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MATRIMONI ED ALTRI EFFETTI COLLATERALI (regia di Manuel Giliberti, con Mita Medici)

novembre 15, 2017

Giunge al Teatro Brancati di Catania la commedia brillante “Matrimoni  ed altri effetti collaterali” per la regia di Manuel Giliberti, con Mita Medici (nato da un adattamento di “Salviamo le balene” di Ivan Campillo). Lo spettacolo ha debuttato a Roma nel novembre 2016 e prosegue con una tournée che approda adesso in Sicilia. Il debutto catanese sarà giovedì 16 novembre alle 21, al Teatro Brancati di Catania, via Sabotino, 4 (e rimarrà in scena per tre settimane).  Manuel Giliberti ne parla a Letteratitudine

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“Dopo aver visto “salviamo le balene” (questo il titolo originale spagnolo) a Barcellona ho subito pensato che avrei voluto mettere in scena lo spettacolo in Italia”, racconta Manuel Giliberti a Letteratitudine. “I ruoli dei protagonisti, la mamma sessantottina, la figlia un po’ rinunciataria e vittima, il marito abulico e distante hanno immediatamente preso l’aspetto dei miei attori con cui lavoro da tempo con entusiasmo e continuità. Con Ivan Campillo, l’autore del testo originale abbiamo avuto un confronto che ci ha portato alla revisone e adattamento del gusto spagnolo allo spirito italiano. Mita Medici è da subito diventata una splendida Giovanna (detta Jane) personaggio in cui è, ovviamente, confluito anche il ricordo della sua storia. A lei si sono affiancati Carlo Ferreri con il suo inimitabile humour nel ruolo del marito e Annalisa Insardà che veste i panni di Claudia, moglie insoddisfatta e alla ricerca di qualcosa di nuovo.
Nel ruolo del ragazzo, un debuttante: il giovane Emanuele Carlino che ha affrontato con grinta il suo debutto nel teatro ufficiale.
Cosa mi ha colpito di questo testo? Certamente l’uso della scrittura da commedia, quasi un vaudeville in cui entrate e uscite la fanno da padrone, i nonsense si accavallano ma nello stesso tempo emergono temi e disagi propri della condizione umana contemporanea. Dunque le storie dei nostri quattro divengono insieme pubbliche e private, personali e universali. Un modo molto spagnolo, almodovariano è stato definito, di affermare cose profonde e serie con il sorriso sulle labbra.”

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Matrimoni  ed altri effetti collaterali

Adattamento di Manuel Giliberti da “Salviamo le balene “ di Ivan Campillo

 

Sinossi
Una coppia borghese come tante, dieci anni di matrimonio, professore lui, casalinga lei. Gli anni trascorsi si fanno sentire. Claudia  e Gregorio non hanno figli e la monotonia sembra aver preso il sopravvento in un menage che non sa come re-inventarsi. E forse il tempo ha limato anche l’interesse a dar vigore ad una relazione stanca soprattutto nell’entusiasmo individuale di pretendere la felicità. Tutto si muove in un’alternanza tra un’ingombrante ipocrisia, che rende la relazione immobile, e la spietata lucidita’ che ognuno di loro usa nell’analizzare le proprie personali evoluzioni che, non trovando traduzione anche in quelle coniugali, creano insoddisfazione.
La madre di Claudia, Giovanna che preferisce farsi chiamare  Jane (in onore di Jane Fonda!), una ex sessantottina che non rinuncia alla filosofia new age, alle sue tuniche indiane, ai suoi gioielli etnici  e ai sogni libertari di un tempo, segue con preoccupazione la vita della coppia.Secondo il suo modello di vita manca qualcosa ai due: cerca nei più diversi modi,  e secondo il suo punto di vista,  di intervenire e risolvere il loro matrimonio prima che sia troppo tardi. Una vacanza, un centro benessere, forse un diverso stimolo sessuale.
La svolta avverrà quando si presenterà un giovane ragazzo, esperto in riparazione  di serrande. In un accelerarsi di vicende, con un andamento puramente almodovariano e quasi al limite del surreale,  i personaggi si confronteranno con nuovi, esilaranti, stimoli per ritrovare un nuovo punto di equilibrio e un  rivisitato gusto per la vita, risolvendo, ognuno a suo modo, ma tutti insieme, i loro problemi.
Un po’ come l’angelo pasoliniano di Teorema, ma senza alcuna pretesa liturgica, la presenza del giovane ribalterà le convenzioni e consentirà a tutti i protagonisti di rappacificarsi con gli altri o con se stessi.
Ma sarà davvero così?
E il cartello di protesta di Jane, appoggiato  al muro  del soggiorno  e che recita “Salviamo le Balene”, sarà il simbolo del salvataggio di un modello in estinzione nel nostro tempo: il matrimonio.

 

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 Note sullo spettacolo e la sua storia
“Salviamo le balene” ha debuttato in Spagna, a Barcellona, dove è stato campione di tenitura e di incassi nelle scorse stagioni rappresentando un piccolo caso teatrale.
Questa produzione ha il piacere di presentare la versione italiana con un cast ricco e variegato che vede nei ruoli principali Mita Medici  che interpreta Jane  (che torna a teatro dopo il successo del suo fortunato spettacolo su Franco Califano),  Annalisa Insardà nel ruolo di Claudia  (fresca del successo ottenuto nell’ultimo film di  Marco Tullio Giordana), Carlo Ferreri  che impersona Gregorio Gregorio  (impegnato ultimamente in Tv nella serie “la mafia uccide solo d’estate”  e che abbiamo visto in tanti ruoli in teatro  diretto  tra gli altri da registi del calibro di Antonio Calenda e Armando Pugliese ) e infine Emanuele Carlino  /il ragazzo delle persiane , (un  giovane attore formatosi alla Scuola dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico che fa qui il suo debutto ufficiale in teatro).
Infine Evelyn Famà, attrice teatrale e cinematografica, che che regala agli spettatori un cameo esilarante nel ruolo di una stravagante psicoterapeuta.

Lo spettacolo ha debuttato a Roma nel Novembre 2016 e prosegue una tournée che approda adesso in Sicilia

 

Il cast

Mita Medici                                           Giovanna

Annalisa Insardà                                   Claudia

Carlo Ferreri                                          Gregorio

Emanuele Carlino                                 il ragazzo che ripara persiane

Evelyn Famà                                          la psicoterapeuta

 

Scene e costumi                                   Rosa Lorusso

Musiche  originali                                 Antonio Di Pofi

Organizzazione generale                   Giovanni Ragusa

Regia                                                      Manuel Giliberti

 

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