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MARCO MARSULLO racconta DUE COME LORO

giugno 2, 2018

MARCO MARSULLO racconta il suo romanzo DUE COME LORO (Einaudi)

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di Marco Marsullo

“Due come loro”. Già nel titolo, inizia il dualismo. È un romanzo che parla di coppie. La prima, lampante: Dio e il Diavolo. In lotta tra loro, come sempre. Umanissimi, nel loro modo di vivere, pensare e parlare. Pieni di manie, di tic, di ossessioni. E in mezzo a loro, Shep, il protagonista. Che fa un lavoro strano, per entrambi: si occupa di decidere il destino degli aspiranti suicidi. Se per conto del Padreterno dovrà convincerli a non compiere l’estremo gesto, per il Signore degli Inferi dovrà fare l’esatto contrario. Perché un’anima che sceglie di ammazzarsi finisce dritta dritta all’Inferno.
La sfida, perché di sfida si tratta, era quella di raccontare una storia diversa in Italia. Un romanzo così surreale, scorretto, pieno di riflessioni sul passato della gente, sul destino, sul bene e il male, è un azzardo. Un azzardo che ho voluto fortemente perché mi andava di raccontare quanto dolore ci fosse nel vissuto di ognuno di noi. E come in ognuno di noi convivano istinti altissimi e bassissimi, praticamente ogni giorno. Shep è questo: un caos di passato e futuro, un mix esplosivo di umanità normale.
Tutto fila liscio, nel suo lavoro, fino a quando nella lista dei nuovi suicidi (che Dio e il Diavolo gli girano mensilmente) compare Pino Moneta: il nuovo compagno, nonché futuro marito, della sua ex, Viola, della quale, neanche a dirlo, è ancora perdutamente innamorato. Un banalissimo avvocatuccio quarantenne, stempiato e senza macchia. Bam. Sembra tutto perfetto: accompagnare alla morte il nuovo fidanzato della sua ex è l’occasione perfetta per riprendersela. Ma poi, una domanda scuote Shep: perché un uomo, all’apparenza, senza segreti, vuole ammazzarsi? Allora comincia la sua indagine. E torna, ancora, il passato. Perché per Shep “il passato delle persone, a differenza del futuro, non si muove di un millimetro”.
“Due come loro” è il mio romanzo più cattivo, di sicuro, ma anche il più intimo. Ho provato a raccontare, con una cornice sopra le righe (Dio, il Diavolo, la morte, i suicidi), quello che a noi umani terrorizza di più: noi stessi. Con le nostre crepe, tutte umane. Le nostre voglie, i nostri dubbi, e la paura di non farcela.
Vorrei tanto che in Italia, chi ami i libri, ami anche storie differenti e rischiose. Che provi a superare le iniziali diffidenze da ciò che sembra lontanissimo dalla “normalità” e che si tuffi in narrazioni audaci, coraggiose, vive.
Io ci ho provato a scrivere un romanzo diverso, eppure riconoscibile. Speriamo di esserci, anche solo in parte, riuscito.
Buona lettura. E buona salvezza o buona dannazione. Dipende da voi.
Shep la sua scelta, durante il romanzo, la farà. E la porterà a compimento, in un finale (secondo l’autore) sorprendente. E questo autore non si sbaglia mai, almeno sui finali.

(Riproduzione riservata)

© Marco Marsullo

[Le prime pagine del libro sono disponibili qui]

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La scheda del libro
Shep ha trentasei anni, un’ex fidanzata di nome Viola, della quale è ancora perdutamente innamorato, e una professione insolita. Si occupa degli aspiranti suicidi e lo fa per conto di Dio, all’insaputa del Diavolo, ma anche per conto del Diavolo, di nascosto da Dio. È lui a decidere di volta in volta chi salvare dalle fiamme dell’Inferno. Riceve ogni mese una lista con i nomi, il luogo, la data e l’ora del suicidio. Tutto sembra andare alla grande finché nella lista non compare il nuovo fidanzato di Viola: un avvocatuccio stempiato sulla quarantina, buon partito per il desiderio di sistemarsi di lei. Shep esulta all’idea di accompagnare alla morte il suo rivale, cosí da potersi riprendere Viola. Però gli balza in testa una domanda: perché una persona in apparenza senza segreti vuole ammazzarsi? È allora che comincia la sua indagine.
«L’Inferno e il Paradiso sono oasi create a immagine e somiglianza di Dio e del Diavolo, come fossero le loro case al mare. Anche se vivono tra noi, spesso quei due staccano la spina e si rintanano lassú, o laggiú. E se in Terra combattono per accaparrarsi il destino di ogni singolo essere umano, nei loro manieri vogliono solo godersi i frutti del duro lavoro. Mica è facile gestire i buoni e i cattivi di un intero pianeta. Siamo quasi sette miliardi, eh. Per quanto riguarda Shep, però, la cosa principale da dire arrivati fin qui è che è riuscito a infinocchiarli entrambi. Né Dio né il Diavolo sanno che lui fa il doppio gioco. Immaginate di lavorare per due spietate società finanziare concorrenti, di nascosto, nello stesso tempo. Poi immaginate che i capi delle spietatissime società finanziarie siano i creatori del bene e del male. Fatto? Ora sapete perché Shep sta iniziando a perdere i capelli».

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Marco Marsullo è nato a Napoli nel 1985. Ha esordito per Einaudi Stile Libero nel 2013 con Atletico Minaccia Football Club . Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, è uscito L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache, nel 2015, I miei genitori non hanno figli e, nel 2018, Due come loro. Scrive su «La Gazzetta dello Sport». Il suo sito è www.marcomarsullo.com

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