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GLAM CITY: dal romanzo al teatro

maggio 14, 2018

GLAM CITY DI TRISCHITTA AL TEATRO DELLA TOSSE DI GENOVA (il 18 maggio) – incontro con l’autore

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Glam City racconta la rivoluzione mancata di Gerry Garozzo, artista diverso e trasgressivo che ha portato una ventata di novità e colore nella buia e carnale Catania degli anni Settanta.

Adesso, a due anni dall’uscita, il romanzo approda in teatro, sarà Silvio Laviano a dare corpo e anima al protagonista, evocando tra i molti fantasmi anche il suo alter ego, Marc Bolan, padre del glam rock inglese.

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Glam City (Avagliano editore) è un romanzo di formazione che usa il pretesto della diversità per raccontare la nostra città in quegli anni”, racconta Domenico Trischitta a Letteratitudine. “Sono 120 pagine, ma ne condensano 500,  una discesa in apnea fatta da un recordman della profondità, una grande e vertiginosa caduta.
Ci ho messo quasi tre anni per pensarlo e tre mesi per scriverlo, quando la storia ha trovato il momento giusto per essere raccontata. Il protagonista  tenta di presentare le atmosfere londinesi ai catanesi: l’ambiguità, la libertà, il travestitismo. Ma i conterranei non lo capiscono. Del resto, io per primo, quando ho avuto tra le mani il primo disco di David Bowie, sono rimasto disorientato: capelli lunghi, trucco, non capivo chi fosse l’artista che avevo davanti. Gerry Garozzo vuole che Catania diventi una città glam rock, si impegna, ma non ci riesce”.
“Io la Catania degli anni Settanta, Ottanta e Novanta me la ricordo bene”, continua a raccontarci Trischitta. “Era una città che ha scoperto e sperimentato varie fasi musicali: prima Marcella e Gianni Bella, i Beans, poi Battiato, i Denovo, infine gli artisti di Checco Virlinzi.
Risultati immagini per domenico trischitta letteratitudinenewsNon c’è un lieto fine, ma c’è un senso di speranza:Gerry torna in Sicilia, dopo l’esperienza milanese, e capisce che, nonostante tutto, è giusto combattere per inseguire le proprie aspirazioni.
Poi due anni fa l’incontro con l’attore Silvio Laviano e il regista Nicola Alberto Orofino. Silvio si è calato nel corpo del protagonista, anzi si è trasformato in Gerry, in cinque quadri presi dal romanzo che ripercorrevano le tappe più importanti di questa vita commovente. Il debutto catanese al Piscator è stato l’inizio di un’avventura esaltante che ha portato lo spettacolo prima in giro per la Sicilia, ancora Catania e poi Agrigento. Infine la prima tappa nazionale al Nuovo Teatro della Sanità di Napoli, accolto entusiasticamente dal pubblico napoletano, e adesso, il prossimo 18 maggio, nel prestigioso Teatro della Tosse di Genova”.

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