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Voci da PLPL 2017- Andrea Camilleri, Asli Erdoğan, Zerocalcare nell’edizione dei record

dicembre 11, 2017

Voci da Più libri più liberi 2017: Andrea Camilleri, Asli Erdoğan, Zerocalcare nell’edizione dei record. Oltre 100mila presenze e il tutto esaurito nella maggior parte degli incontri

 

Andrea Camilleri a “Più libri, più liberi”

Nell’incontro coordinato da Marino Sinibaldi, Andrea Camilleri ha iniziato la chiacchierata parlando – con ironia – dei suoi esordi. “Ho finito di scrivere il mio primo romanzo nel ’68”, ha detto Camilleri. “Dopodiché ho cominciato a mandarlo a tutti gli editori italiani. Non c’è stato un editore che non me l’abbia rifiutato, alcuni motivando altri non dando nessuna spiegazione… dicendo semplicemente “il suo libro non è adatto alle nostre pubblicazioni, eccetera eccetera”. Tutta questa storia è durata dieci anni esatti. Ecco perché ho cominciato tardi. Ho cominciato che ero già un uomo maturo nel ’68… ma se ho pubblicato quasi da vecchio la colpa non è mia. La colpa è degli editori. Aggiungo che non lo mandai alla casa editrice Sellerio perché allora non esisteva“.

Il nuovo libro di Andrea Camilleri si intitola “La rete di protezione” (Sellerio)

Vigàta è in subbuglio: si sta girando una fiction ambientata nel 1950. Per rendere lo scenario quanto più verosimile la produzione italo-svedese ha sollecitato gli abitanti a cercare vecchie foto e filmini. Scartabellando in soffitta l’ingegnere Ernesto Sabatello trova alcune pellicole, sono state girate dal padre anno dopo anno sempre nello stesso giorno, il 27 marzo, dal 1958 al 1963. In tutte si vede sempre e soltanto un muro, sembra l’esterno di una casa di campagna; per il resto niente persone, niente di niente. Perplesso l’ingegnere consegna il tutto a Montalbano che incuriosito comincia una indagine solo per il piacere di venire a capo di quella scena immobile e apparentemente priva di senso. Fra sopralluoghi e ricerche poco a poco in quel muro si apre una crepa: un fatto di sangue di tanti anni fa, una di quelle storie tenute nell’ombra. Ma non c’è tempo per arrivare a una conclusione del mistero perché il clima di allegra sovraeccitazione che regna a Vigàta invasa dalla troupe della fiction viene sconvolto da un episodio tanto grave quanto indecifrabile: nella scuola media irrompono uomini armati e mascherati, si dirigono nella III B, minacciano; poi in fuga esplodono alcuni colpi di pistola. Il Questore coinvolge l’antiterrorismo ma Montalbano, che sa indagare fra le pieghe dell’animo umano, capisce che tutto potrebbe avere a che fare proprio con la scuola, frequentata tra gli altri da Salvuzzo, il figlio di Mimì Augello. Eccolo allora immergersi nel mondo per lui nuovo dei social, fra profili facebook, twitter e blog, dimostrando, anche senza l’aiuto di Catarella, di districarsi a dovere.

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Asli Erdoğan a “Più libri, più liberi”

Tra gli eventi più significativi, la Nuvola ha ospitato l’incontro con una scrittrice simbolo dell’opposizione al regime turco, Asli Erdoğan. L’autrice di Neppure il silenzio è più tuo e Il mandarino meraviglioso (qui è possibile leggere un estratto), ha risposto alle domande di Pierluigi Battista e Chiara Valerio, raccontando la sua esperienza di dissidente: “La letteratura turca sta vivendo un momento drammatico. Sono quasi 170, ad oggi, i giornalisti e gli scrittori in prigione. Il mio Paese ha una lunga storia di repressione della libertà d’espressione – ha sottolineato la scrittrice – negli anni Novanta ci eravamo illusi che questo potesse cambiare, ma negli ultimi tempi tutto è tornato come prima. È come se gli scrittori, gli artisti e gli intellettuali mettessero uno specchio davanti al potere. Per questo la Repubblica turca li odia: perché si rifiuta di guardarsi in quello specchio. Ma io non mi arrendo, voglio continuare a raccontare la realtà”.

Asli Erdoğan ha anche condiviso con il pubblico l’esperienza del carcere e le sue conseguenze: “Andare in prigione è come andare in guerra. È un’esperienza che ti cambia per sempre, diventi più forte e più debole allo stesso tempo. C’è una frase, attribuita a Nietzsche: ‘quello che non ti uccide ti rende più forte’. Non sono d’accordo. Quando subisci un trauma, qualcosa in te muore e qualcosa sopravvive. È come se ti spaccassi a metà: da una parte c’è un sopravvissuto, dall’altra una vittima. E spesso le due parti non riescono a parlarsi. Io sono ancora sotto processo e rischio l’ergastolo per quello che ho scritto. Devo convivere con l’ansia e la paura ogni giorno”.

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Zerocalcare a “Più libri, più liberi”

Tra gli incontri più attesi, anche quello con Zerocalcare, che ha presentato con Michele Foschini il suo nuovo graphic novel Macerie prime, un lavoro che descrive ansie e frustrazioni dei trentenni di oggi, “una generazione smarrita, cresciuta con certezze e aspettative certe per il futuro – dice l’autore – costretta a convivere con la sensazione di non essere riuscita a realizzare le aspettative degli altri”.

Zerocalcare (come è stato riportato dall’Ansa) ha sottolineato quanto segue: “ho ragionato sul fatto che probabilmente avrei perso tutta una fascia di lettori, ma ho pensato: ‘pazienza, non posso limitarmi, fare il ragazzino a tutti i costi o scrivere cose atemporali per non perdere pubblico’. Oggi non ho più contatti o scambi con il mondo adolescenziale. Il mio punto di contatto e filtro con i giovani è il mio amico Secco che fa l’insegnante. Mi colpisce quello che mi racconta delle nuove generazioni“. E ha aggiunto: “Noi avevamo un sacco di speranze e certezze per il futuro, poi ci siano trovati in un mondo in cui le condizioni sono cambiate drasticamente, sono finite le garanzie sul lavoro.
I ragazzini di oggi tutte quelle aspettative e quelle aspirazioni non le hanno più“. Per Zerocalcare ‘Macerie prime‘ “contiene cose più significative per le persone intorno ai 35 anni. C’è la sensazione di non riuscire a realizzare le aspettative che gli altri avevano nei tuoi confronti, l’ansia di invecchiare senza riuscire ad avere figli. (…) “Dopo Kobane Calling – che mi aveva permesso di allargare molto il mio pubblico e attrarre lettori che magari erano interessanti ai problemi del Medioriente – quando ho cominciato a ragionare su l mio nuovo libro, mi sono reso conto che nei miei lavori precedenti c’era stato un meccanismo di identificazione che aveva interessato un pubblico vasto perché descrivevo abitudini, sentimenti e temi nei quali si potevano riconoscere varie fasce d’età, dal quarantacinquenne al sedicenne”.

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CHIUDE CON UN GRANDE SUCCESSO L’EDIZIONE 2017 DI “PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI”

Con un record di oltre 100mila presenze e il tutto esaurito nella maggior parte degli incontri, si è concluso il 10 dicembre 2017 la sedicesima edizione di Più libri più liberi, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE). Quest’anno la manifestazione ha lasciato la sede storica del Palazzo dei congressi dell’Eur – ormai inadatta a contenere il grande numero di espositori e visitatori – per traslocare nella nuova sede del Roma Convention Center La Nuvola, il centro congressuale progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas e gestito da Roma Convention Group.

Nulla meglio di una nuvola sospesa nel cielo poteva simboleggiare il successo di una fiera che si conferma l’evento culturale più importante della Capitale e uno dei più rilevanti in Italia. Sin dai primi giorni il pubblico ha risposto con un’affluenza senza precedenti, alla quale è corrisposto un volume di acquisti importantissimo, a riprova della salute e della vivacità del settore della piccola e media editoria. “Siamo davvero felici per questo enorme successo – dichiara la Presidente di Più libri più liberi Annamaria Malatoquesta manifestazione, che ha riunito i maggiori protagonisti della letteratura, del giornalismo, dell’attualità e della politica, ha riportato finalmente Roma al centro della scena culturale del Paese. Samo sicuri che Più libri più liberi sia destinato a crescere sempre più nei prossimi anni”.

Un ulteriore segno della vitalità dell’editoria italiana che, grazie anche al contributo straordinario della piccola e media editoria – sottolinea il Presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi –, si conferma prima industria culturale del Paese. Con Più libri più liberi l’AIE si conferma la casa di tutta l’editoria italiana”.

Grande orgoglio e soddisfazione anche da parte del Direttore della fiera, Fabio Del Giudice: “Pensavo stessimo organizzando una fiera del libro invece ci siamo resi conto, sin dall’apertura, che stava succedendo qualcosa di più grande. La partecipazione della città è stata a dir poco commovente” e conclude dicendo: “Siamo molto orgogliosi che la Nuvola dall’essere solo un simbolo sia diventato, grazie ai libri, una nuova casa per i romani”.

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