Home > Interviste > FOUND IN TRANSLATION

FOUND IN TRANSLATION

luglio 12, 2017

‘Found in translation’: La tua voce in un’altra lingua

Risultati immagini per Catherine Dunne

di Francesca G. Marone

Il processo creativo nasce e si sviluppa passando per diverse strade, seguendo percorsi che molti studiosi hanno cercato di individuare, suddividendo quello stesso processo in più fasi. Chi in quattro fasi, chi in sette, sempre evidenziando che alla base debba esserci “la nascita di un’intenzione”, seguita da una fase di preparazione e di incubazione, poi di illuminazione: lo stadio del sorgere improvviso di una luce, e infine la fase della verifica dove è necessario avere un feedback, un confronto su ciò che si è creato. Ma cosa accade se in questo processo creativo si inserisce il passaggio all’uso di una lingua che non è la nostra? Molti scrittori asiatici, africani, indiani si sono rivolti al francese e all’inglese per scrivere le loro storie, alcuni autori hanno utilizzato anche la nostra lingua, fra cui Jhumpa Lahiri che ha scritto in italiano il suo primo libro autobiografico, qualche anno fa, spiegando l’esigenza della scelta con la metafora dell’immagine del triangolo: nel difficile conflitto fra l’inglese e il bengalese fa capolino l’italiano e vince, diventando la lingua della creatività sciolta dai vincoli dell’abitudine. Molti autori provano a uscire da quella zona fatta di certezze e di routine creativa scompigliando le carte e sfidano la loro stessa capacità espressiva cimentandosi nella scrittura di un’opera in un’altra lingua.
L’iniziativa di cui ho chiesto a Federica Sgaggio di parlarci è un singolare corso di scrittura in inglese con le già conosciute autrici Catherine Dunne (foto in alto) e Lia Mills che si svolgerà a Dublino dal 31/7 al 4/8/2017.

Cara Federica vorresti raccontarci come nasce quest’idea del corso e con quali finalità?
Risultati immagini per federica sgaggioCiao, Francesca. Tutto nasce dalla mia passione forsennata per l’Irlanda, che nel tempo ha prodotto l’Italo-Irish Literature Exchange, e anche un’antologia doppia, curata da Catherine Dunne e da me, edita in italiano da Guanda con il titolo di «Tra una vita e l’altra» e in inglese da New Island Books come «Lost between – writings on displacement».
Ma il progetto del corso esce da tre nuclei di idee condivisi da Massimiliano Roveri, social media manager e scrittore che vive a Dublino, e da Catherine.
Il primo è che solo scrivere in una lingua straniera legittima autenticamente fino in fondo ciascuno di noi all’errore. Sbagliare qualcosa nella tua lingua ti è intollerabile, ti dà motivo di una vergogna che non hai il coraggio di verbalizzare, nemmeno: sbagliare in una lingua che non è tua è qualcosa che invece puoi accettare. Non solo: è qualcosa che ti insegna che puoi sbagliare e non succede niente di grave.
Chiunque scriva, credo, ha vissuto crisi permanenti o almeno ricorrenti di legittimazione: ma chi sono io, per scrivere? Chi credo di essere? Ecco: scrivere in una lingua che non è la tua lingua madre ti legittima a scrivere senza porti il problema di essere oppure no uno che può permettersi il lusso di definirsi «scrittore».
Il secondo è che scrivere è tradurre: è dare una forma comunicabile a una materia che si presenta in una «lingua» diversa, quella dell’immaginazione, della contemporaneità dei pensieri e delle idee. E scrivere in una lingua straniera che non si possiede come una lingua madre rende chiarissimo questo processo, e finisce per riuscire ad accelerarlo.
Il terzo è che utilizzando un’altra lingua si modifica la nostra identità. Tutti e tre questi aspetti consentono una libertà che raramente sperimentiamo quando scriviamo nella nostra lingua.

A chi ne consiglieresti la partecipazione?
Mi piacerebbe che partecipassero persone che hanno bisogno di vincere la paura di sbagliare, perché di sicuro si sentirebbero più leggere, più vive, più fiduciose in se stesse.
Sarebbe bellissimo avere persone entusiaste, con una conoscenza non necessariamente ottima dell’inglese. Anzi: la conoscenza ottima della lingua potrebbe addirittura agire da freno, per come la vedo io; potrebbe constringere a un esercizio di dimostrazione delle proprie capacità linguistiche più che spingere nella direzione di un esperimento creativo.
Trovarsi insieme a scrittrici come Catherine e Lia è un’esperienza che auguro a chiunque abbia il desiderio di sperimentare relazioni autentiche: sono due donne che io stimo molto, e mi piacciono proprio.

Dalla tua personale esperienza cosa puoi raccontarci del processo di scrittura creativa in una lingua diversa dalla lingua madre? Quali meccanismi mette in atto?
Come dicevo prima, ti scopri diversa. Più diretta, nel mio caso. Più sicura di me, paradossalmente, perché per dominare le formule di cortesia mondana di una lingua straniera occorre una frequentazione di ambienti e situazioni che io non ho avuto: e dunque, finisco per andare dritta al punto e chissenefrega. Cosa che – ho scoperto – almeno in Irlanda è generalmente guardata senza troppo sospetto. Tutte e tre le cose di cui ho parlato prima, sono cose di cui io stessa ho fatto esperienza, ma direi che la più sorprendente per me è stata proprio questa: quando parlo o scrivo in inglese cambio perfino il tono della voce, i pensieri escono secondo consequenzialità diverse, e – non meno importante – la mia storia non conta niente. Sono quel che sono lì e allora.
Creare una cosa che ti appartiene e non esce dalla tua lingua madre è una sorpresa continua, ti consente uno sguardo privilegiato e obliquo – o forse più diretto? Non so, ora che ci penso non ne sono sicura – su di te, sulla tua storia, sulla tua idea di te.

È bellissima l’idea di concedersi di sbagliare – di cui ci hai parlato -, credo che possa essere davvero un forte stimolo alla sperimentazione di se stessi nel percorrere strade differenti per esprimersi con la scrittura. Grazie Federica per aver dialogato con noi di Letteratitudine e buona scrittura a tutti alla ricerca di una voce nuova.
Grazie a voi: è stato un onore.

* * *

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: