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LA NOTTE DEL SANTO di Remo Bassini: incontro con l’autore

maggio 15, 2018

LA NOTTE DEL SANTO di Remo Bassini (Time Crime – Fanucci)

Remo Bassini, scrittore vercellese, è un vecchio amico di Letteratitudine sin dai tempi del suo romanzo “La donna che parlava con i morti” (Newton Compton, Roma, 2007), allorquando organizzammo questo interessante dibattito online (stiamo parlando all’incirca di una decina di anni fa). È dunque con grande piacere che torniamo a occuparci di Bassini in occasione dell’uscita del suo più recente romanzo initolato “La notte del Santo” pubblicato per il marchio Time Crime della Fanucci. Protagonista della storia è il commissario Dallavita che, in una fase complicata della propria esistenza, si trova a dover fare i conti con una serie di omicidi perpetrati ricorrendo alla decapitazione. La storia, che si gioca sul crinale sottile che – a volte – divide il male dal bene, è ambientata a Torino.
Abbiamo incontrato Remo Bassini chiedendogli di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

«La notte del Santo”, allora: il santo è il patrono di Torino, San Giovanni Battista, e la vicenda ha il suo cuore pulsante proprio nella notte dei festeggiamenti del santo patrono», dice Bassini a Letteratitudine. «Ho creato un protagonista che per certi versi mi somiglia e per altri no, un attempato commissario, Pietro Dallavita. Mi somiglia perché è un uomo tormentato, perché di notte, invece di tornare a casa dalla moglie, vaga per Torino ascoltando canzoni di Tenco, di Paolo Conte, Ciampi, De Andrè. Non mi somiglia perché è un indeciso, e soprattutto perché convive con un amore segreto, vissuto anni prima ma che non riesce a cacciare dalla testa.
Proprio durante la notte di San Giovanni Battista succede questo: Pietro Dallavita lascia la moglie, vuole ricominciare una nuova vita. Stacca quindi il telefono, mentre guarda Torino dalla collina. Sta male, i sensi di colpa lo divorano. Al mattino vede le chiamate. Va in questura, gli dicono che due giovani gay sono stati ammazzati brutalmente. Sgozzati, quasi decapitati. Pista religiosa, magari legata a un culto deviato del Battista, o pista sessuale? Nei giorni successivi vengono trovati altri giovani sgozzati-quasi-decapitati. Salta fuori la terza pista: quella politica. Nei pressi dei luoghi del delitto c’è sempre un barbone cieco, uno che da giovane era stato un estremista di sinistra, poi era scomparso in sudamerica, e infine era tornato a Torino, senza la vista e senza il becco di un quattrino.
Il libro, fino a un certo punto procede in due direzioni: la vicenda dei delitti, e lo sconquasso interiore di Dallavita. Arriva la terza direzione: quelli che sono dalla parte del torto, i cattivi insomma. Alla fine sarà il commissario Dallavita a ricucire tutta la storia. E il confine tra male e bene, tra buoni e cattivi, si farà talmente sottile da non vederlo più. Diciamo che si perde nei vicoli di Torino.
Ancora una cosa. Il libro l’ho dedicato al compianto Luigi Bernardi, che ho conosciuto e apprezzato quando dirigeva la collana Perdisa Pop. Nella dedica, ho scritto che mi mancano le sua mail e le sue telefonate.»

Ringraziamo Remo Bassini e proponiamo di seguito un breve estratto del suo romanzo per farlo “assaggiare” al pubblico dei lettori,

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Estratto da LA NOTTE DEL SANTO di Remo Bassini (Time Crime – Fanucci)

Giuliano Amadei vide il corpo senza vita di suo figlio pochi
minuti prima che arrivasse la polizia. Marco era seduto in auto, sul lato guidatore, bloccato dalla cintura di sicurezza. Con la testa penzoloni, quasi staccata dal corpo. La bocca incerottata. E sangue sul sedile, sui tappetini, sul vetro interno.
Non furono rilevate tracce di cocaina o di altre droghe, ma che il ragazzo fosse un assuntore e anche un piccolo spacciatore era noto, sebbene l’avesse sempre fatta franca (il padre era convinto che il figlio si fosse fermato alle canne).
E comunque, era rincasato da bravo figlio.
«È tornato perché mia moglie, proprio oggi, va sotto i ferri» disse in lacrime il padre.
L’ispettore Tavoletti, entrando in casa Amadei, notò un grande poster appeso nell’ingresso: era una fotografia di una ventina d’anni addietro, di una manifestazione a Torino, con tante bandiere rosse e del sindacato. Giuliano Amadei, guardando l’obbiettivo del fotografo, sorrideva orgoglioso di essere lì con un bel bimbo che stava portando sulle spalle.

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Remo Bassini, nato a Cortona, provincia di Arezzo, il 23 settembre 1956, vive a Vercelli. Un passato da operaio, portiere di notte, studente lavoratore, giornalista.
In passato ha diretto per dieci anni il bisettimanale storico di Vercelli, La Sesia, e ha collaborato con diverse testate (L’indipendente, Il Corriere nazionale, Il Fatto).
Collabora con il giornale on line Infovercelli24 e ha un blog su Il Fatto quotidiano, dove, periodicamente, propone estratti di manoscritti inediti scrtti da altri. Manoscritti che ogni tanto susciutano l’interesse di qualche editore.
Ha pubblicato Dicono di Clelia (Mursia), Lo scommettitore (Fernandel), La donna che parlava con i morti (Newton Compton), Bastardo posto (Perdisa Pop), Vicolo del precipizio (Perdisa Pop), Buio assoluto (Historica), Vegan. Le città di Dio (Tlon), La notte del santo (Time crime, 2017)

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