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Archive for marzo 2018

IL SILENZIO DEL SABATO di Mariantonia Avati (un estratto)

IL SILENZIO DEL SABATO di Mariantonia Avati (La nave di Teseo)

Auguriamo a tutti i lettori di Letteratitudine di trascorrere serene festività pasquali offrendovi in lettura, per gentile concessione dell’editore, le prime pagine del romanzo di Mariantonia Avati dedicato alla figura di Maria a partire dai momenti legati alla crocifissione di Gesù

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Il silenzio del sabato ci conduce in un’esplorazione lirica e commovente dell’identità femminile e disegna lo straordinario ritratto laico di Maria nei momenti che la storia non ci ha raccontato, per donarci, oltre l’eccezionalità della sua esperienza, la cifra universale di cosa significa essere donna, madre.

Una madre compie un lungo viaggio per arrivare al giorno in cui suo figlio sarà ucciso. Sa da sempre – da quando il segreto della sua gravidanza le è stato svelato e ha scoperto che avrebbe dato alla luce un uomo destinato a mutare le sorti di tutti gli altri – che questo momento sarebbe giunto: seppur ineludibile, rimane il viaggio più duro, verso cui mai avrebbe voluto incamminarsi. Il figlio le chiede di stargli accanto e di dargli coraggio anche in quest’ultimo passo. Lui, che più di tutti gli altri può, chiede aiuto a lei per portare a compimento la missione del Padre. Così la donna, ai piedi della croce, accompagna il lungo addio dell’uomo; è con lui mentre viene portato nella tomba, è lì mentre viene chiusa: si ostina a ricordare tutto ciò che è avvenuto, mentre nel ricordo si mischiano le sensazioni del suo essere stata prima bambina, poi giovane e sposa, con in grembo la gioia più grande. Quaranta ore passano tra la morte e il momento in cui suo figlio risorgerà, quaranta ore in cui respiriamo accanto, dentro, le emozioni di una madre dalla forza inesauribile, che saprà credere fino in fondo e in questa fede trovare le ragioni della sua perdita e la guarigione dal suo dolore.

Di seguito, le prime pagine del libro… Leggi tutto…

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L’ESTATE DEL ‘78 di Roberto Alajmo (recensione)

L’ESTATE DEL ‘78 di Roberto Alajmo (Sellerio): indagine su mia madre

Un pomeriggio d’estate Roberto Alajmo incontra la madre in una strada di Mondello. Non può immaginarlo, ma quello è un addio. «Cos’abbia fatto lei, nei tre mesi successivi, ancora oggi non lo so. È oggetto della presente indagine»

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di Daniela Sessa

Tiri un filo e la trama si allarga, si scompone. Tiri un filo da “L’estate del ‘78” di Roberto Alajmo (Sellerio, 2018) e quel filo è una parola: “smorfiare”. Chi prova un dolore improvviso fa una smorfia: c’è una donna riversa sul pavimento con il palmo della mano destra che fa leva a terra e il viso non si vede. Almeno non dalla posizione di chi guarda quel cadavere. Se lui avesse fatto il giro della stanza e avesse guardato la faccia avrebbe scorto l’ultima espressione, chissà se di disappunto oppure avrebbe visto “un solco lungo il viso come una specie di sorriso”. Lui, lo stesso che adesso non vuole guardarle l’ultima faccia, un giorno di luglio del 1978, aveva visto quella donna, seduta su un marciapiede, ripararsi malamente il viso dal sole con il braccio alzato (lo stesso?) e l’aveva salutata per l’ultima volta. Non sapeva che sarebbe stata l’ultima volta. Lo sa a pochi mesi di distanza e lo confessa molti anni dopo “I sintomi dei problemi devo andarli a smorfiare nella memoria infantile.” Chi dà un numero ai sogni  pratica l’arte antica e beffarda della smorfia. Fare la smorfia è smorfiare, riuscire a interpretare i segni dei sogni e metterli in gioco con una buona dose di credulità. Smorfiare è affare di segni, come la scrittura “…lascia dietro di sé solo spunti indiziari, che bisogna smorfiare sulla base di mezze frasi, di accenni. Oppure, a posteriori, basandosi su vecchie carte o sulla testimonianza delle persone che riuscivano a starle vicino…”.  L’indagine- la lezione di Leonardo Sciascia  sta in un indizio, in un altro filo: “mascheramento”- si svolge nel tempo liquido della memoria, tra principio di realtà e funzioni dell’inconscio e si compone in un faldone di sentimenti. Quelli di un figlio e di una madre. Di Roberto Alajmo e di Elena Parrino, i due protagonisti di un romanzo mappa della memoria individuale, dei luoghi della distrazione e del dolore di un uomo. La storia personale dello scrittore (il suicidio della madre e tutto il doloroso percorso familiare che lo precede) si trasforma in un gioco di specchi o “un gioco di riflessi su una vetrina” dove l’immagine del protagonista bambino, diciottenne e infine adulto rincorre il riverbero di quella della madre (tra foto, quadri e lettere) e si fissa su quello del figlio Arturo. Leggi tutto…

PREMIO STREGA 2018: sono 41 i libri proposti dagli Amici della Domenica

Link logo alla HomeSarà cura del Comitato direttivo (che potrebbe scegliere anche titoli non presenti nell’elenco della quarantina proposta) selezionare i 12 libri che parteciperanno effettivamente all’edizione 2018 del Premio Strega 

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È scaduto oggi il termine per le segnalazioni dei libri che possono concorrere alla LXXII edizione del Premio Strega, promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci Liquore Strega con il contributo di Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con Bper Banca.

Gli Amici della domenica, il gruppo storico della giuria del premio, hanno proposto 41 libri di narrativa in lingua italiana pubblicati tra il 1° aprile dell’anno precedente e il 30 marzo dell’anno in corso. Ricordiamo che a partire da questa edizione ogni Amico ha la prerogativa di segnalare un’opera che ritiene meritevole di concorrere, senza più alcuna necessità di associarsi a un altro giurato come, invece, avveniva in passato.

I titoli proposti verranno ora esaminati dal Comitato direttivo del premio, presieduto da Melania G. Mazzucco e composto da Pietro AbateGiuseppe D’AvinoValeria Della ValleErnesto FerreroSimonetta FioriAlberto FoschiniPaolo GiordanoGabriele PedullàStefano PetrocchiMarino Sinibaldi e Giovanni Solimine. Spetta al Comitato infatti scegliere i 12 titoli che si disputeranno l’edizione 2018 sia tenendo conto delle segnalazioni degli Amici sia sulla base di valutazioni proprie che potranno eventualmente integrare la lista iniziale.

I 12 libri selezionati saranno annunciati il 19 aprile in una conferenza stampa che si svolgerà nella Sala del Tempio di Adriano – Camera di Commercio di Roma.

Ecco l’elenco dei 41 libri proposti: Leggi tutto…

UN GOMITOLO AGGROVIGLIATO È IL MIO CUORE di Edgarda Ferri (recensione e intervista)

la-femmina-nudaUN GOMITOLO AGGROVIGLIATO È IL MIO CUORE. Vita di Etty Hillesum di Edgarda Ferri (La nave di Teseo)

L’amore per tutti è meglio dell’amore per una persona sola. L’amore per una persona sola non è altro che l’amore di se stessi

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Recensione e intervista a cura di Simona Lo Iacono

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Nello zaino ha messo poche cose. Una piccola Bibbia, la grammatica russa e Tolstoj. Un solo paio di calze. Le lenti rotte. La carta musicale di suo fratello Mischa. Il vagone è il numero 12, contiene novecentottantasette ebrei diretti Auschwitz. Lei è Ester Hillesum, ma tutti la chiamano Etty.
Quando parte da Westerbork, un campo di transizione, destinato a smistare i deportati verso la destinazione finale, ha appena finito di leggere una poesia di Rilke. Non ricorda le parole, la ressa vicino ai vagoni è troppa. Madri con i figli appesi al collo, anziani, bambini, donne di tutte le età. Sa però che Rilke è adatto anche a quel momento caotico, debordante, che nessuno penserebbe di classificare come una morte. Così è la poesia. Uno sguardo tumefatto, che sa andare contro l’apparenza delle cose.
Ed è strano che mentre la spingono sul vagone, e i suoi genitori la precedono solo di qualche convoglio, la sua mente sia così presa dal pensiero di un poeta, e che pur sapendo che quello è l’ultimo passo – l’ultima destinazione prima della fine – la sua anima risuoni di bellezza.
E’ che guardano oltre le rotaie i lupini sfrigolano al vento. Pochi raggi di sole creano cerchi che smodano il contorno delle cose. E in lontananza un cucciolo ha preso a uggiolare, ed è la mamma cagna ad acquietarlo a furia di carezze.
La vita, nonostante tutto, è in tutte le cose, fremente e solitaria, supplice e arrendevole, ed Etty sa che non saranno i convogli destinati ai campi di sterminio a fermarla. La vita continuerà a risorgere da ogni cosa morta, e rotta, e piagata. Anzi, proprio da lì  ricrescerà come l’erba gramigna. Più forte, più rigogliosa, più annaffiata dalle lacrime umane.
Per questo motivo – pur avendone la possibilità – Etty non ha voluto lasciare il suo popolo. Sarebbe potuta restare al Consiglio ebraico fino alla fine della guerra, avrebbe avuto il privilegio di partire per ultima, o di non partire affatto. E invece ha deciso che proprio lì, a Westerbork, dove si può immaginare solo una vita di passaggio, precaria e avvelenata dalla paura, proprio lì sarà se stessa. Proprio lì intonerà le parole della sua gente. Proprio lì sarà il dolore di tutti, ed essendo tutti, sarà anche misteriosamente felice.
Riportata alla luce prima da Adelphi che ne ha pubblicato lo sconcertante diario, ed ora da “La nave di Teseo” attraverso lo splendore del saggio scritto da Edgarda Ferri, (“Un gomitolo aggrovigliato è il mio cuore”) l’esperienza di Etty Hillesum scava queste giornate in modo dolorosamente attuale.

La prima domanda che rivolgo dunque ad Edgarda Ferri riguarda proprio la sconcertante contemporaneità di Etty,  la sua  voce persistente, che trafigge il tempo e lo spazio, e ancora parla al nostro cuore di uomini moderni e spaesati. Le chiedo, in che modo Etty è arrivata a lei, in che modo l’ha raccolta. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 19 al 25 marzo 2018 – segnaliamo “Una vita da libraio” di Shaun Bythell (Einaudi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 19 al 25 marzo 2018

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Al 1° posto (la settimana scorsa era in 2^ posizione) “Mio caro serial killer” di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio)

Al 2° posto (perde una posizione) “Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori ” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

Entra in top ten al 3° posto “Avvoltoi. L’Italia muore loro si arricchiscono. Acqua, rifiuti, trasporti. Un disastro che ci svuota le tasche. Ecco chi ci guadagna” di Mario Giordano (Mondadori)

Al 4° posto (la settimana scorsa era in 3^ posizione) “Una di voi” di Iris Ferrari (Mondadori Electa)

Fa l’ingresso in top ten, al 5° posto, “La scatola dei bottoni di Gwendy” di Stephen King e Richard Chizmar (Sperling & Kupfer)

Si conferma al 6° posto “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

In 7^ posizione (la settimana scorsa era all’8° posto) “Storia della mia ansia” di Daria Bignardi (Mondadori)

All’8° posto (la settimana scorsa era in 7^ posizione) “Ventuno giorni per rinascere. Il percorso che ringiovanisce corpo e mente” di Franco Berrino, Daniel Lumera e David Mariani (Mondadori)

Fa l’ingresso in top ten in 9^ posizione “Dio è giovane. Una conversazione con Thomas Leoncini” di Francesco (Jorge Mario Bergoglio) e Thomas Leoncini (Piemme)

In 10^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto), “Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità” di Gianrico Carofiglio e Jacopo Rosatelli (EGA-Edizioni Gruppo Abele)

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Questa settimana segnaliamo: “Una vita da libraio ” di Shaun Bythell (Einaudi)al 26° posto in classifica

Si può avere una vita avventurosa anche seduti su uno sgabello. Una storia incantevole per chi crede che un libro sia per sempre.

Un paesino di provincia sulla costa scozzese e una deliziosa libreria dell’usato. Centomila volumi spalmati su oltre un chilometro e mezzo di scaffali, in un susseguirsi di stanze e stanze zeppe di erudizione, sogni e avventure. Un paradiso per gli amanti dei libri? Be’, piú o meno… Dal cliente che entra per complimentarsi dell’esposizione in vetrina, senza accorgersi che le pentole servono a raccogliere la perdita d’acqua dal tetto, alla vecchietta che chiama periodicamente chiedendo i titoli piú assurdi, alle mille, tenere vicende di quanti decidono di disfarsi dei libri di una vita. The Book Shop, la libreria che Shaun Bythell contro ogni buonsenso ha deciso di prendere in gestione, è diventata un crocevia di storie e il cuore di Wigtown, villaggio scozzese di poche anime. Con puntuta ironia, Shaun racconta i battibecchi quotidiani con la sua unica impiegata perennemente in tuta da sci, e le battaglie, tutte perse, contro Amazon. La sua è l’esistenza dolce e amara di un libraio che non intende mollare. Con l’anticipo dell’edizione italiana, Shaun sta finalmente ricostruendo il tetto della sua libreria.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Mio caro serial killer Alicia Giménez Bartlett Sellerio Editore Palermo 15,00
2 Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
3 Avvoltoi. L’Italia muore loro si arricchiscono. Acqua, rifiuti, trasporti. Un disastro che ci svuota le tasche. Ecco chi ci guadagna Mario Giordano Mondadori 19,00
4 Una di voi Iris Ferrari Mondadori Electa 14,90
5 La scatola dei bottoni di Gwendy Stephen King; Richard Chizmar Sperling & Kupfer 17,90
6 Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
7 Storia della mia ansia Daria Bignardi Mondadori 19,00
8 Ventuno giorni per rinascere. Il percorso che ringiovanisce corpo e mente Franco Berrino; Daniel Lumera; David Mariani Mondadori 20,00
9 Dio è giovane. Una conversazione con Thomas Leoncini Francesco (Jorge Mario Bergoglio); Thomas Leoncini Piemme 15,00 *
10 Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità Gianrico Carofiglio; Jacopo Rosatelli EGA-Edizioni Gruppo Abele 11,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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PREMIO STREGA RAGAZZE E RAGAZZI 2018: vincono Lluís Prats Martínez e Paola Zannoner

Lluís Prats Martínez e Paola Zannoner vincono la terza edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi

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Sono Lluís Prats Martínez e Paola Zannoner i vincitori della terza edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Strega Alberti Benevento SpA, BolognaFiere-Bologna Children’s Book Fair, Centro per il libro e la lettura e BPER Banca. La cerimonia di proclamazione si è svolta ieri pomeriggio alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna, Illustrators Café.

Lluís Prats Martínez con Hachiko. Il cane che aspettava (Albe) per la categoria +6, rivolta alla fascia di lettori dai 6 ai 10 anni, con 19 voti (su 32 espressi) e Paola Zannoner con L’ultimo faro (DeA Planeta), per la categoria +11, rivolta alla fascia dagli 11 ai 15 anni, con 99 voti (su 357), sono stati i libri più votati da una giuria composta da lettrici e lettori fra i 6 e i 15 anni, provenienti da ottantatré scuole primarie e secondarie in tutta Italia e all’estero, ripartite tra le due fasce d’età. Tutte le votazioni sono avvenute elettronicamente attraverso il sito del Premio Strega: per la categoria +6 sono state le maestre, una per classe, a esprimere le preferenze dei loro giovanissimi lettori, mentre per quella +11 hanno votato singolarmente i ragazzi. Gli autori dei due libri vincitori ricevono un assegno di 5.000 Euro. Premiato da BolognaFiere, con un assegno di pari entità, anche il traduttore di Hachiko. Il cane che aspettava, Alberto Cristofori. Leggi tutto…

IL GRANDE SACCHEGGIO di Francesca Mereu (intervista)

Heavy Metal Putin: intervista a Francesca Mereu, autrice deIl Grande Saccheggio. Da Zar Boris alla presa di potere di Putin, diario di una democrazia mancata (Le Mezzelane), un viaggio familiare e personale dall’URSS dei soviet alla grande madre Russia del XXI secolo.

Abbiamo incontrato l’autrice nell’ambito di “Tempo di libri

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A cura di Furio Detti

Francesca Mereu ha iniziato la sua carriera di giornalista nella Russia dei primi anni Novanta. È stata corrispondente da Mosca e dalle Nazioni Unite per la radio americana Radio Free Europe/Radio Liberty. Ha trascorso sei anni al The Moscow Times, per il quale si è occupata di giornalismo investigativo coprendo la politica interna e i servizi di sicurezza russi. I suoi reportage da Mosca sono stati pubblicati dal The New York Times, dall’International, dall’Herald Tribune e da numerosi giornali italiani.

– Intervistiamo la giornalista Francesca MEREU, in occasione dell’uscita del suo volume “Il Grande Saccheggio” per i tipi di Le Mezzelane. Possiamo definire il tuo volume un’inchiesta giornalistica?
Sì, e concerne la Russia dagli anni Novanta fino alla presa del potere da parte di Vladimir Putin.

– Il sottotitolo recita: “Da Zar Boris alla presa di potere di Putin, diario di una democrazia mancata”, ce ne vuoi parlare?
Ho scelto questo titolo per parlare di come sia cambiata la Russia dopo il crollo dell’Unione sovietica e di come il paese sia stato depredato di tutte le sue risorse e ricchezze da poche persone. Questo libro assume un punto di vista particolare, perché include il punto di vista della mia famiglia, russa, che ha attraversato questo ultimo ventennio di storia. Si inizia dal ’92, dalla fine dell’URSS. Potrei partire con questo dato: il mio nonno acquisito, Boris, non ricordava mai la data della fine dell’URSS (il 25 dicembre 1991) ma ricordava benissimo il 2 gennaio del 1992 perché quel giorno lui e il 99% dei Russi persero tutti i loro risparmi e divennero degli indigenti. Prima di quella data uno stipendio medio consentiva una vita decorosa, dopo che il presidente Eltsin liberalizzò i prezzi, questa cifra divenne l’equivalente di 8 dollari al mese; in pratica il costo in Russia di un chilogrammo di formaggio o poco meno in salame scadente… Questo è quello che è successo. Non solo: nel mio libro racconto come questo saccheggio si sia ripetuto: per tutto il corso degli anni ’90 i russi non hanno fatto che perdere ogni volta i loro averi a ogni riforma monetaria, a ogni crollo delle banche e dell’economia.

– Perché hai scritto questo libro? Leggi tutto…