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RIVOLUZIONI A FONDO PERDUTO? – un progetto di Evelina Santangelo e Paola Caridi

maggio 13, 2018

RIVOLUZIONI A FONDO PERDUTO? è il primo appuntamento di Città Crudeli?, uno dei contenitori tematici del Panormos International Weeks, un progetto ideato e concepito da Evelina Santangelo e Paola Caridi in collaborazione con il Cinema Rouge et Noir di Palermo.

Dal 15 al 17 maggio una serie di incontri, approfondimenti e proiezioni che, prendendo le mosse dalla Storia, arrivano al ’68 e si proiettano verso il futuro: dal Novecento raccontato da Bertolucci al 1968 e al 1977, dalla rivoluzione di Piazza Tahrir alla «rivoluzione più lunga», quella del femminismo. 

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Risultati immagini per evelina santangelo letteratitudine«Non si tratterà di un festival», hanno spiegato Evelina Santangelo (nella foto) e Paola CaridiLetteratitudine,  «ma di settimane della cultura della città-tutto-porto, immaginate come un sistema di moli  in cui approdano o da cui partono idee e ragionamenti su temi sensibili della contemporaneità. Allo stesso tavolo, indagine scientifica e immaginazione, cultura politica, cinema e letteratura. La cultura va radicata nel tempo, indagata nella sua poliedricità, e seminata intessendo trame di relazioni con realtà con cui condividere visioni e pratiche. Gli appuntamenti di maggio, dal 15 al 17, sono dunque l’inizio di un percorso che si propone di riunire e promuovere buone pratiche di condivisione. Il Panormos International Weeks vorrebbe essere infatti anche un aggregatore di tante realtà che a vario titolo e con tenacia seminano Cultura o hanno la lungimiranza di sponsorizzarla e promuoverla».
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Rivoluzioni a Fondo Perduto?, assieme alle ideatrici Paola Caridi ed Evelina Santangelo, e al Rouge et Noir, vede la partecipazione e la collaborazione dell’Institut français Palermo, di Una Marina di Libri, di Anime Arabe, di Guanda Editore, e dell’Associazione Le Onde – Onlus.

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IL PROGRAMMA

15 maggio ore 18

 Continuon le combat?

Cos’è stato nella realtà il 1968, un periodo considerato ormai mitico, cosa ha significato per la generazione che l’ha vissuto e per quelle successive? Cosa è rimasto delle utopie, delle parole d’ordine, dei grandi ideali e cambiamenti? Solo macerie e disillusioni, solo nostalgie o è stato invece seminato un germe vitale che ha modificato alle radici la società occidentale?

 Partecipano l’intellettuale palermitano Piero Violante e lo scrittore francese Serge Quadruppani intervistati da Eric Biagi, direttore dello Institut Français Palermo, e Gian Mauro Costa

Nel foyer, la mostra delle locandine del Maggio francese. A seguire, alle 21, la proiezione del film di Olivier Assayas, Qualcosa nell’aria (Après mai), ambientato nella Francia politicizzata dei primi anni settanta.

 

16 maggio ore 18:30

 I linguaggi delle rivoluzioni

Nel 1977 la prima facoltà universitaria italiana ad essere occupata fu Lettere e filosofia di Palermo, dando vita “a propria insaputa” al cosiddetto “movimento del 77”. Nella prima notte di occupazione i muri della facoltà vennero imbrattati: murales, poesie, racconti, disegni. Era cominciata una ricerca di nuove forme di linguaggio. Oltre trent’anni dopo, nel 2011, Piazza della Liberazione al Cairo diventa l’icona delle rivoluzioni arabe. La piazza filmata coi telefonini e le telecamere, raccontata sul web e nei graffiti sui muri della città. Anche al Cairo, la rivoluzione corre attraverso nuove forme di linguaggio. Le città diventano il quaderno su cui si osa scrivere il cambiamento.

 Partecipano Piero Melati, giornalista, direttore artistico di Marina di Libri; Omar Robert Hamilton, autore del romanzo La città vince sempre (Guanda) dedicato ai giorni di Piazza Tahrir.

Modera Paola Caridi, con una nota introduttiva di Gian Mauro Costa.

A seguire, alle 21, Omicidio al Cairo: attraverso le strade affollate della capitale egiziana, alla vigilia della rivoluzione di Piazza Tahrir del 2011, il film mostra un paese dove la giustizia non esiste.

 

17 maggio ore 18:30

 La rivoluzione più lunga

Parole e pratiche femministe nel ventesimo e ventunesimo secolo

Se sul femminismo avessero ragione Benedetto Croce, al quale sembrava “un movimento condannato dal nome stesso”, oppure Eric Hobsbawm, che lo definì “la sola rivoluzione riuscita”, non possiamo saperlo e, forse, non è nemmeno importante. Sappiamo, però, che il femminismo è stato ed è una rivoluzione lunga. Una rivoluzione che ha portato donne di tutto il mondo a mobilitarsi in forma organizzata per cercare di edificare diritti politici, economici e sociali, affrontando involuzioni violente e provando a costruire un futuro.

 PartecipanoYasmin el-Rifai, scrittrice e fondatrice di Op-Antish (Operation anti-sexual harrassment), un’organizzazione che ha operato nelle piazze del Cairo per difendere le donne dagli attacchi durante la rivoluzione; Maria Luisa Benincasa, dirigente psicologa presso l’ASP Palermo, responsabile del Centro Armonia per la cura dei traumi da abuso e maltrattamento; Maria Rosa Lotti, esperta sulla violenza di genere, associazione Le Onde di Palermo.

Modera Lucia Sorbera, storica del Medio Oriente e del femminismo presso l’università di Sydney.

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