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LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison: incontro con l’autore

giugno 27, 2018

LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison (Fandango)

Iacopo Barison (Fossano, 1988); ha pubblicato un primo romanzo all’età di vent’anni, tratto dal suo blog. Suoi racconti e articoli sono apparsi su numerosi siti e riviste. A maggio 2014, per Tunué, è uscito il romanzo, Stalin + Bianca, nella collana di narrativa diretta da Vanni Santoni. Di recente, per i tipi di Fandango, è stato pubblicato il suo nuovo romanzo intitolato: Le stelle cadranno tutte insieme.

Abbiamo incontrato l’autore e gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa su questo nuovo libro….

«Quando ho iniziato a scrivere Le stelle cadranno tutte insieme», ci ha spiegato Iacopo Barison, «volevo raccontare nel modo più onesto possibile che cosa significa avere fra i 20 e i 30 anni oggi, in un mondo così diverso e schizofrenico rispetto a quello dei miei genitori.
È stato, per me, un tentativo di guardarmi indietro e fare un bilancio dell’ultima decade della mia vita, trasfigurandola con la lente della finzione. Specifico che non si tratta di un romanzo autobiografico. Attraverso la storia di tre ragazzi disposti a tutto pur di diventare famosi nel mondo del cinema, forse ho raccontato anche cosa significa diventare adulti, doversi prendere delle responsabilità e magari fallire. I protagonisti si sentono completamente privati di un futuro a lungo a termine, quindi finiscono per concentrarsi su quello a breve, esclusivamente su se stessi, sul minuto successivo delle loro vite. Non è un caso che il romanzo cominci con una domanda: “E poi?”»

Di seguito, un estratto del romanzo…

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LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison (Fandango)

Danny ha chiamato mezz’ora fa, ci ha invitati a una festa a cui non è invitato, ma è convinto che entreremo ugualmente. Ha versato qualche lacrima, oppure ha finto di piangere, per la morte di Cinemascope, quindi ha consigliato di vestirci bene e portare una bottiglia di vino, così entreremo più facilmente. Quando ha telefonato, era nel bagno di un treno e il controllore stava bussando alla porta. Continuava a ripetere: “Aspetta, dammi solo un secondo”, e io non capivo se stesse parlando a me o al controllore o magari ad entrambi.
Prima di raggiungere la festa, io e Aria siamo andati al centro commerciale. Lo sbalzo termico rispetto all’esterno era notevole e lei aveva la pelle d’oca, dunque le ho prestato il mio cardigan. Abbiamo cenato da McDonald’s, poi siamo entrati in un negozio di scarpe e lei ha chiacchierato con la commessa – a quanto pare, erano state compagne di classe e avevano molte cose da dirsi – mentre io controllavo che i camerini non avessero telecamere. Fuori dal negozio, ci siamo scambiati uno sguardo telepatico e ha funzionato e l’altoparlante annunciava sconti al secondo piano. Nel parcheggio, Aria ha provato le scarpe nuove e sembrava felice, il vento tiepido spostava cartacce e un senzatetto chiedeva delle monete a una persona che giurava di non averne.
La festa, stando alla telefonata di Danny, si tiene in una casa fuori città. Raggiunta la villa, scopriamo che è molto vicina alla comunità in cui vive il fratello di Aria. Vorremmo salutarlo, ma l’orario di visita è finito da un pezzo. Valutiamo di andarci lo stesso, sperando di impietosire la sorveglianza, poi desistiamo e rinviamo a domani. Quando andiamo a trovarlo, lui ci chiede come stiamo e parla sottovoce e ha sempre gli occhiali da sole. Si inventa delle storie strane, molto articolate, in cui gli alieni sbarcano sulla Terra e si presentano al centro di recupero per formare un esercito. È divertente e malinconico allo stesso tempo. Una volta, gli ho chiesto com’è fatto un alieno e lui mi ha risposto: “Proprio come me e te, solo un po’ più alto”.
Alla festa, anche senza la bottiglia di vino, riusciamo a entrare e incontriamo diverse persone che conosciamo. In piedi nell’atrio, parliamo di progetti futuri e di cose che non faremo, mentre i OneRepublic cantano I’ve been praying hard, said, no more counting dollars we’ll be counting stars. La musica rimbomba in tutta la villa, ma proviene da bordo piscina, quindi usciamo in giardino e prendiamo da bere e cerchiamo Danny in mezzo alla gente.
“Forse non è venuto”, dice Aria, e io le rispondo che Danny arriverà presto.
Nel frattempo, un gruppo di ragazzi più grandi improvvisa un gioco in cui la vittoria equivale all’assunzione di una droga a piacere, potendo scegliere fra le molte a disposizione. La competizione, invece, riguarda una serie di domande di cultura generale, a dire il vero piuttosto complesse. Un tipo smilzo con l’allargalobo indovina qual è stato il primo imperatore della Cina (sono abbastanza sicuro che l’abbia cercato su Google, mentre gli altri erano distratti da una ragazza sbronza che è caduta in piscina) e si aggiudica un paio di cristalli di MDMA. Sciogliendoli nell’acqua, continua a gridare: “Qin Shi Huang! Qin Shi Huang!”, e il suo stato di esaltazione sembra davvero autentico, così tanto che per un attimo mi sorprendo a invidiarlo. Aria, forse infastidita dalla scena, mi strattona e mi chiede di rientrare. Al secondo piano, dopo esserci fatti largo tra persone sedute sugli scalini, intente a baciarsi o a sperare di farlo, entriamo in una stanza da letto e guardiamo le foto, provando a capire di chi sia la villa. Notiamo un paio di volti conosciuti – due gemelli, un maschio e una femmina, sul ponte di una barca a vela. Per un breve periodo, molti anni fa, abbiamo avuto un amico in comune, poi lui si è trasferito a 200 km di distanza e noi abbiamo smesso di frequentarli. Nelle città di provincia, tutti si conoscono ma nessuno si conosce davvero, come un identikit in cui distingui il volto del sospettato ma non sapresti dire nient’altro. Ci sdraiamo sul letto, Aria si toglie le scarpe nuove. A giudicare dai poster appesi qua e là – i Led Zeppelin in concerto a Londra, la locandina di un film d’azione, il mezzobusto di una ragazza nuda – sembra che la stanza appartenga al gemello di sesso maschile, a meno che la sorella non abbia modificato il suo orientamento sessuale. Aria chiude gli occhi e dice: “In questa casa è morto qualcuno”, e io accarezzo la coperta leggera e poi il suo corpo. Le luci della festa invadono il secondo piano e rimbalzano sui Led Zeppelin, trasformandoli in una serigrafia di Andy Warhol. Da lontano arriva il suono di un’ambulanza. Noi crediamo che sia diretta qui, invece passa affianco alla villa e prosegue verso la tangenziale.
Torniamo di sotto, la maggior parte degli invitati sta ballando in giardino. Una ragazzina coi capelli corti si avvicina a uno skater coi capelli lunghi – non lunghissimi, ma comunque più lunghi dei suoi – e lo invita a seguirla da qualche parte ma lui sostiene di non riuscirci, quindi vomita sul parquet. La ragazzina scappa via piangendo. In quel momento, i due gemelli entrano in casa e notano il vomito. La confusione aumenta, sento qualcuno che mi strattona e mi volto e c’è Danny vestito da sushi, con il corpo infilato in un rotolo di alghe finte e le braccia che penzolano nel vuoto.
Aria scoppia a ridere, io resto serio e gli chiedo: “Perché sei vestito da sushi”?
“È una lunga storia”, risponde lui, e adesso sto ridendo anch’io e lo skater si alza dalla poltrona e dice: “Perché Danny Bogart è vestito da sushi”?
I due gemelli, intanto, sono tornati in giardino, e Danny va in cucina e prende un paio di forbici, mentre Aria sta respingendo le avance dello skater. Qualcuno – immagino di sapere chi – mette un brano dei Led Zeppelin e dalla piscina si alza un boato. Salendo le scale, una ragazza ci chiede se questa è una festa in maschera e noi le rispondiamo di no.
Doveva trattarsi di uno spot da nove secondi per una catena di sushi da asporto, invece era qualcos’altro. Succede sempre così, quando si parla delle sue avventure. Lo ascolti e annuisci in silenzio e hai l’impressione che non ti stia raccontando tutto. A ogni modo, si sono presentati in pochi e alla fine hanno scelto lui. Durante il provino, gli hanno chiesto di simulare un’espressione affidabile – “Sia affidabile che misteriosa”, aggiunge Danny, “che sia in grado di suscitare interesse” – e lui ci ha provato e loro hanno detto che andava bene. A quel punto, gli hanno dato il costume e un cartello da tenere in mano, poi hanno preteso che andasse in strada e riproducesse il più a lungo possibile l’espressione di cui sopra.
“Ok”, gli ho risposto, “ma dove sono le telecamere?”
“Niente telecamere”, hanno detto loro. “Devi solo far entrare i clienti.”
La selezione si era svolta in un ristorante e lui avrebbe dovuto reclamizzarlo. L’annuncio, secondo la sua versione, parlava di attori per una pubblicità in TV. Per i ristoratori, invece, parlava di attori per una pubblicità ambulante. Non sapremo mai la verità. Danny ha minacciato qualche azione legale e loro gli hanno chiesto di andarsene.
“Volevo piangere”, dice, “poi sono corso in stazione e ho preso l’ultimo treno. Ho provato a togliermi quest’affare, ma la zip si è bloccata. Da più di tre ore, sono intrappolato in un maki al salmone.”
Prendo le forbici e cerco di tagliare il vestito, tuttavia l’alga finta è molto resistente e sotto c’è uno strato di riso (polistirolo ammorbidito, in realtà) che fatico a incidere. Provo a cambiare lato, ma il risultato è lo stesso. Aria, nel frattempo, tenta di sbloccare la zip.
Dopo mezz’ora in cui pensiamo di non farcela, il costume cede e Danny lo squarcia con l’aiuto delle braccia. Una pioggia di polistirolo e stoffa e plastica cade sul pavimento.
“Bene, la festa può cominciare”, grida rivolto al mondo, e noi le seguiamo fuori dalla stanza.

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La scheda del libro

Fin dove è giusto spingersi per realizzare i propri sogni? Qual è il limite dell’ambizione? E dell’amore? “Le stelle cadranno tutte insieme” racconta il legame fra tre ragazzi che abbandonano la provincia con un solo obiettivo: diventare famosi. Aria, eterea come il suo nome, vede i morti intorno a lei ed è convinta di poterci parlare. Danny vuole fare l’attore, è bisessuale e vive la sua vita come fosse un film epico e lui il protagonista. Infine c’è l’io narrante, l’anima inquieta del trio, che vorrebbe scrivere una sceneggiatura per leggere il suo nome sul grande schermo. Il romanzo accompagna i protagonisti attraverso una città scintillante e frenetica, eppure piena di ombre, dove ognuno tenta di inseguire la propria idea di felicità tra fantasmi, misteriose sparizioni e avvistamenti UFO.

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