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GIUSEPPE BONAVIRI E LE NOVELLE SARACENE

giugno 28, 2017

GIUSEPPE BONAVIRI E LE NOVELLE SARACENE di Maria Valeria Sanfilippo (Aracne)

Venerdì 7 luglio, a Catania, alle 17, all’Ursino Recupero (via Biblioteca 13), avrà luogo la presentazione del volume “Giuseppe Bonaviri e le Novelle saracene” (ed. Aracne) di Maria Valeria Sanfilippo. Saluti introduttivi di Rita Angela Carbonaro. Intervengono: Rosaria Sardo e Sergio Sciacca. Coordina Sarah Zappulla Muscarà. Letture a cura di Agostino Zumbo. Incontro promosso dalle Biblioteche Riunite “Civica” e “Ursino Recupero” in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, l’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano e il Kiwanis Club Absolute Catania -Terra dei Ciclopi.

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Edito per i tipi di Aracne, con una intrigante prefazione a firma Sarah Zappulla Muscarà e in copertina un dipinto di Antonino Cammarata, il volume analizza la ricca e multiforme produzione di Giuseppe Bonaviri, alla luce di una bibliografia corposa e aggiornata. Ne scaturisce un panorama critico-letterario, arricchito di indagini intra e inter-testuali, lettere inedite, interviste all’autore, materiale documentario di vario genere.
Una messa a fuoco delle Novelle saracene in un quadro di consonanze e diversità socio-linguistiche con altri autori: da Propp a Calvino, da Andersen a Capuana, a Rodari sino a Walt Disney. Riaffiorano altresì le atmosfere ricreate da quelle novellatrici popolari che, vissute tra Otto e Novecento, seppero accompagnare alla parola l’impareggiabile rituale del gesto e la melodia del canto, inverando inaspettate risorse interculturali e multietniche.
Per tale ragione il volume s’impone all’attenzione del lettore comune come pure degli addetti ai lavori, tra gli altri storici, filologi, linguisti, musicologi.
Un’occasione per conoscere più a fondo Bonaviri, più volte nella rosa dei candidati al Premio Nobel, tra i più rappresentativi autori nel panorama non soltanto nazionale del secondo Novecento. Autore di una prolifica ed eterogenea produzione (che spazia dalla narrativa, alla poesia, dalla saggistica al teatro), tradotto in numerose lingue europee ed extraeuropee (persino in arabo e in cinese). Ritenuto dalla critica degno di occupare un posto autonomo ed originale accanto a fuoriclasse della statura di Verga, Pirandello, Sciascia, come pure Marquez e Lorca, per fare solo qualche nome.
Componenti-cardine della scrittura bonaviriana: l’epos familiare, l’autobiografismo, l’attaccamento alle radici isolane, il picarismo, l’ironia, il cromatismo, lo sperimentalismo ma anche la dimensione cosmica e le valenze interculturali e multietniche, queste ultime registrate tanto nei contenuti quanto nella lingua al punto che si potrebbe parlare di una sorta di “ecumenismo linguistico” che tutto accoglie. Un’ulteriore giustificazione al suo inserimento nella rosa dei candidati al Premio Nobel.
Bonaviri ha saputo dare voce al suo popolo, desideroso di riscatto e di miglioramento etico, restituendo a un tempo mitologico e quotidiano, luoghi e personaggi attinti dalla gloriosa tradizione mediterranea insieme a persone prelevate dal vissuto giornaliero. Un siciliano che ha combattuto l’imperante impulso omologante in virtù di una valorizzazione della specificità isolana, della diversità come arricchimento, senza tuttavia rinnegare (semmai rafforzando) le logiche del “villaggio globale”.
La Sicilia di Giuseppe Bonaviri non è la “Sicilia dei coltelli”, bensì la fascinosa Isola di Ulisse, patria di una fervida intellighentia, matrice popolare colta e sapiente. Ne scaturisce anche la dura realtà contadina e, insieme, il suo volto mite e bonario. Come già Capuana e Martoglio, anche Bonaviri contribuisce a scardinare il cliché di una Sicilia sanguinaria.
La sicilianità si configura, in tal modo, come grimaldello interpretativo di un’unica esistenziale metafora del mondo. E Bonaviri ha senz’altro il merito di averci offerto una tra le più interessanti e singolari visioni della nostra Isola giacché ─ per dirla con Goethe ─  “è in Sicilia che si trova la chiave di tutto”.

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Nata a Torino, Maria Valeria Sanfilippo vive e insegna a Firenze.
È laureata in Lettere, in Filologia, in Scienze della Comunicazione.
È dottore di ricerca in Filologia Moderna presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche nell’Università di Catania. Ha conseguito, tra gli altri, il Premio Nazionale Luigi Capuana.
Coniuga la ricerca universitaria con l’attività di pubblicista, riversata su quotidiani e riviste di respiro nazionale, nonché con l’insegnamento nella scuola secondaria.
Ricopre attualmente il ruolo di vicepreside dell’Istituto Internazionale Kindergarten di Firenze.
È membro di istituzioni culturali e accademiche tra cui il Gruppo di Investigazione “Escritoras y Escrituras” nell’iberica Università di Salamanca e l’ADI, Associazione degli Italianisti.
Ha all’attivo i volumi La fortuna scenica di Luigi Capuana (edito per i tipi di Sciascia), il volume Giuseppe Bonaviri e le Novelle saracene (per i tipi della casa editrice romana Aracne), numerose pubblicazioni su autori dell’Otto-Novecento, convegni in Italia e all’estero.

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