Home > Omaggi e tributi > OMAGGIO A GILLO DORFLES

OMAGGIO A GILLO DORFLES

marzo 2, 2018

OMAGGIO A GILLO DORFLES, scomparso il 2 marzo 2018 all’età di 107 anni

Gillo Dorfles (Trieste, 12 aprile 1910 – Milano, 2 marzo 2018), è stato critico d’arte, pittore e filosofo

Pubblichiamo una biografia e una videointervista.

Segnaliamo, inoltre, qui di seguito, gli approfondimenti apparsi sulle pagine online dei principali quotidiani

* * *

 

Approfondimenti su: la Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Messaggero, Il Sole 24Ore, Il Giornale, Il Mattino, Il Fatto Quotidiano, Avvenire, Ansa

* * *

Risultati immagini per gillo dorflesPersonalità tra le più poliedriche del panorama artistico-culturale contemporaneo, dopo una fertile fase di sperimentazione in campo artistico si è dedicato agli studi di estetica e alla critica d’arte, interessandosi al problema dell’avanguardia, al rapporto fra arte e industria e al fenomeno del gusto nella civiltà contemporanea. Nella visione di Dorfles l’estetica si occupa della cultura nel suo insieme, cui concorrono elementi fantastici, simbolici, metaforici e anche suggestioni mitiche. Tra le sue opere principali: L’architettura moderna (1954); Il Kitsch (1968); La moda della moda (1984); Il feticcio quotidiano (1988); Horror pleni. La (in)civiltà del rumore (2008). Nel 2015 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Nato a Trieste nell’allora Austria-Ungheria da padre goriziano e madre genovese, si laurea in medicina, con specializzazione in psichiatria. Parallelamente agli studi in ambito medico, sin dai primi anni trenta si dedica allo studio della pittura, dell’estetica e in generale delle arti. La conoscenza dell’antroposofia di Rudolf Steiner, acquisita a partire dal 1934 grazie alla partecipazione a un ciclo di conferenze a Dornach, orienta la sua arte pittorica verso il misticismo, denotando una vicinanza più ai temi dominanti dell’area mitteleuropea che a quelli propri della pittura italiana coeva.

Professore di estetica presso le università di Milano, di Cagliari e di Trieste, nel 1948 fondò, insieme ad Atanasio Soldati, Galliano Mazzon, Gianni Monnet e Bruno Munari, il Movimento per l’arte concreta, del quale contribuì a precisare le posizioni attraverso una prolifica produzione di articoli, saggi e manifesti artistici. Per tutti gli anni cinquanta prende parte a numerose mostre del MAC, in Italia e all’estero: espone i suoi dipinti alla Libreria Salto di Milano nel 1949 e nel 1950 e in numerose collettive, tra le quali la mostra del 1951 alla Galleria Bompiani di Milano, l’esposizione itinerante in Cile e Argentina nel 1952, e la grande mostra “Esperimenti di sintesi delle arti”, svoltasi nel 1955 nella Galleria del Fiore di Milano.

Alla fine degli anni Cinquanta, abbandonata l’attività pittorica, si è dedicato agli studi di estetica (continuando a insegnare presso le univertsità di Trieste, Milano e Cagliari) e all’esercizio della critica d’arte. La sua produzione artistica, oltre che nelle mostre collettive del MAC, è stata esposta in varie personali (1986, Milano, Studio Marconi, poesie e scritti in prosa, opere pittoriche e grafiche; 1988, Aosta, Torre del Lebbroso, prima antologica dell’artista; 1996, Roma, Museo laboratorio dell’Università “La Sapienza”). Nel 2010, in occasione del centesimo compleanno, gli è stata dedicata la mostra Gillo Dorfles. L’avanguardia tradita (Milano, Palazzo Reale), mentre tra le esposizioni più recenti vanno citate Gillo Dorfles. Kitsch – Oggi il kitsch (Triennale di Milano, 2012), la personale Gillo Dorfles. Ieri e oggi (Fondazione Marconi di Milano, 2014) e Essere nel tempo (Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, 2015).

Il 13 gennaio 2017 la Triennale di Milano ospita la mostra “Vitriol, disegni di Gillo Dorfles 2016” a cura di Aldo Colonetti e Luigi Sansone, Vitriol è un personaggio fantastico inventato da Dorfles le cui iniziali stanno al posto di “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem”.

Nel 2017, assieme ad artisti e autori come Giovanni Anceschi, Enrico Baj, Gualtiero Marchesi, Maria Mulas e Giulia Niccolai, ha partecipato al numero quattordici di BAU Contenitore di Cultura Contemporanea.

Oltre ai testi già citati, della sua copiosa produzione saggistica si segnalano: Il divenire delle arti (1959); Ultime tendenze nell’arte d’oggi (1961, 9a ed. 1988); Nuovi riti, nuovi miti (1965); Artificio e natura (1968); Le oscillazioni del gusto (1970); Introduzione al disegno industriale (1972); Dal significato alle scelte (1973); Il divenire della critica (1976); Mode e modi (1979); Elogio della disarmonia (1986); Il Giardino incantato di Filippo Bentivegna (1989); L’estetica del mito da Vico a Wittgenstein (1990); Design. Percorsi e trascorsi (1996); Conformisti (1997); Fatti e fattoidi. Gli pseudoeventi nell’arte e nella società (1998); Lacerti della memoria. Taccuini intermittenti (2007); La (nuova) moda della moda (2008); Arte e comunicazione (2009); Irritazioni (a cura di M. Carboni, 2010); Inviato alla Biennale (2010); Itinerario estetico. Simbolo mito metafora (2011); la raccolta di liriche Poesie 1941-1952 (2013); Gli artisti che ho incontrato (a cura di L. Sansone, 2015); il volume antologico Estetica senza dialettica. Scritti dal 1933 al 2014 (2016).

Muore a Milano il 2 marzo 2018, poco più di un mese prima del suo centottesimo compleanno.

(Fonte: Enciclopedia Treccani e Wikipedia)

* * *

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: