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4 3 2 1 di Paul Auster (recensione)

aprile 4, 2018

43214 3 2 1 di Paul Auster (Einaudi – traduzione di Cristiana Mennella)

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di Massimo Maugeri

È presumibile che nel DNA di buona parte degli scrittori statunitensi destinati a rimanere nella storia della letteratura sia impresso il codice del grande romanzo americano (includiamo nell’accezione «grande» anche la lunghezza dell’opera). Di esempi potrebbero farsene tanti. Il caso più recente è quello del nuovo romanzo di Paul Auster (autore della celebre “Trilogia di New York”) intitolato “4 3 2 1”, pubblicato in Italia da Einaudi, che consta di ben 940 pagine. È probabile che questo libro verrà considerato come il più ambizioso lascito letterario di Auster ai posteri. Ed è altrettanto probabile che con “4 3 2 1” Auster abbia sperato di aggiudicarsi l’edizione 2017 del Man Booker Prize (il più importante riconoscimento anglosassone tributato agli autori di libri in lingua inglese) poi vinto dal suo connazionale e collega scrittore George Saunders con l’ugualmente ottimo (e più breve) romanzo intitolato “Lincoln nel Bardo”, edito in Italia da Feltrinelli (le due opere hanno in comune il nome del traduttore in lingua italiana, la brava Cristiana Mennella).
Il grande romanzo americano di Paul Auster si sviluppa sull’analisi di una domanda tutt’altro che nuova: che tipo di direzione avrebbe preso la nostra vita se anziché effettuare una scelta ne avessimo fatta un’altra, o un’altra ancora? “4 3 2 1” è dunque una storia che si innesta in quello che potremmo definire come il filone delle «sliding doors» (il riferimento è al celebre film di Peter Howitt del 1998, interpretato da Gwyneth Paltrow). Solo che di «porte scorrevoli», ovvero di «destini alternativi», nella vita di Ferguson – protagonista di “4 3 2 1” – Auster ne immagina e ne sviluppa ben quattro (da qui il titolo del romanzo). Per l’autore (lo ha affermato in una delle presentazioni del libro) si tratta di un numero perfetto. Quattro, come i lati del quadrato, come i quattro venti, come i quattro punti cardinali. Del resto, cinque versioni di esistenza – lo ammette lo stesso Auster – sarebbero state troppe.
Il punto di origine di queste storie parallele risale al 3 marzo 1947, data in cui – in quel di Newark – vede la luce Archie Ferguson: figlio di Rose e Stanley. A partire da questa data, come in una sorta di piccolo «labirinto borgesiano delle esistenze», la vita di Ferguson prenderà quattro diverse direzioni (da sportivo a giornalista, da attivista a scrittore) che comunque – in un modo o nell’altro – confluiranno nell’ineluttabile incontro con Amy.
La scrittura di Auster ribolle in un profluvio di parole e frasi che, nonostante la mole dell’opera, e pur richiedendo la collaborazione del lettore in termini di impegno e attenzione, non perde mai il requisito della scorrevolezza e della leggerezza, zigzagando in una sorta di gioco combinatorio di tipo calviniano (viene in mente “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, dove Calvino gioca con i suoi lettori immaginando dieci diversi possibili incipit di romanzo). Al lettore, il compito di introdursi in questo voluminoso e quadriforme «labirinto delle esistenze» per iniziare una godibile e intensa maratona letteraria.

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La scheda del libro

4321Cosa sarebbe stato della nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un’altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell’altra scuola, se… ogni vita nasconde, e protegge, dentro di sé tutte le altre che non si sono realizzate, che sono rimaste solo potenziali. E cosí ogni individuo conserva al suo interno, come clandestini su una nave di notte, le ombre di tutte le altre persone che sarebbe potuto diventare. La letteratura, e il romanzo in particolare, ha da sempre esplorato la «vita virtuale »: non la vita dei computer, ma i destini alternativi a quelli che il caso o la storia hanno deciso, quasi che attraverso la lettura si riesca a fare esperienza di esistenze alternative. Paul Auster ha deciso di prendere alla lettera questo compito che la letteratura si è data: e ha scritto il suo capolavoro. 4 3 2 1 è il romanzo di tutte le vite di Archie Ferguson, quella che ha avuto e quelle che avrebbe potuto avere. Fin dalla nascita Archie imbocca quattro sentieri diversi che porteranno a vite diverse e singolarmente simili, con elementi che ritornano ogni volta in una veste diversa: tutti gli Archie, ad esempio, subiranno l’incantesimo della splendida Amy. Auster racconta le quattro vite possibili di Archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un’opera monumentale, dal fascino vertiginoso e dal passo dickensiano, per il brulicare di vita e di personaggi. Ma c’è molto altro in 4 3 2 1: c’è la scoperta del sesso e della poesia, ci sono le proteste per i diritti civili e l’assassinio di Kennedy, c’è lo sport e il Sessantotto, c’è Parigi e c’è New York, c’è tutta l’opera di Auster, come un grande bilancio della maturità, e ci sono tutti i maestri che l’hanno ispirato, c’è il fato e la fatalità, c’è la morte e il desiderio.

Un estratto del libro è disponibile qui

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Paul AusterPaul Auster  (foto accanto © Lotte Hansen) è nato nel 1947 a Newark (New Jersey). Delle sue opere Einaudi ha in catalogo: L’invenzione della solitudine, Trilogia di New York, Nel paese delle ultime cose, Moon Palace, Leviatano, Mr Vertigo, Smoke & Blue in the Face, Lulu on the Bridge, Timbuctú, Sbarcare il lunario, Esperimento di verità, L’arte della fame, Ho pensato che mio padre fosse Dio, Il libro delle illusioni, La notte dell’oracolo, Follie di Brooklyn, Gioco suicida, Viaggi nello scriptorium, Uomo nel buio, La musica del caso, Invisibile, Sbarcare il lunario. Nel 2006 sono uscite le poesie di Affrontare la musica; nel 2009 la sceneggiatura La vita interiore di Martin Frost, da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Auster, e il volume Romanzi che riunisce la Trilogia di New York, Nel paese delle ultime cose e Moon Palace; nel 2010 ha pubblicato, sempre per Einaudi, Sunset Park (ripubblicato nei Super ET nel 2012); nel 2011 viene pubblicato il volume Romanzi 2 , che invece raccoglie La musica del caso, Leviatano e Mr Vertigo; nel 2012, Diario d’inverno; nel 2013, nella nuova collana digitale dei Quanti Einaudi, Il taccuino rosso e Notizie dall’interno; nel 2014 Qui e ora, il carteggio con J. M. Coetzee e nel 2017 4321.

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