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PREMIO LUSSU 2017 A GUIDO CONTI

ottobre 6, 2017

PREMIO LUSSU 2017: premio alla carriera allo scrittore GUIDO CONTI

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La cerimonia di conferimento del Premio si svolgerà domenica 8 Ottobre 2017, alle ore 19,30, presso il Parco di Monte Claro (Cagliari)

Motivazione: La Giuria della terza edizione del Premio letterario Emilio Lussu 2017 ha deciso di assegnare il premio alla carriera allo scrittore Guido Conti (Parma,1965), che non solo ha pubblicato un libro innovativo come Il grande fiume Po (Mondadori, 2012), favole per bambini e saggi importanti, ma ha anche saputo affrontare con maestria  le problematiche dell’handicap, con Il taglio della lingua (Guanda, 2000), e la realtà della vecchiaia, sospesa fra ricordi e immaginazione con Il tramonto sulla pianura (Guanda, 2005. Ma ricordiamo anche le tematiche del disagio adolescenziale in un contesto di separazione famigliare, con La palla contro il muro (Guanda, 2007) e, soprattutto, la delicatezza con cui l’Autore ha parlato dell’amore in tutti i suoi orientamenti in Le mille bocche della nostra sete (Mondadori, 2010), dove è riuscito a raccontare in maniera molto poetica l’amore fra due donne, presentandolo al lettore senza morbosità e vestendolo di una purezza infinita.

(Il Presidente della Giuria Gianni Mascia)

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Di seguito ripubblichiamo l’intervento di Guido Conti dedicato alla presentazione del volume Il grande fiume Po dal cartaceo alla versione per l’Ipad

LIBRI DI CARTA, LIBRI DIGITALI

di Guido Conti

La forma elettronica del libro apre scenari inesplorati per uno scrittore con la voglia e il desiderio di iniziare grandi avventure. Riflettere su come il mio ultimo romanzo Il grande fiume Po, edito da Mondadori e già alla terza edizione cartacea, si sia trasformato nella sua versione per l’Ipad, credo possa essere utile per capire come muoversi in questo paesaggio tutto da inventare e da creare ex novo.
Il grande fiume Po è un romanzo molto all’avanguardia. Un critico ha detto che è la vera novità del 2012 dal punto di vista della forma e dei contenuti. Un viaggio dalle fonti al delta del fiume, ricostruito come un diario che è anche raccolta di racconti, antologia di testi di scrittori che hanno scritto sul Po da Esiodo a Zavattini, da Gregorio Magno a Bassani. Ma è anche un’antologia di poesia e di poeti, da Virgilio a Dante e Petrarca, passando per il Tasso fino a Umberto Bellintani: è una raccolta di aneddoti, fiabe, racconti storici veri, tra animali immaginari e scrittori che hanno raccontato il Po come luogo infernale (vedi il mito di Fetonte) e luogo paradisiaco (Virgilio). Il Po visto come fiume europeo, cerniera tra il sud e il nord Europa dall’epoca dell’antica Grecia, per arrivare all’Unità d’Italia del 1861, ma anche viaggio nella cultura in una delle tradizioni che hanno fondato il pensiero e la cultura dell’occidente.
La forma e i contenuti di questo romanzo potevano dunque diventare qualcos’altro.
Con Sandra Furlan, Responsabile Digital Development Libri Trade della Mondadori e il suo gruppo di giovani grafici, abbiamo elaborato una nuova forma del libro per l’Ipad, con le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, evitando le vecchie formule dei cdrom, finiti presto a fare da gadget dei giornali e poi spariti dal mercato. Una ricerca non semplice, risolta con le possibilità tecniche che offre le applicazioni della Apple.
Il grande fiume Po si può leggere nella sua versione elettronica già scaricabile per i diversi EbookReader, come Kindle o Kobo, ma quello che abbiamo elaborato per l’Ipad è una cosa completamente nuova, perché non cambia solo il supporto ma viene messa in discussione la stessa forma del libro e della sua fruizione, i contenuti.
Nella sua versione per l’Ipad Il grande fiume Po si è arricchita di oltre 100 immagini di Marzia Lodi che mi ha seguito in questo viaggio. Ci siamo trovati subito a riflettere su come utilizzare quelle immagini.
Marzia Lodi ha proposto tre tipi d’inserimento: immagini che corredavano il testo con fotografie quasi didascaliche rispetto al testo (ritratti di amici e personaggi incontrati, quadri o piazze citate nel testo), oppure che arricchivano la narrazione e offrivano qualcosa in più rispetto alla sua funzione solamente didascalica, (immagini che aggiungono paesaggi, scorci, volti di persone che non sono inserite nel testo scritto, per cui hanno un effetto di creare suggestioni e di atmosfere) il tutto montato pagina per pagina e con una sequenza che diventasse un racconto a sé rispetto al romanzo. (E’ possibile leggere nella versione elettronica un impaginato in Pdf con tutte le foto inserite nel testo). E già questo pone un primo dato, che se nel romanzo cartaceo tradizionale l’autore è un singolo che gestisce tutto, con il libro elettronico si trova a lavorare in gruppo, con un grafico, un fotografo e sotto la regia di un responsabile, in questo caso Sandra Furlan, che ha elaborato il progetto.
Il grande fiume Po cartaceo si può leggere dall’inizio alla fine ma anche come libro di racconti o storie di città, saltando qua e là: Torino, Cremona, Pavia, Mantova, Ferrara (tutte città di porto che sorgono sul fiume). Due possibilità di approccio lasciando al lettore una grande libertà di movimento. Con la versione per l’Ipad abbiamo aggiunto un’altra opportunità, con una serie di divagazioni legate a quattro approfondimenti: per ogni capitolo-tappa del viaggio, abbiamo inserito degli itinerari legati alla gastronomia, ai personaggi, ai luoghi e alle curiosità, il tutto profondamente legato al romanzo stesso.
Divagazioni narrative ma sempre inerenti al paesaggio del Po e al suo corso che è diventato l’indice sulle due mappe interattive.
Per la parte gastronomica abbiamo pensato di lavorare non inserendo ricette a caso ma facendo un percorso tra i mille possibili. Abbiamo esplorato le paste ripiene dalle fonti al delta al Po. Si parte con gli Agnolotti piemontesi nelle loro diverse varianti, ai marubini cremonesi, passando dagli anolini parmigiani, ai cappelletti reggiani e modenesi, ai cappellacci ferraresi ripieni di zucca, ai tortelli di zucca, di erbette e di riso nel veneto, ripieni di pesce sul delta. Sono ricette che mostrano le trasformazioni della pasta ripiena e come cambia a seconda del territorio in cui nascono raccontandone così la storia.
Questo ha posto le basi perché il libro elettronico possa creare in seguito un libro cartaceo o un libro elettronico a sè: Le paste ripiene sul Po, con altre ricette come i cannelloni ripieni e varianti dei vari cappelletti a seconda delle città. Si creano i presupposti perché questo percorso possa diventare un libro anche cartaceo.
Il libro elettronico quindi diventa laboratorio e si apre a sviluppi coerenti con la forma del romanzo: Il grande fiume Po non è stato snaturato ma si è arricchito di almeno un’ottantina di pezzi. Il romanzo non è più una forma chiusa come quello cartacea ma si apre ad approfondimenti diversi che a loro volta possono diventare libri singoli. E la versione per l’Ipad è continuamente aggiornabile, rendendo il romanzo aperto, con la possibilità di modificare annualmente diversi percorsi. Il libro elettronico si differenzia dunque dai cd rom in quando diventa un “luogo” progettuale sempre aperto, con possibili approfondimenti: sto lavorando per esempio ad una antologia di poesia sul Po, ad una storia dei fatti di sangue nelle corti italiane tra quattro e cinquecento tra l’Emilia e la Romagna: in questo modo il libro genera continuamente progetti e nuovi libri. Dunque il libro elettronico non è contrapposto al cartaceo, ne è una sua estensione vitale continuamente in movimento. Non solo, ma dal cartaceo si passa all’elettronico e viceversa, in modo che si crei una specie di osmosi tra le due forme del libro, capace di generare altri libri nelle sue forme diverse.
Il romanzo può evolversi eventualmente in una App turistica, prendendo un taglio più commerciale, ma sempre radicandolo ad una narrazione del territorio che passa dalla scrittura, dai valori di un luogo che ho testimoniato attraverso il mio lavoro. Senza dimenticare le possibili aperture alla didattica per le scuole, allo studio della geografia (tagliata stupidamente dai programmi scolastici), agli approfondimenti topografici, storici, naturalistici e letterari, con schede e supporti completamente nuovi, ma sempre in riferimento al romanzo. Schede che si potrebbero scaricare in maniera autonoma rispetto al romanzo e alla sua estensione elettronica. Il viaggio è solo agli inizi, ma il potenziale è quello di poter far nascere forse un genere nuovo di narrazione.

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Guido Conti è nato nel 1965 a Parma, dove vive e lavora. Dopo i primi racconti apparsi sulla rivista “ClanDestino” è stato scoperto da Pier Vittorio Tondelli, che lo ha pubblicato in Papergang (Transeuropa, 1990). I racconti sono poi confluiti nel volume Il coccodrillo sull’altare (Guanda), che nel 1998 ha vinto il premio Chiara. Tra i suoi romanzi: I cieli di vetro (premio Selezione Campiello 1999, Guanda), Il tramonto sulla pianura(Guanda, 2005) e Le mille bocche della nostra sete(Mondadori, 2010), tradotto in Olanda e Spagna.
Da sempre appassionato studioso dell’opera zavattiniana, Guido Conti ha curato la raccolta degli scritti giovanili di Cesare Zavattini, Dite la vostra (Guanda, 2002) e ha scritto Giovannino Guareschi.
Tra gli altri volumi: Biografia di uno scrittore (premio Hemingway per la critica 2008, Rizzoli).

  • Il grande fiume Po: una storia da raccontare (Mondadori, 2012) (Premio Carlo Levi 2013)
  • Il volo felice della cicogna Nilou (Rizzoli, 2014)
  • Arrigo Sacchi Calcio totale La mia vita raccontata a Guido Conti (Mondadori 2015)
  • Nilou e i giorni meravigliosi dell’Africa, (Rizzoli, 2015)
  • Tra la via Emilia e il Po, Geografie letterarie e topografie immaginarie tra il Po e la via Emilia, Libreria Ticinum Editore, 2015.
  • La profezia di Cittastella, (Mondadori, 2016)
  • Scrivere con i grandi, (Bur Rizzoli, 2016)

 

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