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SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO 2018: il bilancio dell’edizione

maggio 15, 2018

31° Salone Internazionale del Libro di Torino. Il Salone 2018, un primo bilancio

Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

Anzitutto i numeri: 144.386 visitatori unici al Lingotto contro i 143.815 del 2017, cui vanno aggiunti i 26.400 al Salone Off contro i 25.000 del 2017. Per un totale di 170.786 visitatori. Poi le date: il 32° Salone si terrà da giovedì 9 a lunedì 13 maggio 2019. E naturalmente il bilancio dell’edizione appena conclusa e gli scenari per il futuro. Sono i temi toccati nella conferenza stampa di chiusura del 31° Salone, lunedì 14 maggio alle 17.30 in Sala Azzurra, alla quale hanno partecipato il Presidente della Cabina di Regia Massimo Bray, la Sindaca di Torino Chiara Appendino, l’Assessora alla Cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi che ha portato il saluto del presidente Sergio Chiamparino convalescente per un intervento chirurgico, e il Direttore editoriale del Salone, Nicola Lagioia.

pressconf2018

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Il video della conferenza stampa di chiusura

Di seguito, tutti i dati e le conclusioni finali sull’edizione 2018 del Salone Internazionale del Libro di Torino

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Bray: il Salone, bene comune

Massimo Bray ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato anche in condizioni d’emergenza, garantendo al Salone forza di contenuti, idee e volontà: le due Fondazioni «supplenti» (il Circolo dei lettori con il presidente Luca Beatrice e la direttrice Maurizia Rebola e la Fondazione per la Cultura Torino con il segretario generale Angela La Rotella), Mario Montalcini che ha reso possibile la ricerca dell’Università di Torino sulla ricaduta economica del Salone. Con loro tutti i partner e sponsor del Salone, i dipendenti e i consulenti «che hanno svolto il loro compito con passione e responsabilità», gli Editori Amici del Salone e la Cabina di Regia che nei mesi scorsi ha dato i più importanti indirizzi alla 31a edizione.

«Con Nicola Lagioia siamo quasi una coppia di fatto», scherza Bray: «Ci siamo intesi fin dal primo giorno. Non amiamo parlare di evento ma di grande progetto culturale, di laboratorio di idee e contenuti. Questo lo hanno capito le migliaia di donne e di uomini che in questi giorni sono venuti fino qui, hanno fatto la coda e affollato i padiglioni del Lingotto. Sono tutti punti di una sottile linea rossa che unisce il Salone al suo futuro». Un futuro che continuerà a vedere la dimensione pubblica in primo piano. Il Salone nel complesso e sue articolazioni come Adotta uno scrittore, che esiste da quasi vent’anni e ha coinvolto oltre 10.000 ragazzi delle scuole, sono un vero e proprio bene pubblico. Un bene comune, come quello che nella lectio introduttiva ha fatto dire a Javier Cercas che «non ci sarà un futuro per l’Europa se non partendo dalla cultura». O quello che Aldo Moro e Concetto Marchesi scolpirono nell’articolo 9 della Costituzione, «non per fissare paletti fra proprietà pubblica e privata ma perché fa parte dei fondamenti su cui poggia il nostro Paese».

 

Appendino: tre mosse per il Salone del futuro

«Non è stato un lavoro facile, ma è stato reso possibile dalla comunità del Salone, dal Circolo dei lettori e dalla Fondazione Cultura Torino. Torino è il Salone e il Salone è Torino». Ribadito il ruolo centrale delle istituzioni pubbliche nel difendere e consolidare il progetto, la Sindaca di Torino Chiara Appendino ha scandito le tappe che porteranno a mettere in sicurezza l’organizzazione del Salone 2019. Primo: prende il via la liquidazione generale della Fondazione per il Libro. Gli Enti pubblici faranno la loro parte per provvedere alle erogazioni affinché il liquidatore possa procedere con le obbligazioni di legge nei confronti dei creditori. Secondo: viene ribadito il valore culturale, l’indipendenza e la solidità del Salone come bene comune: «Ci impegneremo con tutte le forze affinché il marchio resti in mano pubblica, per garantire un futuro alla straordinaria produzione di cultura che fa capo al Salone». Terzo: sarà la Fondazione per la Cultura Torino il perno dell’organizzazione del Salone 2019, «valorizzando le competenze e professionalità di quanti finora vi hanno lavorato». Appendino si scusa a nome della Città per il ritardo nella firma del contratto che ha compresso i tempi per l’allestimento commerciale e fieristico. E fa appello all’orgoglio della città come modello nazionale: «La comunità di Torino è un esempio per l’intero Paese di capacità di produrre, offrire e attirare cultura».

 

Parigi: l’impegno della Regione Piemonte per il Salone del futuro

Ed è di nuovo «comunità» la parola-chiave su cui il Salone poggia per transitare dal successo luminoso della 31a edizione a un futuro solido e sereno. «La ricerca realizzata dall’Università di Torino e che abbiamo presentato proprio ieri ci ha svelato che questa comunità di scrittori e intellettuali genera sul territorio una ricaduta economica di quasi 30 milioni di euro. Ma se anche questa ricaduta non ci fosse, il Salone lo dovremmo fare comunque perché è un momento fondativo della nostra costruzione collettiva». Una forza che, sottolinea l’Assessora alla Cultura della Regione Piemonte, «non è replicabile altrove né trasportabile». E ricorda l’impegno della Regione per progetti come il sostegno ai 52 piccoli e medi editori piemontesi, il Premio Nati per Leggere, Lingua Madre e i 13.000 buoni libro distribuiti agli studenti nei cinque giorni del Salone 2018. Lo stesso impegno è garantito per il Salone del futuro: «Il perimetro delle risorse assicurate per il Salone non cambia. Stipuleremo una convenzione pluriennale con la Fondazione Cultura Torino e ci impegneremo per garantire la tutela occupazionale dei dipendenti del Salone». Lo stesso impegno è assicurato dagli uffici regionali nell’accelerare al massimo le procedure di rendicontazione e conseguente erogazione dei contributi non ancora versati, che consentano al liquidatore di procedere in favore dei creditori.

 

Lagioia: «Non abbiamo bisogno di nemici»

«Che il Salone 2018 sia un successo clamoroso è fin troppo evidente. Si può certo fare di meglio, ma è difficile fare di più con lo spazio a disposizione». E Nicola Lagioia avanza swiftianamente una “modesta proposta”: quella che lui stesso subito battezza “Il Patto della Sala Azzurra”. «Finiamola con la rincorsa dei numeri. Oltre una certa soglia, il Salone ha centrato comunque il proprio obiettivo: essere il Salone nazionale del libro, quello dove ci sono più editori, più autori internazionali, più lettori, e quello dove si vendono più libri. L’asticella della crescita la dobbiamo fissare sulla qualità del progetto culturale». Una proposta che parte dalla rapida ma efficace analisi del risultato 2018. «È stata la prova di maturità del Salone e della sua comunità». Ancora una volta torna la parola-chiave di suggestione olivettiana. «La seconda delle “Cinque domande” era “Perché mi serve un nemico?” La costruzione di un nemico è veramente una condizione indispensabile per la costruzione di una comunità?». Domanda retorica, ovviamente: «Se nel 2017 il clima è stato un po’ da Curva Nord vs Curva Sud, quest’anno non c’è stato bisogno del nemico per superare la prova di maturità». Poi partono i ringraziamenti agli editori, a tutti gli editori; alla Francia Paese Ospite, alla Germania e alla Buchmesse con cui si sta consolidando un solido legame. Salone di Torino bene comune, ma anche casa comune dell’Editoria italiana: la sorpresa che non ci sono stati problemi di convivenza tra grandi e piccoli, «salvo qualche piccolo disagio legato al successo. Meglio comunque i disagi dovuti al successo che quelli dovuti all’insuccesso». E il Salone 2019 farà di tutto perché la convivenza sia non solo possibile, ma vantaggiosa.

E poi il mistero del Salone, quel paradosso per cui uno spazio immaginato e riempito da scrittori, intellettuali, artisti, pensatori riesce a raccogliere un pubblico enorme: code infinite per Morin, la Müller, Volodine, Limonov, per le risposte a cinque domande non immediate. «Il segreto – ammette Lagioia – sta nel non tradire ciò che si ama. Abbiamo dimostrato che, quando si parla di libri, sono i contenuti a creare il mercato e non il contrario. Si pensa troppo spesso che ad alzare l’asticella il pubblico rischi di ridursi, da noi accade l’esatto contrario». Un risultato che il Salone ottiene con una cura continuativa per lo stare sul territorio: il lavoro costante e lungo tutto l’anno con le scuole, le biblioteche, le carceri, le librerie. «Nelle settimane prima dell’apertura, non c’era sera che non ci spostassimo con il vicedirettore Marco Pautasso in biblioteche o librerie». Posti in cui abita, cresce e si consolida la comunità che pare davvero essere la cifra identitaria che rende unico il Salone di Torino.

 

Novantunmila presenze agli incontri e sale quasi sempre sold out

Sono state oltre 91.000 le persone che hanno partecipato agli incontri nelle sale incontri, senza contare i bambini e i ragazzi che hanno partecipato ai laboratori e il pubblico che ha assistito agli eventi organizzati nello spazio Rai.

In particolare la Sala Gialla (580 posti) è stata la regina dei sold out. Già giovedì 10 maggio aveva fatto il pieno con il battibecco semiserio tra Diego De Silva e Luciana Littizzetto. Venerdì 11 maggio sono stati tre gli eventi con il tutto esaurito: il dialogo tra Alessandro D’Avenia e Andrea Marcolongo dal titolo L’arte di partire e il coraggio che spinge gli uomini ad amare, la lectio magistralis di Corrado Augias sulla Costituzione italiana e l’omaggio a Fabrizio De Andrè con Dori Ghezzi, Gabriele Salvatores e Roberto Vecchioni.  Sabato 12 maggio la Sala Gialla è stata presa d’assalto sin dai primi panel del mattino. Posti esauriti per l’incontro con l’intellettuale russo Eduard Limonov, al ritorno in Occidente dopo vent’anni d’assenza, e per Il noir italiano riscritto al femminile, con lo scrittore Maurizio De Giovanni. Straordinario successo anche per il dialogo con i maestri del cinema Bernardo Bertolucci e Luca Guadagnino, un confronto generazionale tra due dei più celebri registi italiani. A seguire consueto sold out per Roberto Saviano: l’autore di Gomorra ha parlato con Alessandro Cattelan e Francesco Pacifico del rapporto tra letteratura e serie televisive. Infine, posti esauriti per il dialogo tra il cantante degli Afterhours Manuel Agnelli e lo scrittore Paolo Giordano, che ha presentato il suo nuovo libro Divorare il cielo. Domenica 13 maggio il calore del pubblico del Salone ha accolto Piero Angela, con il divulgatore scientifico più amato dagli italiani che si è raccontato a Massimo Polidoro; a seguire è toccato a Fabio Volo presentare il suo nuovo romanzo “Quando tutto inizia” davanti a una sala gremita. Nel pomeriggio grande successo anche per Beate le bestie: il mestiere di scrivere tra gli uomini e le mucche con lo scrittore e giornalista di Repubblica Michele Serra.

In Sala Azzurra l’evento più seguito del Salone del Libro 2018 è stato l’incontro di domenica 13 maggio con il nuovo Premio Strega Europeo Fernando Aramburu, premiato poche ore dopo il suo panel con Paolo Di Paolo e Maria Ida Gaeta.

Per quanto riguarda la Sala Rossa, sabato 12 maggio nessun posto libero per la lezione magistrale di Gustavo Zagrebelsky, Giuristi nella caverna, e per quella di Vittorio Sgarbi Dal mito alla favola bella, da Canaletto a Boldini. Grande affluenza anche per Daria Bignardi, che ha presentato il suo libro Storia della mia ansia, così come per l’evento-omaggio a Game of Thrones, arricchito dal doppiaggio dal vivo di Daniele Giuliani ed Edoardo Stoppaciaro. Domenica, invece, la regina della Sala Rossa è stata la conduttrice e autrice televisiva Serena Dandini con il suo Viaggio nel Paese delle donne valorose.

 

 

Le vendite agli stand

Un giudizio positivo per tutti, tanto per le grandi case editrici quanto per le piccole, con una sostanziale tenuta rispetto alle vendite del 2017, anno per certi versi anomalo vista l’assenza dei grandi gruppi, ma un incremento rispetto al 2016.

Con un più 20% sull’incasso rispetto all’edizione 2016, Feltrinelli può dirsi soddisfatta del risultato raggiunto. Battendo molti più scontrini rispetto a due anni fa, ha quasi raggiunto il livello del 2017. I libri più venduti? E tu splendi di Giuseppe Catozzella e Un ragazzo normale di Lorenzo Marone. Quanto alla rivelazione del 2018, Bruciare la frontiera di Carlo Greppi ha superato le aspettative della casa editrice, vendendo 40 copie solo durante la presentazione. «Sul Salone, in generale, il giudizio è positivo. C’è stato un grande flusso di persone, i risultati sono soddisfacenti: rispetto a Tempo di Libri, il Salone vince la sfida 3-0 chiudendo la gara già nel primo tempo» dichiara Salvatore Pisani, responsabile stand Feltrinelli. Che aggiunge: «Per quanto riguarda le case editrici, più ce ne sono e meglio è. Il Salone non è un’esperienza monolitica ma ha anche un fattore di condivisione».

Grande successo anche per Mondadori, come conferma Filippo Guglielmone, direttore commerciale Trade Books: «Come gruppo siamo contenti di com’è andata e delle vendite fatte al Salone. Fare dei confronti con gli anni passati non ha molto senso perché l’anno scorso non c’eravamo, nel 2016 non avevamo i dati di Rizzoli, l’orario era diverso, il perimetro era diverso e gli stand erano diversi. Possiamo dire di aver venduto sostanzialmente il doppio di quanto fatto a Tempo di Libri». Per il libro più venduto c’è una competizione alla copia tra Fabio Volo con Quando tutto inizia e Maurizio De Giovanni con Sara al tramonto. La rivelazione di quest’anno è stata La donna alla finestra di A. J. Finn. Il giudizio sul Salone è complessivamente positivo: «Nei diversi incontri gli autori sono stati letteralmente assaliti dal pubblico – prosegue Guglielmone – Gli eventi sono stati un successo per tutti gli editori. Il nostro percepito è molto buono».

Anche Einaudi può dirsi decisamente soddisfatta. Il libro più venduto è Divorare il cielo di Paolo Giordano, mentre la sorpresa tra le vendite è sicuramente quella di Dori Ghezzi Lui, io, noi nel quale l’autrice, compagna di una vita di Fabrizio De André, ha ripercorso la sua vita con Faber. Il libro è il secondo più venduto, una rivelazione attesa tra i migliori cinque ma non sul podio. Il giudizio complessivo è positivo: «Considerando che il nostro stand aveva il 50% di metri quadri in meno – fa sapere Carlo De Ponte, responsabile dello stand Einaudi – direi che questa edizione, per quanto riguarda le vendite, è andata oltre le nostre aspettative. Per il futuro consiglierei una progettualità architettonica diversa, con una distribuzione migliore degli stand».

Ad Adelphi, dopo un anno di stop, sono soddisfatti: «Un successo di pubblico eccezionale – spiegano dallo stand –. Quest’anno abbiamo registrato dati positivi rispetto al 2016, stimiamo una crescita del 10%». Sul podio per quanto riguarda le vendite Oliver Sacks con il volume postumo Il fiume della coscienza, che ha trascinato anche il suo grande classico L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello. Terzo Emmanuel Carrère con Un romanzo russo.

In leggero calo le vendite di Sellerio rispetto al 2017 ma perfettamente in linea con l’andamento del 2016: «Si tratta di un calo fisiologico – dichiara Francesca Mazza responsabile dell’ufficio commerciale Sellerio – dovuto al ritorno delle grandi case editrici». Il libro più venduto è Mio caro Serial Killer di Alicia Giménez-Bartlett mentre la rivelazione è Passaggio in Siria di Samar Yazbek.

Per Minimum fax il 2018 ha portato un leggero decremento delle vendite. «L’avevamo preventivato, l’anno scorso è stato dopato da una serie di condizioni irripetibili. Quest’anno ovviamente abbiamo sofferto il ritorno delle grandi case editrici», spiegano dallo stand. In ogni caso, rispetto al 2016 sono stati venduti il 18% di libri in più. I più apprezzati dai lettori: Avviso ai naviganti di Annie Proulx, Aspettando i naufraghi di Orso Tosco e Tre passi nel buio di Massimo Carlotto, Luca D’Andrea e Maurizio De Giovanni.

Leggera flessione anche per Terre di mezzo. Il piccolo principe di Agnès de Lestrade e Valeria Docampo è il libro più venduto in questi cinque giorni. La rivelazione è Victoria sogna di Timothée de Fombelle, che ha avuto un exploit dopo essere stato premiato al Salone. Per Instar il libro più venduto, nonché rivelazione del 2018, è I santi in Piemonte tra arte e leggenda di Anna Ferrari. Gaspare Bona, responsabile Instar e membro del direttivo di Amici del Salone, fa sapere che il giudizio complessivo sulle cinque giornate è molto positivo: «Speravamo in un buon afflusso e le aspettative non sono state deluse». Laterza si conferma come una delle realtà storiche del Salone, le vendite sono simili a quelle della scorsa edizione. Il libro più venduto della casa editrice barese è La verità sul processo Andreotti di Gian Carlo Caselli e Guido Lo Forte.

Marcos y Marcos, che nel 2017 aveva riscontrato un incremento delle vendite del 100%, segnala quest’anno un calo, tornando in linea con il 2016. I due libri più acquistati sono stati L’inferno è vuoto di Giuliano Pesce e E tutti i mostri saranno uccisi di Boris Vian. La Nave di Teseo dà un giudizio molto positivo: nello stand, condiviso con Baldini+Castoldi e Oblomov le cose sono andate bene, con titoli forti come La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker (Nave di Teseo), La bambina nel buio di Antonella Boralevi (Baldini+Castoldi), A mano disarmata di Federica Angeli (Baldini+Castoldi) e Quaderni giapponesi di Igort (Oblomov). Anche a Rubbettino è stato registrato un leggero incremento rispetto al 2017. Particolare successo è stato registrato per Kurban del premier albanese Edi Rama: dopo la presentazione di domenica lo stand ha ricevuto il maggior numero di visite. Buoni risultati anche per Questioni di rispetto di Giuseppe Baldessarro e Il cielo comincia dal basso di Sonia Serazzi.

Per Nottetempo bilancio finale in leggera diminuzione rispetto al 2017: il volume più venduto è stato Amori comunisti di Luciana Castellina. Per quanto riguarda Emons, che condivideva lo stand con Nottetempo, il successo è stato grande per Bosco silenzioso, presentato dall’autore Wolfram Fleischhauer. Per quanto riguarda gli audiolibri, il più venduto è stato La storia di Elsa Morante letto da Ilaria Forte. Il bilancio finale è buono: le vendite sono cresciute del 15%.

Per l’editrice L’orma Annie Ernaux è la scrittrice di punta e si conferma anche quest’anno in testa alle vendite con Una donna, seguono tutti i titoli dell’autrice francese. Vendite in linea con il 2016.

Soddisfatta Newton Compton: «Le vendite sono stabili, in linea con quelle del 2016. – ha dichiarato Antonella Sarandrea dall’ufficio stampa – Il 2017 è stato un anno irripetibile». Il libro più venduto è Dieci cose da sapere sull’economia italiana prima che sia troppo tardi di Alan Friedman, mentre a stupire è stata Rosa Ventrella con Una famiglia perbene, tradotto in diverse lingue. L’autrice, oltreoceano, è considerata la nuova Elena Ferrante. Molto bene anche Il tatuatore di Alison Belsham al terzo posto tra i libri più venduti della settimana.

Vendite stabili per Fazi Editore. Tra i 1.300 pezzi venduti spicca All’ombra di Julius di Elizabeth Jane Howard, rivelazione dell’anno Turbine di Juli Zeh. La tendenza in pari è confermata anche da Iperborea a tirare la fila dei quasi 2.000 libri venduti Uno scià alla corte d’Europa di Kader Abdolah. Come Fazi anche la casa milanese fa parte degli Amici del salone. Neri pozza registra gli stessi ricavi del 2017, il testo più venduto è La scomparsa di Josef Mengele di Olivier Guez. Giudizi positivi sul salone e un incremento del 20% dei ricavi per NNEditore: non si aspettavano gli ottimi risultati di 7(sette) di Tristan Garcia, mentre avevano previsto il boom di vendite di Salvare le ossa di Jesmyn Ward. «Bello fare parte di Amici del salone» dichiarano dallo stand di Gallucci Editore, la casa editrice per bambini e ragazzi, che ha registrato un aumento delle vendite del 15%. Nessuna sorpresa, tutto secondo i piani, con il libro illustrato dell’artista Charlotte Gastaut L’uccello di fuoco dal balletto di Igor Stravinskij che si conferma libro più venduto. Da Fandango giudizi molto positivi: «Il Salone è migliorato in termini di vendite per gli editori e affluenza. Peccato per le lunghe code destinate anche agli addetti ai lavori». L’incremento è del 20% circa, il libro più venduto Federico di Fabio Anselmo. Anche per Raffaello Cortina Editore non ci sono state sorprese: Contro il sacrificio di Massimo Recalcati ha venduto bene anche perché legato a una presentazione. Con i 900 pezzi venduti non c’è stato un incremento rispetto al 2017.

Per Marsilio è stato un «Salone bellissimo. Col pienone di sabato anche i relatori avevano difficoltà ad accedere agli spazi riservati alle conferenze». Le vendite fanno registrare un calo rispetto all’anno scorso ma rimangono stabili rispetto al 2016. Il più venduto è Il libro della Vagina di Nina Brochmann e Ellen Støkken Dahl e L’estate senza ritorno di Viveca Sten. Il primo ha venduto 150 copie, il secondo 100: «Siamo stati anche a Milano – dicono dall’ufficio stampa – ma a Torino vendiamo il doppio».

Dei 1.500 pezzi venduti da Bao fa da apripista l’ultimo libro di Zerocalcare Macerie prime. Sei mesi dopo, che si attesta tra le 700 e le 800 copie. Infine, Solferino è nata da un mese e le vendite sono andate «ben oltre le aspettative: il Salone rappresenta un aiuto importante e abbiamo fatto una corsa per esserci». I più venduti sono stati Ultimo banco di Giovanni Floris e L’equilibrio della lucertola di Giovanni Allevi.

 

Salone Off, eventi e reading diffusi sul territorio

Proseguirà fino a domenica 20 maggio la quindicesima edizione del programma Off del Salone Internazionale del Libro di Torino, confermando un programma ricco e capace di coinvolgere l’intera città e i Comuni dell’area metropolitana. Oltre 250 spazi per 543 appuntamenti e un’affluenza di circa 26.400 persone. Incontri a tema letterario, certo, con reading, dibattiti con gli autori, performance di poesia e contest per aspiranti scrittori. Ma anche musica, cocktail e spettacoli teatrali per concludere la giornata. Fondamentale come sempre il rapporto con il territorio, che dal 2007 si è allargato a tutto il Piemonte grazie al progetto Voltapagina che quest’anno ha portato gli autori della narrativa italiana nelle carceri di Torino, Alessandria, Asti, Fossano, Novara e Saluzzo.

Si è dedicata un’attenzione particolare alle periferie torinesi e si è cercato di raggiungere tutte le fasce d’età. Con Pagine in corsia le letture sono arrivate negli ospedali e nelle residenze per anziani, mentre per i più piccoli sono stati organizzati incontri nelle scuole, dove gli autori hanno spiegato con parole semplici temi complessi come la guerra e il razzismo. Non solo: alla kermesse hanno partecipato l’Orto botanico, il Mausoleo della Bela Rosin, il Polo del 900, parchi, giardini, cioccolaterie, alberghi, ristoranti e club, oltre alle biblioteche civiche e tantissime librerie torinesi.

Tra gli appuntamenti più scenografici il concerto disegnato di Manuele Fior alla Scuola Holden, dove l’autore dell’immagine guida della 31°edizione del Salone è stato accompagnato dalle sonorizzazioni di Madato; le performance artistiche legate a EdicolArte; e poi la replica di quanto successo nel 1816 a Villa Diodati, vicino al lago di Ginevra, quando George Byron, Percy e Mary Shelley e John Polidori approfittarono di un periodo di convivenza per cimentarsi nella stesura di quattro racconti gotici. In quell’occasione nacque Frankenstein e per celebrare i 200 anni dalla pubblicazione del capolavoro di Mary Shelley, stavolta la sfida a colpi di penna è toccata ai giovani Vincenzo Latronico, Sasha Naspini, Veronica Raimo e Danilo Soscia, coinquilini d’eccezione a Casa del Pingone.

Replicata anche la seduta spiritica al Cimitero Monumentale, dove Pier Luigi Razzano ha riportato in vita Zelda Fitzgerald, scrittrice a sua volta oltre che moglie dell’autore di Il grande Gatsby, mentre a San Pietro in Vincoli le letture di 12 poeti hanno celebrato i 200 anni di L’Infinito di Giacomo Leopardi. Pubblico numeroso per gli incontri con il regista Giuseppe Tornatore al Dams, con Petros Markaris in occasione della pubblicazione di L’università del crimine a Cascina Roccafranca e con Andrea Marcolongo in occasione della pubblicazione di La misura eroica. Il mito degli argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare.  Grande affluenza anche al Museo del Risorgimento per il ricordo di Colazione da Tiffany di Truman Capote e il reading di Marcello Fois dei Promessi sposi e alla Biblioteca Civica Amoretti per la mostra I fiori del male e la performance Impropizarnik di Gianluca Bottoni.

Grande successo alle Officine Grandi Riparazioni, il cuore musicale del Salone Off, per i concerti di Carmen Consoli, Le luci della centrale elettrica, lo spettacolo del collettivo Wu Ming e la serata di elettronica Soundsystem.

All’Orto Botanico Daniele Zovi ha condotto alla scoperta dei segreti degli alberi, per conoscere la vita delle piante non solo dal punto di vista scientifico, ma anche da una prospettiva comportamentale e sentimentale.

 

Una Festa Mobile dentro e fuori il Salone

Dopo il successo dell’anno scorso, anche alla 31ª edizione del Salone Internazionale del Libro gli incontri di Festa Mobile sono stati seguiti da centinaia di persone. «È stata una bellissima conferma dell’interesse del pubblico nei confronti di questo progetto» commenta lo scrittore Giuseppe Culicchia, curatore dell’iniziativa.

Tutti i 61 eventi in programma, al Lingotto e nei diversi luoghi della città, hanno raccolto la partecipazione e l’interesse del pubblico. In più occasioni le persone in coda hanno superato la capienza massima di Sala Filadelfia e non sono riuscite a entrare. È successo con la lettura dei funerali di Pirandello da parte di Roberto Alajmo e con Piergiorgio Odifreddi, che ha raccontato i tre grandi eretici del passato: Giordano Bruno, Galileo Galilei e Niccolò Copernico. Ma anche con I morti, l’ultimo racconto di Gente di Dublino di James Joyce, letto da Goffredo Fofi; e con il critico d’arte Luca Beatrice, che ha raccontato Mario Schifano, il ribelle della Pop Art italiana. Sala Filadelfia sold out anche per la lectio magistralis di Carlo Ossola sull’Europa, per Honoré de Balzac letto da Giancarlo De Cataldo e per I canti della Tv rotta con Fabio Genovesi. Ma anche per Ernesto Ferrero, che ha letto le poesie di Wislawa Szymborska, Ed McBain raccontato dal giallista Maurizio De Giovanni, per il Premio Strega 2013 Walter Siti con I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij, e per Dacia Maraini con Pinocchio di Carlo Collodi.

«Così tante persone interessate a sentirsi leggere e raccontare pagine di classici e di libri spesso dimenticati sono linfa vitale per l’editoria. – aggiunge Culicchia – È importante valorizzare i cataloghi e non puntare solo sulle novità».

Grande affluenza di pubblico anche per gli eventi Off. A Camera-Centro Italiano per la Fotografia, più di cento persone hanno partecipato alla presentazione del libro Donne nel ‘68. Luciana Castellina ha letto Lettere a una professoressa di Don Milani nella Biblioteca Civica a lui dedicata alla Falchera radunando 70 persone, una partecipazione alta e non scontata di giovedì sera. La Galleria Umberto I ha invece fatto da palco a Gaia Ginevra Giorgi: davanti a 30 persone, la poetessa di Alessandria si è esibita in Manovre segrete, spettacolo di poesia performativa che ha unito versi, teatro e musica. A bordo del Sommergibile Provana, lo scrittore svedese Björn Larsson ha letto, davanti a oltre 100 persone, estratti dei suoi romanzi Il cerchio celtico e La saggezza del mare.

Gli eventi di Festa Mobile alla 31ª edizione del Salone del Libro di Torino sono stati anche occasioni per stupirsi: con i racconti dei funerali di Pirandello, Roberto Alajmo è riuscito a far ridere della morte. Dopo l’incontro Il mito legge il giornale, un ragazzino di 15 anni si è alzato per chiedere un autografo a Eva Cantarella, storica e studiosa di Diritto dell’antichità, 82enne.

 

Il Salone dei media: 3.000 giornalisti e blogger accreditati, 55 dirette streaming

Il Salone del Libro Internazionale del Libro si conferma anche quest’anno evento mediatico di grande risonanza, un volano di comunicazione a 360° che coinvolge professionisti del settore e il pubblico. La parola, quindi, ai numeri.

Gli operatori media (giornalisti, blogger, fotografi e video-operatori) accreditati al Salone internazionale del Libro 2018 sono stati 2.969 (dati aggiornati alle ore 15 di lunedì 14 maggio). Provengono, oltre che dall’Italia, da Svizzera, Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti, Russia, Olanda, Lituania, Sud Africa, Romania, Inghilterra, Bosnia-Erzegovina, Austria, Belgio e Principato di Monaco.

Lo staff fotografico del Salone ha realizzato e pubblicato 24 gallerie fotografiche per un racconto in oltre 3.000 scatti dei cinque giorni di eventi, dibattiti, presentazioni e concerti di Salone e Salone Off. Tutto il materiale è disponibile e scaricabile sulla pagina Flickr del Salone.

Sono 55 gli eventi trasmessi in dirette integrali streaming, curate da Dada Service, condivise sul sito e presenti sul canale YouTube del Salone. Sono 17 gli eventi trasmetti anche live sulla pagina Facebook del Salone, curata da dieci04. Le dirette streaming sono state visualizzate da oltre 70.000 utenti (10.000 attraverso il sito web e 60.000 attraverso i social).

I visitatori del sito salonelibro.it, curato da Risolviamo, sono stati oltre 200.000 (con un incremento del 5% più del 2017). Il Salone sul web fa il giro del mondo. Gli utenti, infatti, provengono da 95 nazioni fra cui Svizzera, Regno Unito, Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Polonia, Irlanda, Lussemburgo, Slovenia, Canada, Giappone, Romania, India, Portogallo, Ucraina, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Albania, Repubblica Ceca, Danimarca, Turchia, Norvegia, San Marino, Cina, Grecia, Ungheria, Russia, Malta, Argentina, Australia, Egitto, Finlandia, Perù, Singapore, Marocco, Messico, Tunisia, Cile, Croazia, Filippine, Serbia, Slovacchia, Azerbaigian, Bangladesh, Israele, Corea del Sud, Principato di Monaco, Senegal, Vietnam, Sud Africa, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Colombia, Cipro, Etiopia, Indonesia, Iran, Giordania, Montenegro, Malesia, Oman, Uganda, Afghanistan, Angola, Brunei, Côte d’Ivoire, Costa Rica, Cuba, Ecuador, Guiana francese, Guatemala, Hong Kong, Iraq, Islanda, Kenya, Liechtenstein, Lettonia, Moldavia, Mali, Maldive, Panama, Pakistan, Paraguay, Arabia Saudita, Isole Turks e Caicos, Tailandia, Taiwan, Uruguay.

In totale sono state 1 milione 100 mila le pagine visitate: in particolare quelle della sezione dedicata al programma culturale hanno avuto un incremento del 10% rispetto all’anno scorso. Durante i giorni dell’evento il 75% degli utenti ha utilizzato smartphone e tablet (con un incremento rispettivamente per i due device del 70% e del 5% rispetto al 2017) per navigare sul sito in versione mobile. Il pubblico web si è confermato in prevalenza femminile (62%) e giovane: domina la fascia di età 25-34 anni con il 30% (3% in più rispetto al 2017), che sommata a quella 18-24 anni raggiunge il 47% delle visite.

 

La nuova App del Salone

L’app ufficiale, realizzata da e-Gate, è stata scaricata da più di 5.000 nuovi utenti che ne hanno fatto uso per organizzare la propria visita salvando gli eventi e gli espositori preferiti. Interessante conoscere i 10 eventi più salvati e visitati (dal primo: Educare alla lettura, Lo scrittore e il suo doppio, Roberto Saviano: dal reale al seriale, Maestri del cinema, Incontro con Piero Angela, Incontro con Eduard Limonov, Maratona Harry Potter, Ufo o droni, Un giorno questa ansia ti sarà utile, Divorare il cielo) e i 10 espositori più salvati e visitati (Bao Publishing, Mondadori, Adelphi, Feltrinelli, Libraccio, Fazi, La Nave di Teseo, Minimum Fax, Giulio Einaudi Editore, Sellerio).

 

Il Salone in Lis

Sono 62 gli incontri del Salone 2018 tradotti in Lis – Lingua Italiana dei Segni per la comunità dei sordi, con il servizio di traduzione simultanea curato da Kairos Mestieri e coordinato da Anna Di Domizio. Molti di essi sono stati seguiti a distanza dalle comunità dei sordi di tutta Italia grazie alle dirette streaming.

 

#SalTo18: il Salone del Libro è sempre più social

Una community di persone che si fidelizza sempre di più, aumentando anche quest’anno il raggio di engagement. È questo il dato che emerge dall’analisi dell’andamento dei canali social del Salone, curati da dieci04.

Durante i cinque giorni del Salone 2018, la strategia social si è articolata su tre canali, ciascuno dedicato a un aspetto peculiare. Su Twitter sono stati raccontati oltre 250 eventi in live tweeting. Da segnalare, inoltre, i momenti rubati e i numerosi retweet che hanno fornito una fotografia immediata e poliforme degli incontri e dell’atmosfera respirata tra i corridoi del Lingotto.  Secondo il rilevamento delle ore 12 di lunedì 14 maggio, l’hashtag #SalTo18 ha prodotto oltre 34.500 tweet da 8.500 utenti unici, con 22.000 retweet e 35.300 like per un totale di 57.000 interazioni. Negli ultimi 28 giorni, i tweet di @SaloneLibro hanno raggiunto 2,8 milioni di persone, che hanno visto registrare 41.200 visite del profilo, 8.680 menzioni. Una curiosità: il tweet più popolare (il meme Liberato-Lagioia) ha raggiunto 23.700 persone.

Instagram è stato dedicato al racconto dell’atmosfera del Salone con un’attenzione particolare agli incontri con i grandi autori e ai lettori che hanno visitato gli spazi del Lingotto in questi giorni.  Qualche numero anche per Instagram: il profilo del Salone del Libro oggi conta 18.200 follower e registra quindi un incremento di 11.500 follower rispetto al 2017. La copertura dei post in bacheca raggiunge 18.000 persone, con una media di 1.500 like a post. Anche le oltre 200 Ig Stories realizzate hanno raggiunto picchi di 3.300 visualizzazioni per storia.

E veniamo a Facebook. Nell’ultimo mese l’incremento è stato di 15.000 like sul profilo. Secondo il rilevamento delle ore 12 del 14 maggio 2018, la pagina Facebook conta 157.363 like. Su Facebook sono andate in onda 17 dirette streaming, che hanno raggiunto 178.000 persone per un totale di 60.000 visualizzazioni. Abbiamo segnalato gli highlights, con la rubrica I dispacci del Saloon, una sorta di diario quotidiano con ritratti degli ospiti della giornata, i momenti più singolari o interessanti, i migliori contenuti e riflessioni che gli autori ci hanno regalato durante gli incontri.

È stata ospitata sul sito salonelibro.it la rubrica giornaliera di Annamaria Testa che ha raccontato gli incontri più interessanti seguiti durante il suo weekend al Salone 2018, segnalato highlights della giornata e realizzato piccoli focus tematici. Il post di maggiore successo di questi cinque giorni ha raggiunto 163.183 persone con un totale di 6.343 tra reazioni, commenti, condivisioni.

 

Bookstock, il Salone dei ragazzi

Cinquemila metri quadrati di spazio per il Bookstock Village al padiglione 5, che si conferma un successo di presenze soprattutto tra bambini e ragazzi delle scuole. Da qui sono passati infatti 27.351 studenti, un aumento di 4.154 presenze rispetto allo scorso anno, nonostante la compresenza delle prove Invalsi proprio nei giorni del Salone.

Agli incontri del padiglione hanno partecipato 10.770 studenti. Le scuole registrate sono state 8.020 per il Bookstock Village e altre 2.750 in tutto il Salone. Le scuole primarie sono state 5.400 dal Piemonte, 5.796 in totale: 396 da fuori regione. Le scuole secondarie sono invece 14.723 dalla Regione, 19.490 in totale: 4.767 non piemontesi. Giorno più pieno il venerdì, con 8.657 studenti nel padiglione. Alte anche le presenze del pubblico generalista, oltre alle scuole, con 11.980 persone che hanno partecipato agli incontri del padiglione 5.

Allo spazio della Compagnia di San Paolo sono state due le sale presenti con laboratori dedicati, Xké? Laboratori della curiosità e la Sala 2030. Nella prima si sono svolti 32 laboratori per un totale di circa 800 bambini, mentre nella seconda i laboratori sono stati 25 per un totale di 875 presenze. Sono 36 i laboratori dello spazio Nati per leggere, per un totale di oltre 800 presenze. Nelle sale del Bookstock Village gli incontri sono stati 151 così ripartiti: 41 allo Spazio Stock, 43 allo Spazio Book, 24 per Sentieri Digitali, 43 all’Arena Bookstock.

Gli incontri più seguiti sono stati in assoluto quello con il direttore del Museo Egizio, Christian Greco, Dall’archeologia al videogioco, un viaggio nell’antico Egitto, dedicato al videogioco Assassin’s Creed e la lettura di Francesco Pannofino per la Maratona Harry Potter. Sold out anche per gli incontri di Educare alla lettura dedicati ai docenti e il laboratorio per le scuole Ti leggo della Treccani.

Grande successo anche per il BookBlog, realizzato da 130 ragazzi provenienti da 5 diverse città (Roma, Torino, Ferrara, Pordenone e Rimini), che durante i cinque giorni del Salone hanno scritto 250 articoli sul blog ufficiale e realizzato 70 interviste video. A coordinarli 6 ragazzi di ArsMedia.

Presente al Bookstock Village anche Topolino Lab, spazio dedicato ai laboratori del celebre fumetto, che ha accolto 219 ragazzi per un totale di 10 classi scolastiche che hanno realizzato 3 copie di Topolino Express. Al Baby Parking, gestito da Giovani Genitori, sono passati oltre 250 bambini nei cinque giorni del Salone, sono state prestate 100 fasce porta bebè. I due passeggini a disposizione per il prestito sono stati sempre occupati. Qui sono stati utilizzati circa 150 pastelli a cera Carioca e 216 pennarelli della stessa marca.

Sono inoltre 2.859 gli scontrini staccati dalla Libreria dei ragazzi nei primi quattro giorni del Salone, destinati a salire con gli incassi dell’ultima giornata di lunedì. Il libro più venduto è stato Libero Zoo, testo illustrato di Gek Tessaro. Per la libreria Teen Track, dedicata ai ragazzi tra i 13 e i 19 anni, gli scontrini battuti sono stati 1.079, il libro più venduto è stato invece Tredici di Asher Jay, oltre a un grande successo registrato per i testi di fantascienza.

All’ingresso sono state distribuite 2.000 mappe del Salone. Allo stand della Treccani all’ingresso del Bookstock Village sono stati donati 100 dizionari a scuole non piemontesi.

 

 

L’Area Games fa il pieno, l’esordio al Salone è convincente

Via libera alla voglia di giocare. Durante i cinque giorni di Salone, i 160 metri quadri dell’Area Games sono stati presi d’assalto da ogni tipo di visitatore, dalle scolaresche agli adulti.

Ai 40 tavoli iniziali, ne sono stati aggiunti altri due per far sfoltire le lunghe file d’attesa. Le sette case editrici che hanno aderito (i finalisti del premio Lucca Games grazie alla partnership con il Lucca Comics&Comics, dV Giochi, Giochi Uniti, Giochi Briosi, Force Of Will – Gametrade, Oliphante e Asmodee) si sono dette tutte soddisfatte della prima esperienza al Lingotto.

Nonostante le vendite dei giochi non abbiano avuto un aumento significativo (si è stimata la vendita di un prodotto ogni 18-20 giocatori che si sono fermati in area giochi) sono tantissime le persone che hanno sperimentato i nuovi giochi, consentendo un continuo ricambio di persone nell’Area Games. Kingdomio, Lift it e Italia e gli italiani sono stati i giochi più gettonati nella cinque giorni torinese. «L’Area Games ha dato un senso di freschezza al Salone – ha affermato Giorgio Bucco di Gametrade – mi auguro che questo connubio tra editoria e giochi possa essere coltivato anche in futuro».

 

Colti, i librai indipendenti nella Piazza dei Lettori

Meno quantità, più qualità: è il bilancio della Piazza dei Lettori, al termine della 31ª edizione del Salone Internazionale del Libro. Colti, il Consorzio delle Librerie Torinesi, presente per il secondo anno intorno alla torre di François Confino, si conferma una realtà centrale della fiera. I 23 librai e i 170 editori presenti al padiglione 3 hanno venduto oltre 5.000 volumi. I più gettonati sono stati Divorare il cielo di Paolo Giordano e Storia della mia ansia di Daria Bignardi, con entrambi gli autori che hanno calamitato l’attenzione al centro della Piazza per il firmacopie.

Partendo dalle 5 domande proposte dal Salone, i librai hanno creato altrettante sezioni tematiche, legate una bibliografia di circa 1.000 titoli consultabile grazie a un Qr code. Inoltre, hanno aggiunto una sesta domanda, chiedendo al pubblico “Come ti immagini la tua piazza dei lettori ideale?”, promuovendo un incremento delle interazioni anche sui social. Sotto la guida del Colti hanno lavorato 40 addetti, oltre a 12 giovani impiegati nell’ambito del programma Alternanza scuola/lavoro che si sono occupati di raccogliere le risposte dei lettori, trascriverle su post-it che hanno attaccato sulla torre.

«Rispetto all’anno scorso, sono dimezzati spazio e vendite ma siamo soddisfatti del risultato perché abbiamo promosso un lavoro più trasversale che è stato apprezzato dal pubblico. Abbiamo riscontrato, infatti, che le vendite si sono spalmate su più libri, nessun titolone. È un’ottima notizia perché dimostra che abbiamo rafforzato l’identità del mestiere del libraio nella consapevolezza dei lettori», sottolinea Davide Ferraris, membro del Colti e titolare della libreria Therese.

Ha avuto un ruolo attivo anche la biblioteca digitale Wikisource, progetto promosso dalla sezione Piemonte di Aib – Associazione italiana biblioteche. Sono stati scelti cinque libri, uno al giorno, da rileggere ed editare, navigando nei grafi dedicati. Sono state rilette 126 pagine, con un totale di 196 singoli interventi di editing e 63.024 caratteri modificati. Numeri importanti anche per i grafi, su 11 grafi, di cui 5 riguardanti le domande del Salone e 6 le ricorrenze come l’anniversario di Aldo Moro o della legge Basaglia, sono state organizzate 330 risorse digitali. Un progetto a cui hanno partecipato 50 bibliotecari coinvolti per elaborazione grafi e apertura della biblioteca.

 

Buono da leggere: oltre 13.000 buoni libri per giovani e studenti

Sono stati più di 13.000 i buoni da 10 euro per l’acquisto di libri ritirati dagli studenti delle scuole piemontesi. Per l’edizione 2018 del Salone sono state coinvolte classi di tutti i gradi di istruzione, dalle scuole primarie a quelle secondarie di secondo grado. Complessivamente le classi che hanno preso parte all’iniziativa sono state 686, di cui 232 elementari o medie inferiori. In totale i buoni consegnati agli studenti sono stati 13.274, di cui 11.014 ai ragazzi accompagnati dai propri insegnati e 2.260 ai singoli giovani visitatori, nati tra il 2000 e il 2003, presenti al Salone non accompagnati dalla scuola.

La distribuzione per i giovani accompagnati ha seguito modalità differenti: alle scuole primarie e secondarie di primo grado sono stati riservati buoni per un totale di 100 euro per classe – corrispondenti a dieci buoni da 10 euro – destinati all’acquisto di volumi che rimangano in dotazione della biblioteca scolastica. Alle classi di secondo grado, invece, sono stati distribuiti singoli buoni da 10 euro per studente.

L’iniziativa Buono da leggere è promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte per sostenere la promozione della lettura presso i ragazzi e gli adolescenti.  «È un risultato molto positivo – ha commentato Antonella Parigi, assessore alla Cultura della Regione Piemonte – che conferma quanto questa iniziativa sia uno strumento utile e concreto, non solo a sostegno della lettura tra i giovani e i più piccoli, ma anche per gli editori».

Grande partecipazione anche tra editori e librai: ad aderire sono stati 234 espositori, di cui 227 annunciati fin dall’inizio della manifestazione e altri sette che si sono aggiunti nel corso dei cinque giorni di Salone.

 

Adotta uno scrittore

Con oltre 340 adozioni in 16 anni, il progetto Adotta uno Scrittore si è confermato come uno degli strumenti più innovativi per promuovere la lettura, soprattutto fra i più giovani. Sostenuta dall’Associazione delle Fondazioni di Origine Bancaria del Piemonte, l’iniziativa che porta gli scrittori contemporanei nei luoghi di formazione piemontese quest’anno ha visto il coinvolgimento di 10.374 studenti, 336 classi, 4 case di reclusione e 1 struttura ospedaliera.

La sua forza è nella capacità di creare una relazione tra gli autori e i ragazzi, che imparano a conoscere i libri da una prospettiva diversa. Come testimonia l’adozione del collettivo Wu Ming 2 che ha saputo conquistare il giovane pubblico parlando di calcio, o quella di Federica Manzon che ha svolto assieme alla classe un percorso di letterature comparate. Nadia Terranova, invece, ha fatto intervistare i personaggi del libro dai bambini delle elementari. E nell’incontro conclusivo del progetto, lunedì 14 maggio alle ore 12.30 in Sala Gialla, il direttore editoriale del Salone del Libro Nicola Lagioia ha dichiarato: «Quello che caratterizza Adotta uno scrittore, che è un progetto e non un evento, è il radicamento sul territorio, la capacità di uscire dal mondo virtuale per calarsi nella realtà del territorio piemontese».

Grande soddisfazione anche da parte del presidente dell’Associazione delle Fondazioni di Origine Bancaria del Piemonte, Giovanna Quaglia, che ha concluso: «Come ha detto Cercas, un libro appartiene per il 50% a chi lo scrive e per il restante 50% a chi lo legge, che lo completa in modo diverso e sempre nuovo. Il fatto che Adotta uno Scrittore abbia saputo mettere in dialogo scrittori e studenti ci riempie di gioia perché costituisce l’obiettivo che ci eravamo prefissati».

 

La Buchmesse di Francoforte al Salone

Un grande successo di pubblico che si è espresso nei sold out registrati in tutti gli incontri. Un risultato più che soddisfacente, quindi, per il progetto che ha visto riuniti qui al Salone la Buchmesse di Francoforte e il Goethe Institut. Il progetto si è concretizzato nel programma Vite in Movimento: cinque appuntamenti con autori tedeschi nonché workshop e laboratori dedicati ai ragazzi e alle famiglie.

L’affluenza del pubblico ha premiato la scelta di presentare una proposta diversificata della letteratura tedesca: dal romanzo al thriller, ai libri per l’infanzia. Bagno di folla per Herta Müller, premio Nobel per Letteratura 2009 con Andrea Bajani in occasione del conferimento del Premio Letterario Internazionale Mondello, e per il giallista Wolfram Fleischbauer che ha accompagnato il pubblico tra i chiaroscuri della storia tedesca durante il nazismo, attraverso le pagine del suo ultimo libro Il bosco silenzioso.

Si è reso omaggio ai 200 anni dalla nascita di Karl Marx, ma si è scelto di ricordare questo anniversario in un modo del tutto particolare. Ha suscitato, infatti, molto interesse e curiosità il libro Karl Marx dal barbiere di Uwe Wittstock: sotto forma di romanzo si racconta la vita dell’autore del Capitale, in occasione del suo soggiorno ad Algeri, l’anno prima di morire. Perché ‘dal barbiere’? Perché fu proprio in quel frangente che per la prima volta in vita sua Marx decise di tagliarsi la barba. Al Salone del Libro il giovane Philipp Winkler ha presentato con successo Hool, romanzo di formazione ambientato nel mondo della tifoseria calcistica che diventa chiave di lettura per analizzare il disagio giovanile e il rapporto padre e figli. Grande accoglienza, infine, per Ole Könnecke e il suo libro Che sport, lo sport. Lo scrittore ha anche animato laboratori di lettura e creatività.

«Si è tratta di un’esperienza più che positiva. Ci auguriamo di ripeterla il prossimo anno» ha affermato Imke Buhre, responsabile progetti della Frankfurter Buchmesse. Le ha fatto eco Roberta Canu, direttrice del Goethe Institut di Torino che ha osservato: «Sono molto soddisfatta che quest’anno si sia ripetuta la triangolazione tra il nostro istituto, la Frankfurter Buchmesse e il Salone, come era accaduto nel 2015. Anche in questa edizione abbiamo avuto la conferma dell’attenzione con cui il pubblico italiano segue la cultura tedesca». E, per finire, una nota personale: «Fa piacere – ha commentato la direttrice del Goethe Institut di Torino – constatare con quale orgoglio ed entusiasmo i torinesi seguano il Salone».

 

A Fernando Aramburu il Premio Strega Europeo

[Lo Speciale di Letteratitudine è disponibile qui]

Esprime «grande soddisfazione» Stefano Petrocchi, Segretario del Comitato direttivo del Premio Strega, in merito ai due giorni di incontri organizzati al 31° Salone Internazionale del libro di Torino per assegnare il quinto Premio Strega Europeo. Il vincitore di questa edizione è stato lo spagnolo Fernando Aramburu, con il romanzo Patria (Guanda), tradotto da Bruno Arpaia.

Aramburu è stato votato da una giuria composta da scrittori vincitori e finalisti del Premio Strega. Il riconoscimento, del valore di 3.000 euro, è stato consegnato da Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, e madrina della manifestazione. Insieme a lei sono intervenuti Maria Ida Gaeta, direttore della Casa delle Letterature di Roma e del Festival Internazionale Letterature; Natale Antonio Rossi, presidente della Fuis (Federazione Unitaria Italiana Scrittori); Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, presidente e direttore della Fondazione Bellonci, madrina della manifestazione.

 

La Società Oftalmologica, oltre 500 screening al Salone

La Società Oftalmologica Italiana ha effettuato nei cinque giorni di Salone uno screening gratuito ai visitatori che desideravano sottoporsi a un controllo della vista. Su un totale di oltre 500 pazienti sono stati riscontrati dati importanti per la prevenzione e la cura delle patologie oculari, soprattutto per glaucoma e maculopatia. «Abbiamo effettuato circa 100-120 visite al giorno – dichiara Assia Rosati, responsabile dello stand di Soi – e siamo molto soddisfatti per l’afflusso. Abbiamo mantenuto una buona media, in linea con lo scorso anno. Ci è capitato di riscontrare qualche patologia anche in soggetti molto giovani per questo consigliamo comunque di misurare la pressione oculare con regolarità dopo i 35 anni».

 

 

Il nuovo volume con gli scritti e i disegni inediti al Salone di Torino

In migliaia per “Poesia” di Massimo Fagioli

La presenza di circa 1.500 persone all’Auditorium del Centro Congressi del Lingotto domenica 13 maggio al Salone Internazionale del libro di Torino, per la presentazione di Poesia di Massimo Fagioli, lo psichiatra dell’Analisi collettiva, a poco più di un anno dalla sua scomparsa, ha dato vita a un evento tra quelli con la maggiore affluenza di pubblico della 31ª edizione della kermesse dedicata al libro.

A presentare Poesia, cofanetto d’autore con 160 fogli impressi su carta pregiata con poesie dedicate agli amori di una vita, inediti rivolti ai figli e ai nipoti, arricchiti da coloratissimi disegni, c’erano Federico Masini, Cecilia Napoli, Chiara Ragucci e Ugo Tonietti, con la partecipazione sul palco di un nutrito parterre di giovanissimi, bambine e ragazzi che hanno letto, a più riprese, brani scritti da Fagioli in oltre cinquanta anni, nel rapporto costante e passionale con l’immagine femminile.

Un cardine fondamentale della Teoria della nascita, il rapporto con il “diverso da sé”, e dell’Analisi collettiva, che Fagioli ha svolto per oltre quaranta anni e alla quale nel tempo hanno preso parte molte migliaia di persone, che oggi proseguono la sua ricerca sulla realtà umana non cosciente.

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