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IL GRANDE LUCERNARIO di MariaGiovanna Luini: incontro con l’autrice

giugno 23, 2018

IL GRANDE LUCERNARIO. La lezione di Umberto Veronesi e la nuova via per la cura” di MariaGiovanna Luini (Mondadori, 2018)

MariaGiovanna Luini è scrittrice e medico. Senologa libero professionista con due specializzazioni e un master in senologia chirurgica all’Istituto europeo di oncologia (IEO). Al Centro Metis di Milano promuove l’integrazione tra la medicina convenzionale di eccellenza e alcune tecniche che la scienza sta studiando: Reiki ed Energie, meditazione e percorsi di autoconsapevolezza. Per sedici anni è stata l’assistente medico di Umberto Veronesi nella direzione scientifica di IEO. Ha pubblicato romanzi (il più recente La luce che brilla sui tetti) e saggi (molti dei quali insieme a Veronesi), ha collaborato a sceneggiature cinematografiche e prestato consulenza per Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek. Segnaliamo l’Autoracconto d’autore dedicato a “Il male dentro” (Cairo).

MariaGiovanna Luini è tornata in libreria con un nuovo volume intitolato: “Il grande lucernario. La lezione di Umberto Veronesi e la nuova via per la cura” (Mondadori).

Abbiamo invitato l’autrice a raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

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Risultati immagini per mariagiovanna luini mondadori«Quando mi si chiede di definire il Grande Lucernario inizio con un elenco di “non è”», spiega MariaGiovanna Luini a Letteratitudine. «Non è un’autobiografia, non è un libro su Umberto Veronesi, non è una riflessione sulla malattia. Avevo in mente di riflettere – lasciando aperte tutte le ipotesi – su ciò che noi siamo, su cosa significhino le parole “cura” e “guarigione”.
Negli anni ho spaziato: non ho abbandonato la medicina, ma mi sono trovata ad approfondire approcci che alcuni definiscono (erroneamente) “alternativi”. La medicina intuitiva e vibrazionale, le tecniche orientali di “tocco che cura” (Reiki, Pranic Healing) e diversi sciamanismi. Mi sono innamorata delle filosofie di cura dei Nativi Americani, africane e afroamericane (la religione Voodoo è un concentrato di preziosi segreti di Cura) e ho frequentato seminari e corsi dei più importanti (e sorprendenti) guaritori del mondo. Alcuni sono medici: persone che hanno visto oltre, hanno intuito che per arrivare là dove la scienza fatica a guardare sia necessario accendere l’amore, il cuore, l’istinto.
Ho compreso che l’essere umano non è un corpo da mantenere in corretto funzionamento e riparare se si guasta: è un insieme di energie, alcune più tangibili e altre più rarefatte ma ugualmente importanti. Corpo, psiche, inconscio, emozioni, sentimenti, aspettative, evoluzione interiore: esiste un equilibrio in cui ogni dettaglio conta. Ho voluto condividere ciò che finora ho compreso, e anche i dubbi. Nel libro ho dedicato il mio amore a esempi di medici importanti per la mia formazione e la mia sopravvivenza (sono stata paziente grave, lo racconto), a pazienti che mi hanno onorato della loro fiducia, a innumerevoli misteri positivi (i “miracoli”) che mi stanno suggerendo l’esistenza di un Guaritore Interiore. È un viaggio che oggi è andato ancora oltre: “Il Grande Lucernario” ne definisce i prodromi.»

Ringraziamo MariaGiovanna Luini per la sua disponibilità e proponiamo, di seguito, un estratto del libro

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Estratto da IL GRANDE LUCERNARIO. La lezione di Umberto Veronesi e la nuova via per la cura” di MariaGiovanna Luini (Mondadori, 2018)

“Un’altra donna affiora alla mia memoria adesso. Per un periodo ho visitato da senologa in una clinica a Pisa, e un pomeriggio vidi entrare da me una giovane signora abbronzata e tonica, con un corpo fisico perfetto e allenatissimo. Sorridente, allegra, mi chiese di valutare il caso descritto nella cartella clinica che mi stava porgendo: presi tempo, studiai la situazione e mi apparve tanto tragica che, con tono cauto, le domandai se la paziente fosse trasportabile.
– Certo che sono trasportabile! La paziente sono io.
Sono certa di ricordare bene: la mia bocca si spalancò senza che me ne rendessi conto. Poi la donna allargò il sorriso e disse qualcosa che Foster Perry, un uomo magico che rende luminosa la mia vita, ripete spesso.
– Quelli sono dati sulla cartella clinica, non sono io. Io sono salute, sono questa che lei vede davanti a sé.
Riguardai i fogli sparsi sulla scrivania e notai che le cure mediche e radioterapiche erano state costanti e precise e che gli esami più recenti (pochi giorni prima) erano un elenco di metastasi ovunque. La donna era oncologicamente terminale ma in condizioni generali migliori delle mie.
– Ma come ha fatto a.
– Ho preso una cosa che a lei non piacerà tanto. Ma sono venuta qui perché mi hanno detto che ha la mente molto aperta e segue chiunque, anche se non condivide le terapie liberamente scelte dai pazienti.
– Ma cosa assume oltre ai farmaci?
Me lo disse, non lo scriverò qui perché conosco le conseguenze di affermazioni sfuggite al buonsenso: si trattava di una sostanza priva di ogni valore farmacologico che su decine di altri pazienti ha avuto effetto pari a zero. Come l’acqua che prescrivevo in radioterapia anni prima, diciamo.
– Ah, poi ho fatto un’altra cosa. Ho perdonato. Ho lasciato andare la rabbia e le memoria di fallimenti e ingiustizie del passato. Mi ha aiutato anche lei con i suoi post nei vari blog. Sa, quando parla di perdono.
– Sì. Credo davvero che il perdono sia fondamentale per guarire.
– Beh, volevo che vedesse. Ha ragione. Da quando ho deciso che non volevo restare attaccata a persone e fatti il cui solo pensiero creava dolore la mia salute è migliorata. Cioè, intendo che è migliorata qui, non lì.
Indicò se stessa, poi la cartella clinica.
Se mi chiedete cosa pensi della sostanza che la donna assumeva rispondo: non so. Se domandate poi la mia valutazione sull’effetto terapeutico del perdono in quella donna rispondo: non so, ma ci credo. E non ho idea di cosa sia accaduto di lei. So solo che il senso di esterrefatto stupore ritorna ogni volta che ci ripenso: per qualche minuto avevo pensato che i colleghi mi avessero preparato uno scherzo micidiale inviando la donna più sana del mondo a propormi il caso di una morente.
Se i pazienti scappano e si rivolgono a personaggi dubbi, senza scrupoli, che spacciano per cure le peggiori assurdità la colpa è anche della chiusura di alcuni medici: dovete credere a noi, senza appello. E non permettetevi di obiettare. Se contassimo le persone che insieme alla chemioterapia assumono rimedi naturali prescritti da pseudoguaritori diversi rispetto ai medici di riferimento scopriremmo che quasi il settanta per cento dei pazienti fa così: come vogliamo risolvere la cosa? Screditando e cercando di mettere a tacere gli specialisti che decidono di aprirsi per raggiungere chi ha perso la fiducia nella medicina? Se un mio paziente oncologico assume un rimedio naturale mentre sta ricevendo farmaci antitumorali voglio avere la preparazione adatta per confutare la scelta, non posso lanciarmi in una crociata se sono io stessa ignorante in materia.
Considero ciarlatani i venditori di fumo che propinano bicarbonato o erbe strane o veleni di improbabili insetti o psicoterapia in sostituzione delle cure convenzionali: se un giorno la scienza dimostrerà che avevano qualche elemento di ragione è impossibile che oggi abbiano tutta la ragione, e non stanno salvando vite ma solo illudendo persone disperate. Non è togliendo le terapie efficaci che si cura un paziente, che abbia il cancro o qualsiasi altra malattia: il punto di vista è sbagliato. Ogni volta che si toglie uno strumento di vita a qualcuno ci si carica sulle spalle il suo destino. Siamo corpo fisico, energia, emozioni, psiche: siamo tutto, e nessuna parte è meno importante. Ecco perché faccio quello che faccio: tengo insieme il medico e l’operatore olistico. E la scrittrice, certo. Le tre essenze, le tre professioni a volte si aiutano reciprocamente, altre volte si ostacolano”.

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La scheda del libro
Questa è la storia di una rivoluzione e di una sfida. La vita di un medico che si dedica per tanti anni alla medicina in un centro di eccellenza internazionale e passo passo si arricchisce di uno sguardo olistico. Perché la sfida è tenere insieme gli inviolabili poteri della scienza e la nostra parte misteriosa.
Siamo esseri complessi e meravigliosi: il corpo fisico è solo una parte di noi. Ecco perché la medicina dovrebbe aprirsi a filosofie e pratiche che non hanno a che fare solo con la parte tangibile o con la cosiddetta «psiche». E mettere al centro la ricerca della cura unica e speciale per ognuno di noi. L’ascolto e il rispetto di chi ha bisogno, la comprensione e l’empatia, l’accompagnamento nel percorso della guarigione.
La storia di Giovanna Gatti, MariaGiovanna Luini quando scrive libri, è il percorso di un medico che non abbandona le proprie radici ma le oltrepassa e approfondisce questioni che alcuni definiscono come meramente «alternative». E tutto accade durante l’esperienza più incredibile della sua vita, cioè nei sedici anni fianco a fianco di Umberto Veronesi. Perché l’eredità di Veronesi non si chiama solo chirurgia. Ciò che impariamo da un maestro non è dire fare e pensare quello che il mondo si aspetta da noi, ma dire fare e pensare quello che siamo, per sentirci davvero vicino al nostro cuore di verità, dentro la scoperta continua e irripetibile del mistero di esseri umani.

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