi a cercarvi protezione,
ne la gioia del correre con la propria donna e un figlio
verso un futuro da dividere insieme in una giornata di sole, scoprendo
il sorriso della vita.
Era diventato vecchio, conquistando una ricchezza ormai inutile,
ma si era impoverito nei sentimenti, come una pianta lasciata
a morire nel deserto. E ora quello sguardo che andava esplorando
il parco al di la della strada era scivolato fra i suoi ricordi e gli
presentava il bilancio di una solitudine dalla quale non era mai
riuscito ad affrancarsi e che, quella mattina, gli riempiva l’animo di tristezza.
Rose, intanto, era scivolata silenziosamente nella stanza e
dovette accennare un leggero colpo di tosse per richiamare la
sua attenzione. Finalmente Rainer si giro mentre la segretaria
annunciava: ≪E arrivato il dottor Garrett≫.
≪Fallo entrare≫.
Un minuto dopo il dottor Garrett entro sorridendo, stringendo
l’inseparabile valigetta. Più che un medico era soprattutto un
vecchio amico, che da anni esercitava un severo controllo sulla sua salute.
≪Che ti succede, John?≫ lo apostrofo Rainer.
≪A me niente. Sei tu il paziente…≫.
≪Non mi ero assolutamente reso conto di star male≫ ironizzò Rainer con un sorriso.
≪Buon per te, ma siccome e già passato più di un mese volevo
darti un’occhiata. Come vanno i tuoi fastidi?≫.
≪Diciamo che ho avuto giorni migliori…≫.
≪Ne sono certo≫ ammise il dottor Garrett. Quindi aggiunse:
≪Adesso, invece di farla tanto lunga, togliti giacca e camicia≫.
Rainer borbottò qualcosa di incomprensibile che voleva assomigliare
a una protesta e prese a spogliarsi mentre il dottor
Garrett estraeva dalla valigetta uno stetoscopio. Si sedette su
una delle poltrone all’altra estremità della sala, intorno al lungo
tavolo dove era solito raccogliere i suoi più diretti collaboratori,
e disse: ≪La prima volta che fui visitato da un medico avevo
poco più di vent’anni e in pieno inverno mi ero tuffato nel Tamigi
per sfuggire a due canaglie che mi volevano assassinare.
Mi buscai una polmonite e quando il dottor Garrison venne a
visitarmi mi parlo di questo strano apparecchio che aveva appena
inventato un medico francese, tale Rene Laennec, mi pare,
chiamandolo stetoscopio, che in greco significa “esaminare il
petto”. Ebbene, siccome il dottor Garrison non era ancora riuscito
a procurarselo, uso un bloc-notes arrotolato per auscultarmiil cuore≫.
≪Io, invece, come vedi ce l’ho fatta, e mi sono attrezzato.
Adesso, pero, tieni la bocca chiusa e prova a tossire un po’ quando te lo dirò io≫.
Non parlarono per una quindicina di minuti e soltanto allora,
a visita conclusa, dopo aver riposto nella valigetta lo stetoscopio,
il dottor Garrett disse: ≪Il tuo cuore continua a perdere colpi.
Dovrai tenerlo un po’ più da conto, Rainer…≫.
≪Vuoi dire che sono spacciato?≫.
≪Non me lo sentirai dire mai, visto che hai una pellaccia.
Dico semplicemente che dovresti cominciare a tirare i remi in
barca, non e più il caso di continuare a buttarti anima e corpo
nel lavoro come se avessi vent’anni, perchè ne tu ne io li abbiamo più≫.
≪Non e facile≫.
≪Lo capisco. Il tuo unico figlio e un grande musicista e non
credo che gli passi per la mente l’idea di diventare un petroliere…
Non hai una persona di fiducia?≫.
≪Certo che ce l’ho. C’e Jack Riddle e mio nipote Tom che sta
facendo pratica in proposito. Sara lui il mio successore≫.
≪E chi e Jack Riddle?≫.
≪E come se fosse un altro figlio per me. Lo conobbi quando
era ancora un ragazzino, a Londra. Suo padre faceva il minatore
a Manchester ma non si e mai fatto vedere, sua madre fu assassinata
da un maniaco e io decisi quindi di occuparmi di lui≫.
Avrebbe voluto aggiungere che a uccidere Fiona Field, che
faceva la prostituta a Whitechapel, era stato un ricco banchiere
inglese che portava lo stesso cognome di Andrew, prima che lui
riuscisse a riconoscerlo come suo figlio naturale, ma non ritenne
opportuno confidarsi fino a tal punto.
≪Come mai decidesti di prenderti cura di lui?≫.
≪Jack viveva nella stessa casa che mi ospitava a Londra.
Ben presto si affezionò a me e io a lui, cosi per molti anni non esitai
a offrirgli il mio aiuto, fin quando Jack non fu in grado di provvedere
a se stesso. Intanto io ero diventato un petroliere e lui un
uomo e a quel punto gli proposi di venire a lavorare con me in
America. E devo dire che a tutt’oggi non me ne sono pentito.
Jack e ormai il mio braccio destro≫.
≪E non c’e alcuna rivalità col tuo legittimo erede?≫.
≪Con Tom? Assolutamente no. Tom lo considera quasi un fratello maggiore≫.
Rainer intanto aveva finito di rivestirsi.
≪Vuoi che ti faccia portare un caffè?≫.
≪No, grazie. E dovresti cercare di farne a meno anche tu.
Quanto ai grossi sigari che sono in quella scatola sulla scrivania,
riservali ai soli ospiti≫ mormorò il dottore.
≪Cercherò di ricordarmene ogni volta che ne accendo uno…
Ci vediamo tra qualche mese, John≫.
Il dottor Garrett si lascio accompagnare alla porta senza replicare,
poi, al momento di afferrare la maniglia, si giro verso l’amico,
fissandolo negli occhi con un’espressione che pareva voler
sottolineare la serietà delle sue raccomandazioni.
≪Fai molta attenzione, Rainer≫ disse. ≪Cerca di non perdere
più colpi di quanti te ne possa permettere. Pensa un po’ meno al
petrolio e più alla famiglia≫.
≪Mi piacerebbe, John, ma ormai sono troppo vecchio per
aspettarmi ancora qualcosa da me stesso. Se devo dirti la verità,
sono solo un po’ stanco…≫.
≪E allora riposati≫.
Rainer annuì e salutò il dottore con un affettuoso colpo sulle spalle.

(Riproduzione riservata)

© 2017 DeA Planeta Libri s.r.l.
Published by arrangement with The Italian Literary Agency

© (BookMe – De Agostini)

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La scheda del libro

Sapevate che in America all’inizio del Novecento migliaia di donne provenienti dai Paesi dell’Est europeo furono sterilizzate per timore che i loro figli potessero inquinare la razza pura americana?
E che quelle leggi, definite di “igiene razziale”, avrebbero ispirato le persecuzioni contro gli ebrei e altre minoranze più tardi promosse da Hitler in Germania?
Siete a conoscenza delle orribili torture che i soldati della Force Publique olandese infliggevano agli indigeni congolesi adibiti alla raccolta del caucciù ogni volta che i risultati delle loro fatiche venivano giudicati deludenti?
Questi e altri episodi storici si intrecciano alle vicende dei protagonisti della nuova opera di Schiraldi, in un coinvolgente e illuminante viaggio narrativo alle origini del razzismo che oggi divide l’Europa e anima la politica anti immigrazione di Donald Trump. Un romanzo di straordinaria attualità, nel quale si riaffacciano alcuni dei personaggi già conosciuti e amati dai lettori di Per soldi o per amore.

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Vittorio Schiraldi è l’autore del bestseller Baciamo le mani (1973), da cui lui stesso ha tratto, sceneggiato e diretto l’omonimo film, e, tra gli altri, dei romanzi Sii bella, sii triste (1974), Famiglie (1981), La ma a dagli occhi blu (1985), Weekend a Waterloo (1989). Nella sua lunga carriera di giornalista, sceneggiatore, autore teatrale e televisivo, regista cinematografico e conduttore radiofonico, ha vinto il premio Flaiano per il teatro nel 1996 con Un uomo inutile e ha condotto su Radiorai i programmi Un altro giorno e L’uomo della notte. Con BookMe ha già pubblicato Per soldi o per amore (2014) e Ospite indesiderato (2015).

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© Letteratitudine

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