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IL MAGGIORE DEI BENI di Valeria Caravella (e il progetto editoriale di Nowhere Books)

giugno 11, 2018

IL MAGGIORE DEI BENI di Valeria Caravella (Nowhere Books)

In semifinale a Leggo Quindi Sono, “Il maggiore dei beni“, romanzo di Valeria Caravella (edito da Nowhere Books) è incentrato sulla storia di Davide, un ragazzino di quindici anni che vive con la sua famiglia in una periferia del sud. Abbiamo incontrato l’autrice per farci raccontare qualcosa su questo suo libro:
«Mi sono innamorata di questo ragazzino che si definiva un puro, un neutro», ha raccontato Valeria Caravella a Letteratitudine. «Il suo mi è sembrato un tentativo così creativo di stare al mondo, che ho desiderato raccontarlo.
Non lo ritengo un libro sull’identità, né sulla ricerca di sé. Piuttosto un romanzo che parte da un fatto molto comune e cioè che quando nasciamo siamo già vittime di una serie di circostante e di forze che agiscono su di noi. Mi interessava raccontare il modo in cui Davide si districava tra queste forze, liberandosi di alcune, soccombendo ad altre. Ero ispirata dai suoi metodi.
Volevo che il suo linguaggio lo rappresentasse, specialmente il lessico, sono partita da lì. Le stravaganze lessicali, la combinazione di vocaboli comuni con quelli meno comuni: senza la sua voce non mi sarebbe riuscito di raccontarlo. Mentre scrivevo restavo colpita dalla forza con cui la voce di Davide si sovrapponeva alla mia. Scoprivo di avere una certa comicità nel raccontarlo e dovevo interrompere la scrittura per poter finalmente ridere. Essere Davide per me è stato un gioco da ragazzi.
La dinamica classica tra periferia e centro è presente con la sua retorica tradizionale. Ma la periferia non è la baraccopoli dove il personaggio vive, come la città non è il centro ideale a cui ambisce. I luoghi presenti nel romanzo sono la terra, intesa come luogo destinato ai vivi, e l’aldilà, il luogo destinato ai morti. Davide desidera spostarsi da un punto periferico, terreno, basso, a un punto più alto, etereo, astratto. Si muove tra questi due orizzonti e la sua missione è quella di arrivare al cielo naturalmente.
In questo libro è presente il dolore e credo ci siano momenti in cui arrivi come un pugno in faccia. Allo stesso modo poi dal dolore ci si ritira senza intoppi. Tutto questo contribuisce a renderlo naturale, quasi un fenomeno necessario e con una sua fluidità. Per cui il personaggio cade nel pozzo, esce dal pozzo, ricade nel pozzo e così via».

Valeria Caravella è nata a Foggia nel 1982. Adesso vive a Vieste, sul Gargano. Gli ultimi inverni li ha trascorsi a leggere e a scrivere. I suoi racconti sono apparsi sulla rivista Fernandel e la rivista letteraria A4..

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Ne abbiamo approfittato per chiedere all’editore di illustrarci il progetto di Nowhere Books…

«L’idea di base è quella di soddisfare lettori avventurosi dando loro la possibilità di conoscere voci sottovalutate e diverse in un mercato affollato», ci ha spiegato Antonio Catapano (Editore di Nowhere Books). «La ricerca di autori audaci, emozionanti, vitali, che possano deliziare e ispirare il lettore: questa l’ambiziosa mission della casa editrice, nata nell’agosto del 2014 e particolarmente attenta alle nuove voci della letteratura italiana – narrativa, sperimentale e drammaturgica – attraverso un editing attento e una promozione creativa.
La sperimentazione di nuovi linguaggi poi, è assolutamente al centro dell’attività editoriale: siamo giovani, nati da poco, ma dei pocchi libri sin qui pubblicati siano d’esempio i due volumi che compongono la tetralogia del nostro progetto denominato Breaking Book. Sto parlando di “8 corde tese”, uscito nel 2017, e “L’algoritmo imperfetto”, pubblicato a maggio 2018. L’idea è quella di rompere la barriera che separa il lettore dall’autore, la realtà raccontata da quella realmente vissuta: breaking book significa proprio questo per noi. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo lanciato un bando letterario rivolto ad autori emergenti e abbiamo chiesto loro di inviarci non un manoscritto ma un personaggio… Ad interpretarlo poi, a parlare come lui, a scrivere come lui, a fare la vita di quello stesso personaggio, 24 ore su 24, per cinque giorni, al chiuso di una residenza letteraria senza internet né altri collegamenti esterni, sarebbero stati proprio loro, gli autori. È stata ed è una scommessa, ma la gente, sia chi partecipa e sia chi ci ascolta, è entusiasta di questo esperimento metà letterario metà antropologico. Ne siamo orgogliosi.
Un’altra linea che perseguiamo, oltre alla narrativa sperimentale, è quella delle drammaturgia. Stiamo raccogliendo, selezionando e pubblicando la nuova drammaturgia italiana. Quella dei teatri indipendenti, delle compagnie di tutta Italia che, senza aiuti né altro, scrivono, producono e mettono in scena con coraggio opere nei cosiddetti circuiti “off”. Un’altra scelta coraggiosa e di nicchia, senza dubbio, ma in cui crediamo. L’idea, il sogno, è di costruire una rete nei vari teatri indipendenti italiani: sarebbe bello essere presenti, con i libri di tutte le compagnie, in ognuna di queste realtà. Ce ne sono di interessantissime e vivaci e vogliamo raccontare le loro storie, dal teatro alla carta».

Di seguito, qualche informazione sull’iniziativa Breaking Book e sul secondo volume del progetto.

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Dopo “8 corde tese”, ecco “L’algoritmo imperfetto” – Il secondo volume del progetto Breaking Book

“ Una storia così non l’hai mai letta, perché mai una storia è stata scritta così” – Un bando, un soggiorno isolato, un romanzo da vivere nei panni di un personaggio

Breaking Book è il progetto ambizioso e un po’ folle realizzato da una piccola e giovane casa editrice indipendente, la pugliese Nowhere Books. Un prodotto letterario non-finito che cresce al passo della vita dei suoi autori e dei suoi lettori: dalla pubblicazione di un insolito bando letterario, infatti, realmente proposto all’attenzione di scrittori esordienti e non, ha preso vita un progetto sperimentale di meta-narrazione in cui l’immedesimazione tra autore e personaggio non è mai stata spinta così lontana. L’espressione Breaking Book sottolinea proprio la rottura della parete che da sempre separa la realtà dell’autore da quella narrativa raccontata nelle pagine di un libro: “una storia così non l’hai mai letta, perché mai una storia è stata scritta così”. Il soggiorno letterario, pertanto, è il fulcro del Breaking Book e fa parte della finzione letteraria: in un arco di tempo prestabilito, ogni autore veste i panni del suo personaggio e interagisce con gli altri autori solo ed esclusivamente dal punto di vista del personaggio, interrogandosi inoltre su quesiti universali: i soldi, la morte, il rischio, il rapporto premio-punizione, la posta in gioco.

Il volume 8 corde tese, pubblicato nel gennaio 2017 e presentato in molte librerie italiane, è il primo risultato di questo lavoro che ha visto gli otto autori selezionati impersonare ciascuno la vita del proprio personaggio originale, costretti a vivere i suoi panni ventiquattr’ore su ventiquattro in un luogo isolato dal mondo, per la durata di cinque giorni e senza comunicazioni con l’esterno, raccontando in forma di diario l’avventura vissuta. Ad innescare la vicenda, dando al testo ritmo e pathos da thriller psicologico, la certezza che, “da contratto”, uno degli autori-personaggi coinvolti dovrà morire. Ma 8 corde tese è solo il primo di quattro volumi (ciascuno auto-conclusivo): L’algoritmo imperfetto, infatti, presentato nei giorni 10 e 11 marzo in un’anticipazione in anteprima nazionale a Tempo di Libri (la Fiera Internazionale dell’Editoria di Milano), rappresenta la continuazione naturale del progetto Breaking Book, il suo secondo volume, in uscita a maggio 2018.

Ripercorrendo il medesimo processo di selezione e lavorazione, ma cambiando l’ambientazione fisica del soggiorno letterario, la casa editrice Nowhere Books ha dato seguito a questa interessante sperimentazione antropologica e letteraria: gli autori-personaggi coinvolti per questo secondo tassello della serie sono diventati nove, c’è una talpa di cui il lettore è al corrente sin dall’inizio e la posta in gioco è drasticamente aumentata: i morti, alla fine, dovranno essere due. La vicenda si svolge in una nuova località, scelta per questo secondo soggiorno letterario: Elcito, borgo sperduto e abbandonato nelle Marche, caratterizzato da un forte vento che si contrappone alla pioggia costante del primo volume, ambientato nell’entroterra del Gargano. Una nota inquietante a margine di una fotografia del paese sintetizza la storia recente di questo disabitato centro marchigiano: “Piano piano il paesino perde la sua natura contadina e montanara per lasciare spazio ad una comunità sempre più anziana e sofferente. La storia degli abitanti nativi di questo luogo termina alla fine degli anni 2000”.

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