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Archive for agosto 2017

NAXOSLEGGE 2017

VII edizione di NAXOSLEGGE, 1-30 settembre 2017

 

Di fronte ai classici” è il tema della VII edizione di Naxoslegge, il festival ideato da Fulvia Toscano, che conferma la sua vocazione di evento diffuso, proponendo importanti appuntamenti culturali, lungo tutto il mese di Settembre. “La scelta del tema – dice Fulvia Toscano (foto in basso) – ci è parsa quanto mai “urgente”, dati gli scenari di emergenza culturale su cui ci muoviamo e entro cui, soprattutto la scuola, si trova a vivere. Lo sguardo sui classici diviene, a nostro avviso, una necessità, per ridefinire orizzonti di senso. Allo smarrimento presente i classici possono dare una risposta. Uno sguardo non nostalgico ma consapevole e contemporaneo. Ecco perché uno dei temi che ci sta a cuore è quello delle riscritture del Mito, a conferma della sua persistenza come codice di segni e simboli“.


Si comincia il 1 settembre con una festa di inaugurazione al Lido di Naxos, con la prima edizione del premio Promotori della Lettura, di cui sarà insignito Massimo Maugeri.

Dal 3 settembre, giorno in cui alle Rocce, con Antonio Presti, Naxoslegge torna a parlare di Custodia della Bellezza e Anima dei luoghi, fino al 30 settembre, è tutto un susseguirsi di incontri: 9-10 a Taormina, con la nuova sezione Sguardi a Oriente, dedicata al Giappone nei 150 anni della amicizia Italia-Giappone, con ospiti del calibro di Mario Vattani, Mujah Maraini e Daniela Brignone; dal 13 al 15 la sezione Le donne non perdono il filo, coordinata da Marinella Fiume, con il premio La Tela di Penelope, dedicato al rapporto tra le donne e il teatro e la sezione “Stregate” dedicata alle dieci donne vincitrici dello Strega; quindi, Itinerarium mentis in deum, con tre appuntamenti dedicati a Dante, nelle Chiese di Giardini Naxos; dal 20 al 29 gli appuntamenti che vedono protagonisti le scuole, sia presso il Liceo Caminiti di Giardini Naxos, storico partner del Festival, sia in altre prestigiose locations, con la partecipazione di ospiti importanti come Valerio Massimo Manfredi, Angelo Tonelli, Nicola Gardini, Pierfranco Bruni, Salvatore Ferlita, Roberto Fai, Francesco Tiboni, Sebastiano Tusa Mario Mazza e tanti altri cui è affidato il compito di attraversare il concetto di classico, raccontandolo attraverso Ovidio, nel bimillemario della morte a Tomi, ma anche attraverso Pirandello, Tomasi di Lampedusa, cui sono dedicati importanti momenti di riflessione, negli anniversari che li vedono protagonisti di questo 2017. Leggi tutto…

L’ALTRO SÉ di Lorenzo Perrona (intervista all’autore)

L’ALTRO SÉ, OPPOSIZIONI LETTERARIE DAL SUD di Lorenzo Perrona (Algra editore)
Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia

di Domenico Trischitta

Un raffinato saggio, quello del critico letterario Lorenzo Perrona, che indaga l’unicità italiana intesa come opposizione. Una sorta di colonialismo interno che ha plasmato una produzione narrativa che fa i conti con le due Italie, quella meridionale contadina rappresentata dallo stereotipo del “cafone” di Ignazio Silone e quella borghese industriale nordista di Levi. Il sottosviluppo economico e sociale ha provocato paradossalmente una supremazia letteraria sudista, qua espressa, per esempio, dall’opera di Vitaliano Brancati, che da siciliano si muove sull’asse geografico Pachino, Catania, Roma. Addirittura ci sono scrittori del Nord che scendono in campo e si mimetizzano con il tessuto contadino del Sud (oltre Levi e Pasolini aggiungerei anche Giuseppe Berto), esemplare l’esperienza di Pasolini nelle borgate romane, che attraverso la sessualità e l’empatia del registro linguistico ne assorbe gli umori fino alle estreme conseguenze fatali. Le ragioni necessarie di una scrittura di militanza che in Vitaliano Brancati e in parte in Leonardo Sciascia assumono i connotati di un atavico disagio esistenziale. Da non perdere.

-Perrona, da dove parte questa sua ricerca?
Direi che, più che il punto di partenza, è un certo percorso che mi ha portato a scegliere necessariamente di sviluppare questa ricerca. La questione di partenza è stata questa, da dove nasce, e perché, l’idea “culturale” del Nord Italia e del Sud Italia, un’idea che è acquisita dagli italiani e dai non italiani come un dato di fatto che differenzia e, a volte, discrimina gli individui. Un’idea così radicata da partorire un partito che parlava addirittura di secessione, che ha governato l’Italia per diversi anni ed è tuttora una forza politica rilevante. Se fossi rimasto a vivere nella mia città, Genova, non avrei potuto affrontare efficacemente queste questioni così complesse, perché era necessario prendere le distanze da tante cose, acquisire nuove esperienze culturali: fare chiarezza sull’eurocentrismo e su come le dinamiche identitarie entrino nel discorso nazionale. Direi che, se il mio libro ha qualcosa di metodologicamente originale, è che non fa un discorso semplicemente interdisciplinare (appoggiandosi cioè ad altre discipline, come la sociologia o l’antropologia), fa un discorso sulla letteratura, sui meccanismi della creazione letteraria.

-Ci spiega meglio questo colonialismo letterario, tipicamente italiano? Leggi tutto…

I’M di Anne Riitta Ciccone

I’M di Anne Riitta Ciccone: un film e un libro.

Il film sarà proiettato nell’ambito della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia in SALA VOLPI il 31 agosto, alle ore 15. In serata, sempre a Venezia, si svolgerà la presentazione del romanzo (pubblicato dalle edizioni Il Foglio di Gordiano Lupi): ore 22:00 nel contesto delle Kino Venice Nights sulla barca “Edipo Re” ormeggiata all’approdo Corinto, nel corso delle Kino Venice Nights con i critici Fabio Canessa e Ilaria Ravarino. Sarà presente l’autrice. Di seguito, Anne Riitta Ciccone racconta a Letteratitudine il progetto di “I’M”. In coda al post, ulteriori dettagli e il trailer del film.

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di Anne Riitta Ciccone

Risultati immagini per Anne Riitta CicconeSi tratta di uno strano progetto sul quale con il mio Produttore Francesco Torelli stiamo lavorando da qualche anno.
Io ho fatto tre film, prima di questo, vengo dalla danza e dal teatro, ho iniziato a lavorare anche nel cinema come assistente da quando avevo meno di diciotto anni, e siccome ho la passione per l’immagine e ho sempre ricercato quella “perfetta”, anni fa ho fatto dei seminari sul 3D, che intanto aveva trovato una sua dimensione quasi espressionista con registi tipo Wenders o Polanski.
Così con una fatica immonda e combattendo contro un sistema bizzarro, con accanto da subito però Rai Cinema, siamo riusciti a realizzare questo film, in 3D. Leggi tutto…

Premio Viareggio-Rèpaci 2017 a Calligarich, Carrai e Montesano

I vincitori dell’edizione 2017 del Premio Viareggio-Rèpaci sono:

Per la sezione narrativa: Gianfranco Calligarich con “La malinconia dei Crusich” (Bompiani)

Per la sezione saggistica: Giuseppe Montesano con “Lettori selvaggi” (Giunti)

Per la sezione poesia: Stefano Carrai con “La traversata del Gobi” (Aragno)

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Gli altri finalisti del Premio “Viareggio-Répaci” sono…

Per la Narrativa: Mauro Covacich, “La città interiore” (La nave di Teseo) e Donatella Di Pietrantonio, “L’Arminuta” (Einaudi).

Per la Saggistica: Francesco Paolo de Ceglia, “Il segreto di san Gennaro” (Einaudi) e Sandro Pazzi, “La donazione dimenticata. L’incredibile vicenda della Collezione Contini Bonacossi” (Mondadori Electa).

Per la Poesia: Franco Arminio, “Cedi la strada agli alberi” (Chiarelettere) e Paolo Lanaro, “Rubrica degli inverni” (Marcos y Marcos).

Il Premio Viareggio-Rèpaci, presieduto da Simona Costa, che ha compiuto 88 anni, ha dedicato uno spazio speciale ad Antonio Gramsci, con la commemorazione dei 70 anni dall’assegnazione del riconoscimento alle sue “Lettere dal carcere”.
A don Luigi Ciotti è stato conferito il Premio internazionale Viareggio-Versilia.

Di seguito, le schede dei tre libri vincitori del premio e le motivazioni della giuria.

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Il Premio Racalmare-Sciascia 2017 a Simona Lo Iacono

Simona Lo Iacono con il romanzo “Il morso” (Neri Pozza) vince l’edizione 2017 del Premio “Racalmare-Sciascia”. Seconda classificata: Silvana La Spina con “L’uomo che veniva da Messina” (Giunti). In terza posizione Orazio Labbate con “Stelle ossee” (LiberAria)

Ascolta la puntata di “Letteratitudine in Fm” dedicata a “Il morso” (Neri Pozza) dove Simona Lo Iacono conversa con Massimo Maugeri

Per l’ascolto diretto della puntata, cliccare qui

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Le schede dei tre libri del Premio “Racalmare-Sciascia”

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FESTIVAL DELLE STORIE 2017

Festival delle Storie: Valle di Comino dal 23-27 Agosto

L’intero programma è disponibile cliccando qui

Per scoprire chi son gli ospiti dell’edizione di quest’anno clicca qui

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Taobuk approda nelle Isole Minori

Taobuk approda nelle Isole Minori con una nuova rassegna

 

Taobuk approda nelle “isole minori” con una rassegna che vedrà protagonisti nomi di spicco della narrativa italiana e internazionale, come Alessia Gazzola, attesa il 17 agosto a Salina, e Andrea Vitali che sarà a Pantelleria il 2 settembre.  

La prima delle due tappe insulari prevede una conversazione con la scrittrice messinese Alessia Gazzola, che dialogherà con Franco Arabia sul suo ultimo giallo “Un po’ di follia in primavera”, balzato subito in testa alle classifiche, come del resto i precedenti romanzi del ciclo dedicato ad Alice Allevi, aspirante anatomopatologa, ovvero “L’allieva”, come recita il primo titolo che vede protagonista la pasticciona specializzanda, in corso all’Istituto di Medicina Legale di Roma. Leggi tutto…

I EDIZIONE DEL PREMIO AI PROMOTORI DELLA LETTURA E DEL LIBRO

L’evento su Facebook
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BUON FERRAGOSTO 2017 (e buona prosecuzione di vacanze da Letteratitudine)

ALESSANDRA SARCHI racconta LA NOTTE HA LA MIA VOCE

ALESSANDRA SARCHI racconta il suo romanzo LA NOTTE HA LA MIA VOCE (Einaudi)

romanzo vincitore del: Premio Selezione Campiello 2017 e del Premio Letterario Internazionale Mondello 2017

Ritratto di Alessandra Sarchi 2015

di Alessandra Sarchi

Questo romanzo ha il suo nucleo originario nel personaggio della Donnagatto, amputata di una gamba e su una sedia a rotelle, eppure tanto vitale da far pensare a un felino sinuoso e scattante, da cui le deriva il soprannome che l’assimila a una supereroina.
La Donnagatto era già apparsa alla mia immaginazione quando scrivevo un racconto pubblicato poi nel numero 63 di “Nuovi Argomenti” col titolo La nuotatrice. Per la prima volta cercavo di affrontare il tema della diversità e della menomazione fisica nelle sue implicazioni simboliche e nel suo potenziale narrativo: lì il confronto si svolgeva fra due donne di cui una sana che aveva appena perso il lavoro e ne era affranta, l’altra che avendo perso da tempo la propria integrità fisica aveva trovato un altro modo per dare senso al proprio sé. S’incontravano in piscina, in acqua dove le regole della gravità sono abolite e le distinzioni fra chi cammina e chi non può farlo vengono accorciate.
Quando iniziai a pensare di estendere e arricchire il personaggio del racconto, che si chiamava Giovanna, nome che ho poi conservato nel romanzo, si aggiunse l’elemento della bella voce: doveva avere un dettaglio fisico molto caratterizzante e al tempo stesso estremamente impalpabile. La voce infatti ci contraddistingue come individui in maniera unica e sembra tradurre tutte le note del nostro carattere, ma è anche molto poco fisica, a differenza delle impronte digitali o della forma e del colore degli occhi.
E questa voce disincarnata in un certo senso doveva essere il paradosso intorno cui ruotava la faticosa ricerca di identità che viene percorsa all’interno del romanzo: come si sopravvive alla perdita di una parte di sé fondamentale, come si ricostruisce l’eros verso di sé e verso il mondo quando si è perso il contatto con il proprio corpo? Leggi tutto…

SI FERMI QUI di Iain Levison (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo SI FERMI QUI di Iain Levison (Edizioni E/O – Traduzione dall’inglese di Aurelia Di Meo)

Un incredibile caso di errore giudiziario. Tratto da una storia vera.

Si fermi qui è la discesa nell’incubo di un uomo accusato di omicidio, vittima degli abusi e degli eccessi della polizia.

 

 

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Estratto da SI FERMI QUI di Iain Levison (Edizioni E/O Leggi tutto…

PICCIRIDDA di Catena Fiorello

PICCIRIDDA di Catena Fiorello (Giunti)

di Massimo Maugeri

Cosa può accadere di particolare a una “picciridda” che nei primi anni Sessanta abita in un paesino, Leto (Letojanni), posto lungo la costa della Sicilia orientale tra Messina e Catania?
Può accadere, ad esempio, che i genitori si trovino costretti a emigrare in Germania e che decidano di portare con loro solo il più piccolo dei due figli affidando “la grande”, sebbene pur sempre picciridda, alla nonna paterna dal carattere burbero.
Ed è quello che accade a Lucia, la piccola protagonista del romanzo d’esordio di Catena Fiorello, riproposto in edizione riveduta per i tipi di Giunti..
Lucia è figlia di emigrati e vive questa sua condizione sentendosela addosso come un marchio negativo. È consapevole, Lucia, che per lei – e per tutti coloro che non sono figli “della gallina bianca” – la necessità implica sacrificio e rinunce. Lo sa bene. Lo dicono tutti. Lo ripete la nonna. Ma qual è il prezzo che bisogna pagare? E fino a che punto il gioco può valere la candela?
“… quanto valeva tramutato in denaro il dolore dei miei per avere lasciato la loro casa, il loro paese e le loro piccole certezze? (…) Risvegliarsi in una città che non gli apparteneva. Lavorare tra persone che non avevano mai conosciuto prima. Vedere il buio sin da quando si risvegliavano per andare al lavoro per poi ritrovarlo a fine giornata quando uscivano dalla fabbrica. Non poter fare, quando ne avessero voglia, una passeggiata al mare, per respirare un po’ di felicità…
Per quel che ne so io – tradotti in denaro – quei sacrifici avrebbero dovuto rendere ricchi i miei genitori, e tutti quelli che come loro hanno rinunciato a un pezzo della loro esistenza in cambio di un lavoro. E quando poi sono ritornati nel paese dal quale erano partiti, avevano perduto per forza di cose una parte di vita, fatta di rapporti umani, amicizie, frequentazioni e quotidianità. Così non erano né di qua né di là. Infatti erano emigrati. Un’altra cosa…”
Ma a Lucia non rimane che accettare la situazione e concentrarsi sul rapporto, non sempre facile, con la nonna. Leggi tutto…

Dieci anni di Arte al Cubo

A partire dal 6 agosto una serie di spettacoli culturali e letterari si svolgeranno presso il Parco Suburbano / Teatro Lucio Dalla di Milo (CT)

Tra gli altri: Maria Attanasio, Domenico Seminerio, Marinella Fiume, Fulvia Toscano, Maria Antonietta Ferraloro
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Categorie:Uncategorized

Uno scrittore allo specchio: TRILUSSA

File:Trilussa 15.jpgUno scrittore allo specchio: TRILUSSA

di Simona Lo Iacono

Ma lo sapevate, signori miei, che lo specchio nun è cosa che sceglie la persona, che riflette e nun jela perdona, e che se je dai una sberla poi te l’ arrimanda?
E’ come ‘na soffiata de lavanda, che te libera il petto e la ragione, e che se guardi bene e senza grilli ‘n testa, t’istruisce e te da’ pure ‘na lezione.
Certo, c’è da capì che non è ‘na festa se te credi bello e poi te vedi brutto, se te senti onesto e quello te dice: truffatore, se fai ‘l pietoso e poi sei ‘l peggio malfattore.
Ma lo specchio è così, è un po’ poeta, je piace de dì pane al pane e vino al vino, je piace de fasse piccolo e bambino, e je piace de sputà…
ma no saliva, bensì la pura verità.
E sempre m’è piaciuto questo specchio che non tace e nun conosce ipocrisia, e me lo so’ messo nella tasca mia, e tutto ho detto, tranne la bugia.
Così, je l’ho cantate alli potenti, je l’ho detto che se uno s’accorge d’esse prigioniero, canta e urla come no’ sparviero, chè tanto, che c’ha da perde, forse i denti?
Un povero non perde mai, ha perso tutto, e tanto vale allora, sora mia, se proprio il mondo è farabutto, riempisse le tasche de poesia.
Per questo, in certe sere arrovesciate che, a Roma, la terra pare cielo e il cielo terra, me so’ messo in trincea come in guerra, ho mescolato quattro rime un po’ indecenti, e li ho fatti piagne, li potenti, e li ho fatti ride, li perdenti.
D’altra parte a questo serve la poesia. A dì sempre la verità vera, quella che se tace per diplomazia…
Ma cos’è poi ‘sta decenza che c’ impedisce – in fonno – d’esse uguali, e c’impone di parlare pe’ segnali, e ci fa lupi, arrubboni e soli?
Per me è stata sempre libbertà, ma libbertà con due “b” e con le ali, è stato trasformà li straccioni nei reali, e pochi spicci in un mucchio de tesori.
A modo mio, e con rispetto, ho fatto er rivoluzionario, ho dato onore a chi l’aveva perso, ho dato nome a chi non c’ha destino, ho messo gioia al core d’un bambino, e al prepotente c’ho cantato un nuovo sillabario. Leggi tutto…

L’IMMAGINAZIONE FA 300

l'immaginazione 300 - copertinaTanti auguri a Anna Grazia D’Oria e a Manni editore per la pubblicazione del n. 300 della rivista di letteratura “L’Immaginazione” (diretta da Anna Grazia D’Oria): disponibile sia in versione cartacea sia in formato digitale

Di seguito, l’incipit della prima pagina dedicata a Edoardo Sanguineti.

Edoardo Sanguineti a Montebruno
Gilda Policastro, studiosa appassionata di Edoardo Sanguineti, ha messo in contatto “l’immaginazione” con Federico Marenco, attualmente dottorando di ricerca in Italianistica, per questo
testo inedito del grande intellettuale genovese.
Scrive Federico Marenco: “Un sabato dicembrino e cristallino, correva l’anno 2003, il gatto lupesco in persona salì a Montebruno da cittadino onorario. Nell’appartamento dell’Abate degli
Agostiniani Eremitani, il chierico organico ricevette il titolo onorifico e consumò il prebuggiún rituale. Poi parlò di musica e poesia. E fuori testo di campagna. E disse che avrebbe voluto fare
il ballerino. Forse anche l’Abate Eremitano. Chissà anche il contadino: ma nel suo campo semantico.”
Intanto, nel Chiostro del Convento, musiche di Berio e interpretazioni di testi sanguinetiani mentre un fotocopiatore anni Ottanta stampava a ripetizione scritti di Sanguineti e per finire una
torta a forma di gatto lupesco.
Grazie a Luciana Sanguineti e ai figli per aver consentito questa pubblicazione. Leggi tutto…