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LA PROMESSA DEL TRAMONTO di Nicoletta Sipos

novembre 14, 2017

LA PROMESSA DEL TRAMONTO di Nicoletta Sipos (Garzanti) – presentato da Loredana Limone

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di Loredana Limone

LA PROMESSA DEL TRAMONTO (Garzanti) è un libro di rara bellezza ed è un libro del mio genere preferito. Infatti è una storia che contiene la Storia, quella con la esse maiuscola che, purtroppo, non sempre si studia a scuola.
Ed è, inoltre, il racconto di una storia vera, la storia d’amore fra Tibor Schwarz e Sara Divinci, lui un giovane medico ebreo-ungherese e lei una giovane infermiera italiana.

Il romanzo comincia il 15 novembre 1951. Siamo a bordo della nave Veszprém e Tibor sta fuggendo dall’Ungheria e dalle imposizioni del partito, nascosto in un gabbiotto chiuso e fetido, alto 1,60 m, mentre lui è 1,80, in compagnia di due donne e un neonato. Non possono muoversi e devono fare i bisogni in un secchio comune.
La traversata è violenta, il Danubio è arrabbiato e per giunta a bordo c’è un ispettore della polizia stalinista con il suo agguerrito cane che è alla forsennata ricerca di clandestini.

Nell’angusto nascondiglio Tibor non può muoversi, non può alzarsi, non può fare che una sola cosa in piena libertà: ricordare.
Ricordare il suo grande amore per e con Sara, nonostante tutti gli impedimenti.

Quanto era bella nonostante la fatica e l’angoscia, ricorda Tibor mentre la Veszprém avanza sfidando il vento e le correnti contrarie del Danubio. Quanto era stata tenera nell’ultima notte d’amore. La certezza del distacco imminente e il timore di un’attesa destinata a durare anni, forse tutta la vita, aveva impresso un languore mai sperimentato prima. Tibor era un amante generoso, fiero della felice intesa che aveva raggiunto con la moglie. Ma quella notte aveva cambiato ogni cosa portandoli in una dimensione fuori dal tempo, nella quale contavano solo loro due e del mondo restavano poche ombre senza significato.

Non era stato facile, anche a causa della famiglia di lei che aveva in ogni modo cercato di mettere i bastoni tra le ruote.

La famiglia Divinci non era certo felice di accogliere un ebreo in famiglia. Le sorelle cercavano di essere solidali con la promessa sposa, ma non riuscivano a nascondere del tutto l’ansia che provavano all’idea dei problemi cui andava incontro e trovavano incomprensibile che il dottore insistesse ancora per il matrimonio. Se fosse stato veramente innamorato, dicevano, avrebbe dovuto ritirarsi in buon ordine risparmiando agli altri, e a sé stesso, un sacco di fastidi. E poi chissà, tra qualche anno…
 
Invece i due innamorati coronano il loro sogno d’amore anche se resteranno separati a lungo prima di ricongiungersi in Italia e per sempre, perché il loro amore sarà più potente della guerra e dei soprusi.

Ma non dobbiamo pensare che l’amore possa tutto. L’amore può solo nelle fiabe. E concludo con le parole dell’autrice, Nicoletta Sipos:
Nel mondo reale la vita impone delusioni e tristi compromessi. Tibor e Sara sono stati comunque bravi, coraggiosi e fortunati. Hanno molto osato e molto sofferto, ma hanno realizzato i loro sogni. Anche quelli che sembravano impossibili.

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La scheda del libro
Si dice che l’amore superi ogni ostacolo. Per Tibor, giovane medico ebreo in fuga, è questa l’unica speranza a cui aggrapparsi. Tibor ha passato la sua vita scappando. Prima dalle leggi razziali dell’Italia fascista e dai campi di lavoro della seconda guerra mondiale. Poi dall’odio strisciante dell’Ungheria del 1951, in cui imperversa la dittatura stalinista. Un regime che un uomo come lui non può accettare. La sua colpa è sempre stata una sola: quella di esistere. E adesso che è nascosto in un ripostiglio buio di una nave che dovrebbe portarlo verso la libertà, la luce che illumina il suo cammino è lei. Sara. La donna per cui ha rischiato tutto. La donna che ha cambiato la sua esistenza con uno sguardo. La donna che lo aspetta, già in salvo, in Italia. La guerra e la famiglia di Sara, che non credeva nella forza dei loro sentimenti, hanno provato a dividerli. Ma nessuno è riuscito a spezzare il legame che li unisce, e ora Tibor sta cercando di raggiungerla. Vuole costruire, per loro e i loro figli, un futuro migliore. Perché Tibor e Sara si sono scambiati una promessa: la promessa di riconquistare, nonostante tutto, la felicità che si meritano. La felicità che si meritano i loro figli. Insieme hanno combattuto. Hanno sfidato la violenza e l’orrore. Hanno superato notti infinite e pericolose. Ma non hanno mai dimenticato chi sono. E hanno capito che, finché saranno una cosa sola, nessuno potrà togliere loro la dignità e il coraggio.

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Nicoletta Sipos è nata a Békéscsaba (Ungheria) nel 1941. Giornalista e scrittrice, ha lavorato per diversi quotidiani («Avvenire», «Il Giorno»), è stata inviata speciale del settimanale «Gente» e, dal 1994 al 2009, redattore di «Chi», sulle cui pagine tiene ancora la rubrica dei libri. Ha pubblicato racconti, saggi, romanzi e due storie al femminile: Il buio oltre la porta (2009) e Perché io no? (2011).

 

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