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Archive for Maggio 2018

UNA MARINA DI LIBRI 2018: dal 7 al 10 giugno a Palermo

UNA MARINA DI LIBRI

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CUCITOR DI CANTI

9° edizione

7 – 10 giugno 2018

97 editori, 300 appuntamenti

Palermo. L’importanza della parola, scritta o pronunziata. La nona edizione di Una marina di libri, firmata da Piero Melati, promossa dal CCN Piazza Marina & Dintorni in collaborazione con le case editrici Navarra e Sellerio e la Libreria Dudi, si svolgerà all’Orto Botanico di Palermo da giovedì 7 a domenica 10 giugno 2018. Il tema scelto è l’oralità: non a caso l’edizione verrà aperta e chiusa da due “cantori” d’eccezione: Mimmo Cuticchio e Stefano Benni.

Cucitor di canti è un verso di Pindaro, l’antico aedo che narrava oralmente le storie a stretto contatto con il pubblico, da qui nacque la scrittura – spiega Piero Melati – Abbiamo scelto questo tema perché rappresenti un inizio, un tentativo di ricominciamento, nel contatto diretto, per ridare espressione e importanza alla parola, scritta e orale”.

All’interno della suggestione dell’oralità ci saranno quattro direzioni tematiche, con vari appuntamenti riuniti da un identico titolo e da un colore e di cui alcuni autorevoli personaggi si faranno portavoce: il noir (“Le forme del giallo”, colore giallo) narrato da Alicia Giménez Bartlett, il gotico (“Gotica”, colore nero) con Pupi Avati, i grandi maestri del sapere (“Maestri e ribellioni”, colore rosso) raccontati da Enrico Deaglio, Adriano Sofri e Giuseppe Tornatore, i segreti dell’Orto botanico (“Il cammino verde”, colore verde) svelati dai suoi esperti.

Le direzioni non saranno monolitiche, ma articolate in vari aspetti: il noir francese del Quais du Polar, festival lionese con cui Una marina di libri è gemellata grazie alla collaborazione con l’Institut Français Palermo, (tra gli autori presenti Dominique Manotti, vincitrice del Prix Mystère de la critique  e il Grand Prix de la Littérature Policière; Gilles Del Pappas, vincitore del Grand Prix Littéraire de Provence e del Prix du polar lycéen d’Aubusson, Laurent Binet, vincitrice del Prix Interallié e il Prix du Roman Fnac) insieme agli autori della “scuola siciliana”, capitanata da Sellerio, (Gian Mauro Costa, Santo Piazzese, Piergiorgio Di Cara, Antonio Pagliaro); la letteratura gotica dei grandi scrittori siciliani – da Pirandello a Verga – che sconfina nel fantastico raccontato da Fabio Camilletti; le ribellioni giovanili nelle università, i grandi maestri amati o contestati dell’Ateneo palermitano, da Theodor Adorno a Cesare Brandi, da Furio Jesi a Emilio Segrè, Premio Nobel per la Fisica nel 1959, fino ad arrivare ai giorni nostri con la presenza di John Freeman, critico e editore della rivista Granta; infine un percorso dedicato alla natura e la sostenibilità che ci porterà a scoprire il fantastico e finora sconosciuto “viaggio” delle piante.

Immancabile l’appuntamento con l’amata rassegna “Gli scrittori che ci mancano”: Alessandro Leogrande raccontato da Evelina Santangelo, David Foster Wallace raccontato da Francesco Pacifico, Giorgio Manganelli raccontato da Andrea Cortellessa e Salvatore Silvano Nigro, Natalia Ginzburg raccontata da Sandra Petrignani, a cui si affianca quest’anno la nuova rassegna “Women in love” su Emily Brontë, Mary Shelley e Virginia Woolf, ideata da Sara Scarafia con Ginevra Bompiani, Chiara Valerio, Giorgio Vasta e Tommaso Ragno. Leggi tutto…

CETTI CURFINO va a Foggia e a Lucera

Cetti Curfino (Cover)CETTI CURFINO va a Foggia e Lucera il 30 maggio 2018

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Minitour pugliese per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo). Mercoledì 30 maggio si svolgerà un doppio evento:

– A Foggia, alle h. 19, ci sarà un incontro presso la libreria Ubik. L’autore dialogherà con Annalisa Graziano
[La pagina dell’evento su Facebook è disponibile qui]

– A Lucera, alle 20:30, ci sarà un incontro presso la libreria – dolceria Kublai. L’autore dialogherà con Adelia Mazzeo
[La pagina dell’evento su Facebook è disponibile qui]

Giovedì 31, inoltre, alle ore 15, insieme a Lisa Graziano, Massimo Maugeri incontrerà il gruppo di lettura dell’istituto di detenzione del capoluogo dauno, come fuoriprogramma delle iniziative organizzate dall’associazione “Leggo QuIndi Sono”.

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CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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Dalla rassegna stampa del romanzo

L’Espresso (Sabina Minardi)
Da un apprezzato testo teatrale di Maugeri, prende ora corpo nella forma piena del romanzo la figura appassionante della quarantenne Cetti, vittima e carnefice, emblema di soprusi e di resistenza, di abusi e di forza. Intorno, temi altrettanto forti: la vita in carcere, le morti bianche, la disoccupazione, la dipendenza dalle slot machine, la politica senza scrupoli, la difficile esistenza nelle periferie abbandonate di molte città. Con un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana.

La Repubblica – Palermo (Gianni Bonina)
Cetti Curfino non si fa vendetta, non avanza attenuanti, non si sottrae alla pena, ma chiede solo di essere ascoltata: perciò prima scrive un diario al commissario e poi un libro perché il mondo senta il suo grido di angoscia e di rabbia. È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde.

Vivere – La Sicilia (Domenico Trischitta)
Cetti Curfino (La nave di Teseo) di Massimo Maugeri è un romanzo travolgente, avvincente, e la sua protagonista è uno di quei personaggi che difficilmente dimenticheremo. Innanzitutto per la sua bellezza ferina, la sua fierezza e allo stesso tempo la sua fragilità; poi ci sono i quartieri popolari catanesi, la voracità e la decadenza di una città avvitata su se stessa, con tutte le sue contraddizioni e attrazioni.

Libreriamo Leggi tutto…

SILVIA FERRERI racconta LA MADRE DI EVA

SILVIA FERRERI racconta il suo romanzo LA MADRE DI EVA (NEO Edizioni)

[tra i dodici libri del Premio Strega 2018]

di Silvia Ferreri

Ricordo che me ne stavo seduta in un ristorante, a una certa distanza dalla tavola visto il mio ingombrante pancione di sette mesi.
Ero felice e in attesa del mio primo figlio. Io e mio marito vivevamo a Parigi dove lui fotografava e io stavo per lo più appunto in attesa.
Eravamo così, rilassati, a cena con vecchi amici italiani in visita, quando qualcuno mi parlò per la prima volta di quella cosa. Della bambina che voleva cambiare sesso. Te la ricordi, l’hai vista piccola, abitavano vicino a noi, ora vuole diventare uomo.
Non so perché ma questa notizia mi scatenò un’altamarea di sentimenti. La ragione non la compresi subito. Forse perché conoscevo la sua famiglia? Non so. Fatto sta che quella cosa mi aprì e si fece un cantuccio dentro di me. E lì rimase sopita per alcuni mesi.
Ogni tanto ci pensavo e di nuovo sentivo quell’alzarsi di emozioni. Capii solo tempo dopo la ragione per cui mi aveva scossa e la ragione era che io stessa stavo in quel momento nel più grande processo di creazione che un essere umano conosca. Credo che sia stato per questo che quell’ immagine della bambina che si fa sventrare per cambiare sesso mi si appiccicò addosso e non mi abbandonò più. Costruzione e distruzione di un essere umano. Lui, colui che più amerai al mondo.
La decisione era presa. Avrei scritto di lei.
Ma non subito, evidentemente.
Perché nel frattempo nacque mio figlio, passò qualche anno, tornammo a Roma, cominciai un lavoro full time come autrice televisiva.
Ma Eva era sempre lì, appiccicata a me, dentro i miei pensieri della mia nuova vita di madre.
Decisi che dovevo cominciare.
Avviai la ricerca, e fu una ricerca faticosa.
Parliamo di quattro anni fa. Oggi forse, che si parla con più facilità di disforia di genere, non avrei trovato tante resistenze. Allora era quasi come cercare testi proibiti, o ficcare il naso in faccende private o ancora peggio andare a caccia di storie un po’ oscene con un qualche fine voyeristico. Dovevo fare molta attenzione. Altrimenti quelli che avrebbero potuto aiutarmi, che potevano essere fonti preziose, sarebbero fuggiti e non avrebbero più parlato. E io avevo bisogno di loro, avevo bisogno di entrare in quel mondo e in quelle realtà e di pescarne a piene mani. Leggi tutto…

DI AMORI DIVERSI di Fabrizio Palmieri (intervista)

DI AMORI DIVERSI di Fabrizio Palmieri (Ad Est dell’Equatore)

articolo e intervista a cura di Eliana Camaioni

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Un pomeriggio qualunque, primavera di due anni fa.
“Eli, ti sto mandando una cosa nuova che sto scrivendo. Dalle un’occhiata, dimmi che ne pensi”.
È una cosa che facevamo già da allora, io e Fabrizio Palmieri, questa di leggerci a vicenda le cose mentre le scriviamo.
Qualche minuto dopo, gmail mi recapita “Di amori diversi”, la sua nuova creatura, ferma ancora ai primi capitoli. Mi metto comoda sul divano, già pregustando le tinte gotiche della penna del mio amico, abile come pochi a partorire storie di angeli e demoni. Ma Fabrizio riesce a sorprendermi; leggo con curiosità crescente le pagine nuove, mi fermo su un passaggio che mi emoziona:
“Erano saltati in moto armati di giubbotti e piumone, decisi a raggiungere il mare in compagnia dei loro sogni: figli, una casa, serate davanti alla tv. Cose semplici. Distesi sulla sabbia fredda, avevano atteso un altro spettacolo di colori, serrati in una coltre di piume d’oca.
Protetti dal calore dei corpi, riparati in una bolla: il mondo, che restasse pure fuori, al freddo”
Sollevo gli occhi dal foglio, compongo velocemente il suo numero.
“Fabri, ma veramente l’hai scritto tu?”
“Sì, perché?”
“Fammi capire. Hai nel cassetto un paio di romanzi gotici e un cyberpunk, e vuoi esordire con una storia nuova che parla d’amore, che trasuda anima e sentimenti?
Sorride.
“Voglio parlare d’amore, Eli, ma non nel senso canonico del termine. Voglio sfatare il luogo comune che l’amore possa essere di un solo tipo, ma non voglio spoilerarti troppo. Ti dico solo che i protagonisti saranno: un prete avantgarde, una trans e un ex cacciatore di teste esperto in food’n beverage. Una bella sfida, non trovi?”
Anche se siamo a telefono so perfettamente quale sia la luce negli occhi che gli viene in questi momenti; mi sembra di sentire il rombo del suo motore, che puntualmente mette in moto il mio e mi accende l’entusiasmo. “Assolutamente! Mandami il resto, Fabri. La tua idea mi piace da morire e forse ho pure in mente a chi potresti proporla”. Leggi tutto…

TAOBUK 2018: Rivoluzioni – dal 23 al 27 giugno

TAOBUK 2018: Rivoluzioni – VIII edizione 23-27 Giugno (Taormina, Me)

L’intero programma è disponibile qui

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I premiati di quest’anno: Taobuk Award for Literary Excellence a Amos Oz, Taobuk Award for Literary Excellence a Elizabeth Strout, Taobuk Award alla Carriera a Dario Argento, Taobuk Award alla Carriera a Stefano Bollani

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Taobuk giunge quest’anno all’ottava edizione“, dice Antonella Ferrara (Presidente e direttore artistico del Festival), “dopo aver intrecciato un dialogo privilegiato con la città di Taormina, luogo millenario di cultura e bellezza. Dal Teatro Antico alle terrazze sul mare, il Festival abbraccia la città e con la città interagisce in autentica osmosi: letteratura, musica, arti visive, filosofia e teatro sono il paradigma che ogni anno si rinnova nel calendario degli appuntamenti“.
L’edizione 2018“, continua la Ferrara, “dedica un ragionamento al tema delle Rivoluzioni e alla fenomenologia stessa del cambiamento, spinta propulsiva in seno alla storia degli uomini e delle civiltà, vero filo conduttore della manifestazione. Un eclettismo che discende proprio dall’essere Taormina fulgido esempio della forma mentis mediterranea, vocata storicamente e geograficamente a farsi crocevia di civiltà e, per facile traslato, anche di linguaggi.La traduzione grafica non poteva che trovare il suo nucleo fondativo nei libri, vettori ed espressioni stesse del cambiamento, effetto domino e motore primo del progresso umano. Leggi tutto…

PREMIO CHIANTI 2018: vince Giampaolo Simi

Con il romanzo “La ragazza sbagliata” (Sellerio) Giampaolo Simi vince la 31esima edizione (2017-2018) del PREMIO LETTERARIO CHIANTI

Simi

Sabato 26 maggio, a Greve in Chianti, nella splendida cornice della Fattoria Castello di Verrazzano, si è svolta la finale della 31esima edizione del Premio Letterario Nazionale Chianti.
La proclamazione è avvenuta al termine dello scrutinio in diretta delle schede , alla presenza dei sei finalisti, di oltre 250 Giurati Lettori e dal Comitato Tecnico del Premio Letterario Chianti, coordinato da Giuseppe Panella, composto da Paolo Codazzi (Presidente del Premio) e dai rappresentanti dei Comuni sostenitori (Greve in Chianti, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Radda in Chianti).
Oltre alle Amministrazioni Comunali, la Manifestazione è resa possibile grazie al contributo di Cooperativa Italia Nuova di Greve in Chianti, Rotary San Casciano – Chianti, Società di Mutuo Soccorso e Fratellanza di Greve in Chianti, Banca Cambiano.

Gli altri finalisti in gara:
Silvia Bencivelli – “Le mie amiche streghe” – Einaudi
Emiliano Gucci – “Voi due senza di me” – Feltrinelli
Matteo Melchiorre – “La via di Schenèr” – Marsilio
Raul Montanari – “Sempre più vicino” – Baldini e Castoldi
Alberto Rollo – “Un’educazione milanese” – Manni

Il vincitore riceve verrà assegnato un premio di Euro 2.000, e a ciascuno degli altri finalisti un premio di Euro 1.000.
A tutti, la riproduzione bronzea del Maestro Orafo Mauro Bandinelli, “Allegoria del Chianti”, tratta dal celebre dipinto di Giorgio Vasari sul soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze.

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PREMIO CAMPIELLO 2018: i finalisti

PREMIO CAMPIELLO 2018: Sono stati resi noti i cinque finalisti selezionati dalla Giuria dei Letterati 56ª edizione del Campiello Letteratura e il vincitore del riconoscimento Premio Campiello Opera Prima

La consegna dei premi si svolgerà a Venezia, sabato 15 settembre 2018. La cerimonia di premiazione sarà trasmessa in diretta su Rai 5 a partire dalle h. 20:45

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I 5 finalisti

La ragazza con la Leika di Helena Janeczeck – Guanda (9 voti)

La galassia dei dementi di Ermanno Cavazzoni – La nave di Teseo (6 voti)

Mio padre la rivoluzione di Davide Orecchio – Minimum Fax (6 voti)

Le vite potenziali di Francesco Targhetta – Mondadori (6 voti)

Le assaggiatrici di Rosella Postorino – Feltrinelli (6 voti, dopo il ballottaggio)

 

ll vincitore del Premio Campiello – Opera Prima

Gli 80 di Camporammaglia di Valerio Valentini – Editori Laterza

 

Di seguito, i dettagli su autori e opere protagonisti del Premio Campiello 2018 Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 14 al 20 maggio 2018 – segnaliamo “Il quaderno rosso” di Michel Bussi (Edizioni E/O)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 14 al 20 maggio 2018

Joël Dicker, segnalato la settimana scorsa, raggiunge la vetta della classifica. Questa settimana segnaliamo il nuovo romanzo di Michel Bussi 

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Conquista il 1° posto in classifica (la settimana scorsa era al 2° posto) il nuovo romanzo di Joël Dicker “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

In seconda posizione, #Ops di Elisa Maino (Rizzoli)

Al 3° posto (la settimana scorsa era in 1^ posizione) “Macerie prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare (Bao Publishing)

Entra in top ten, al 4° posto, “La vita e i giorni. Sulla vecchiaia” di Enzo Bianchi (Il Mulino)

Al 5° posto in classifica (la settimana scorsa era in 3^ posizione) “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

In 6^ posizione (la settimana scorsa era al 7° posto) “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

In 7^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto) “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini (Mondadori)

All’8° posto (la settimana scorsa era al 6°) il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni: “Sara al tramonto” (Rizzoli)

Entra in classifica al 9° posto “La vita fino a te” di Matteo Bussola (Einaudi)

In 10^ posizione (la settimana scorsa era all’8° posto), “Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori ” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

 

 

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Questa settimana segnaliamo: “Il quaderno rosso” di Michel Bussi (Edizioni E/O) – 28° in classifica generale, al 9° posto nella classifica di narrativa straniera

Spettacolare come tutti i romanzi di Bussi, dove i colpi di scena si susseguono con un ritmo incalzante, Il quaderno rosso dà una visione nuova e per certi versi illuminante di un problema di grande attualità: quello dell’immigrazione clandestina.

Leyli Maal è una bella donna maliana, madre di tre figli, che vive in un minuscolo appartamento della periferia di Marsiglia in compagnia di una collezione di civette e di una montagna di segreti. La sua vita tranquilla di immigrata ben integrata viene scossa all’improvviso da due delitti in cui sembra coinvolta la bellissima figlia maggiore Bamby. I due omicidi si rivelano ben presto essere parte di più complesse operazioni ascrivibili a un racket dell’immigrazione clandestina che coinvolge personaggi insospettabili e organizzazioni che lucrano sulla pelle dei più derelitti. A cercare di dirimere la matassa è Petar Velika, un commissario fin troppo navigato, coadiuvato dal tenente Flores, giovane poliziotto tecnologico, ma senza esperienza sul campo. In quattro giorni e tre notti è un susseguirsi pirotecnico di cacce all’uomo, omicidi sventati o eseguiti, dirottamenti di yacht, traversate del Sahara, naufragi. È il misterioso tesoro di Leyli quello che in realtà tutti stanno cercando? O il suo diario segreto, il famoso quaderno rosso che contiene troppi nomi perché ci si possa permettere che venga trovato?

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

1 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
2 #Ops Elisa Maino Rizzoli 15,90
3 Macerie prime. Sei mesi dopo Zerocalcare Bao Publishing 17,00
4 La vita e i giorni. Sulla vecchiaia Enzo Bianchi Il Mulino 13,00
5 L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
6 Divorare il cielo Paolo Giordano Einaudi 22,00
7 Il catalogo delle donne valorose Serena Dandini Mondadori 19,00
8 Sara al tramonto Maurizio De Giovanni Rizzoli 19,00
9 La vita fino a te Matteo Bussola Einaudi 17,00
10 Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CETTI CURFINO va a Catania

CETTI CURFINO va a Catania il 25 maggio 2018

Venerdì 25 maggio: ore 17:30, Libreria Cavallotto di Corso Sicilia, 91.

Simona Lo Iacono accompagnerà “Cetti Curfino” e la presenterà al pubblico dei lettori con l’ausilio di effetti scenici. Sarà presente Massimo Maugeri

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CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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Dalla rassegna stampa del romanzo

L’Espresso (Sabina Minardi)
Da un apprezzato testo teatrale di Maugeri, prende ora corpo nella forma piena del romanzo la figura appassionante della quarantenne Cetti, vittima e carnefice, emblema di soprusi e di resistenza, di abusi e di forza. Intorno, temi altrettanto forti: la vita in carcere, le morti bianche, la disoccupazione, la dipendenza dalle slot machine, la politica senza scrupoli, la difficile esistenza nelle periferie abbandonate di molte città. Con un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana.

La Repubblica – Palermo (Gianni Bonina)
Cetti Curfino non si fa vendetta, non avanza attenuanti, non si sottrae alla pena, ma chiede solo di essere ascoltata: perciò prima scrive un diario al commissario e poi un libro perché il mondo senta il suo grido di angoscia e di rabbia. È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde.

Vivere – La Sicilia (Domenico Trischitta)
Cetti Curfino (La nave di Teseo) di Massimo Maugeri è un romanzo travolgente, avvincente, e la sua protagonista è uno di quei personaggi che difficilmente dimenticheremo. Innanzitutto per la sua bellezza ferina, la sua fierezza e allo stesso tempo la sua fragilità; poi ci sono i quartieri popolari catanesi, la voracità e la decadenza di una città avvitata su se stessa, con tutte le sue contraddizioni e attrazioni.

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MARCA GIOIOSA di Roberto Plevano: incontro con l’autore

MARCA GIOIOSA di Roberto Plevano (Neri Pozza) – abbiamo incontrato l’autore per discutere del romanzo

Roberto Plevano, vicentino, classe 1960, si è avvicinato alla cultura medievale all’Università di Pavia e si è perfezionato al Pontifical Institute for Mediaeval Studies di Toronto (Canada). Insegna Storia e Filosofia nella scuola pubblica e collabora all’edizione critica delle opere di Giovanni Duns Scoto. È redattore del blog letterario La poesia e lo spirito.
Nel 2009 ha pubblicato il lungo racconto 100 miglia (0111 edizioni).
Con il romanzo Marca gioiosa (Neri Pozza editore, 2017) ha vinto il Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza.

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«Il romanzo “Marca gioiosa” nasce dall’interesse per la dimensione storica della letteratura di intrattenimento», ha raccontato Roberto Plevano a Letteratitudine. «Come si può raccontare una vicenda di tempi passati in un quadro descrittivo plausibile, che abbia rispetto delle nostre conoscenze e soprattutto delle attese della lettrice/lettore? Ho cercato di dare corpo all’idea di illustrare la complessità di un periodo, il XIII secolo, nel contesto, non solo geografico, della Marca veronese (nell’ambito letterario del tempo, chiamata ‘gioiosa’ per la vivace vita di corte), in un modo che possa dire qualcosa che riguarda anche l’oggi.

Le cronache di quel tempo ci consegnano uno spaventoso scenario di conflitti. Consideriamo che in quel periodo:

  • le crisi politiche in Italia presero la forma di rivalità tra fazioni contrapposte, papato e impero, guelfi e ghibellini; arti minori e maggiori, ecc.
  • i centri urbani si svilupparono nel particolarismo e diedero un assetto di lunga durata ai rapporti con il contado;
  • si assestò una classe dirigente aristocratica che si perpetuò fino all’unità d’Italia e oltre;
  • venne meno il grande progetto politico di un’unità sovrana imperiale sulla penisola;
  • nacque la nostra lingua letteraria, con stili e codici lontani dalla parlata comune, in parte ispirati alle esperienze letterarie d’oltralpe;
  • la chiesa di Roma, con i suoi ordini mendicanti, represse e annientò l’eterodossia religiosa.

Tutte queste cose sono elementi delle nostre identità, lontani nel tempo ma originari, che ne siamo consapevoli o meno. Leggi tutto…

PREMIO CALVINO 2018: vince Filippo Tapparelli

Filippo Tapparelli, vincitore del Premio Calvino 2018 con il romanzo “L'inverno di Giona”

Filippo Tapparelli è il vincitore della XXXI edizione del Premio Italo Calvino con il romanzo L’inverno di Giona. Una prima menzione speciale della Giuria va ad Adil Bellafqih, per Il Grande Vuoto, e una seconda menzione a Riccardo Luraschi, per Il Faraone.

La “speciale menzione Treccani” è stata assegnata a Giulio Nardo, per Sinfonia delle nuvole.

Il romanzo vincitore e le menzioni speciali sono stati proclamati martedì 22 maggio al Circolo dei lettori di Torino dai giurati Teresa Ciabatti, Luca Doninelli, Maria Teresa Giaveri, Vanni Santoni e Mariapia Veladiano, e da Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana.

La Giuria ha deciso di assegnare il Premio a L’inverno di Giona di Filippo Tapparelli «per la sua grande forza visionaria: nel testo, con stile rarefatto, un allucinato mondo mentale si trasforma in un mondo fisico insieme minuziosamente reale e sottilmente simbolico. Un potente e struggente giallo analitico in cui la verità si sfrangia in tanti rivoli, toccando i temi della colpa, del castigo, del bisogno umano di riconoscimento.»

Queste, invece, le motivazioni delle due menzioni speciali della Giuria: Leggi tutto…

LA NOSTRA CASA di Bov Bjerg (recensione e intervista)

LA NOSTRA CASA di Bov Bjerg (Keller, 2017)

Un romanzo per tante gioventù

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Successo da best seller per “La nostra casa” secondo romanzo dello scrittore tedesco Bov Bjerg. Nella versione originale, Auerhaus, in lingua tedesca ha venduto ben duecentomila copie senza contare quelle della versione olandese, coreana, ucraina, russa e italiana, qui in argomento, pubblicata alla fine del 2017 da Keller con la traduzione di Franco Filice inclusa nella Classifica delle migliori traduzioni del 2017 dal Corriere della Sera per il supplemento “La Lettura”

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di Lucia Russo

Il giovane Frieder non conosce né sa esprimere il perché di quel suo tentato suicidio con cui apre il romanzo, e l’interrogativo corre per tutto il volume legandosi strettamente al tema esistenziale nella visione virginea e dolente di chi sta per divenire adulto.
Giovane liceale prossimo alla maturità, figlio di contadini in un paesino poco lontano da Berlino, Frieder avrebbe buone risorse per assaporare la gioia di vivere anziché il malessere: intelligente, simpatico e dalle tante abilità, mente brillante, spiccato senso dell’ironia, capace di lavorare sodo e svelto in campagna a fianco del padre e, non da ultimo, di esercitare la leadership sui suoi pari.  Della vita Frieder teme più la routine che le sanzioni sociali alle trasgressioni che attua.  Per lui e compagni non c’è la passione struggente o il sentimentalismo ferito. Non come per quel Giovane Werther ricordato ai compagni dal suo professore di letteratura tedesca, Hoffmann, alla notizia che il padre ha strappato il ragazzo alla morte per un soffio, privo di sensi per una dose eccessiva di barbiturici sottratti alla madre.
Nessuno dei compagni sa perché Frieder abbia compiuto un gesto così estremo, ma alcuni ne saranno toccati, e uno per volta a cominciare da Höppner Allevapolli (che è anche la voce narrante) faranno cerchio attorno a lui per proteggerlo da un ulteriore tentativo, dopo le dimissioni dal reparto di psichiatria. Oltre ad Höppner (l’unico chiamato per cognome) saranno Cäcilia, Vera, Harry e Pauline, coprotagonisti del romanzo, a solidarizzare con Frieder per quell’impossibilità di identificarsi con la società loro contemporanea, la Germania degli anni ’80 messa dall’autore vagamente sullo sfondo della trama. È un’ambientazione molto sfumata, sia dal punto di vista geografico che temporale, perché nessun riferimento appare tra le pagine circa luoghi rappresentativi  e/o fatti storici e di cronaca. Leggi tutto…

EDIPO A COLONO e ERACLE a Siracusa

La follia e la supplica, l’esercizio del potere e della sua perdita: temi delle tragedie in scena quest’anno a Siracusa, Edipo a Colono e Eracle

[Nell’immagine: Jean-Antoine Giroust, Edipo a Colono, 1788]

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di Gianni Bonina

Le tragedie in scena quest’anno a Siracusa, Edipo a Colono e Eracle, sono state ricondotte sotto il segno dell’esercizio del potere e della sua perdita, un fil rouge che però si intravede appena al fianco di altri temi di collegamento ben più evidenti, due soprattutto: la follia e la supplica. Ma forse la pietra maggiore di paragone è data dall’antifrastico rapporto con la divinità, giacché nella tragedia sofoclea assistiamo a un “indiamento” (Edipo che si trasfigura e assurge in cielo: come un Cristo di quattrocento anni prima) e in quella euripidea a un “disindiamento”, la presa di distanza di Eracle e Teseo, eroi e semidei, dall’Olimpo e in particolare da Zeus e dalla moglie Era. In Sofocle l’identificazione con il dio è risospinta fino alla trascendenza umana, ben più oltre dell’assoggettamento eschileo, mentre in Euripide l’atto di accusa al cielo assume il carattere di un disconoscimento del soprannaturale che presagisce uno stato di ragione.
Cosicché della metafora del potere che si è voluto vedere nelle due tragedie (elemento che dopotutto connota pressoché ogni dramma classico, interpretando il teatro greco il doppio ruolo di rituale politico e religioso) abbiamo in Edipo a Colono la caduta di Edipo, che però già da molti anni ha perso il trono di Tebe e girovaga esule ed esiliato, e lo scontro tra Teseo e Creonte, due sovrani che però non vengono a diverbio nelle prerogative di sovrani in guerra tra loro ma di alfieri di princìpi etici che riguardano la xenia, il trattamento ospitale dei profughi, come fra poco vedremo, mentre in Eracle la tracotanza di re Lico («Rivolgo una domanda se mi è lecito: e lecito mi è perché sono vostro padrone») e la sua brutale uccisione sono parte di una dinamica statolatrica alla quale è estraneo l’apparato regale mentre prevale l’animo umano e individuale. Leggi tutto…

UNA VARIAZIONE DI KAFKA di Adriano Sofri (recensione)

Una variazione di Kafka” di Adriano Sofri (Sellerio editore)
 
di Giovanni Parlato

Di questi tempi fiorisce il pitosforo. Un profumo dolce e intenso simile alla fragranza dell’acacia, altra pianta in fiore in questi giorni di primavera. Sono due aromi diversi. Che regalano sensazioni diverse. Immaginate se dovessimo avvicinarci al fiore di un pitosforo e sentire il profumo dell’acacia. Resteremmo sorpresi e meravigliati. Per un botanico sarebbe un mistero da indagare.
Così, chi si avvicina alle parole e ne percepisce l’essenza non si capacita per quale motivo da una parola tedesca – strassenlampen, la luce dei lampioni di strada – il traduttore abbia preferito la luce del tram elettrico, strassenbahn. In questa stranezza si è imbattuto Adriano Sofri il quale ha voluto indagare per quale motivo nel racconto di Kafka “La metamorfosi” ci sia quest’ulteriore metamorfosi della luce dei lampioni in quella del tram. Da questo lavoro è nato il libro “Una variazione di Kafka” (Sellerio editore) che si muove con grande passione nel campo della filologia nel tentativo di svelare il mistero. Nella seconda parte, l’autore, abbandonati i panni del germanista, cerca di interpretare il motivo di questa variazione facendo leva su quanto Kafka scrisse nei suoi diari e appunti. Un gioco incrociato tra la matematica delle parole e le emozioni che attraversavano l’animo dello scrittore praghese soprattutto in relazione alla corrispondenza con Felice B. Leggi tutto…

CETTI CURFINO va ad Adrano (CT)

Cetti Curfino (Cover)CETTI CURFINO ad Adrano (CT): il 22 maggio 2018, nell’ambito della rassegna “Mese della Cultura della città di Adrano: Primavera delle Arti e delle Scienze” coordinata dal prof. Matteo Bua

Martedì 22 maggio: ore 18:00 Biblioteca Comunale: incontro con lo scrittore Massimo Maugeri, autore del romanzo “Cetti Curfino”. In collaborazione con l’Istituto Tecnico Statale “P. Branchina”.

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CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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Dalla rassegna stampa del romanzo

L’Espresso (Sabina Minardi)
Da un apprezzato testo teatrale di Maugeri, prende ora corpo nella forma piena del romanzo la figura appassionante della quarantenne Cetti, vittima e carnefice, emblema di soprusi e di resistenza, di abusi e di forza. Intorno, temi altrettanto forti: la vita in carcere, le morti bianche, la disoccupazione, la dipendenza dalle slot machine, la politica senza scrupoli, la difficile esistenza nelle periferie abbandonate di molte città. Con un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana.

La Repubblica – Palermo (Gianni Bonina)
Cetti Curfino non si fa vendetta, non avanza attenuanti, non si sottrae alla pena, ma chiede solo di essere ascoltata: perciò prima scrive un diario al commissario e poi un libro perché il mondo senta il suo grido di angoscia e di rabbia. È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde.

Vivere – La Sicilia (Domenico Trischitta)
Cetti Curfino (La nave di Teseo) di Massimo Maugeri è un romanzo travolgente, avvincente, e la sua protagonista è uno di quei personaggi che difficilmente dimenticheremo. Innanzitutto per la sua bellezza ferina, la sua fierezza e allo stesso tempo la sua fragilità; poi ci sono i quartieri popolari catanesi, la voracità e la decadenza di una città avvitata su se stessa, con tutte le sue contraddizioni e attrazioni.

Libreriamo
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Intervista a FULVIA TOSCANO: tra Nostos e Naxoslegge

“Nostos” e “Naxoslegge“: due belle realtà coordinate e dirette da Fulvia Toscano

Domenica 20 maggio, nella giornata internazionale dedicata al Mare, Naxoslegge e Nostos. Festival del viaggio e dei viaggiatori, in collaborazione con Archeoclub di Siracusa, hanno il piacere di insignire il prof. Sebastiano Tusa del premio “Custodi della Bellezza” intitolato a Khaled Al-Asaad, il grande archeologo siriano, trucidato dall”ISIS.
Si tratta della III edizione del premio assegnato, nelle passate edizioni, a Moncef Ben Moussa, direttore del Museo Bardo di Tunisi, e, alla memoria, a Enzo Maiorca. La cerimonia di consegna, fissata dalle ore 11.30, sarà realizzata in un luogo di straordinario fascino, l’Ipogeo di Piazza Duomo in Ortigia. L’artefice del premio, per questa III edizione, è il maestro Luigi Camarilla, artista di fama internazionale. #custodirelabellezza

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intervista a cura di Eliana Camaioni e Fabrizio Palmieri

L’incontro è fissato alle 17 al Parco Archeologico  di Naxos, il giorno è un giovedi 3 maggio che a giudicare dal clima sembra novembre: piove da stamattina, a Messina, e mi sa che ci toccherà metterci in macchina con ampio margine e fare l’autostrada a passo di scolaresca, se continua così.
Ma è un appuntamento a cui non si può mancare: è la presentazione di “Viaggio in Sicilia” di Marinella Fiume, nell’ambito del Festival del viaggio e dei viaggiatori “Nostos”, di Fulvia Toscano.
Due donne straordinarie: la Marinella esoterica, che racconta con saggezza antica – gliela si percepisce nello sguardo fermo, nei gesti, nel modo lento e suadente di parlare – fatti e segreti di questa nostra terra, e una Fulvia Toscano vulcanica e poliedrica, madrina di alcuni fra i più importanti Festival siciliani, uno su tutti NaxosLegge.
E’ una bellissima occasione per incontrarle entrambe, e proporre a Fulvia quell’intervista che Massimo Maugeri ha dato a me e a Fabrizio Palmieri l’opportunità di chiederle assieme, per Letteratitudine. Un’intervista che nasce doppia perché non bastano, per Fulvia Toscano, le domande di un solo operatore: come un Panopticon, il gigante guardiano della mitologia, vogliamo provare a offrire di lei un quadro quanto più sfaccettato possibile, che renda giustizia della sua polidimensionalità di studiosa, di operatrice culturale, di docente, di donna. Così abbiamo unito le forze, e stamattina abbiamo scritto l’intervista, io e Fabrizio: in quest’occasione, della nostra coppia di scrittori-reporter, io ho fatto la parte del tecnico – quella che si arrocca sul filologico-letterario – mentre lui già per carattere è l’elemento che fa da bisturi, che ama scandagliare anime e persone, e pure quello brioso, che riesce a strappare i migliori gossip e le notizie riservate.
Nel frattempo però si è fatta l’ora e Giove Pluvio non intende concedere tregua a un cielo plumbeo senza speranza. Motivo per cui alle 15.30 sono già in macchina, penna e taccuino pronti: mando un messaggio a Fabrizio, avvisandolo che sto partendo in anticipo. ‘Arriverai con tre quarti d’ora d’anticipo … Per favore, aggiungi una domanda per Fulvia: dove trova tutte quelle energie?’ mi risponde lui. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 7 al 13 maggio 2018 – segnaliamo “La scomparsa di Stephanie Mailer” di Joël Dicker (La nave di Teseo)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 7 al 13 maggio 2018

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Entra in top ten al 1° posto “Macerie prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare (Bao Publishing)

Ingresso in top ten al 2° post per il nuovo romanzo di Joël Dicker “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

Al 3° posto in classifica (la settimana scorsa era in 1^ posizione) “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

Entra in top ten in 4^ posizione “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini (Mondadori)

Al 5° posto (la settimana scorsa era al 3°posto), “Il tatuatore” di Alison Belsham (Newton Compton)

Al 6° posto (la settimana scorsa era al 2°) il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni: “Sara al tramonto” (Rizzoli)

Entra in top ten al 7° posto “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

In 8^ posizione (la settimana scorsa era al 5° posto), “Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori ” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era al 7° posto) “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

In 10^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto) “Macbeth” di Jo Nesbø (Rizzoli)

 

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Questa settimana segnaliamo: “La scomparsa di Stephanie Mailer” di Joël Dicker (La nave di Teseo) – 2° in classifica generale, 1° nella classifica della narrativa straniera

30 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l’intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosenberg e Derek Scott.

23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa.

Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent’anni prima, chi è l’autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea? Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l’indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.

Torna Joël Dicker – geniale autore di La verità sul caso Harry Quebert e Il libro dei Baltimore – con un romanzo teso, mozzafiato, sorprendente fino all’ultima pagina.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

1 Macerie prime. Sei mesi dopo Zerocalcare Bao Publishing 17,00 *
2 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
3 L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
4 Il catalogo delle donne valorose Serena Dandini Mondadori 19,00
5 Il tatuatore Alison Belsham Newton Compton 12,00
6 Sara al tramonto Maurizio De Giovanni Rizzoli 19,00
7 Divorare il cielo Paolo Giordano Einaudi 22,00
8 Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
9 Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
10 Macbeth Jo Nesbø Rizzoli 20,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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MAGELLANO di Gianluca Barbera (recensione)

MAGELLANO di Gianluca Barbera (Castelvecchi) – recensione

[da oggi disponibile in libreria]

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di Gianni Bonina

Dopo la supposizione tentata da Anassimandro, a provare finalmente la teoria eliocentrica che proprio negli stessi anni Copernico stava elaborando fu agli inizi del Cinquecento il portoghese Ferdinando Magellano, oggi  ricordato maggiormente come l’espoloratore al cui nome è legato lo Stretto, sopra la Terra del Fuoco, noto come il varco che navigando verso occidente portava alle Indie. Ma Magellano non concluse l’intera circumnavigazione del globo perché fu ucciso da tribù selvagge in un’arcipelago del Pacifico che non restituirono nemmeno il corpo. Fu il suo successore al comando del naviglio, lo spagnolo Juan Sebastian Elcano, a completare la storica e rivoluzionaria missione voluta dal Re di Spagna in rivalità con quello del Portogallo, impegnati entrambi nella spartizione del mondo extraeuropeo.
Magellano convinse, da straniero e da nemico, il sovrano madrileno ad armare una flotta di cinque navi promettendogli una via più veloce per raggiungere le Molucche e i suoi preziosi mercati facilmente assoggettabili anche alla fede cattolica, ma non immaginò l’enorme vastità dell’oceano “ignotum”, chiamato “Mar del Sur” e creduto più piccolo dell’Atlantico, che lui ribattezzò “Pacifico” per la sua placida solennità. La scoperta del passaggio a sud-ovest non servì agli interessi delle potenze europee e si rivelò infruttuosa, ma aprì la via a conoscenze che avrebbero aperto gli occhi all’umanità.
Sul momento quello di Magellano fu visto come un viaggio contro l’ordine del mondo, una violazione della cosmologia stabilita dalla Chiesa e della rappresentazione laica consolidata: pretendere di arrivare alle Indie seguendo la direzione opposta a quella nota e certa significava mettere in dubbio tutte le acquisizioni nonché l’esistenza di Dio e la sua parola depositata nella Bibbia dove il mondo non poteva che essere piatto e certamente non doveva girare né essere sospeso nello spazio. Gli uomini che salparono dal Guadalquivir di Siviglia, per giunta con gli auspici e i soldi del re più cattolico d’Europa, erano destinati, facendo quella rotta, a precipitare nel nulla quando il terracqueo fosse improvvisamente finito. Senonché nella coscienza anche spagnola si era fatta intanto strada l’idea, da poco suggerita da Colombo, che così come non c’erano leoni oltre le colonne d’Ercole bensì fioriva oltreoceano un mondo nuovo e ricco, proseguendo ancora avanti non si poteva, nella supposizione di un globo non diretto verso una cascata, che tornare al punto di partenza e prima ancora alle favolose Molucche dei chiodi di garofano e delle spezie aromatiche, dell’oro e degli uccelli piumati. Leggi tutto…

OMAGGIO A TOM WOLFE

Tom Wolfe (Richmond, Virginia, 1931 – New York 2018), è stato un saggista, giornalista, scrittore e critico d’arte statunitense

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c8/Wolfe_at_White_House.jpg

Autore del celebre “Il falò delle vanità”, coniò espressioni che divennero di uso comune come “radical chic”. È scomparso un paio di giorni fa per le conseguenze di una polmonite. Letteratitudine gli dedica questo omaggio.

Tom Wolfe è stato tra gli esponenti del “new journalism”: genere che si fonda sulla provocatoria mescolanza di tecniche narrative e strumenti propri dell’indagine giornalistica. Ha conosciuto un crescente successo con una serie di libri, tra rappresentazione e critica del gusto e dei fenomeni più spettacolari della realtà americana

Approfondimenti su: la Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Sole24Ore

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Nota biografica Leggi tutto…

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PREMIO CALVINO 2018: i finalisti

XXXI edizione del Premio Italo Calvino: annuncio dei finalisti e istituzione della “speciale menzione Treccani”

La Cerimonia di Premiazione si svolgerà martedì 22 maggio 2018 ore 17.30

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Il Comitato di Lettura del Premio Italo Calvino ha scelto, tra i 720 manoscritti partecipanti al bando, le opere finaliste da sottoporre al giudizio della Giuria della XXXI edizione, composta da Teresa Ciabatti, Luca Doninelli, Maria Teresa Giaveri, Vanni Santoni e Mariapia Veladiano.

I nove testi inediti e di autori esordienti tra i quali i Giurati decreteranno il vincitore e le menzioni speciali sono:  Elena di Sparta di Loreta Minutilli; Il faraone di Riccardo Luraschi; Il grande vuoto di Adil Bellafqih; L’inverno di Giona di Filippo Tapparelli; Omeocrazia di Maurizio Bonino e Valentina Drago; La sartoria di via Chiatamone di Marinella Savino; Sinfonia delle nuvole di Giulio Nardo; Talib, ovvero la curiosità di Bruno Tosatti; Trovami un modo semplice per uscirne di Nicola Nucci.

A partire da questa edizione, verrà inoltre assegnata una “speciale menzione Treccani” all’opera che si distingua per originalità linguistica e creatività espressiva. Il Premio Italo Calvino e l’Istituto Treccani hanno infatti stipulato una convenzione triennale che, oltre al conferimento della menzione, prevede l’organizzazione di un incontro – che si terrà nel mese di settembre, a Roma, nella sede di Treccani – intorno ai temi emergenti della narrativa italiana contemporanea nel suo rapporto con la lingua.

La cerimonia di premiazione si svolgerà, alla presenza dei Giurati e di Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, martedì 22 maggio al Circolo dei lettori di Torino, a partire dalle ore 17.30.

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I testi finalisti e i loro autori Leggi tutto…

ESORDI LETTERARI: “Il colpo di coda” di Giuseppe Pelleriti

“IL COLPO DI CODA” di Giuseppe Pelleriti (Prova d’Autore): l’esordio letterario di un autore nato a Milano nel 1963 da genitori siciliani emigrati

Segnaliamo l’esordio letterario di Giuseppe Pelleriti, autore di Il colpo di coda” (Prova d’Autore): un romanzo che trae spunto da fatti realmente accaduti nell’immediato dopoguerra a Centuripe, caratterizzato da una trama corale, ricca di colpi di scena. La narrazione, infarcita di espressioni dialettali, ruota attorno alle gesta di Cicciu Dottori, un comunista che vuole fare la rivoluzione, e che raccoglie attorno a sé un nutrito schieramento di uomini per poi trasformarli in banditi, che si offrono come sostituti dello Stato. Nell’eterna lotta tra il bene e il male a Dottori e alla sua banda si contrappongono i carabinieri, il sindaco, il prefetto e l’alta borghesia. Il tutto condito dalle gesta amorose del brigante, dotato di una forza fisica e di un’astuzia fuori dall’ordinario, e da momenti di vera comicità narrativa.
Abbiamo chiesto all’autore di parlarci del suo romanzo d’esordio…

«“Il colpo di coda”, mio romanzo d’esordio, racconta una storia vera successa nell’immediato secondo dopoguerra, nell’arco di tempo che va dal 1944 al 1946, in un paesino dell’entroterra siciliano», racconta Giuseppe Pelleriti a Letteratitudine. «Qui un gruppo di uomini, preso dalla fame e dalla frustrazione per non poter sfamare i propri figli, decide in virtù di un ideale politico (erano militanti del partito comunista del paese), di “togliere ai ricchi per dare ai poveri”, sostituendosi di fatto allo Stato. Le buone intenzioni, però», continua l’autore, «si perdono presto dietro il fascino del potere e del denaro. E così, azione dopo azione, quegli uomini diventano banditi.
Nei due anni che seguono gli abitanti del paese, soprattutto benestanti e notabili, vivranno nel terrore, in attesa che il prefetto, i carabinieri e le istituzioni trovino una soluzione per porre fine alle loro scorribande. Leggi tutto…

LA NOTTE DEL SANTO di Remo Bassini: incontro con l’autore

LA NOTTE DEL SANTO di Remo Bassini (Time Crime – Fanucci)

Remo Bassini, scrittore vercellese, è un vecchio amico di Letteratitudine sin dai tempi del suo romanzo “La donna che parlava con i morti” (Newton Compton, Roma, 2007), allorquando organizzammo questo interessante dibattito online (stiamo parlando all’incirca di una decina di anni fa). È dunque con grande piacere che torniamo a occuparci di Bassini in occasione dell’uscita del suo più recente romanzo initolato “La notte del Santo” pubblicato per il marchio Time Crime della Fanucci. Protagonista della storia è il commissario Dallavita che, in una fase complicata della propria esistenza, si trova a dover fare i conti con una serie di omicidi perpetrati ricorrendo alla decapitazione. La storia, che si gioca sul crinale sottile che – a volte – divide il male dal bene, è ambientata a Torino.
Abbiamo incontrato Remo Bassini chiedendogli di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

«La notte del Santo”, allora: il santo è il patrono di Torino, San Giovanni Battista, e la vicenda ha il suo cuore pulsante proprio nella notte dei festeggiamenti del santo patrono», dice Bassini a Letteratitudine. «Ho creato un protagonista che per certi versi mi somiglia e per altri no, un attempato commissario, Pietro Dallavita. Mi somiglia perché è un uomo tormentato, perché di notte, invece di tornare a casa dalla moglie, vaga per Torino ascoltando canzoni di Tenco, di Paolo Conte, Ciampi, De Andrè. Non mi somiglia perché è un indeciso, e soprattutto perché convive con un amore segreto, vissuto anni prima ma che non riesce a cacciare dalla testa. Leggi tutto…

SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO 2018: il bilancio dell’edizione

31° Salone Internazionale del Libro di Torino. Il Salone 2018, un primo bilancio

Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

Anzitutto i numeri: 144.386 visitatori unici al Lingotto contro i 143.815 del 2017, cui vanno aggiunti i 26.400 al Salone Off contro i 25.000 del 2017. Per un totale di 170.786 visitatori. Poi le date: il 32° Salone si terrà da giovedì 9 a lunedì 13 maggio 2019. E naturalmente il bilancio dell’edizione appena conclusa e gli scenari per il futuro. Sono i temi toccati nella conferenza stampa di chiusura del 31° Salone, lunedì 14 maggio alle 17.30 in Sala Azzurra, alla quale hanno partecipato il Presidente della Cabina di Regia Massimo Bray, la Sindaca di Torino Chiara Appendino, l’Assessora alla Cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi che ha portato il saluto del presidente Sergio Chiamparino convalescente per un intervento chirurgico, e il Direttore editoriale del Salone, Nicola Lagioia.

pressconf2018

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Il video della conferenza stampa di chiusura

Di seguito, tutti i dati e le conclusioni finali sull’edizione 2018 del Salone Internazionale del Libro di Torino

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Bray: il Salone, bene comune Leggi tutto…

L’IMPATTO ECONOMICO E SOCIALE DEL SALONE DEL LIBRO

Valutazione dell’impatto economico e sociale del Salone del Libro 2018

Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

Oltre 29 milioni di euro: le ricadute del Salone sull’economia del territorio

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Le ricadute economiche dirette sull’economia del territorio del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino sono state stimate in circa 14,2 milioni di euro. E se si guarda l’impatto moltiplicatore con i suoi effetti anche indiretti, si parla di valori medi fra i 29,494 e i 29,586 milioni di euro. Sono fra i risultati che emergono da uno studio sulla valutazione economica e sociale della scorsa edizione della manifestazione svolto dall’Università di Torino e presentato al 31° Salone domenica 13 maggio.

Sono intervenuti Mario Montalcini, già presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Germano PainiPiervincenzo Bondonio, Giovanna Segre, Marcello Bogetti e Giuseppe Tipaldo, dell’Università di Torino, e Francesca Leon, assessore alla Cultura della Città di Torino.

«Il fatto che il 60% del pubblico sia fidelizzato vuol dire che il Salone ha un valore economico significativo – ha commentato Mario Montalcini – e stiamo cercando di organizzare una collaborazione stretta, di medio lungo-termine, con il mondo delle università».

Il lavoro è stato condotto da tre gruppi di ricerca coordinati dal professor Germano Paini nell’ambito del Progetto innovazione e competitività, e facenti capo rispettivamente al Centro interdipartimentale di Studi Urbani e sugli Eventi Omero, che si è occupato della valutazione del profilo dei visitatori e dell’impatto economico; a LabNet – Laboratorio di Applied Network Science della Scuola di Amministrazione Aziendale, che si è occupato della valutazione dei sistemi relazionali della filiera editoriale e dei profili di fruizione da parte delle utenze professionali; e a Quaerys, che ha analizzato gli Users Generated Content, ossia i contenuti social generati dagli utenti. Per il Centro Omero la supervisione della ricerca è stata svolta da Piervincenzo Bondonio e Giovanna Segre con la collaborazione di Enrico Bertacchini e degli studenti del corso di Laurea Magistrale in Economia dell’ambiente, della cultura e del territorio; per LabNet la supervisione è stata svolta da Marcello Bogetti; per Quaerys da Sergio Scamuzzi e Giuseppe Tipaldo. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 30 aprile al 6 maggio 2018 – segnaliamo “Una donna” di Annie Ernaux

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 30 aprile al 6 maggio 2018

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Conquista il 1° posto in classifica (la settimana scorsa era in 2^ posizione) “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

Al 2° post (la settimana scorsa era al 1°) il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni: “Sara al tramonto” (Rizzoli)

Entra in top ten al 3° posto, Il tatuatore di Alison Belsham (Newton Compton)

In 4^ posizione (la settimana scorsa era al 3° posto) “Macbeth” di Jo Nesbø (Rizzoli)

In 5^ posizione (la settimana scorsa era al 7° posto), “Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori ” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

Al 6° posto: “Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio” (Editrice Shalom)

In 7^ posizione (la settimana scorsa era al 9° posto) “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

All’8° posto (la settimana scorsa era in 6^ posizione) “Mio caro serial killer” di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio)

Entra in top ten in 9^ posizione “La vita e i giorni. Sulla vecchiaia” di Enzo Bianchi (Il Mulino)

Rientra in top ten al 10° posto Iris Ferrari con “Una di voi” (Mondadori Electa)

 

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Questa settimana segnaliamo: “Una donna” di Annie Ernaux (L’orma) – al n. 50 in classifica generale

 

Niente del suo corpo è sfuggito al mio sguardo. Credevo che crescendo sarei diventata lei.

«Una domenica fanno un picnic sul ciglio di una scarpata, vicino a un bosco. Il ricordo di essere in mezzo a loro, in un nido di voci e di carne, di continue risate. Sulla strada del ritorno veniamo sorpresi da un bombardamento, io sono sulla canna della bicicletta di mio padre e lei scende lungo il pendio davanti a noi, la schiena dritta sul sellino affondato tra le natiche. Ho paura delle granate e che lei muoia. Credo che fossimo entrambi innamorati di mia madre.»

Pochi giorni dopo la morte della madre, Annie Ernaux traccia su un foglio la frase che diventerà l’incipit di questo libro. Le vicende personali emergono allora dalla memoria incandescente del lutto e si fanno ritratto esemplare di una donna del Novecento. La miseria contadina, il lavoro da operaia, il riscatto come piccola commerciante, lo sprofondare nel buio della malattia, e tutt’attorno la talvolta incomprensibile evoluzione del mondo, degli orizzonti, dei desideri. Scritte nella lingua «più neutra possibile» eppure sostanziate dalle mille sfumature di un lessico personale, famigliare e sociale, queste pagine implacabili si collocano nella luminosa intersezione tra Storia e affetto, indagano con un secco dolore – che sconvolge più di un pianto a dirotto – le contraddizioni e l’opacità dei sentimenti per restituire in maniera universale l’irripetibile realtà di un percorso di vita.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
2 Sara al tramonto Maurizio De Giovanni Rizzoli 19,00
3 Il tatuatore Alison Belsham Newton Compton 12,00
4 Macbeth Jo Nesbø Rizzoli 20,00
5 Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
6 Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00
7 Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
8 Mio caro serial killer Alicia Giménez Bartlett Sellerio Editore Palermo 15,00
9 La vita e i giorni. Sulla vecchiaia Enzo Bianchi Il Mulino 13,00
10 Una di voi Iris Ferrari Mondadori Electa 14,90

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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GLAM CITY: dal romanzo al teatro

GLAM CITY DI TRISCHITTA AL TEATRO DELLA TOSSE DI GENOVA (il 18 maggio) – incontro con l’autore

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Glam City racconta la rivoluzione mancata di Gerry Garozzo, artista diverso e trasgressivo che ha portato una ventata di novità e colore nella buia e carnale Catania degli anni Settanta.

Adesso, a due anni dall’uscita, il romanzo approda in teatro, sarà Silvio Laviano a dare corpo e anima al protagonista, evocando tra i molti fantasmi anche il suo alter ego, Marc Bolan, padre del glam rock inglese.

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Glam City (Avagliano editore) è un romanzo di formazione che usa il pretesto della diversità per raccontare la nostra città in quegli anni”, racconta Domenico Trischitta a Letteratitudine. “Sono 120 pagine, ma ne condensano 500,  una discesa in apnea fatta da un recordman della profondità, una grande e vertiginosa caduta.
Ci ho messo quasi tre anni per pensarlo e tre mesi per scriverlo, quando la storia ha trovato il momento giusto per essere raccontata. Il protagonista  tenta di presentare le atmosfere londinesi ai catanesi: l’ambiguità, la libertà, il travestitismo. Ma i conterranei non lo capiscono. Del resto, io per primo, quando ho avuto tra le mani il primo disco di David Bowie, sono rimasto disorientato: capelli lunghi, trucco, non capivo chi fosse l’artista che avevo davanti. Gerry Garozzo vuole che Catania diventi una città glam rock, si impegna, ma non ci riesce”. Leggi tutto…

RIVOLUZIONI A FONDO PERDUTO? – un progetto di Evelina Santangelo e Paola Caridi

RIVOLUZIONI A FONDO PERDUTO? è il primo appuntamento di Città Crudeli?, uno dei contenitori tematici del Panormos International Weeks, un progetto ideato e concepito da Evelina Santangelo e Paola Caridi in collaborazione con il Cinema Rouge et Noir di Palermo.

Dal 15 al 17 maggio una serie di incontri, approfondimenti e proiezioni che, prendendo le mosse dalla Storia, arrivano al ’68 e si proiettano verso il futuro: dal Novecento raccontato da Bertolucci al 1968 e al 1977, dalla rivoluzione di Piazza Tahrir alla «rivoluzione più lunga», quella del femminismo. 

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Risultati immagini per evelina santangelo letteratitudine«Non si tratterà di un festival», hanno spiegato Evelina Santangelo (nella foto) e Paola CaridiLetteratitudine,  «ma di settimane della cultura della città-tutto-porto, immaginate come un sistema di moli  in cui approdano o da cui partono idee e ragionamenti su temi sensibili della contemporaneità. Allo stesso tavolo, indagine scientifica e immaginazione, cultura politica, cinema e letteratura. La cultura va radicata nel tempo, indagata nella sua poliedricità, e seminata intessendo trame di relazioni con realtà con cui condividere visioni e pratiche. Gli appuntamenti di maggio, dal 15 al 17, sono dunque l’inizio di un percorso che si propone di riunire e promuovere buone pratiche di condivisione. Il Panormos International Weeks vorrebbe essere infatti anche un aggregatore di tante realtà che a vario titolo e con tenacia seminano Cultura o hanno la lungimiranza di sponsorizzarla e promuoverla».
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Rivoluzioni a Fondo Perduto?, assieme alle ideatrici Paola Caridi ed Evelina Santangelo, e al Rouge et Noir, vede la partecipazione e la collaborazione dell’Institut français Palermo, di Una Marina di Libri, di Anime Arabe, di Guanda Editore, e dell’Associazione Le Onde – Onlus.

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IL PROGRAMMA

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CETTI CURFINO di Massimo Maugeri al Salone del Libro di Torino 2018

CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo) doppio appuntamento al Salone Internazionale del Libro di Torino 2018  – [sarà presente l’autore]

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Firma copie presso lo stand de La nave di Teseo (STAND G64 – pad./pav. 2), al Lingotto, venerdì 11 maggio alle h. 12

– Presentazione del libro, nell’ambito degli eventi Salone Off, venerdì 11 maggio, h. 18, presso la Libreria Belgravia, Via Vicoforte 14/d – Torino

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Di seguito, ulteriori informazioni sul libro e il booktrailer.

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IL METODO DI MAIGRET E ALTRI SCRITTI SUL GIALLO di Leonardo Sciascia (recensione)

IL METODO DI MAIGRET E ALTRI SCRITTI SUL GIALLO di Leonardo Sciascia (Adelphi)

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di Gianni Bonina

Raccogliendo in volume gli interventi di Leonardo Sciascia in tema di romanzo poliziesco, il curatore Paolo Squillacioti (che sta compiendo per Adelphi un’opera mirabile di recupero dei testi sciasciani dispersi e dallo stesso Sciascia accantonati: dopo Il fuoco nel mare e Fine del carabiniere a cavallo ecco appunto Il metodo di Maigret) non ha escluso, benché uscita nel 1983, con qualche modifica, su Cruciverba dove ha avuto la maggiore visibilità, la nota forse più famosa, Breve storia del romanzo poliziesco, pubblicata nel 1975 su Epoca, nota dalla quale conviene senz’altro partire per ricordare lo Sciascia amateur e haïsseur del giallo, parola da lui sempre usata tra virgolette a designarne la provvisorietà e forse l’approssimazione. Amatore per avere, su sua stessa ammissione, trascorso l’adolescenza leggendo gialli e continuando a farlo con grande passione; odiatore per la condivisione dell’opinione generale per cui il giallo è un sottoprodotto culturale, tanto da chiedersi, all’uscita di un saggio sul poliziesco scritto da un accademico quale reazione avrebbero avuto gli altri cattedratici.
Nell’articolo che ha per titolo quello stesso dato dal docente universitario al proprio saggio, Breve storia del romanzo poliziesco, per spiegare il favore del genere letterario (in Italia nel testo su Cruciverba, nel mondo in quello su Epoca), Sciascia sceglie una frase di Alain (ovvero Émile-Auguste Chartier) secondo cui «l’effetto certo dei mezzi di terrore e di pietà, quando li si adoperi senza precauzione, è lo sgomento e la fuga dei pensieri»: dove la precauzione è l’arte, l’uso della quale sterilizza “l’effetto certo” e del romanzo poliziesco restituisce, assieme allo sgomento, soprattutto il senso di un divertimento: idea questa che piace molto a Sciascia – il giallo come fuga dai pensieri – già in forma diversa espressa molti anni prima, nel 1953, in un articolo che adesso ritroviamo in Il metodo di Maigret e poi riproposta, come vedremo, nel 1957. Leggi tutto…

MARCO BALZANO racconta RESTO QUI

MARCO BALZANO racconta il suo romanzo RESTO QUI (Einaudi)

[tra i dodici libri del Premio Strega 2018]

di Marco Balzano

Era da tanto che volevo scrivere un romanzo con una protagonista. Volevo dire “io” e essere una donna. Adesso posso dire che questa è stata una delle esperienze più importanti che ho provato scrivendo. Tutto è diventato ancestrale, viscerale, materno. Fragilità e coraggio, due sentimenti che non ho mai considerato in contrapposizione, si sono amplificati in maniera assolutamente inedita. Trina (Caterina) – così si chiama la protagonista – ha il nome di mia figlia, della chiesa del paese di confine in cui è ambientata la vicenda e, soprattutto, dell’ultima donna che ha lasciato il borgo dopo che la Montecatini ha messo il tritolo alle case, ha sbattuto la gente nei container e ha riempito l’invaso sommergendo per sempre ogni cosa. Quando l’acqua era già alta si sono accorti che era rimasta una signora anziana, che una fotografia ritrae in ginocchio sul tavolo, con le mani strette al davanzale della finestra. Immagino Trina che grida “Resto qui!”, che punta i piedi anche quando sotto non ha più terra ma acqua. La vedo che si rifiuta di andarsene quando con una barca la vanno a prendere per portarla via di peso. Volevo una donna così, con questo attaccamento oltranzista al suo mondo e ai suoi affetti.
Nei romanzi precedenti ho sempre raccontato di quanto sia legittimo partire, di come l’emigrazione sia una straordinaria metafora del nostro legittimo desiderio di andare incontro al miglioramento della nostra sorte e, perché no, alla felicità. Non è però una convinzione che mi impedisce di osservare quanto bisogno abbiamo di persone che sappiano restare, puntare i piedi, cambiare le cose dall’interno. Ma non è solo questo: volevo scrivere un romanzo diverso per ambientazione e per tema, pur rimanendo legato all’esplorazione degli ultimi, all’Italia meno conosciuta, a una letteratura di stampo civile. Sentivo la necessità di calarmi in un sapere diverso, in cui non mi sentissi comodo, nel quale percepissi l’inquietudine e la fame di chi vuole conoscere per la prima volta. Così, quando quel giorno d’estate sono arrivato in val Venosta, in questo paesino a pochi chilometri dalla Svizzera e dall’Austria, e ho visto il campanile che torreggia sull’acqua, ho subito pensato che quella era una storia. Uno scrittore è prima di tutto qualcuno che le storie se le va a cercare e che le sa ascoltare: per la prima volta, invece, la storia mi è venuta incontro. Leggi tutto…

IL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2018 NON SARÀ ASSEGNATO

Gli scandali delle molestie sessuali travolgono il Premio Nobel per la Letteratura: nessun premio nel 2018

Il premio Nobel per letteratura non verrà assegnato quest’anno a causa dello scandalo per le molestie sessuali che ha coinvolto la stessa Accademia svedese che assegna il premio.
Al centro dello scandalo: Jean-Claude Arnault, marito di una giurata, accusato di molestie da 18 donne.
Il riconoscimento sarà conferito insieme a quello per il 2019.
È la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale che il premio non viene assegnato. Nei periodi antecedenti, tuttavia, si sono registrati casi di annullamento e/o rinvio nel 1914, 1918, 1935 e poi dal 1940 al 1943 (sebbene per ragioni diverse da quella in questione).

Pubblichiamo, di seguito, la traduzione in italiano del comunicato ufficiale della Nobel Foundation Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 23 al 29 aprile 2018 – segnaliamo “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 23 al 29 aprile 2018

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Si conferma al 1° posto il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni: “Sara al tramonto” (Rizzoli)

Entra in top ten al 2° posto, “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

In 3^ posizione (la settimana scorsa era al 2° posto) “Macbeth” di Jo Nesbø (Rizzoli)

Al 4° posto: “Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio” (Editrice Shalom)

Al 5° posto (la settimana scorsa era in 4^ posizione) “Una ragazza affidabile” di Silena Santoni (Giunti)

Al 6° posto (la settimana scorsa era in 5^ posizione) “Mio caro serial killer” di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio)

In 7^ posizione (la settimana scorsa era al 6° posto), “Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori ” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

Entra in top ten in 8^ posizione “Io, te e il mare” di Marzia Sicignano (Mondadori)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era all’8° posto) “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

Entra in top ten al 10° posto, “I miei primi Primo Maggio. Perché oggi non vado a scuola e la Coop è chiusa?” di Maurizio Landini; Umberto Romagnoli; J. Pasquini (cur.) (L’Io e il Mondo di TJ)

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Questa settimana segnaliamo: “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio) – in seconda posizione in classifica generale

Queste cinque indagini, ambientate ad Aosta, sono apparse nelle antologie pubblicate dalla casa editrice.

Ha scritto Antonio D’Orrico che Rocco Schiavone appartiene alla parte migliore degli italiani; anche se indurito dalla vita e incavolato con il mondo, possiede una umanità e una intelligenza delle cose che lo rende un eroe positivo. È vero, fuma spinelli, ha un concetto della giustizia tutto suo, conosce però il cuore degli uomini e sa sempre da che parte stare. Manesco, ruvido, corrotto, scontroso, umorale, individualista, trasgressivo, tormentato, infedele; gli aggettivi si sprecano per definire il lato oscuro di Rocco Schiavone che non fa venir meno quello che di lui attrae e convince: l’insofferenza per la corruzione il perbenismo le diseguaglianze, il profondo senso di equità, la tenerezza, unite al grande talento per il suo mestiere. Sin dal primo romanzo Pista nera ci siamo abituati a vederlo alle prese con il freddo e il ghiaccio sbattuto ad Aosta per punizione – e ormai i lettori più affezionati sanno perché -, con licenza di uccidere, di farsi le canne, di rubare, di sedurre. Lui romano dalla cima della testa alla punta dei piedi calzati nelle improbabili Clarks, si è ritrovato affondato nella neve, in un mondo chiuso, una zona di confine dalle molte identità dove solo il fantasma di Marina gli fa compagnia. Ma ora c’è Lupa accanto a lui e in commissariato hanno imparato a conoscerlo tutti, dal questore Costa, a Pierron, Deruta e D’Intino.

Queste cinque indagini, ambientate ad Aosta, sono apparse nelle antologie pubblicate dalla casa editrice: L’anello mancante da LA CRISI IN GIALLO, Castore e Polluce da TURISTI IN GIALLO, … e palla al centro da IL CALCIO IN GIALLO, Senza fermate intermedie da VIAGGIARE IN GIALLO, L’eremita da UN ANNO IN GIALLO.

 

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Sara al tramonto Maurizio De Giovanni Rizzoli 19,00
2 L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
3 Macbeth Jo Nesbø Rizzoli 20,00
4 Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00 *
5 Una ragazza affidabile Silena Santoni Giunti Editore 18,00
6 Mio caro serial killer Alicia Giménez Bartlett Sellerio Editore Palermo 15,00
7 Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
8 Io, te e il mare Marzia Sicignano Mondadori 16,00
9 Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
10 I miei primi Primo Maggio. Perché oggi non vado a scuola e la Coop è chiusa? Maurizio Landini; Umberto Romagnoli; J. Pasquini (cur.) L’Io e il Mondo di TJ 5,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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L’ESTATE DEL ’78 di Roberto Alajmo (recensione)

L’ESTATE DEL ’78 di Roberto Alajmo (Sellerio) – recensione

Nascere scrittore in una famiglia da raccontare

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di Anna Vasta

Chi non ha avuto un’infanzia, se si perde, non potrà ritrovarsi. Come i sottotetti di una vecchia casa essa conserva, custodisce spezzoni, scarti di un presente in fieri scampati per caso o imperscrutabili disegni  al tarlo roditore del tempo. Ritrovati quando quel presente è diventato un passato da recuperare e se possibile alimentare di cocenti inutili rimpianti, di tutto quel non vissuto, non accaduto che avrebbe potuto essere.  Ne L’estate del ’78 di Roberto Alajmo (Sellerio, 2018), un romanzo che sarebbe riduttivo definire autobiografico – anche se porta le stimmate dell’autore-per la valenza paradigmatica di vicende e personaggi, il tempo perduto di quell’età dell’innocenza che non è mai del tutto innocente, rivive negli anni della ragione come tempo ritrovato, complice la finzione letteraria. Arma a doppio taglio, che se salva dall’oblio, dall’umana dimenticanza, se riesce a ricomporre in una forma  “il disordine e il dolore precoce” di una vita, inesorabile ne arresta il fluire, vi imprime il  rigor mortis della scrittura.
Nascere scrittore, per Roberto Alajmo non  è una iattura-come egli sembra credere citando Evelyn Waugh: se in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia è perduta-, ma una condizione di grazia che gli consente di raccontare in un suo personalissimo lessico familiare la propria. Una chance in più per accostarsi al mistero imprendibile di una madre tenera, quanto assente- chiusa in un suo mondo di fragili sogni, delusi ideali, connaturale infelicità- e al dolore offeso  di un figlio, orfano da prima del distacco definitivo- la morte volontaria di Elena, a poco più di quarant’anni. Un suicidio programmato e in un certo senso fallito nella sua malriuscita messinscena- l’ultima vanità di pavesiana memoria; Roberto mi capirà-, ma che vuole essere estrema affermazione di sé contro i limiti della realtà esterna. Distruttivi quando si rivelano tratti costitutivi della propria inquieta interiorità. Ci sono individui costituzionalmente infelici. Strutturalmente. A prescindere da ogni circostanza: infelici. Leggi tutto…

PREMIO BRANCATI 2018: i finalisti

La Giuria della XLIX edizione del Premio Vitaliano Brancati dedicato al grande scrittore dal Comune di Zafferana Etnea, composta da esponenti della cultura letteraria italiana, vincitori delle edizioni precedenti e gruppi di lettura scelti di anno in anno sull’intero territorio nazionale, ha decretato i finalisti per le tre categorie: Narrativa, Poesia e Giovani.

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Per la Narrativa sono stati selezionati:

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ADRANO – Mese della Cultura 2018

È cominciato il Mese della Cultura della città di Adrano (CT): Primavera delle Arti e delle Scienze

Di seguito: l’intero Programma degli eventi e la locandina

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NOSTOS 2018 – Festival del viaggio e dei viaggiatori

“Fisica e metafisica del luoghi”. Prende avvio la III edizione di Nostos. Festival del viaggio e dei viaggiatori

Fisica e Metafisica dei luoghi” è il titolo scelto per la III edizione di Nostos. Festival del viaggio e dei viaggiatori, ideato e realizzato da Naxoslegge, con la direzione artistica di Fulvia Toscano. Il festival, inserito nel maggio dei libri e già facente parte della neonata Rete dei festival del Sud, con la stessa filosofia che sottende Naxoslegge, dalla prima edizione, vuole essere un evento diffuso, un vero viaggio nel viaggio in diversi luoghi dell’isola e non solo. L’evento vede la partecipazione di moltissimi ospiti e la collaborazione di comuni (Palazzolo Acreide, Floridia, Scaletta Zancle, Barcellona Pozzo di Gotto) e di molteplici associazioni e istituzioni scolastiche.

Il festival prende avvio il 3 maggio, al museo di Naxos, con la presentazione del nuovo libro di Marinella Fiume e Piero Romano “Viaggio in Sicilia”. Leggi tutto…

PREMIO LETTERARIO ALVARO-BIGIARETTI 2018

PREMIO LETTERARIO CORRADO ALVARO e LIBERO BIGIARETTI IV EDIZIONE 
FABIO GENOVESI
vince
con il romanzo
 
Il mare dove non si tocca (Mondadori)
il PREMIO LETTERARIO ALVARO-BIGIARETTI 2018 
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Fabio GenovesiIl Comitato Direttivo del Premio letterario Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti presieduto da Giorgio Nisini, ricevuti i voti della Giuria Scientifica e della Giuria Popolare, si è riunito nella casa di campagna dei due scrittori e ha decretato che il romanzo vincitore della quarta edizione del Premio è Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi (Mondadori).

Questi i voti:
Giuria scientifica: Fabio Genovesi 8, Davide Orecchio 2, Chiara Marchelli 1
Giuria popolare: Fabio Genovesi 5, Chiara Marchelli  2, Massimo Bavastro 1, Davide Orecchio 1, Giuliano Gallini 1, 1 astenuto
Genovesi vince con 13 voti complessivi, seguito da Chiara Marchelli e Davide Orecchio con 3 voti, in coda Massimo Bavastro e Giuliano Gallini con 1 voto.

Il mare dove non si toccaLa premiazione del vincitore si svolgerà sabato 19 maggio 2018 a Vallerano (VT) ore 11.30 presso la Piazza dell’Oratorio.

La Giuria Scientifica è composta da Giuseppe Antonelli, Carla Carotenuto, Anne-Christine Faitrop-Porta, Fabrizio Ottaviani, Paolo Palma, Raffaello Palumbo Mosca, Carlo Picozza, Graziella Pulce, Eugenio Ragni, Alberto Rollo, Fabio Stassi.

Il Comitato Direttivo è presieduto da Giorgio Nisini ed è composto da Valeria Ciaffardini (organizzazione Premio Alvaro-Bigiaretti), Manola Erasmi (consigliere Comune di Vallerano), Massimo Fornicoli (psicologo), Maurizio Gregori (sindaco di Vallerano), Massimo Onofri (critico Letterario), Luca Poleggi (giornalista), Riccardo Rovere (Casa Alvaro-Bigiaretti), Daniela Zanarini (Casa Alvaro-Bigiaretti). Leggi tutto…