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PREMIO CALVINO 2018: i finalisti

maggio 16, 2018

XXXI edizione del Premio Italo Calvino: annuncio dei finalisti e istituzione della “speciale menzione Treccani”

La Cerimonia di Premiazione si svolgerà martedì 22 maggio 2018 ore 17.30

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Il Comitato di Lettura del Premio Italo Calvino ha scelto, tra i 720 manoscritti partecipanti al bando, le opere finaliste da sottoporre al giudizio della Giuria della XXXI edizione, composta da Teresa Ciabatti, Luca Doninelli, Maria Teresa Giaveri, Vanni Santoni e Mariapia Veladiano.

I nove testi inediti e di autori esordienti tra i quali i Giurati decreteranno il vincitore e le menzioni speciali sono:  Elena di Sparta di Loreta Minutilli; Il faraone di Riccardo Luraschi; Il grande vuoto di Adil Bellafqih; L’inverno di Giona di Filippo Tapparelli; Omeocrazia di Maurizio Bonino e Valentina Drago; La sartoria di via Chiatamone di Marinella Savino; Sinfonia delle nuvole di Giulio Nardo; Talib, ovvero la curiosità di Bruno Tosatti; Trovami un modo semplice per uscirne di Nicola Nucci.

A partire da questa edizione, verrà inoltre assegnata una “speciale menzione Treccani” all’opera che si distingua per originalità linguistica e creatività espressiva. Il Premio Italo Calvino e l’Istituto Treccani hanno infatti stipulato una convenzione triennale che, oltre al conferimento della menzione, prevede l’organizzazione di un incontro – che si terrà nel mese di settembre, a Roma, nella sede di Treccani – intorno ai temi emergenti della narrativa italiana contemporanea nel suo rapporto con la lingua.

La cerimonia di premiazione si svolgerà, alla presenza dei Giurati e di Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, martedì 22 maggio al Circolo dei lettori di Torino, a partire dalle ore 17.30.

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I testi finalisti e i loro autori

Per individuare i finalisti si è deciso di puntare a una scelta che fosse insieme rigorosa e rappresentativa di tendenze in atto, pur cercando di ampliare al massimo il ventaglio delle proposte.

«Tutte le opere finaliste – commenta il presidente del Premio – sono caratterizzate da una forte tendenza degli autori a cercare vie oblique per narrare ed esprimersi, ed esprimere la loro visione del mondo. Passano attraverso i generi, soprattutto il distopico, che permette di radicalizzare lo sguardo senza apparire forzati, oppure attingono al fantastico, filone che in Italia ha un padre nobile proprio in Calvino. O, ancora, riprendono l’inesauribile mito greco per parlare dell’oggi, o creano paesaggi mentali allucinati con la medesima funzione. Oppure, ancora, operano attraverso un uso spiazzante del linguaggio con un effetto di straniamento, o, infine, introducendo un granello di irrealtà in un oliato congegno realistico. La descrizione dei meccanismi sociali con i suoi personaggi indagati psicologicamente, tipica del grande romanzo borghese otto-novecentesco, appare, in questi romanzi, fuori tempo massimo ed affrontabile, in alcuni casi, solo con i mezzi della docufiction. Ultimo tratto che colpisce delle opere finaliste è, infine, la produzione di testi tramite altri testi, che siano letterari, filmici, serial televisivi, manga o graphic novel.»

Anche quest’anno i dati sociologici non fanno che confermare il carattere nazionale del Premio, la sua capacità attrattiva diffusa sul territorio e tra le varie generazioni.

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La storia del Premio

Il Premio è stato fondato a Torino nel 1985, poco dopo la morte di Italo Calvino, per iniziativa di un gruppo di estimatori e di amici dello scrittore, tra cui Norberto Bobbio, Cesare Cases, Anna Chiarloni, Natalia Ginzburg, Massimo Mila, Lalla Romano, Cesare Segre. Ideatrice del Premio e sua animatrice e Presidente fino al 2010 è stata Delia Frigessi, studiosa della cultura italiana tra Ottocento e Novecento.

Calvino, com’è noto, ha svolto un intenso e significativo lavoro editoriale per l’Einaudi; l’intenzione è stata, quindi, quella di riprenderne e raccoglierne il ruolo di talent scout di nuovi autori: di qui, l’idea di rivolgersi agli scrittori esordienti e inediti, per i quali non è facile trovare il contatto con il pubblico e con le case editrici. Il Premio ha impostato la propria attività seguendo gli stessi criteri che hanno guidato Calvino: attenzione e equilibrio, gusto della scoperta e funzione critica.

Attuale Presidente del Premio è Mario Marchetti.

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Come funziona il Premio

Il Premio Italo Calvino segnala e premia opere prime inedite di narrativa. Il Premio non ha mai voluto – consapevolmente – definire una propria linea critica, né privilegiare stili, forme e contenuti. L’interesse è unicamente per la qualità della scrittura e per l’emergere di nuove tendenze.

Ogni anno, alla scadenza del bando, i manoscritti pervenuti vengono ripartiti all’interno del Comitato di Lettura, composto da cinquanta persone, per metà uomini e per metà donne. I Lettori cominciano la lettura in solitaria, testo per testo, e redigono una scheda di lettura sulla base di criteri di valutazione oggettivi e condivisi.

Al termine del primo giro di letture, si svolgono una serie di riunioni, durante le quali si procede alla discussione e allo scambio dei manoscritti.

Con il procedere delle riunioni e delle letture si arriva a emettere un giudizio unanime su ogni testo e a individuare una decina di opere finaliste che sono così pronte per essere inviate alla Giuria, composta da cinque personalità del mondo letterario (scrittori, critici, letterati). È questa Giuria a definire il vincitore e a segnalare eventualmente altre opere degne di interesse.

Nelle settimane successive alla premiazione, infine, il Premio invia un giudizio dell’opera presentata a tutti gli autori che hanno partecipato. In questo modo, l’accesso al Premio assume un carattere non soltanto di competizione ma anche di valutazione, grazie alle indicazioni tecniche e stilistiche fornite dalla scheda di lettura.

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I vincitori e le Giurie delle passate edizioni

Le Giurie del Premio, ogni anno diverse, sono sempre state costituite da critici letterari, storici della letteratura, scrittori e operatori culturali tra i più rappresentativi della scena culturale italiana dagli anni ‘70 ad oggi: Natalia Ginzburg, Cesare Segre, Ginevra Bompiani, Vincenzo Consolo, Edoardo Sanguineti, Ernesto Ferrero, Gianluigi Beccaria,  Dacia Maraini, Angelo Guglielmi, Marino Sinibaldi, Michele Mari, Tiziano Scarpa, Nicola Lagioia, Carlo Lucarelli, Antonio Scurati, Valeria Parrella, Michela Murgia, Fabio Geda, Mario Desiati, Marco Missiroli, solo per citarne alcuni.

Il Premio Calvino può ormai contare un notevole numero di autori affermati, che hanno iniziato il loro percorso editoriale proprio partendo dalla partecipazione al concorso. Tra gli altri: Marcello Fois (Picta, Marcos y Marcos), Francesco Piccolo (Diario di uno scrittore senza talento), Paola Mastrocola (La gallina volante, Guanda), Fulvio Ervas (La lotteria, Marcos y Marcos, con Luisa Carnielli), Flavio Soriga (Diavoli di Nuraiò, Il Maestrale), Peppe Fiore (L’attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi, Coniglio), Errico Buonanno (Piccola serenata notturna, Marsilio), Paolo Di Paolo (Nuovi cieli, nuove carte, Empirìa), Rossella Milone (Prendetevi cura delle bambine, Avagliano),  Giusi Marchetta (Dai un bacio a chi vuoi tu, Terre di Mezzo), Mariapia Veladiano (La vita accanto, Einaudi Stile Libero) Letizia Pezzali (L’età lirica, Baldini Castoldi Dalai),  Simona Baldelli (Evelina e le fate, Giunti), Francesco Maino (Cartongesso, Einaudi), Domenico Dara (Breve trattato sulle coincidenze, Nutrimenti).

Tra gli ultimi vincitori pubblicati: Cesare Sinatti (La Splendente, Feltrinelli), Emanuela Canepa (L’animale femmina, Einaudi Stile Libero).

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Le case editrici

Le case editrici che hanno pubblicato le opere vincitrici o segnalate vanno dai grandi marchi storici alle tante e pionieristiche case editrici che caratterizzano ormai da tempo il panorama culturale italiano. Ogni anno, alla cerimonia di premiazione si incontrano i più importanti editor, talent scout e responsabili delle collane di narrativa italiana.

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