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Archive for giugno 2018

GIANLUCA BARBERA racconta MAGELLANO

GIANLUCA BARBERA racconta il suo romanzo MAGELLANO (Castelvecchi)

Il mio Magellano è un novello Ulisse, ma potrebbe anche assomigliare a un personaggio delle leggende di Re Artù.
Un omaggio a Salgàri, indimenticabile compagno della nostra giovinezza.

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di Gianluca Barbera

Circa un anno e mezzo fa, sul principio della primavera, camminavo nei boschi intorno a casa con un amico. Gli parlai del fatto che volevo scrivere un romanzo che raccontasse e in qualche modo condensasse l’epopea dei viaggiatori e degli esploratori del passato. Pensavo di dare vita a un personaggio immaginario che avrebbe concentrato in sé le avventure dei vari Marco Polo, Colombo, Vespucci. Nei mesi successivi lessi molti libri sull’argomento. Tra questi la biografia di Stefan Zweig su Magellano e la Relazione di Pigafetta. Mi resi subito conto che la mia ricerca era terminata. Avevo trovato il mio “eroe”. Volevo con tutte le mie forze scrivere una storia epica e divertente al tempo stesso, una storia di mare e di terra, piena di sale e di vento. Un inno allo spirito libero che è in ciascuno di noi. E quella di Magellano era una storia drammatica già fatta e compiuta, con una struttura narrativa perfetta. Una tragedia che pareva uscita dalla penna di Shakespeare. Con spettri, tradimenti, morti violente, sensi di colpa, figure titaniche, rivalità insanabili. Mi ci buttai a capofitto. Innanzitutto andavano sistemate alcune cose, oliati alcuni ingranaggi; bisognava trovarle una lingua, un punto di vista non banale, occorreva dare spessore ai personaggi. E vi andava innestata una ironia tutta moderna, se volevo che certe situazioni non risultassero eccessive. Leggi tutto…

UNA BIBLIOTECA PER PIERLUIGI CAPPELLO

Pierluigi Cappello è stato uno dei maggiori poeti italiani. È scomparso il 1° ottobre 2017 e, su LetteratitudineBlog, gli abbiamo dedicato questo omaggio. È con grande piacere che contribuiamo a divulgare la notizia della intitolazione, al poeta Pierluigi Cappello, della biblioteca civica di Tarcento (Ud)

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Sabato 30 giugno, alle 20.30, la biblioteca civica di Tarcento, situata nel complesso del Centro Europeo Luciano Ceschia, in via Julia 13, verrà intitolata a Pierluigi Cappello.

Il sindaco, Mauro Steccati, scoprirà la targa con la scritta:

«COMUNE di TARCENTO / BIBLIOTECA CIVICA  / “Pierluigi Cappello” / poeta (1967-2017) / “Sono qui, con voi, perché sia voce / la mia dentro le vostre” / 30 giugno 2018». Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 18 al 24 giugno 2018 – segnaliamo “Le persiane verdi” di Georges Simenon (Adelphi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 18 al 24 giugno 2018

Questa settimana segnaliamo: “Le persiane verdi” di Georges Simenon (Adelphi), che entra in classifica generale all’11° posto

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Si conferma al 1° posto il nuovo libro di Andrea Camilleri: “Il metodo Catalanotti” (Sellerio)

Mantiene la 2^ posizione, “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Si conferma al 3° posto “La lettera d’amore” di Lucinda Riley (Giunti Editore)

Mantiene il 4° posto Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

Entra in top ten in 5^ posizione “I figli di Dio” di Glenn Cooper (Nord)

Mantiene il 6° posto “Origin” di Dan Brown (Mondadori) – edizione economica

Al 7° posto: “Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio” (Editrice Shalom)

Entra in top ten, all’8° posto, “Hippie” di Paulo Coelho (La nave di Teseo)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era al 5° posto), #Ops di Elisa Maino (Rizzoli)

In 10^ posizione (la settimana scorsa era al 7° posto) “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

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Questa settimana segnaliamo: “Le persiane verdi” di Georges Simenon (Adelphi), in classifica generale all’11° posto

“Bevve il terzo bicchiere a occhi chiusi. Poi ne bevve un quarto e solo allora si eresse in tutta la sua altezza, spinse il petto in fuori, gonfiò le guance e tornò a essere quello che tutti erano abituati a vedere. Si guardò intorno, osservando le facce che fluttuavano tra le nuvole di fumo, e contrasse le labbra in una smorfia, la sua famosa smorfia, feroce e patetica insieme, che alla fine produsse l’effetto desiderato, li fece ridere, come a teatro faceva ridere la platea, il tipico riso nervoso di chi per un attimo ha avuto paura.”

«Forse questo è il libro che i critici mi chiedono da tanto tempo e che ho sempre sperato di scrivere» azzarda Simenon, che ha terminato “Le persiane verdi” in una sorta di stato di grazia, all’indomani della nascita del secondo figlio. Ha tutte le ragioni di essere soddisfatto: è riuscito a scolpire una figura larger than life, Emile Maugin, celeberrimo attore giunto, a sessant’anni, all’apice del successo e della fama, che un giorno apprende di avere, al posto del ventricolo sinistro, «una specie di pera molle e avvizzita». «Maugin non è ispirato né a Raimu, né a Michel Simon, né a W.C. Fields, né a Charlie Chaplin» afferma risolutamente Simenon nell’Avvertenza. «E tuttavia, proprio a causa della loro grandezza, non è possibile creare un personaggio dello stesso calibro, che faccia lo stesso mestiere, senza prendere in prestito dall’uno o dall’altro certi tratti o certi tic». Ciò detto, taglia corto, «Maugin non è né il tale né il talaltro. È Maugin, punto e basta, ha pregi e difetti che appartengono solo a lui». Pregi e difetti alla misura del personaggio: dopo un’infanzia sordida, ha lottato, perduto, vinto, amato, desiderato, conquistato e posseduto tutto – donne, fama, denaro -, e coltiva la propria leggenda abbandonandosi a ogni eccesso. Prepotente, scorbutico, cinico (ma segretamente generoso), regna da tiranno su un piccolo mondo di sudditi devoti e trepidanti, fra cui la giovanissima e amorevole moglie, ma vive nella costante paura della morte e nella nostalgia dell’unica cosa che non ha mai conosciuto: la pace dell’anima – quella cosa tiepida e dolce a cui il suo desiderio attribuisce la forma di una casa con le persiane verdi.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
2 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90 *
3 La lettera d’amore Lucinda Riley Giunti Editore 16,90
4 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
5 I figli di Dio Glenn Cooper Nord 20,00
6 Origin Dan Brown Mondadori 7,90 S
7 Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00
8 Hippie Paulo Coelho La nave di Teseo 18,00
9 #Ops Elisa Maino Rizzoli 15,90
10 Divorare il cielo Paolo Giordano Einaudi 22,00

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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VENTO DI MARE di Paolo Sidoti: incontro con l’autore

VENTO DI MARE di Paolo Sidoti (Algra) – incontro con l’autore

Domenica 1 luglio, Paolo Sidoti presenterà il suo nuovo libro, “Vento di Mare” (Algra), nell’ambito della rassegna “Spazio al Sud” 2018–  H. 18:30, c/o Hotel Isabella, C.so Umberto 58, Taormina. L’incontro è coordinato dalle giornaliste Maria Teresa Papale, direttrice della rassegna, e Milena Privitera (che dialogherà con l’autore.

Il romanzo è ispirato alla biografia del maresciallo Alfredo Agosta, vittima della criminalità organizzata nella Catania violenta dei primi anni ‘80.

Abbiamo incontrato l’autore chiedendogli di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

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«E’ un libro che non avrei mai voluto scrivere per il triste epilogo di una persona dall’alto valore umano e professionale come il maresciallo Alfredo Agosta», ci ha spiegato Paolo Sidoti.
paolo-sidoti«Ho documentato la sua vita e contestualizzato l‘ambiente in cui viveva e lavorava, quello di una città avida di morte, violenta e assetata di sangue degli anni ’80. Catania è una città che dimentica facilmente e questo libro spero possa essere letto dai giovani, per conoscere un periodo della città poco conosciuto.
Fondamentalmente “Vento di Mare” è un inno alla vita anche se si parla di morte.
Muore veramente chi non è mai ricordato nel cuore della gente! Chi ha abbracciato il male non gode di questo privilegio, infatti nessuno parla più di Totò Riina.
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LE CONVERSAZIONI 2018

Al via il festival a Capri con Vendela Vida, Dave Eggers, Helen Oyeyemi, Ian Buruma, David Mamet e Benjamin Taylor

le conversazioni

29, 30 giugno, 1 luglio – 6, 7 e 8 luglio

Piazzetta Tragara, ore 19.00

“Felicità/Happiness” è il tema della tredicesima edizione

“Cos’è la felicità? Esiste? E riusciamo a viverla, se non per brevi momenti? Ogni persona cerca la felicità, ma è necessario chiedersi se questo avviene perché in realtà non l’abbia già conosciuta.” (Antonio Monda, New York, 2018)

Proprio sulla “Felicità/Happiness” sono invitati a interrogarsi alcuni tra i più importanti scrittori della scena internazionale, protagonisti della tredicesima edizione del festival Le Conversazioni, ideato da Antonio Monda e Davide Azzolini, che torna a Capri dal 29 giugno all’ 8 luglio (ore 19.00).

Dopo gli appuntamenti di New York e Roma, nella cornice caprese di Piazzetta Tragara a picco sui Faraglioni, il prossimo fine settimana, apriranno l’edizione caprese la scrittrice Vendela Vida (29 giugno), l’autore americano Dave Eggers (30 giugno) e l’anglo-nigeriana Helen Oyeyemi (1 luglio). Poi, da venerdì 6 a domenica 8 luglio saranno protagonisti Ian Buruma (6 luglio), il regista David Mamet (7 luglio) e lo scrittore americano Benjamin Taylor (8 luglio). Attraverso i reading e le conversazioni con Antonio Monda gli ospiti dialogheranno sulla “Felicità/Happiness” leggendo loro stessi, in apertura di ogni appuntamento, i testi inediti che hanno dedicato al tema dell’edizione 2018.
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LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison: incontro con l’autore

LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison (Fandango)

Iacopo Barison (Fossano, 1988); ha pubblicato un primo romanzo all’età di vent’anni, tratto dal suo blog. Suoi racconti e articoli sono apparsi su numerosi siti e riviste. A maggio 2014, per Tunué, è uscito il romanzo, Stalin + Bianca, nella collana di narrativa diretta da Vanni Santoni. Di recente, per i tipi di Fandango, è stato pubblicato il suo nuovo romanzo intitolato: Le stelle cadranno tutte insieme.

Abbiamo incontrato l’autore e gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa su questo nuovo libro….

«Quando ho iniziato a scrivere Le stelle cadranno tutte insieme», ci ha spiegato Iacopo Barison, «volevo raccontare nel modo più onesto possibile che cosa significa avere fra i 20 e i 30 anni oggi, in un mondo così diverso e schizofrenico rispetto a quello dei miei genitori.
È stato, per me, un tentativo di guardarmi indietro e fare un bilancio dell’ultima decade della mia vita, trasfigurandola con la lente della finzione. Specifico che non si tratta di un romanzo autobiografico. Attraverso la storia di tre ragazzi disposti a tutto pur di diventare famosi nel mondo del cinema, forse ho raccontato anche cosa significa diventare adulti, doversi prendere delle responsabilità e magari fallire. I protagonisti si sentono completamente privati di un futuro a lungo a termine, quindi finiscono per concentrarsi su quello a breve, esclusivamente su se stessi, sul minuto successivo delle loro vite. Non è un caso che il romanzo cominci con una domanda: “E poi?”»

Di seguito, un estratto del romanzo…

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LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison (Fandango) Leggi tutto…

CORTONA MIX FESTIVAL 2018

CORTONA MIX FESTIVAL 2018: da mercoledì 18 a domenica 22 luglio

Copertina comunicati stampa

Le parole non sono mai state così tante. Forse anche per questo, non sono mai state così importanti. In un’epoca in cui è diventato semplice e immediato esternare le proprie emozioni e i propri commenti, condividendoli all’istante con una platea potenzialmente globale, il Cortona Mix Festival propone un momento di riflessione su ciò che scriviamo, leggiamo e ascoltiamo. Sul senso delle parole che ci circondano e sul modo in cui le utilizziamo per plasmare noi stessi e la società.

Cortona Mix Festival

Promossa dal Comitato Cortona Cultura Mix Festival (Gruppo Feltrinelli, Orchestra della Toscana, Accademia degli Arditi e Officine della Cultura) e dal Comune di Cortona in collaborazione con Regione Toscana e Camera di Commercio di Arezzo, la settima edizione si svolge da mercoledì 18 a domenica 22 luglio, fedele alla formula del “mix delle arti”, intrecciando e mettendo in dialogo la narrativa e la poesia, il cinema e la musica, il giornalismo e il teatro.

Le parole protagoniste sono quelle di prestigiosi autori internazionali (Andrew Sean Greer, premio Pulitzer 2018 per la narrativa), poeti affermati (Valerio Magrelli) e intellettuali di lungo corso (Goffredo Fofi), giornalisti di quotidiani, tv e web (Annalena Benini, Marco Damilano, Gabriele Del Grande, Sergio Rizzo), esponenti dei diversi generi letterari (dal giallo di Giuseppina Torregrossa all’horror di Pietro Grossi), drammaturghi che hanno conquistato palcoscenici globali (Stefano Massini) e attrici che debuttano nel mondo della parola scritta (Laura Morante), professionisti del marketing (Roberto Olivi) e moderni goliardi della comunicazione (il team di Lercio). Leggi tutto…

L’ESEMPLARE VICENDA DI AUGUSTO GERMANO PONCARÈ di Amleto De Silva (recensione)

cover De Silva stampaL’ESEMPLARE VICENDA DI AUGUSTO GERMANO PONCARÈ di Amleto De Silva (LiberAria)

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di Daniela Sessa

Un libro per gente con la testa dritta

Un afrore come di granciporro andato a male si spandeva financo nel paradisiaco ufficio di quel sublime solipsista smargiasso di Augusto Poncarè nella misura in cui stava tirando le cuoia. Chi ben comincia è forse a metà dell’opera, pardon della recensione? Si vedrà: intanto è certo che tanto prezioso linguaggio sarebbe sembrato ad Augusto Poncarè un plagio. E un oltraggio, perché a tirare le cuoia era proprio lui. Ne avrebbe riso Germano che dentro quell’ufficio si sta godendo la morte del suo doppio, quello che si era appropriato del suo nome e andava, fino a quel momento almeno, in giro per il mondo con la boria di un nome altisonante: non sembra adatto a un generale francese del XIX sec.? Invero, aggiungendo una i avremmo un Raymond Poincarè, presidente della Repubblica Francese e collezionista di onorificenze quasi come Augusto Germano; o meglio un Henri Poincarè il matematico intrappolato nella omonima congettura  che, volendo semplificare, è la difficoltà di dimostrare di essere uguali: leggendo il libro capirete questa digressione onomastica, la quale d’altronde non esclude il gusto di Amleto De Silva di giocare facile con le parole Poncarè/ Pancarrè. Borioso il nome e significante di un’esistenza ugualmente boriosa e fortunata come solo un cretino può permettersi di avere. Assumo il punto di vista di Germano: lo stratagemma narrativo di Amleto De Silva vuole questo. Che il lettore, un calviniano tu diventato voi, si faccia complice della gioia sadica della vendetta. Basta così. Non si può spoilerare (sic!) un romanzo che è d’obbligo leggere: non farlo sarebbe una mancanza gravissima. A proposito di mancanze, o meglio di deficienze. Augusto Germano Poncarè è un deficiente, della sottospecie del cretino; qualcuno lo avrebbe definito un cretino intelligente, ma Amleto De Silva pare negargli persino l’aggettivo. Il cretino della specie Poncarè ha un fisico pingue (un salsicciotto dentro l’andatura del pinguino) e un carattere che, indeciso tra la cattiveria, la malafede, la pigrizia, l’ambizione e l’egoismo, li ha mischiati tutti a un’ignoranza fuori dal comune e a un linguaggio oscillante tra post-lallazione e pre-rimbambimento. Facile capire perché la sua vicenda sia esemplare. Attenzione: non ammirevole ma edificante. Leggi tutto…

IL GRANDE LUCERNARIO di MariaGiovanna Luini: incontro con l’autrice

IL GRANDE LUCERNARIO. La lezione di Umberto Veronesi e la nuova via per la cura” di MariaGiovanna Luini (Mondadori, 2018)

MariaGiovanna Luini è scrittrice e medico. Senologa libero professionista con due specializzazioni e un master in senologia chirurgica all’Istituto europeo di oncologia (IEO). Al Centro Metis di Milano promuove l’integrazione tra la medicina convenzionale di eccellenza e alcune tecniche che la scienza sta studiando: Reiki ed Energie, meditazione e percorsi di autoconsapevolezza. Per sedici anni è stata l’assistente medico di Umberto Veronesi nella direzione scientifica di IEO. Ha pubblicato romanzi (il più recente La luce che brilla sui tetti) e saggi (molti dei quali insieme a Veronesi), ha collaborato a sceneggiature cinematografiche e prestato consulenza per Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek. Segnaliamo l’Autoracconto d’autore dedicato a “Il male dentro” (Cairo).

MariaGiovanna Luini è tornata in libreria con un nuovo volume intitolato: “Il grande lucernario. La lezione di Umberto Veronesi e la nuova via per la cura” (Mondadori).

Abbiamo invitato l’autrice a raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

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Risultati immagini per mariagiovanna luini mondadori«Quando mi si chiede di definire il Grande Lucernario inizio con un elenco di “non è”», spiega MariaGiovanna Luini a Letteratitudine. «Non è un’autobiografia, non è un libro su Umberto Veronesi, non è una riflessione sulla malattia. Avevo in mente di riflettere – lasciando aperte tutte le ipotesi – su ciò che noi siamo, su cosa significhino le parole “cura” e “guarigione”.
Negli anni ho spaziato: non ho abbandonato la medicina, ma mi sono trovata ad approfondire approcci che alcuni definiscono (erroneamente) “alternativi”. La medicina intuitiva e vibrazionale, le tecniche orientali di “tocco che cura” (Reiki, Pranic Healing) e diversi sciamanismi. Mi sono innamorata delle filosofie di cura dei Nativi Americani, africane e afroamericane (la religione Voodoo è un concentrato di preziosi segreti di Cura) e ho frequentato seminari e corsi dei più importanti (e sorprendenti) guaritori del mondo. Alcuni sono medici: persone che hanno visto oltre, hanno intuito che per arrivare là dove la scienza fatica a guardare sia necessario accendere l’amore, il cuore, l’istinto.
Ho compreso che l’essere umano non è un corpo da mantenere in corretto funzionamento e riparare se si guasta: è un insieme di energie, alcune più tangibili e altre più rarefatte ma ugualmente importanti. Corpo, psiche, inconscio, emozioni, sentimenti, aspettative, evoluzione interiore: esiste un equilibrio in cui ogni dettaglio conta. Ho voluto condividere ciò che finora ho compreso, e anche i dubbi. Nel libro ho dedicato il mio amore a esempi di medici importanti per la mia formazione e la mia sopravvivenza (sono stata paziente grave, lo racconto), a pazienti che mi hanno onorato della loro fiducia, a innumerevoli misteri positivi (i “miracoli”) che mi stanno suggerendo l’esistenza di un Guaritore Interiore. È un viaggio che oggi è andato ancora oltre: “Il Grande Lucernario” ne definisce i prodromi.»

Ringraziamo MariaGiovanna Luini per la sua disponibilità e proponiamo, di seguito, un estratto del libro Leggi tutto…

CETTI CURFINO va a Milazzo

Cetti Curfino (Cover)Viaggio a Milazzo (Me) per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

Giovedì 28 giugno 2018, a Milazzo (ME), h. 19, Massimo Maugeri presenta “Cetti Curfino” (La nave di Teseo) presso il Terrazza Hotel ‘Ngonia Bay di Milazzo. Interverrà la giornalista Rossana Franzone e leggerà alcuni passi l’attrice Lidia Fiumara. Evento organizzato dalla Mondadori Bookstore di Milazzo.

In fondo al post: la locandina dell’evento.

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CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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Dalla rassegna stampa del romanzo

su “Tuttolibri”- “La Stampa” (recensione di Amedeo La Mattina)
[Cetti, dotata di «una bellezza ferale», di quelle che toglie il fiato, sceglie la strada che la porta in una cella. Massimo Maugeri ci conduce dentro questa prigione, ci fa entrare nella testa di una donna che concentra l’umiliazione e la disperazione di milioni di donne alla ricerca della propria dignità.]

su “L’Espresso” (Freschi di stampa di Sabina Minardi)
[Un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana]

su “la Repubblica – Palermo” (recensione di Gianni Bonina)
[È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde]

su “Vivere – La Sicilia” (articolo/intervista di Domenico Trischitta)
[“Cetti Curfino” (La nave di Teseo) di Massimo Maugeri è un romanzo travolgente, avvincente, e la sua protagonista è uno di quei personaggi che difficilmente dimenticheremo].

su “La Sicilia” (Massimo Maugeri racconta il suo romanzo “Cetti Curfino”)
[Un romanzo strutturato sull’alternanza delle voci di questi due personaggi – Cetti e Andrea – che cercano nella scrittura una personale forma di riscatto].

su “La Gazzetta del Sud” (recensione di Francesco Musolino) Leggi tutto…

CLASSIFICA: dall’11 al 17 giugno 2018 – segnaliamo “Il basilico di Palazzo Galletti” di Giuseppina Torregrossa (Mondadori)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dall’11 al 17 giugno 2018

Questa settimana segnaliamo: “Il basilico di Palazzo Galletti” di Giuseppina Torregrossa (Mondadori), che entra in classifica generale al 35° posto

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Si conferma al 1° posto il nuovo libro di Andrea Camilleri: “Il metodo Catalanotti” (Sellerio)

Mantiene la 2^ posizione, “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Entra in top ten al 3° posto “La lettera d’amore” di Lucinda Riley (Giunti Editore)

Al 4° posto (la settimana scorsa era in 3^ posizione) Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

In 5^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto), #Ops di Elisa Maino (Rizzoli)

Al 6° posto l’edizione economica di “Origin” di Dan Brown (Mondadori)

Mantiene la 7^ posizione “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

All’8° posto: “Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio” (Editrice Shalom)

In 9^ posizione “Ricordati di sorridere” di Daniele Di Benedetti (Mondadori)

Al 10° posto, “Wonder” di R. J. Palacio (Giunti Editore)

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Questa settimana segnaliamo: “Il basilico di Palazzo Galletti” di Giuseppina Torregrossa (Mondadori) – in classifica generale al 35° posto

Una storia guizzante e sensuale, punteggiata di humour, e capace di circoscrivere in modo conturbante i desideri inespressi e le impasse di una donna che si trova nel passaggio cruciale dalla giovinezza alla maturità.

L’estate avvampa a Palermo, la terra è arida e i bacini a secco. Dai rubinetti, come sempre in agosto, l’acqua scende appena, sui marciapiedi l’immondizia fermenta rendendo l’aria irrespirabile, e a nulla servono preghiere e invocazioni a santa Rosalia affinché faccia piovere. I poveri si muovono nei bassi come fantasmi nella polvere, i più abbienti hanno già lasciato i quartieri alti per le loro ville al mare. Nell’attesa della festa in onore della patrona della città, Marò, da poco promossa a capo del gruppo “antifemminicidio”, porta avanti con riluttanza una nuova complessa indagine su un omicidio avvenuto il giorno di Ferragosto. Non attraversa un periodo felice, la commissaria. La promozione, anziché gratificarla, l’ha resa insicura, come non si sentisse all’altezza di quella nuova responsabilità – e in cuor suo desidera smettere “la pesante divisa da poliziotta, per vestire i panni più leggeri della cuciniera”; la turbolenta relazione con Sasà, sempre più intrattabile da quando il questore l’ha spedito in un sonnacchioso commissariato dove nulla funziona e nulla accade, pare volgere al tramonto fra risentimenti, incomprensioni e défaillance sessuali. Gli anni passano veloci, troppo, e forse quell’uomo bizzoso, un tantino rozzo e grossolano, è l’ultima possibilità che le rimane di crearsi una famiglia. È per questo, perché la sua vita è a un punto morto, che Marò avrebbe preferito non occuparsi del caso? Intanto l’indagine, inaspettatamente, le sta mettendo sotto il naso man mano elementi che sembrano avere bizzarre implicazioni con la sua vita privata. Quale svolta l’attende in fondo a questa estate “che non lascia presagire nulla di buono”?

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
2 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90 *
3 La lettera d’amore Lucinda Riley Giunti Editore 16,90
4 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
5 #Ops Elisa Maino Rizzoli 15,90
6 Origin Dan Brown Mondadori 7,90 S
7 Divorare il cielo Paolo Giordano Einaudi 22,00
8 Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00
9 Ricordati di sorridere Daniele Di Benedetti Mondadori 18,00
10 Wonder R. J. Palacio Giunti Editore 12,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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FESTIVALETTERATURA 2018

FESTIVALETTERATURA MANTOVA DAL 5 AL 9 SETTEMBRE 2018

Festivaletteratura
VENTIDUESIMA EDIZIONE

La ventiduesima edizione di Festivaletteratura si terrà a Mantova da mercoledì 5 a domenica 9 settembre. Il denso programma di appuntamenti che andrà a distendersi tra piazze, palazzi e altri luoghi della città arriva da un appassionante lavoro di tessitura che ha messo in connessione artisti provenienti da mondi diversi, creato corrispondenze tra scrittori, chiamato all’opera nuovi attori della scena culturale e – in particolare quest’anno – centinaia di adolescenti. È per questa strada che la partecipazione di ciascun autore viene a trasformarsi in un “incontro”, l’elemento di base della festosa costruzione di Festivaletteratura. Incontrarsi al Festival significa infatti ritrovarsi ad allargare i discorsi avviati, approfondire gli scambi, dare corso alle idee, verificare – nel confronto con il pubblico – quello di cui si è discusso per mesi, al di là dei singoli appuntamenti in calendario, prendendosi il tempo che occorre e trovando la giusta atmosfera.

Festivaletteratura cerca una volta di più di offrire spazi, lanciare sfide, trovare affinità e arditi incroci disciplinari per portare autori anche apparentemente distanti a condividere il palco e disporsi a un confronto aperto, a volte imprevedibile, sulle questioni sentite come più urgenti e vicine dalla comunità di lettori che si dà appuntamento a Mantova. Una cura che si traduce ad esempio nel mettere fianco a fianco autori che vivono sulle sponde opposte dell’oceano, narratori e musicisti con lo stesso senso del ritmo, architetti e scrittori che prendono la città come misura del mondo, poeti e drammaturghi che scavano dentro le parole, fisici e studiosi di letteratura che si confrontano sugli statuti delle reciproche discipline, scrittori migranti di prima e seconda generazione, o anche scrittori legati da lunga amicizia che proprio al Festival decidono di dar sfogo a una comune passione letteraria, intraprendere un progetto da tempo rimandato o ricominciare un discorso lasciato in sospeso.

A Festivaletteratura tutto questo diventa possibile. Il campo è aperto a situazioni ancor più orientate al coinvolgimento attivo del pubblico e a un’invenzione più libera e partecipata, capaci di mettere in circolo e di produrre nuove energie creative. Molte sono le progettualità che il Festival lancia o riprende – Girotondo, Scienceground o iniziative come Meglio di un Romanzo e numerose altre – all’interno di una vocazione sperimentale mai venuta meno. Read On in questo senso si spinge ancora più avanti: il progetto europeo – avviato nel giugno 2017 con sei partner internazionali e finalizzato a sostenere e promuovere la lettura tra gli adolescenti – confluisce nel programma 2018 dopo un intenso anno di attività e affida ai ragazzi il compito di proporre nuove modalità per entrare in relazione con libri e scrittori, per proseguire poi la propria corsa oltre i cinque giorni di settembre e aprire al Festival altre porte.

 

sfogliando il programma Leggi tutto…

L’ORA SOSPESA di Vincenzo Consolo (recensione)

“L’ORA SOSPESA e altri scritti per artisti” di Vincenzo Consolo (a cura di M. A. Cuevas – Le Farfalle edizioni)

[Leggi l’omaggio di Letteratitudine dedicato a Vincenzo Consolo]

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di Sebastiano Burgaretta

Quindi per gradi, per lenti processi discendiamo in spazi inusitati (dimenticammo l’ora, il punto del passaggio, la consistenza, la figura d’ogni altro; dimenticammo noi sopra la terra, di là della parete: al confine bevemmo il nostro lete). Ora, in questa luce nuova – privazione d’essa o luce stessa rovesciata, frantumo d’una lastra, rovinìo di superficie. Sfondo infinito, abissitade – in nuovi mondi o antichi, in luoghi ignoti risediamo. O ignote forme, presenze vaghe, febbrili assenze, noi aneliamo verso dimore perse, la fonte ove si bagna il passero, la quaglia, l’antica età sepolta, immemorabile.
E in questa zona incerta, in questa luce labile, nel sommesso luccichìo di quell’oro, è possibile ancora la scansione, l’ordine, il racconto? È possibile dire dei segni, dei colori, dei bui e dei lucori, dei grumi e degli strati, delle apparenze deboli, delle forme che oscillano all’ellisse, si stagliano a distanza, palpitano, svaniscono?
E tuttavia per frasi monche, parole inadeguate, per accenni, allusioni, sfasature e afonie tentiamo di riferire di questo sogno, di questa emozione[1].

Questa lunga citazione è l’incipit dello scritto che dà anche il titolo al libro L’ora sospesa, di Vincenzo Consolo, raccolta di articoli, brevi saggi, presentazioni di mostre curata con una sapiente scelta di testi, peraltro approvata e postillata negli ultimi suoi mesi di vita dallo scrittore di Sant’Agata Militello, dal critico e italianista spagnolo Miguel Ángel Cuevas. Questi ha arricchito il volume con un accurato apparato di note informative e critiche che colgono ed evidenziano il ruolo non secondario dei testi compresi nel volume, edito dalle edizioni Le Farfalle del poeta e raffinato editore Angelo Scandurra. Ho voluto riportarla, perché mi pare evidente che in essa risieda la cifra chiara, ineludibile non solo di questo libro ma anche dell’intero cammino letterario dello scrittore e narratore-poeta che è Consolo. Non si tratta, come potrebbe suggerire la tipologia specifica degli scritti, soltanto del tempo sospeso, dell’attimo necessario a catturare un’emozione, una sensazione da fermare con lo scatto della macchina fotografica o da dilatare col pennello su una tela. In essa è contenuta la metafora della ricerca continua che, fra tappe e soste, parola e afasia, luce e lutto, illusione e disinganno, lo scrittore e narratore ha svolto in ambito letterario con una rara e sofferta identificazione tra pagina e vita. Leggi tutto…

TAOBUK 2018: comincia il 23 giugno – tema “Rivoluzioni” – tra gli ospiti Oz e Strout

TAOBUK 2018: Rivoluzioni – VIII edizione 23-27 Giugno (Taormina, Me)

L’intero programma è disponibile qui

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La letteratura incontra lo spettacolo al Teatro Antico di Taormina: Amos Oz, Elizabeth Strout, Sergio Castellitto, Carmen Consoli, Paola Cortellesi, Anna Valle e Stefano Bollani con l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania per la serata inaugurale trasmessa su Rai 2

Tra gli altri ospiti del festival: Fernando Savater, Catherine Dunne, Madeleine Thien, Rawi Hage, Jamileh Kadivar, Ferzan Ozpetek

La fascinazione delle parole che si fonde con quella dei luoghi, la bellezza di una meta unica al mondo che diviene non sfondo ma parte integrante di una proposta in cui l’arte in tutte le sue declinazioni si fa assoluta protagonista: è Taobuk, il Festival Internazionale di Letteratura di Taormina, ideato e diretto da Antonella Ferrara.

Taobuk da otto anni raccoglie l’eredità di una terra che è stata rifugio prediletto di tanti protagonisti della scena artistica, letteraria e cinematografica, da due anni la sua realizzazione beneficia del sostegno dell’Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.

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RIVOLUZIONI
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FRANCESCO TARGHETTA vince il PREMIO BERTO 2018

Francesco Targhetta, con Le vite potenziali, Mondadori è il vincitore della 26ma edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto per scrittori di narrativa esordienti.

Nato a Treviso, 38enne, insegna lettere alle scuole superiori. Ha vinto nel 1999 il Premio di scrittura Berto Giovani, da studente dell’ultimo anno del Liceo, nella sezione poesia. Ha pubblicato un libro di poesie (Fiaschi, ExCogita, 2009) e un romanzo in versi (Perciò veniamo bene nelle fotografie, Isbn, 2012). Nel 2014 ha vinto il premio Delfini e il premio Ciampi (da cui la plaquette Le cose sono due, Valigie Rosse, 2014). Con Le vite potenziali fa il suo esordio in prosa, e centra due prestigiosi obiettivi. Oltre a vincere il Premio Berto, infatti, è finalista del Campiello.

Targhetta è stato proclamato e premiato, con un assegno di 5 mila euro, nel corso della finale del Premio, svoltasi in Casa Berto, a Capo Vaticano, Ricadi.

Nella cinquina di finalisti, che era stata annunciata dalla giuria a Mogliano Veneto nel corso della riunione conclusiva della selezione della sessantina di opere presentate a questa edizione dagli editori, c’erano anche Carlo Carabba, con Come un giovane uomo, Marsilio Editori, Oreste Lo Pomo, con Malanni di stagione, Cairo, Mirko Sabatino, con L’estate muore giovane, Nottetempo, Matteo Trevisani, con Libro dei fulmini, Atlantide.
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CLASSIFICA: dal 4 al 10 giugno 2018 – segnaliamo “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri (Sellerio)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 4 al 10 giugno 2018

Questa settimana segnaliamo il nuovo libro di Andrea Camilleri: “Il metodo Catalanotti” (Sellerio) – n. 1 in classifica generale

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Si conferma al 1° posto il nuovo libro di Andrea Camilleri: “Il metodo Catalanotti” (Sellerio)

Mantiene la 2^ posizione, “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Si conferma al 3° posto Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

In 4^ posizione (la settimana scorsa era al 5° posto), #Ops di Elisa Maino (Rizzoli)

Entra in classifica al 5° posto il volume “I sette peccati capitali dell’economia italiana” di Carlo Cottarelli (Feltrinelli)

Al 6° posto (la settimana scorsa era al 7° posto), un classico di Philip Roth: Pastorale americana (Einaudi)

In 7^ posizione (la settimana scorsa era al 10° posto) “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

In 8^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto) “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman (Garzanti)

Si conferma al 9° posto in classifica “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

Entra in top ten al 10° posto “Il presidente è scomparso” di Bill Clinton; James Patterson (Longanesi)

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Questa settimana segnaliamo: “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri (Sellerio) – n. 1 in classifica generale

Mai come in questo libro Camilleri inventa storie e personaggi e li fa recitare fra le quinte di un teatro di cui è lui il regista. E noi assistiamo alla messinscena che è dramma e commedia insieme.

Questa volta Mimì Augello se la vede brutta: nella casa dell’amata di turno rientra inaspettatamente il marito; così Mimì è costretto a calarsi dalla finestra per salvare pelle e reputazione. Da un pericolo all’altro: nell’appartamento del piano di sotto dove ha cercato riparo, nel buio intravede un corpo steso sul letto, completamente vestito e irrigidito dal gelo della morte. Di un morto ammazzato ritrovato sul letto viene informata la polizia, solo che non si tratta di quel morto, perché è in tutt’altra casa, anche lui con l’abito buono. Come può essere accaduto? E che ne è stato dell’altro cadavere? Perché tutta la scena del crimine ha qualcosa di strano che sa di teatro? Parte da questo groviglio la nuova indagine di Salvo Montalbano, ed è proprio il teatro il protagonista del romanzo; la vittima, Carmelo Catalanotti, aveva una vera passione per le scene e dedicava tutto il proprio tempo alla regia di drammi borghesi. Si era anche inventato un metodo personalissimo per mettere gli attori in condizione di recitare: affrancarli dai loro complessi, aiutarli a liberare le emozioni, una vera e propria operazione di scavo nelle coscienze. Catalanotti conservava scrupolosamente annotazioni e commenti su tutti i potenziali attori con cui veniva in contatto, oltre che appunti di regia e strani quaderni pieni di cifre e di date e di nomi… Il commissario Montalbano spulcia tutti i dossier di Catalanotti, i testi teatrali ai quali lavorava, le note sui personaggi e soprattutto il dramma che stava per mettere in scena, Svolta pericolosa. Poco a poco si lascia coinvolgere dall’indagine e dalla nuova responsabile della scientifica, Antonia, che sul commissario ha l’effetto di una calamita. Sarà proprio il teatro a fargli trovare la soluzione del doppio cadavere.

 

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00 *
2 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90
3 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
4 #Ops Elisa Maino Rizzoli 15,90
5 I sette peccati capitali dell’economia italiana Carlo Cottarelli Feltrinelli 15,00
6 Pastorale americana Philip Roth Einaudi 14,00 T
7 Divorare il cielo Paolo Giordano Einaudi 22,00
8 Eleanor Oliphant sta benissimo Gail Honeyman Garzanti Libri 17,90
9 L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
10 Il presidente è scomparso Bill Clinton; James Patterson Longanesi 22,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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GITA AL FARO 2018: Festival Letterario di Ventotene

FESTIVAL LETTERARIO di VENTOTENE – Gita al faro: Scrittori al confino

Gita Al Faro

21/24 giugno 2018 – 7^ EDIZIONE

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Nella suggestiva cornice dell’isola di Ventotene, si svolgerà dal 21 al 24 giugno la
settima edizione del Festival Letterario Gita al faro (il cui titolo trae ispirazione
dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf), promosso dall’ Associazione per Santo
Stefano in Ventotene onlus in collaborazione con la Libreria Ultima Spiaggia e il
Comune di Ventotene.
Scrittrici e scrittori italiani confinati per cinque giorni sull’isola di Ventotene, a
scontare il loro privilegio: essere scrittrici, essere scrittori. Condannati a esercitare il
dono supremo dello sguardo, quell’attenzione mirata che genera storie, quindi a
scrivere un racconto ispirato all’isola o dall’isola e infine a sottoporlo al pubblico, in
due serate di lettura, in un teatro affacciato sul mare e illuminato dalla luce
intermittente del Faro. Leggi tutto…

CETTI CURFINO va a Taormina (Me)

Cetti Curfino (Cover)Viaggio a Taormina per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

Sabato 16 giugno alle 18.30, presso l’Hotel Isabella, corso Umberto 58 – Taormina (Me), si svolgerà la presentazione del romanzo “Cetti Curfino” di Massimo Maugeri (La nave di Teseo) nell’ambito dell’edizione 2018 del “Caffè Letterario in… Terrazza” condotta dalla giornalista Milena Privitera.

L’evento è inserito nel cartellone culturale SPAZIO al SUD dell’associazione “Arte&Cultura a Taormina”, presieduta da MariaTeresa Papale che ne firma anche la direzione artistica, all’interno del programma della rassegna “Il Caffè Letterario in Terrazza”.

 

In fondo al post: la locandina dell’evento.

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CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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Dalla rassegna stampa del romanzo

Tuttolibri – La Stampa (Amedeo La Mattina)
Cetti, dotata di «una bellezza ferale», di quelle che toglie il fiato, sceglie la strada che la porta in una cella. Massimo Maugeri ci conduce dentro questa prigione, ci fa entrare nella testa di una donna che concentra l’umiliazione e la disperazione di milioni di donne alla ricerca della propria dignità. (…) Il j’accuse di un uomo scagliato contro gli uomini stessi. Azzardando, con un eccesso storico più che letterario, un esergo tratto dall’incipit di una canzone di John Lennon del 1972, motivo di polemiche così accese che venne esclusa dalle radio. Faceva così: la donna è il negro del mondo. Sì, lo è, pensaci, fai qualcosa.

L’Espresso (Sabina Minardi)
Da un apprezzato testo teatrale di Maugeri, prende ora corpo nella forma piena del romanzo la figura appassionante della quarantenne Cetti, vittima e carnefice, emblema di soprusi e di resistenza, di abusi e di forza. Intorno, temi altrettanto forti: la vita in carcere, le morti bianche, la disoccupazione, la dipendenza dalle slot machine, la politica senza scrupoli, la difficile esistenza nelle periferie abbandonate di molte città. Con un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana.

La Repubblica Palermo (Gianni Bonina)
Cetti Curfino non si fa vendetta, non avanza attenuanti, non si sottrae alla pena, ma chiede solo di essere ascoltata: perciò prima scrive un diario al commissario e poi un libro perché il mondo senta il suo grido di angoscia e di rabbia. È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde.

Vivere – La Sicilia (Domenico Trischitta)
Cetti Curfino (La nave di Teseo) di Massimo Maugeri è un romanzo travolgente, avvincente, e la sua protagonista è uno di quei personaggi che difficilmente dimenticheremo. Innanzitutto per la sua bellezza ferina, la sua fierezza e allo stesso tempo la sua fragilità; poi ci sono i quartieri popolari catanesi, la voracità e la decadenza di una città avvitata su se stessa, con tutte le sue contraddizioni e attrazioni.

La Gazzetta del Sud (recensione di Francesco Musolino)
Pagina dopo pagina, con una prosa svelta, Maugeri dipana la matassa e alla resa dei conti si viene presi in contropiede da un colpo di scena finale che capovolge la prospettiva. Ma la verità, la nuda verità delle cose, nasconde un potere catartico e liberatorio….

SoloLibri (Milena Privitera) Leggi tutto…

LETTERE A MARIA OCCHIPINTI

LETTERE A MARIA OCCHIPINTI di Fulvia Toscano (Edizioni Arianna)

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Lettere a Maria Occhipinti, sarà presentato a Ragusa alla fiera “Libri in Festa – A tutto Volume”, Sabato 16 giugno ore 17.00, Senape Living Room Cafè (vedi qui)

Il libro raccoglie le lettere vincitrici e quelle di risposta del I concorso epistolare dedicato a Maria Occhipinti, donna siciliana di Ragusa, ed è curato da Fulvia Toscano
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SALERNO LETTERATURA 2018

FESTIVAL SALERNO LETTERATURA – SESTA EDIZIONE (16-24 giugno)

Dal 16 al 24 giugno, con un’anteprima di Pino Quartana il 15 giugno, ritorna Salerno Letteratura uno dei più grandi festival letterari dell’Italia del Sud: una nove giorni a cui parteciperanno narratori italiani e stranieri, giornalisti, filosofi, intellettuali e artisti. La vera forza di Salerno Letteratura, ha spiegato in conferenza stampa il direttore organizzativo Ines Mainieri, è la sua capacità di essere un contenitore inclusivo, sensibile a quegli stimoli che hanno portato alla costruzione di un patrimonio immateriale ricchissimo. Condivisione è la parola d’ordine, ha sottolinato il direttore artistico Francesco Durante: “Fin dall’inizio ci siamo ripromessi di non chiuderci nella sorveglianza del nostro orticello. La cultura è fatta di apertura, altrimenti non è cultura”. Un evento necessario, secondo il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, per la sua capacità di attrarre un numero sempre crescente di appassionati di libri, ma anche e soprattutto, un progetto che, nel tempo, è riuscito ad assumere un rilievo nazionale, ha voluto ribadire il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: “Salerno Letteratura sta crescendo, come era nelle premesse. Avevo chiesto ai promotori di creare un appuntamento permanente, di respiro e con una prospettiva importante. Hanno fatto un lavoro molto attento, realizzando il più grande appuntamento letterario del Sud per la qualità della proposta. Bisogna sostenere tutti gli eventi che sollecitano la crescita dell’autonomia, oggi più che mai. Questo festival ha risposto a una esigenza generale di crescita culturale, attraverso la creazione di una rete estesa alle altre regioni del Mezzogiorno, con uno sguardo all’internazionalizzazione su cui siamo perfettamente in sintonia”.

Il festival, che come di consueto si snoderà tra vicoli, piazze e slarghi del centro storico, quest’anno ha ottenuto il riconoscimento #EuropeForCulture nell’ambito dell’anno europeo del patrimonio culturale, che va ad aggiungersi all’EFFE label, la certificazione europea assegnata alle manifestazioni culturali ed artistiche più interessanti del continente. Dopo aver costruito la sua partnership a livello europeo, associandosi a festival che si tengono in Portogallo, Irlanda, Spagna e Francia, e dopo aver rinsaldato quella con il Salone Internazionale del Libro di Torino e aver avviato quella con il nuovo salone Napoli Città Libro, Salerno Letteratura quest’anno arricchisce il suo ampio mosaico di collaborazioni culturali, grazie a un prezioso tassello: la partecipazione alla Rete dei Festival del Sud. Il progetto nasce dall’alleanza fra 25 manifestazioni promosse in questi anni in sei regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con l’obiettivo di fare squadra e di valorizzare i territori attraverso la cultura. In quest’ottica si inserisce anche una delle numerose novità di questa edizione 2018: per la prima volta, infatti, il festival individua al suo interno un ampio percorso monografico dedicato alla Basilicata, in previsione di quel 2019 in cui Matera sarà la capitale europea della cultura. Spazio dunque a letteratura, musica, danza, cinema, teatro e cibosofia di impronta lucana, grazie alle collaborazioni con il Women’s Fiction fest di Matera e la Notte bianca del libro di Potenza.

IL PROGRAMMA Leggi tutto…

LA MAESTRA PORTAVA CARBONE di Giuseppe Maurizio Piscopo e Salvatore Ferlita

“LA MAESTRA PORTAVA CARBONE. Quando la Scuola diventa cattiva” di Giuseppe Maurizio Piscopo e Salvatore Ferlita (Torri del Vento edizioni)

Che cosa sta accadendo nella scuola italiana? Maurizio Piscopo e Salvatore Ferlita affrontano alcune delle questioni legate alla suddetta domanda tra le pagine di “La maestra portava carbone” (Torri del Vento).

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Il volume sarà presentato giorno 21 giugno alle ore 18:00 presso Palazzo Riso, Corso Vittorio Emanuele – Palermo. Interventi di: Alessandra Turrisi (Giornalista), Daniele Anselmo (Editore Torri del Vento). Domenico Conoscenti (Scrittore), Rosa Alba Saieva (Maestra), Roberto La Galla (Ex Rettore), S. Ferlita (Critico Letterario), Salvo Intravaia (Giornalista), G. M. Piscopo (Maestro – Scrittore).

Momenti di spettacolo: Band dei bambini della Scuola Elementare Lambruschini, Ciro Chimento (Attore), Nino Nobile ( Musicista), Angelo Daddelli (Musicista).

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La maggior parte delle maestre e dei maestri italiani lavora con grande passione, aiutando i bambini a diventare grandi. È un mestiere affascinante e ricco di gratificazioni, ma sempre difficile e soprattutto delicato.
I genitori affidano i loro figli alle maestre e vanno via, sicuri di averli lasciati nelle mani giuste. Anche se i giornali e la tv sempre più spesso oggi raccontano episodi di violenze e di abusi sui minori. La maestra o il maestro sono un punto di riferimento essenziale, aprono ai bambini le porte di un mondo nuovo, consegnano loro le lettere dell’alfabeto e insieme costruiscono le parole per capire e raccontarsi e non ci si può permettere di sbagliare: bisogna fare molta attenzione a quanto si dice, al tono, ai gesti, come spiega Alex Corlazzoli nell’introduzione.
La Maestra portava carbone è una storia di fantasia che sembra dettata dalla cronaca dei nostri giorni, mentre vera è la Storia di Faustina, l’altra faccia silenziosa ed esaltante del lavoro quotidiano dei maestri. L’analisi critica di Salvatore Ferlita invita il lettore a percorrere un viaggio nel tempo e nello spazio, lambendo i grandi autori che di scuola si sono occupati, da sant’Agostino a Montaigne, da Verga a De Amicis, da Pasolini a don Milani, Sciascia e Mastronardi.

Abbiamo incontrato gli autori per discuterne… Leggi tutto…

A TUTTO VOLUME 2018

A TUTTO VOLUME 2018: a Ragusa, dal 15 al 17 giugno 2018 la nona edizione del festival letterario

Lerner

L’intero programma è disponibile qui

A Tutto Volume

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Ragusa fa il pieno di scrittori anche per la nona edizione del festival “A Tutto Volume”, la festa dei libri. Da venerdì 15 a domenica 17 giugno saranno oltre cinquanta gli appuntamenti letterari complessivamente inseriti nel programma firmato da Alessandro Di Salvo, ideatore e promotore della manifestazione, e dalla Fondazione degli Archi assieme ai tre “guest director” Loredana Lipperini, Massimo Cirri e Tiziano Scarpa, che hanno scelto alcuni degli autori.

Inaugura Daria Bignardi che racconterà ai lettori “Storia della mia ansia” accompagnata da Loredana Lipperini che condurrà anche gli appuntamenti con Annamaria Testa e Gianfranco Calligarich. A chiudere sarà Paolo Mieli con un’ innovativa interpretazione della storia d’Italia.

ATV 2017_Piazza San Giovanni 1 (1)

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IL MAGGIORE DEI BENI di Valeria Caravella (e il progetto editoriale di Nowhere Books)

IL MAGGIORE DEI BENI di Valeria Caravella (Nowhere Books)

In semifinale a Leggo Quindi Sono, “Il maggiore dei beni“, romanzo di Valeria Caravella (edito da Nowhere Books) è incentrato sulla storia di Davide, un ragazzino di quindici anni che vive con la sua famiglia in una periferia del sud. Abbiamo incontrato l’autrice per farci raccontare qualcosa su questo suo libro:
«Mi sono innamorata di questo ragazzino che si definiva un puro, un neutro», ha raccontato Valeria Caravella a Letteratitudine. «Il suo mi è sembrato un tentativo così creativo di stare al mondo, che ho desiderato raccontarlo.
Non lo ritengo un libro sull’identità, né sulla ricerca di sé. Piuttosto un romanzo che parte da un fatto molto comune e cioè che quando nasciamo siamo già vittime di una serie di circostante e di forze che agiscono su di noi. Mi interessava raccontare il modo in cui Davide si districava tra queste forze, liberandosi di alcune, soccombendo ad altre. Ero ispirata dai suoi metodi.
Volevo che il suo linguaggio lo rappresentasse, specialmente il lessico, sono partita da lì. Le stravaganze lessicali, la combinazione di vocaboli comuni con quelli meno comuni: senza la sua voce non mi sarebbe riuscito di raccontarlo. Mentre scrivevo restavo colpita dalla forza con cui la voce di Davide si sovrapponeva alla mia. Scoprivo di avere una certa comicità nel raccontarlo e dovevo interrompere la scrittura per poter finalmente ridere. Essere Davide per me è stato un gioco da ragazzi.
La dinamica classica tra periferia e centro è presente con la sua retorica tradizionale. Ma la periferia non è la baraccopoli dove il personaggio vive, come la città non è il centro ideale a cui ambisce. I luoghi presenti nel romanzo sono la terra, intesa come luogo destinato ai vivi, e l’aldilà, il luogo destinato ai morti. Davide desidera spostarsi da un punto periferico, terreno, basso, a un punto più alto, etereo, astratto. Si muove tra questi due orizzonti e la sua missione è quella di arrivare al cielo naturalmente. Leggi tutto…

LA MILANESIANA 2018

La Milanesiana: dal 9 giugno al 19 luglio 2018 – Il dubbio e la certezza

Grande “laboratorio di eccellenza” di letteratura, cinema, musica, arte, scienza, filosofia: ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi. Il progetto de La Milanesiana è quello di far incrociare saperi e arti diverse, sia per provenienza culturale che disciplinare, portando a Milano e in Italia i maggiori talenti dei vari campi della cultura: premi Nobel per la Letteratura, Nobel per la Scienza, Oscar del Cinema e musicisti.

Tra gli incontri letterari segnaliamo quello con Jean-Marie Gustave Le Clézio, Premio Nobel 2008 per la Letteratura, che presenterà il nuovo libro il 3 luglio, all’auditorium Bpm. Il 27 giugno Claudio Magris esporrà la sua lectio magistralis Contro il dubbio; il 28 giugno è previsto l’incontro con i Premi Pulitzer Michael Cunningham e Matthew Desmond e con il prix Goncourt Jean Echenoz. Il 29 giugno sarà la volta di Joël Dicker, Patrick McGrath e Teju Cole. Tra i recital e i concerti segnaliamo il concerto dei Baustelle con «Le luci della centrale elettrica», il 26 giugno.

 

L’intero programma è disponibile qui (con i 170 ospiti di La Milanesiana 2018)

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L’introduzione del direttore artistico, Elisabetta Sgarbi Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 28 maggio al 3 giugno 2018 – segnaliamo “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 28 maggio al 3 giugno 2018

Questa settimana segnaliamo “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

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Entra in top ten conquistando il 1° posto in classifica il nuovo libro di Andrea Camilleri: “Il metodo Catalanotti” (Sellerio)

In 2^ posizione, “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Al 3° posto (la settimana scorsa era in 1^ posizione) Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

In 4^ posizione (la settimana scorsa era al 2° posto) “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman (Garzanti)

In 5^ posizione (la settimana scorsa era al 3° posto), #Ops di Elisa Maino (Rizzoli)

Al 6° posto “Che ne è stato dello Stato” Centro studi trasformazioni economico-sociali (cur.) (Edizioni Efesto)

Al 7° posto (la settimana scorsa era all’8° posto), un classico di Philip Roth: Pastorale americana (Einaudi)

All’8° posto (la settimana scorsa era in 4^ posizione) “Macerie prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare (Bao Publishing)

Al 9° posto in classifica (la settimana scorsa era in 7^ posizione) “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

In 10^ posizione (la settimana scorsa era al 6° posto) “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

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Questa settimana segnaliamo: “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi) – al 10° posto in classifica generale

A dieci anni da La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano torna a raccontare la giovinezza, poi l’azzardo di diventare adulti, in un romanzo potente e generoso.

La prima volta che Teresa li vede stanno facendo il bagno in piscina, nudi, di nascosto. Lei li spia dalla finestra. Le sembrano liberi e selvaggi. Sono tre intrusi, dice suo padre. O tre ragazzi e basta, proprio come lei. Bern. Tommaso. Nicola. E Teresa che li segue, li studia, li aspetta. Teresa che si innamora di Bern. In lui c’è un’inquietudine che lei non conosce, la nostalgia per un’idea assoluta in cui credere: la religione, la natura, un figlio. Sono uno strano gruppo di randagi, fratelli non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, carichi di nostalgia per quello che non hanno mai avuto. Il corpo li guida e li stravolge: la passione, la fatica, le strade tortuose e semplici del desiderio. Il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. E la campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent’anni, quattro vite, un amore. Coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l’altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto del mondo.

L’amicizia fra maschi, la ribellione a Dio e ai padri, il desiderio e la rivalità: Divorare il cielo è un grande romanzo sul nostro bisogno di trasgredire, e tuttavia di appartenere costantemente a qualcosa o a qualcuno. Al centro c’è una generazione colma di vita e assetata di senso, che conosce tutto eppure non si riconosce in niente. Ragazzi con un piede ancora nel vecchio millennio, ma gettati nel futuro, alla disperata ricerca di un fuoco che li tenga accesi.

 

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00 *
2 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90 *
3 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
4 Eleanor Oliphant sta benissimo Gail Honeyman Garzanti Libri 17,90
5 #Ops Elisa Maino Rizzoli 15,90
6 Che ne è stato dello Stato Centro studi trasformazioni economico-sociali (cur.) Edizioni Efesto 18,00 *
7 Pastorale americana Philip Roth Einaudi 14,00 T
8 Macerie prime. Sei mesi dopo Zerocalcare Bao Publishing 17,00
9 L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
10 Divorare il cielo Paolo Giordano Einaudi 22,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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Si è concluso IL MAGGIO DEI LIBRI 2018

Il Maggio dei Libri supera la vetta dei quattromila: 4.228 iniziative in tutta Italia, attivissime soprattutto scuole, biblioteche e librerie, protagonisti i lettori più giovani

 

Roma, 8 giugno 2018. Un nuovo record per il Maggio dei Libri, che con l’ottava edizione conclusa il 31 maggio ha raggiunto il traguardo delle 4.228 iniziative! Un nuovo record assoluto, come da tradizione per la campagna nazionale di promozione della lettura, che ad ogni edizione cresce e coinvolge sempre più persone e territori. Promosso dal Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il Maggio dei Libri si conferma un appuntamento largamente condiviso, atteso e partecipato, con progetti e ricadute sull’intero anno: “Non mi stancherò mai di gioire e congratularmi per i livelli di adesione e di impegno che ogni anno si raggiungono in questa campagna: la mia gratitudine va a tutti i soggetti, pubblici e privati, che hanno messo a disposizione e in condivisione il loro tempo e le loro capacità per diffondere il piacere e il valore della lettura” – commenta Romano Montroni, Presidente del Centro per il libro e la lettura. E continua: “Anche quest’anno si è registrata un’altissima risposta da parte delle scuole e delle biblioteche, con incontri e attività rivolti a bambini e ragazzi, giovanissimi lettori di oggi che diventeranno i cittadini e i lettori del nostro futuro. Ringrazio anche tutti coloro che hanno ideato occasioni di lettura nei luoghi più diversi e originali, dimostrando che se ci sono interesse, volontà e spirito d’iniziativa, la lettura può essere di casa ovunque”.

Il claim di questa edizione è stato Vo(g)liamoLeggere, accompagnato dall’immagine guida creata dall’illustratrice Mariachiara Di Giorgio e che è stata molto apprezzata dagli organizzatori delle iniziative: un gruppo di oche selvatiche in volo, cavalcate da lettori di ogni età. 3 i filoni tematici proposti, ai quali ispirarsi – Lettura come libertà; 2018 Anno Europeo del Patrimonio; La lingua come strumento di identità – e anche in questo caso la risposta è stata ottima, con centinaia di appuntamenti incentrati su una di queste suggestioni. L’impatto nazionale, sempre più capillare, è dimostrato ancora una volta dalla distribuzione uniforme degli eventi in tutte le regioni: in particolare, la classifica delle 10 più attive vede sul podio al primo posto la Campania (435), secondo il Veneto (429), terzo il Lazio (417); seguono Toscana (359), Puglia (339), Emilia-Romagna (284), Lombardia (277), Sicilia (240), Umbria (230) e Piemonte (229).

 

I NUMERI DEL MAGGIO Leggi tutto…

MOZIA di Gaia Servadio (intervista)

MOZIA. Fenici in Sicilia” di Gaia Servadio (Feltrinelli)

L’intervista. “I Fenici erano un popolo fantasioso”: Gaia Servadio, Mozia e altre storie.

a cura di Daniela Sessa

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Quello che colpisce di Gaia Servadio sono gli occhi da gatta. Non è solo il colore di un verde trasparente e striato di viola. È quel guizzo ironico e nient’affatto dolce di una donna che ne ha viste tante, ne ha raccontate tante. “Io ho incontrato tutti”: mi dice con un pizzico d’orgoglio e con uno sguardo schietto, citando le persone che ha incontrato nella sua gaia vita e, credeteci, citarle sarebbe un elenco troppo lungo. Incontro Gaia (un nome, un destino a sentire la risata aperta con cui interrompe il fiume di parole che è frenesia di raccontare e di ricordare) a Siracusa, dove ha presentato “Mozia. Fenici di Sicilia” (Collana UEF, Milano, Feltrinelli, 2018) chiudendo la rassegna “Je suis au jardin” promossa dalla Libreria Casa del Libro. E mai giardino dell’anima fu più adatto a ospitare una donna così eccezionale come Gaia Servadio,  se, prendendo spunto dagli scavi di quel piccolo e prezioso lembo di Sicilia che è l’isola di Mozia afferma  “Anche quando si scava una città, si scava dentro noi stessi”.  Ha scavato Gaia Servadio alla ricerca delle parole per raccontare la storia della scoperta di Mozia, città misteriosa e scomoda per i Siracusani che la distrussero nel 397, facendo dei suoi abitanti degli esuli (si rifugiano sulla terraferma nella colonia di Lilibeo, l’attuale Marsala), uomini senza patria, forse indesiderati seguendo quel destino dei popoli semiti, cui la stessa Servadio appartiene e che ha condiviso da ragazzina in fuga dalle leggi razziali. Ha trovato le parole della narrazione, della letteratura. Perché il suo libro ha il pregio di mescolare i piani della ricerca storico-archeologica con quello del racconto, di spargere qua e là nelle pagine un tocco di lirismo e di bozzettismo. Una scrittura fresca ed elegante restituisce al lettore la bellezza di un luogo unico della Sicilia “E io ci ero tornata, dopo tanti anni, tornavo e ritornavo. A Mozia, il lentisco era ancora in fiore… la pioggia aveva incoraggiato fiori variopinti, primule violacee, cespugli di mirto bianchissimo e orchidee selvatiche dai colori smaglianti… Respiravo l’odore del mare e della vegetazione disseccata; un miscuglio pungente che mi faceva immaginare scene che non avevo visto ma che erano state descritte dagli autori classici. Seduta su quelle pietre color ocra tagliate duemila e cinquecento anni prima, guardavo con gli occhi della fantasia e vedevo ombre.”

– Nella nota alla fine del suo libro lei afferma che “il segreto dello scrivere è leggere, imparare, ri-leggere, cercare di organizzare e poi dipingere una grande tela”. Un approccio alla scrittura che per molti versi si sta perdendo? Leggi tutto…

YARI SELVETELLA racconta LE STANZE DELL’ADDIO

YARI SELVETELLA racconta il suo romanzo LE STANZE DELL’ADDIO (Bompiani)

[tra i dodici libri del Premio Strega 2018]

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di Yari Selvetella

Non ho un posto per scrivere, non ho un’ora a disposizione. Ho un quaderno che mi piace, di marca Spalding, di forma quasi quadrata, con carta gommata. Perdo sempre la penna, ma ne trovo un’altra. Mi siedo nella sala interna del Caffè Italia, a piazza Santa Croce in Gerusalemme. Ascolto attorno a me i discorsi di agenti immobiliari, di coniugi pensionati, di sfaccendati. Indosso occhiali da sole, almeno per qualche minuto. In genere in motorino piango, poi una volta seduto aspetto che passi l’irritazione agli occhi e agli zigomi, che non punga più quell’acido. Quando non ho più lacrime mi tolgo gli occhiali e scrivo.
La mia sedia nel bar è la sedia della sala d’attesa del reparto. Il brusio mi concentra, le voci mi convincono che il buio non è la mia unica patria. Devo dirmi tutto, per convincermi che sia veramente accaduto. Su, una parola appresso all’altra. Così e così. Così e così.
Devo vincere il vizio di riprendere la solita strada che passa il Tevere e raggiunge Prati, si inerpica sull’Aurelia antica fino a Boccea e poi da lì taglia la pineta e all’improvviso si fa imbuto, proprio all’altezza dell’Ospedale. Lì proprio si stringe il budello, lì si complica lo scorrimento. Lì continuo a entrare, sempre; e non ne posso più. Leggi tutto…

LONTANANZA UTOPICA di Roberto De Pas

LONTANANZA UTOPICA di Roberto De Pas (Bolis edizioni)

di Francesca Spadolini

Roberto De Pas, classe 1944, psicologo e psicoterapeuta svela in Lontananza Utopica (Bolis edizioni, 2018 euro 18,00) un lutto lontano e attuale, un dolore mai sopito ma lungamente elaborato. Nel 1988 suo padre, ebreo sfuggito alle persecuzioni nazifasciste, viene ucciso, a Livorno, in modo violento durante una rapina nella sua oreficeria. Come per un crudele scherzo del destino, dopo quaranta giorni da quel drammatico evento, sua figlia Thàlassa di dieci anni e la madre Paola muoiono in un incidente stradale a Smirne, sulla costa della Turchia. Due catastrofi che si intrecciano fanno precipitare l’autore in una sofferenza devastante che ammutolisce, azzera la voce. Solo dopo trent’anni De Pas rende pubbliche le sue memorie, in un passaggio terapeutico dalla scrittura intima a quella pubblica, condivisa. Lontananza Utopica è il racconto di una sofferenza che, da solitudine assordante, diventa compagna dell’autore, luogo sospeso della mente e del cuore. Le “parole piante, piante liquide che si innaffiano da sole” inesorabilmente accompagnano l’autore nel suo dolore personale che si interseca con il lutto collettivo della Shoà. Attraverso le pagine il libro scorre il soliloquio con la figlia Thàlassa, mare in greco, ma fluiscono anche ricordi, momenti immaginati o solo evocati, lingue e geografie mediterranee degli ebrei sefarditi. Accompagnati dalle citazioni di Paul Celan e dalla musica di Luigi Nono, Lontananza utopica è anche un autoritratto, ri-trovare il senso di un’identità nonostante le prove amare della vita, come scrive De Pas “andar per Thàlassa… è la ricerca di significati che non vediamo, è la trasformazione di sé mentre si va a ciò che si vuole, si desidera, si cerca”. Leggi tutto…

CETTI CURFINO va a Messina, Acireale e Siracusa

Cetti Curfino (Cover)CETTI CURFINO va a Messina, Acireale e Siracusa

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Tour siciliano per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

– Giovedì 7 giugno il romanzo sarà presentato, alle h. 18:30, alla libreria La Gilda dei Narratori – Ubik di Messina, Via Garibaldi 56, con Francesco Musolino e Cristina Marra – interverrà Roberta D’Amico. Sarà presente l’autore.

Venerdì 8 giugno il romanzo sarà presentato, alle h. 18, alla libreria Ubik di Acireale (Ct), Corso Umberto I, 214. Converserà con l’autore, lo scrittore e docente di letteratura prof. Orazio Caruso

Sabato 9 giugno il romanzo sarà presentato, alle h. 19,30 al teatro dei pupi (Ortigia, Siracusa, Via della Giudecca, n. 22), da Simona Lo Iacono con l’aiuto dei fratelli pupari Vaccaro Mauceri. Sarà presente l’autore. La rappresentazione è inserita nella rassegna “Libri da bere, Vini da leggere” curata da Simona Lo Iacono con Elena Flavia Castagnino e con la Fildis Siracusa e con la presenza di Marilia Di Giovanni e della storica Casa del Libro. La sceneggiatura è di Simona Lo Iacono, sui testi di Massimo Maugeri. Voci narranti: Alfredo Mauceri e Arianna Vinci. Coreografie e movimenti di scena di Daniele Carrubba e Daniel Mauceri.

In fondo al post: le locandine con gli eventi.

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CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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Dalla rassegna stampa del romanzo

Tuttolibri – La Stampa (Amedeo La Mattina)
Cetti, dotata di «una bellezza ferale», di quelle che toglie il fiato, sceglie la strada che la porta in una cella. Massimo Maugeri ci conduce dentro questa prigione, ci fa entrare nella testa di una donna che concentra l’umiliazione e la disperazione di milioni di donne alla ricerca della propria dignità. (…) Il j’accuse di un uomo scagliato contro gli uomini stessi. Azzardando, con un eccesso storico più che letterario, un esergo tratto dall’incipit di una canzone di John Lennon del 1972, motivo di polemiche così accese che venne esclusa dalle radio. Faceva così: la donna è il negro del mondo. Sì, lo è, pensaci, fai qualcosa.

L’Espresso (Sabina Minardi)
Da un apprezzato testo teatrale di Maugeri, prende ora corpo nella forma piena del romanzo la figura appassionante della quarantenne Cetti, vittima e carnefice, emblema di soprusi e di resistenza, di abusi e di forza. Intorno, temi altrettanto forti: la vita in carcere, le morti bianche, la disoccupazione, la dipendenza dalle slot machine, la politica senza scrupoli, la difficile esistenza nelle periferie abbandonate di molte città. Con un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana.

La Repubblica – Palermo (Gianni Bonina)
Cetti Curfino non si fa vendetta, non avanza attenuanti, non si sottrae alla pena, ma chiede solo di essere ascoltata: perciò prima scrive un diario al commissario e poi un libro perché il mondo senta il suo grido di angoscia e di rabbia. È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde.

Vivere – La Sicilia (Domenico Trischitta)
Cetti Curfino (La nave di Teseo) di Massimo Maugeri è un romanzo travolgente, avvincente, e la sua protagonista è uno di quei personaggi che difficilmente dimenticheremo. Innanzitutto per la sua bellezza ferina, la sua fierezza e allo stesso tempo la sua fragilità; poi ci sono i quartieri popolari catanesi, la voracità e la decadenza di una città avvitata su se stessa, con tutte le sue contraddizioni e attrazioni.

Libreriamo Leggi tutto…

SPAZIO AL SUD 2018 – Caffè Letterario in… Terrazza

Gli eventi di SPAZIO AL SUD 2018 – Caffè Letterario in… Terrazza si svolgeranno presso l’Hotel Isabella – Corso Umberto, 58, Taormina (Me), alle h. 18:30 nei giorni indicati di seguito

Risultati immagini per MariaTeresa Papale(Taormina). Grande successo di pubblico e di critica dedicato a “La Sicilia dalle Infinite Perle”, manifestazione in onore del bicentenario della nascita di Bahà’u’llah – fondatore della Fede Bahà’ì –  inaugurata il 12 maggio con la presentazione dell’omonimo libro del giornalista RAI Rino Cardone. La manifestazione si è poi dipanata sino al 26 lungo le suggestive sale del Palazzo dei Duchi di S. Stefano in un coinvolgente percorso storico-artistico grazie alle opere di K. Cardone, B. Ceccobelli, M. Ditaranto, ai ricordi di Ugo, Guido, Lily Giachery e alla personale di Salvatore Bonajuto, che “Arte&Cultura a Taormina”, presieduta da MariaTeresa Papale (nella foto) che ne firma la direzione artistica, rilancia. Proponendo anche quest’anno, per il cartellone estivo di SPAZIO al SUD, il “Caffè Letterario in… Terrazza”.

Una raffica di presentazioni delle ultime fatiche letterarie di valenti scrittori quasi tutti siciliani. Dei veri e propri eventi culturali di spessore che la giornalista Milena Privitera condurrà “open air” dalla splendida terrazza dell’Hotel Isabella, messa generosamente a disposizione da Isabella Bambara De Luca, con il panorama mozzafiato e la visione dei tetti della Città al tramonto a far da struggente scenario. Leggi tutto…

PROCIDA RACCONTA 2018

PROCIDA RACCONTA 2018 – IL FESTIVAL DELL’ISOLA

Sei scrittori italiani sbarcano sull’isola. Hanno a disposizione tre giorni per eleggere a
personaggio uno dei suoi abitanti, conoscerne la storia, registrare aneddoti, carpire il
rapporto intimo che lo lega al territorio. E infine scrivere un racconto su di lui.
Questa è l’idea da cui nasce il festival letterario Procida racconta. Sei autori in cerca di
personaggio, che fin dalla sua prima edizione, nel giugno 2015, ha riunito sulla piccola
isola del golfo di Napoli le voci più significative della nostra narrativa.
Un’esperienza inedita e originale nella quale i personaggi che hanno ispirato i racconti
ne sono infine diventati i primi destinatari, ascoltando la propria storia letta dagli
scrittori stessi nella serata conclusiva del festival, nel suggestivo scenario del
promontorio della chiesa di S. Margherita, affacciato sul golfo di Napoli.
I racconti sono ora riuniti in una raccolta, che arricchisce edizione dopo edizione il
ritratto di Procida e della sua gente. Un incontro tra scrittura e territorio che raccoglie
idealmente l’eredità di Elsa Morante, la quale per prima, con L’isola di Arturo, ha
trasformato in letteratura le vite, le atmosfere, i paesaggi di uno degli angoli più belli
d’Italia.
Sotto la direzione artistica di Chiara Gamberale e organizzato dalla casa editrice
Nutrimenti, che sull’isola ha aperto anche una libreria, Procida racconta in questi tre anni
ha conquistato l’attenzione della stampa, l’affetto degli scrittori italiani e, soprattutto, il
cuore di Procida.

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GLI SCRITTORI INTERVENUTI A PROCIDA RACCONTA Leggi tutto…

MEMORIA FESTIVAL 2018

MEMORIA FESTIVAL –  Seconda edizione –  Mirandola 7-10 giugno 2018 

logo

Dopo il successo di pubblico della prima edizione nel 2016 e, nel 2017, il brillante esordio del ProMemoria, prima edizione “dispari”, quest’anno dal 7 al 10 giugno l’appuntamento è con la seconda edizione del Memoria Festival, organizzato dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con Giulio Einaudi editore e sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura. L’orizzonte della memoria torna quindi ad abbracciare panorami più estesi, come nel battito del cuore che si contrae ed espande, e sono in programma incontri, conferenze, tavole rotonde, concerti, spettacoli, proiezioni, laboratori, mostre, giochi. Leggi tutto…

OMAGGIO AD ALESSANDRA APPIANO

Alessandra Appiano (Asti, 30 maggio 1959 – Milano, 3 giugno 2018) è stata una scrittrice e giornalista italiana.

Vogliamo ricordare Alessandra Appiano proponendo questo video. Segnaliamo questo articolo di Annalisa Briganti su Repubblica Milano. Segue una nota biografica

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Con il suo primo romanzo “Amiche di salvataggio” (Sperling & Kupfer, 2002) Alessandra Appiano vinse l’edizione 2003 del premio Bancarella. Leggi tutto…

Radio 1 Plot Machine di lunedì 4 giugno (ospite Massimo Maugeri)

Il sito del programma radiofonico – La pagina Facebook

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MARCO MARSULLO racconta DUE COME LORO

MARCO MARSULLO racconta il suo romanzo DUE COME LORO (Einaudi)

Risultati immagini per marco marsullo

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di Marco Marsullo

“Due come loro”. Già nel titolo, inizia il dualismo. È un romanzo che parla di coppie. La prima, lampante: Dio e il Diavolo. In lotta tra loro, come sempre. Umanissimi, nel loro modo di vivere, pensare e parlare. Pieni di manie, di tic, di ossessioni. E in mezzo a loro, Shep, il protagonista. Che fa un lavoro strano, per entrambi: si occupa di decidere il destino degli aspiranti suicidi. Se per conto del Padreterno dovrà convincerli a non compiere l’estremo gesto, per il Signore degli Inferi dovrà fare l’esatto contrario. Perché un’anima che sceglie di ammazzarsi finisce dritta dritta all’Inferno.
La sfida, perché di sfida si tratta, era quella di raccontare una storia diversa in Italia. Un romanzo così surreale, scorretto, pieno di riflessioni sul passato della gente, sul destino, sul bene e il male, è un azzardo. Un azzardo che ho voluto fortemente perché mi andava di raccontare quanto dolore ci fosse nel vissuto di ognuno di noi. E come in ognuno di noi convivano istinti altissimi e bassissimi, praticamente ogni giorno. Shep è questo: un caos di passato e futuro, un mix esplosivo di umanità normale. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 21 al 27 maggio 2018 – segnaliamo “Macerie prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare (Bao Publishing)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 21 al 27 maggio 2018

Joël Dicker, segnalato due settimane fa, è ancora in vetta della classifica. Questa settimana segnaliamo il nuovo graphic novel di Zerocalcare… anche in occasione della nuova edizione di Etna Comics in corso in questi giorni a Catania

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Si conferma 1° in classifica Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

Entra in top ten al 2° posto “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman (Garzanti)

In terza posizione (la settimana scorsa era al 2° posto), #Ops di Elisa Maino (Rizzoli)

Al 4° posto (la settimana scorsa era in 3^ posizione) “Macerie prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare (Bao Publishing)

Entra in top ten al 5° posto “Non ho mai avuto la mia età” di Antonio Dikele Distefano (Mondadori)

Si conferma in 6^ posizione “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

Al 7° posto in classifica (la settimana scorsa era in 5^ posizione) “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

Entra in top ten, all’8° posto, un classico di Philip Roth: Pastorale americana (Einaudi)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era al 7° posto) “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini (Mondadori)

In 10^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto), “La vita e i giorni. Sulla vecchiaia” di Enzo Bianchi (Il Mulino)

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Questa settimana segnaliamo: “Macerie prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare (Bao Publishing) – al 4° posto in classifica generale

Sei mesi dopo l’uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea.

Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l’uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti, rubati, cambiano gli equilibri. E l’armadillo è sempre latitante. Se una soluzione esiste, in cosa consisterà?

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
2 Eleanor Oliphant sta benissimo Gail Honeyman Garzanti Libri 17,90
3 #Ops Elisa Maino Rizzoli 15,90
4 Macerie prime. Sei mesi dopo Zerocalcare Bao Publishing 17,00
5 Non ho mai avuto la mia età Antonio Dikele Distefano Mondadori 16,90
6 Divorare il cielo Paolo Giordano Einaudi 22,00
7 L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
8 Pastorale americana Philip Roth Einaudi 14,00 T
9 Il catalogo delle donne valorose Serena Dandini Mondadori 19,00
10 La vita e i giorni. Sulla vecchiaia Enzo Bianchi Il Mulino 13,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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IL PIANISTA DI YARMOUK di Aeham Ahmad: incontro con l’autore

IL PIANISTA DI YARMOUK di Aeham Ahmad (La nave di Teseo)

La storia vera, raccontata in prima persona, di un pianista che ha sfidato le bombe e i terroristi in nome della sua musica, un caso mondiale, una commovente testimonianza di resistenza e fede nell’arte.

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Aeham Ahmad, nato nel 1988 a Damasco, appartiene alla minoranza palestinese in Siria e ha vissuto nel campo rifugiati di Yarmouk con la sua famiglia. Ha iniziato a studiare il piano a 5 anni e ha continuato gli studi a Damasco e a Homs. Un giorno, nel pieno della terribile guerra siriana, ha cominciato a suonare il pianoforte in mezzo a una strada bombardata. Ha suonato per i suoi vicini, soprattutto per i bambini, per distrarli dalle atrocità della guerra. Quest’immagine offerta da Aeham ha fatto il giro del mondo diventando un simbolo della catastrofe in Siria, ma anche dell’inestinguibile volontà dell’uomo di opporsi in ogni modo alla distruzione.

Il 17 dicembre del 2012“, ha raccontato Aeham Ahmad, “tre bombe lanciate nel corso della guerra hanno ucciso 60-70 persone a Yarmouk. 300 persone sono state ferite e ben 340.000 hanno poi lasciato Yarmouk, anche se molte sono rimaste e tra questi membri della mia famiglia. Per poter dar da mangiare a queste persone, perché non morissero di fame, ho cominciato a cucinare falafel e poi ho cominciato a spingere per le strade il mio pianoforte. Suonavo e i bambini cantavano e la sensazione era di dover comunicare quelli che erano i sentimenti in questo momento di guerra. Infatti uno dei canti ricorrenti era “Yarmouk ci manchi”. Leggi tutto…