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TORINO SPIRITUALITÀ 2017

settembre 20, 2017

Se non diventerete come bambini.
Le grandi lezioni di Torino Spiritualità
dal 21 al 25 settembre

L’intero programma è disponibile qui

«Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli», si legge nel Vangelo di Matteo. Ma che cosa intende dire Gesù con queste parole? Di quali infanzie sta parlando? Metaforiche o reali? E in che cosa, esattamente, dovremmo tornare a essere come bambini?     
Sei appuntamenti ispirati ad altrettanti versetti biblici per provare a rispondere a queste domande, nella certezza che Tolstoj dicesse il vero quando scrisse che il libro dell’infanzia del genere umano sarà sempre il miglior libro dell’infanzia di ciascun uomo.

È il ciclo di lezioni che vogliono analizzare il tema della XIII edizione di Torino Spiritualità, “Piccolo Me”, che da giovedì 21 a lunedì 25 settembre prova a rispondere alla domanda: restare o diventare bambini? Rifiutarsi di crescere o rintracciare da grandi un tesoro che si pensava perduto?

Si comincia sabato 23 settembre, ore 15 al Circolo dei lettori con il dialogo Perché un bambino è nato per noi, tra François Boespflug, teologo, storico dell’arte e storico delle religioni, ed Emanuela Fogliadini, teologa e storica del cristianesimo. La nascita di Gesù ha sconvolto la storia dell’umanità con l’idea che un Dio, nel pensiero delle grandi religioni trascendente e diverso, possa farsi carne diventando un bambino come gli altri. La portata di questo evento si riflette nella tradizione dell’arte cristiana, che dal IV secolo a oggi non ha mai smesso di rappresentare la natività di Cristo. Dalla solenne iconografia dell’Oriente ai capolavori dell’Occidente, dal bambino in fasce alla strage degli innocenti, due guide d’eccezione conducono un affascinante viaggio per immagini tra estetica e teologia. Alle ore 17, presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale, è Mario Calabresi, direttore di La Repubblica, a condurci in un viaggio attraverso le immagini che hanno segnato la storia del Novecento fino a oggi. È Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli, percorso che, dalla spensieratezza dei giochi immortalati da Robert Doisneau, passa attraverso il grido di Kim Phúc nello scatto simbolo della guerra in Vietnam, e ripercorre l’immaginario fotografico legato all’infanzia in un itinerario giornalistico e visivo. Come un bimbo svezzato è l’anima mia è il titolo dell’incontro con Vito Mancuso, ore 21 al Teatro Carignano. Il teologo pone una serie di questioni: Come vuoi gestire la tua vita? Vivere per fare che cosa? Vivere per essere chi? Chi vuoi diventare “da grande”? Vuoi essere sempre più grande? Oppure, come dice il Vangelo, vuoi ritornare bambino? Essere «come un bimbo svezzato in braccio alla madre» significa deporre la volontà di potenza e coltivare il desiderio di armonia e comunione.

Domenica 24 settembre, ore 10 al Teatro Carignano Enzo Bianchi riflette sul pianto, nostra prima voce. È Chi semina nel pianto raccoglierà nella gioia. Piangere dà la possibilità di prendere consapevolezza di un’intensità di sentimenti. Si piange di tristezza e di gioia, di sofferenza e per una specie di esultanza che invade il cuore. Oggi, però, non sappiamo forse più piangere e siamo incapaci di cogliere le lacrime dell’altro, di soffrire con lui. I rabbini dicono che Dio tiene un’anfora vicino a sé per raccogliere tutte le nostre lacrime, perché al momento del giudizio terrà conto di quelle che abbiamo versato. Alle ore 17 è Massimo Recalcati a condurre la riflessione con Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, sempre al Teatro Carignano. Il nostro tempo ha fatto del bambino un nuovo idolo. Nessuna epoca, quanto la nostra, ha incoronato l’infante come despota inedito della famiglia. Eppure, secondo la parola di Gesù, il volto del Regno è proprio quello del bambino. Dobbiamo allora distinguere due statuti dei bambini profondamente differenti: i piccoli tiranni che assoggettano i loro genitori e gli innocenti capaci di sorprendersi di fronte all’atroce splendore del mondo. Alle ore 17 è la volta di un altro dialogo, che chiude il ciclo Se non diventerete come bambini: nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale si confrontano Enzo Bianchi e Gabriella Caramore, modera Armando Buonaiuto. L’incontro, Perché hai tenuto queste cose nascoste ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli, è intorno alle piccole cose – un chicco di grano che cresce in terra buona, un granello di senape che diventerà albero, il lievito che si farà pane, la perla nascosta in fondo al fiume – che sono, nelle parole di Gesù, le manifestazioni del Regno. Sono profezie di futuro minutissime e preziose che capovolgono la prospettiva del mondo: guardare non a ciò che si staglia in primo piano, ma alle cose insignificanti e nascoste, quelle che solo orecchie e occhi piccoli sono capaci di scovare.

Ingresso singolo incontro € 5.

Biglietteria al Circolo dei lettori (Via Bogino 9), dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 20.30 e online su Vivaticket.

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