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HAI MAI CORSO TRA LE NUVOLE? di Lorenzo Cioce

dicembre 4, 2017

HAI MAI CORSO TRA LE NUVOLE? raccolta di poesie di Lorenzo Cioce (Minerva)

Di seguito: una presentazione della raccolta e due poesie scelte

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È disponibile sulle principali piattaforme editoriali on line e ordinabile in libreria, la raccolta del poeta romano Lorenzo Cioce  “Hai mai corso tra le nuvole?”, Edizioni Minerva (ottobre 2016) che arriva quattro anni dopo la prima raccolta, Lo sprecainchiostro (TerreSommerse) divenuto caso letterario con oltre settecento copie vendute. Ventisei anni, laureato in Storia alla Sapienza di Roma, Lorenzo Cioce è lettore appassionato, si definisce giardiniere della serenità, minatore di emozioni e poeta a tempo indeterminato. Da più di un anno collabora alla stesura di opere teatrali, come librettista, con il compositore romano Simone Martino: Lo sguardo oltre il fango e San Michele- L’Angelo dell’Apocalisse.

Le cinquanta poesie di Hai mai corso tra le nuvole? raccontano uno scrittore, osservatore critico della realtà e innamorato delle contraddizioni.

Alla perenne ricerca dell’amore, Lorenzo Cioce (foto accanto) si lascia sedurre dalla passione politica per i cambiamenti che l’Italia fatica ad affrontare sintetizzando pulsioni, delusioni e speranza accanita.

La sua poesia fotografa molti interrogativi che spesso lasciano i giovani di oggi senza risposte, focalizza le tensioni in uno spazio culturale di agevole presa, (la poesia), conquistando un pubblico che premia la libertà di narrare emozioni senza mai perdere di vista il contatto umano e la ricerca delle relazioni personali. Con un tocco di ironia raffinata che stempera, incuriosisce e lascia qualche sorriso al posto delle inquietudini.

Un libro che invita a perdersi tra le difficili nuvole della vita per ritrovarsi “bambini” (“Con l’innocenza dei bambini perdiamoci, infinitamente”) e prendere per mano i progetti, i sogni e i desideri con il coraggio della consapevolezza.

 

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Hai mai corso tra le nuvole?

Respiriamo profumi di
smog, viviamo in alveari
dove tra le celle, le
api non si conoscono.
Ci sporchiamo la bocca
di parole vuote, scritte, copiate
su muri virtuali che
gridano solitudine.

Ma tu hai mai corso tra le nuvole?

Esiste un profeta
senza volto che insegna
speranza, senza preghiere arriviste, senza promesse di
successo; prova a suonare all’interno
dal nome incomprensibile, raggiungi
l’unica scala senza gradini.
Scava tra i pensieri più ingenui,
disegna la chiave che potrai
perdere continuamente e che sempre ritroverai, dentro
di te.
Sussurrerai “apriti cielo” e spalancando
l’immaginazione ti chiederai il perché del
rarefatto respiro.

Hai mai corso tra le nuvole?

 

 

Perdiamoci

Che senso ha ritrovarsi sempre,
che senso ha tenere tutto sotto controllo,
che senso ha non ascoltare il vuoto,
caos prendici
con la tua magica incertezza,
rendici imprevedibili,
sposaci senza inutili catene
ma come una moneta facci
cambiare, girare, cadere.
NOI innamorati della vita,
del mistero, della nascita, dello
scorrere della passione tra le vene
pagheremmo anche con la insopportabile
sofferenza dell’animo, la vista di un
universo incomprensibile, sempre nuovo e mai
finito. I nostri occhi hanno
sete di immaginazione, di sublime e
di incoscienza; l’aldilà lo lasciamo
volentieri ai predicatori del dolore incolore,
è tempo di esplorare
la mancanza, la perdita, la morte
di un’anima educata a spegnere gli slanci
della nostra mente,
con l’innocenza dei bambini perdiamoci,
infinitamente.

 

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La scheda della silloge

La spensieratezza di un giovane poeta e della sua ombra: l’incalzante visione di un oggi confuso che si ostina a cercare il suo ordine. Le poesie di Lorenzo Cioce svelano un poeta innamorato dell’amore, appassionato e sensuale anche quando racconta la sua società di uomini e donne, colti in frammenti di dettagli sfuggenti e immediati che si trasformano in ritratti e autoritratti di rara freschezza e immediatezza.
Il tratto comune, tra visione e realismo è, infine, una sottile ironia, delicata e pungente.

Hai mai corso tra le nuvole? è stato presentato con successo tre volte a Roma poi in giro per l’Italia a Bari, Lecce, Genzano di Roma, Campobasso, Domodossola, Ravenna, Passignano sul Trasimeno (PG), al Caffè Libro Possibile di Conversano (Ba), al Festival delle Storie in provincia di Frosinone, a Torino al Circolo dei lettori e il 27-28 ottobre in Slovenia per la sua prima tappa all’estero e prossimamente a Reggio Emilia in dicembre e Napoli in febbraio. Il suo pubblico è per lo più giovane e la raccolta si arricchisce con la sezione di testi tradotti in inglese e in portoghese, “Squanderink”.

In soli nove mesi, coniugando presentazioni dal vivo e un grande lavoro sui social networks, il libro è giunto alla sua seconda ristampa.

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Lorenzo Cioce nasce a Roma nel 1991. Si diploma a pieni voti al liceo classico Machiavelli e si laurea in Storia Medievale, Moderna e Contemporanea alla Sapienza di Roma con una tesi sull’imprenditore Adriano Olivetti. Nel 2012 pubblica la sua prima raccolta di poesie: “Lo sprecainchiostro” con la casa editrice TerreSommerse. Dal 2014 svolge attività di volontariato presso l’Associazione Progetto Insieme Onlus dove si diverte tra gite culturali, danza e teatro.
Scopre la passione della composizione poetica a 18 anni traducendo liberamente in italiano un classico greco. Fra i suoi poeti preferiti ci sono: Leopardi, Saba e Shakespeare. Max Gazzè è il cantautore italiano che più lo appassiona. Da sempre l’attività sportiva rappresenta per Lorenzo il campo dal quale apprendere i valori etici della vita come: la condivisione e il rispetto.

 

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