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Archive for luglio 2018

SABBIA NERA di Cristina Cassar Scalia (recensione)

SABBIA NERA di Cristina Cassar Scalia (Einaudi Stile Libero)

di Eliana Camaioni

Sarebbe riduttivo dire che “Sabbia nera di Cristina Cassar Scalia (Einaudi Stile Libero) è un eccellente romanzo giallo, dal ritmo brioso e scorrevole, che inchioda il lettore dalla prima all’ultima riga, e mette in scena una vicenda intrigante e magistralmente condotta dalla mano ferma della sua autrice, che sperimenta il genere con ottimi risultati.
Eppure è fuor di dubbio che, del giallo classico, “Sabbia nera” gli ingredienti li ha tutti: c’è un delitto su cui indagare, c’è un investigatore con la sua squadra, procedure e indizi e indagini avvengono in modo chiaro ed espresso, e il colpevole alla fine viene smascherato.
No, non basta. C’è qualcosa in più, che nulla toglie al genere ma a questo aggiunge motore e grinta ulteriore, cuore e passione. Si tratta di una seconda trama, un giallo nel giallo, che attraversa la narrazione e con essa si intreccia; una storia segreta e dolorosa, intimistica, che della sensibilità della Cassar Scalia porta la firma, e che ha l’aspetto di un doppio rovesciato della trama principale.
Perché Giovanna ‘Vanina’ Guarrasi, vicequestore di Catania, sarà sì lo Sherlock Holmes dei misteri di una mummia ritrovata nel montacarichi di una villa antica – un ritrovamento che la porterà a riaprire un caso già chiuso cinquant’anni prima – ma sarà al contempo alle prese con un delitto che la trama tace, più sottile e silenzioso, che la riguarda nel privato, che la rende vittima e carnefice allo stesso tempo, indagatrice e rea confessa, carceriera e prigioniera. Leggi tutto…

QUESTIONE DI VIRGOLE di Leonardo G. Luccone: incontro con l’autore

QUESTIONE DI VIRGOLE – PUNTEGGIARE RAPIDO E ACCORTO di Leonardo G. Luccone (Laterza)

Leonardo G. Luccone ha tradotto e curato volumi di scrittori angloamericani come John Cheever e F. Scott Fitzgerald. Nel 2005 ha fondato Oblique, studio editoriale e agenzia letteraria. Di recente, per Laterza, ha pubblicato il volume “Questione di virgole – punteggiare rapido e accorto“.
Come ben evidenziato nella scheda, il libro parte dai seguenti presupposti…
La virgola e il punto fermo hanno fagocitato il punto e virgola e i due punti. I catastrofisti dicono che rimarremo solo con il punto (o ‘soli con il punto’): più che una scrittura telegrafica è un ritorno al telegrafo. Eppure, con una sola virgola ben messa si può illuminare una pagina. Allora, cosa si può e cosa non si può fare con questi segnetti meravigliosi? E soprattutto: come li hanno usati gli altri, quelli bravi e molto più autorevoli di noi? Questo libro tenta di fare chiarezza. Con semplicità e metodo, e la guida di mirabili scrittori, racconta gli usi corretti ed errati di virgola e punto e virgola, a partire da casi reali tratti da romanzi, saggi, articoli. Incontreremo autori che usano la punteggiatura in modo automatico e naturale, come se fosse il respiro del testo; altri che la usano come un’arma, come manifesto estetico ed esistenziale. Affronterete le incertezze della vostra punteggiatura, ad una ad una, anche quelle che non sapevate di avere. Sfideremo gli ‘atroci dubbi’, eviteremo le trappole, disinnescheremo le mine – con leggerezza e senza paura di sbagliare, perché la creatività ci permette di allargare i confini delle norme. Provate a tirare l’elastico: che i vostri segni-lucciola diventino fari per illuminare le vostre idee. Pronti a rifare la punta alla punteggiatura?

Ne abbiamo discusso con l’autore…
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UN VIAGGIO LETTERARIO PIU’ A SUD DI TUNISI (e la nuova edizione del Premio)

La tredicesima edizione del Premio “Portopalo, più a Sud di Tunisi” si svogerà dal 3 al 5 agosto 2018

Prima del Premio, però, il giornalista e scrittore Sergio Taccone (che è l’anima di Portopalo, più a Sud di Tunisi) ha organizzato un vero e proprio viaggio letterario che vedrà come protagonista territoriale proprio Portopalo di Capo Passero (lembo di terra più a sud di Tunisi, estrema propaggine del Sudest siciliano). Domenica 29 luglio, infatti, alle h. 21 inizierà un reading letterario intitolato “Portopalo, un viaggio letterario”.

Un viaggio dell’anima con al centro Portopalo, avamposto più a sud di Tunisi che ha incantato poeti, scrittori, storici, geografi, registi e studiosi”, ha raccontato Sergio Taccone a Letteratitudine. “Pasolini, nel ’59, giunse a Capo Passero e rimase stupefatto dalla bellezza e dai colori di questo angolo di paradiso. Un viaggio letterario che arriva fino ai giorni nostri e a pagine di rara bellezza di alcuni scrittori contemporanei come Simona Lo Iacono, Massimo Maugeri e Filadelfo Giuliano”.

La manifestazione si concluderà con un omaggio al film “Agguato sul mare”, girato negli anni 50 anche a Portopalo, per la regia di Pino Mercanti. Le letture sceniche saranno affidate agli attori Andrea Puglisi e Nicoletta Benedetti, musiche dal vivo a cura del chitarrista Sebastiano Campisi, con immagini scelte da Dino Oliva. La regia della serata è affidata a Corrado Giuliano.

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IL PREMIO PORTOPALO PIU’ A SUD DI TUNISI 2018 Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 16 al 22 luglio 2018 – segnaliamo “Manicomio primavera” di Clara Sereni

Manicomio primaveraI primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 16 al 22 luglio 2018

Si conferma in vetta alla classifica “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda) – romanzo vincitore del “Premio Strega”

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Questa settimana, “fuori classifica”, segnaliamo un libro che non potrete acquistare perché non è più in commercio. Si intitola “Manicomio primavera” e lo ha scritto Clara Sereni, scomparsa il 25 luglio 2018. Lo proponiamo perché in questa intervista la stessa autrice ha dichiarato che si tratta di uno dei libri a cui si sente più legata e che più degli altri avrebbe desiderato perdurasse nel tempo. Speriamo che gli editori possano consentire a “Manicomio primavera” di tornare in libreria.

 

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Al 1° posto si conferma “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda) – romanzo vincitore del Premio Strega 2018

Risale in 2^ posizione (la settimana scorsa era al 3° posto) “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri (Sellerio)

Al 3° posto (la settimana scorsa era in 2^ posizione) “A bocce ferme” di Marco Malvaldi (Sellerio)

Si conferma in 4^ posizione “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

Mantiene la 5^ posizione “Ogni respiro” di Nicholas Sparks (Sperling & Kupfer)

Si conferma al 6° posto (la settimana scorsa era in 7^ posizione) “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Al 7° posto: “Cresce lungo il cammino il suo vigore. Il popolo in cammino verso la città santa, la nuova Gerusalemme” di Mario Delpini (Centro Ambrosiano)

All’8° posto (la settimana scorsa era in 7^ posizione) Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

Entra in top ten al 9° posto: “Cuore di tempesta” di Corina Bomann (Giunti)

Si conferma al 10° posto “Origin” di Dan Brown (Mondadori) – edizione economica

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Manicomio primaveraManicomio primavera” di Clara Sereni

Sotto un titolo ispirato a una lirica della poetessa Sylvia Plath, Clara Sereni raccoglie in una sorta di strano romanzo tredici frammenti narrativi, nei quali procede, con dolore e pietà, lungo la sottile linea di demarcazione tra salute e malattia, normalità e follia, benessere e disperazione. Messe a nudo da un primo bacio o da una sofferenza fisica, da una domanda ossessiva o da un sorriso intraducibile, da un figlio che non si sa riconoscere o da un figlio immaginato, alle prese con il coraggio, la stanchezza, la curiosità, la paura che la loro condizione comporta, le donne di questo libro si aggrappano a un linguaggio elementare, fatto di gesti più che di parole. Gesti semplici, raccontati da una prosa nitida e precisa, che indaga i piccoli dettagli dell’esistenza e li trasfigura in epifanie folgoranti. Prefazione di Marino Sinibaldi.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 La ragazza con la Leica Helena Janeczek Guanda 18,00
2 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
3 A bocce ferme Marco Malvaldi Sellerio Editore Palermo 14,00
4 Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi Maurizio De Giovanni Einaudi 19,00
5 Ogni respiro Nicholas Sparks Sperling & Kupfer 19,90
6 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90
7 Cresce lungo il cammino il suo vigore. Il popolo in cammino verso la città santa, la nuova Gerusalemme Mario Delpini Centro Ambrosiano 4,00 *
8 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
9 Cuore di tempesta Corina Bomann Giunti Editore 15,90
10 Origin Dan Brown Mondadori 7,90 S

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CETTI CURFINO va al Kerayles Fest di Solarino

Cetti Curfino (Cover)Evento specialissimo per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo): con Carmelinda Gentile e Manuel Giliberti.

Sabato 28 luglio 2018, alle h. 21:30, presso la villa comunale di Solarino (Sr), nell’ambito degli eventi della terza edizione del Kerayles Fest, Massimo Maugeri presenterà il romanzo “Cetti Curfino” (La nave di Teseo). Insieme all’autore e a Giuseppe Lissandrello (organizzatore e coordinatore dell’evento) saranno presenti l’attrice Carmelinda Gentile, che tornerà a interpretare Cetti Curfino dopo il grande successo della pièce “Ratpus”, e il regista Manuel Giliberti che ha curato lo spettacolo teatrale trasponendo in scena l’originario racconto di Maugeri.

Perché si tratta di un incontro “specialissimo”? Lo ha raccontato lo stesso autore in questo articolo pubblicato sulla pagina cultura del quotidiano “La Sicilia”.

In coda al post, la locandina dell’evento.

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Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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CETTI CURFINO: racconto di un romanzo

Massimo Maugeri racconta – sulle pagine de “La Sicilia” – come è nato il suo nuovo romanzo intitolato “Cetti Curfino” (La nave di Teseo) Leggi tutto…

A MARTA MORAZZONI IL PREMIO FONDAZIONE IL CAMPIELLO

Alla scrittrice milanese il riconoscimento alla carriera, che ritirerà in occasione della finale della 56^ edizione del Premio Campiello

Venezia, 26 luglio 2018 – Il Premio Fondazione Il Campiello 2018 è stato assegnato a Marta Morazzoni. La scrittrice milanese ritirerà il riconoscimento alla carriera in occasione della finale della 56^ edizione del Premio Campiello, in programma sabato 15 settembre al Gran Teatro La Fenice di Venezia.

Matteo Zoppas, Presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto, ha dichiarato: “Siamo onorati che Marta Morazzoni abbia accettato questo nostro riconoscimento; il nostro vuole essere un omaggio ad un’autrice che ha assunto un ruolo di rilievo nella letteratura italiana degli ultimi decenni. Già vincitrice di due Premi Selezione Campiello nel 1988 e nel 1992, nonché del Premio Campiello nel 1997, Marta Morazzoni si è sempre contraddistinta per le caratteristiche originali di una scrittura stilisticamente tesa, sorvegliata e introspettiva. Attraverso la consegna di questo premio vogliamo ringraziarla simbolicamente per il suo grande e apprezzato lavoro.”

Di seguito la motivazione con cui è stato assegnato il Premio Fondazione Il Campiello 2018 a Marta Morazzoni (nella foto accanto):

Non è pervenuta faticosamente alla notorietà, come invece destino di molti, Marta Morazzoni: già la sua prima raccolta di racconti (“La ragazza col turbante”, 1986) ebbe un clamoroso successo di critica e di pubblico. La stessa sorte sperimentarono quasi tutti gli altri suoi libri, tra cui vanno ricordati almeno “L’invenzione della verità” (1988, premio Selezione Campiello), “Casa materna” (1992, premio Selezione Campiello), “Il caso Courrier” (1997, premio Campiello) e il recente “Il fuoco di Jeanne” (2014). Fin dall’inizio si è manifestata sorprendente una cifra peculiare di questa scrittrice, e cioè un’analisi psicologica dei personaggi drappeggiata attorno a vicende apparentemente secondarie, anche in illustri contesti storici, e destinate tuttavia a manifestarsi irrimediabili.
Come l’indecifrabile groviglio di nodi nel rovescio di un tappeto, quello che talvolta appare se per avventura qualcuno lo smuova, così il dipanarsi dei fatti quotidiani può scoprire l’inaspettata faccia di un’arcana simbologia. Sarebbe tuttavia limitativo attribuire alla narrativa della scrittrice il solo pregio di saper diagnosticare le insidie dell’apparenza, arte in cui invero eccelle, perché ad essa si accompagna una singolare spietatezza: quella di una tensione morale che non è disposta a fare sconti a nessuno dei personaggi, comuni o illustri, che popolano le sue pagine. Leggi tutto…

DOLORES REDONDO vince il PREMIO BANCARELLA 2018 (con “Tutto questo ti darò”, DeA Planeta)

Il Premio Bancarella 2018 va alla scrittrice basca Dolores Redondo, autrice del romanzoTutto questo ti darò(Dea Planeta – traduzione di Ascanio Temonte)

Dolores Redondo (San Sebastián, 1969) – vincitire dell’edizione 2018 del Premio Bancarella – è una scrittrice spagnola (basca). Ha studiato Legge e ha lavorato nel mondo del business per anni prima di diventare scrittrice a tempo pieno. Dopo avere scritto racconti e narrativa per l’infanzia, pubblica il suo primo romanzo nel 2009, ma è con la Trilogia Baztán che ha raggiunge il successo vendendo in Spagna un milione e 300 mila copie.
Nel 2016 si aggiudica il Premio Planeta e nel 2018 il 66° Premio Bancarella con il romanzo “Tutto questo ti darò”.
Il guardiano invisibile è stato trasportato sullo schermo dal produttore tedesco Peter Nadermann, già responsabile della Trilogia Millennium

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Il libro vincitore del Premio Bancarella 2018

Serrato, sorprendente e ricco di atmosfera, Tutto questo ti darò è un thriller psicologico dalla sensibilità finissima, capace di indagare con la stessa lucidità le dinamiche del cuore e quelle – troppo spesso malate – della società.

Quando una coppia di agenti in divisa bussa alla sua porta, Manuel, scrittore di successo impegnato nella stesura del prossimo bestseller, intuisce all’istante che qualcosa di grave deve essere accaduto ad Álvaro, l’uomo che ama e al quale è sposato da anni. E infatti il corpo senza vita del marito è stato ritrovato al volante della sua auto, inspiegabilmente uscita di strada tra le vigne e i paesaggi scoscesi della Galizia, a chilometri di distanza dal luogo in cui Álvaro avrebbe dovuto trovarsi al momento dell’incidente. Sconvolto, Manuel parte per identificare la salma ma, giunto a destinazione, si ritrova presto invischiato in un intrico di menzogne, segreti e omissioni che ruota attorno alla ricca e arrogante famiglia d’origine del marito. Con l’aiuto di Nogueira, poliziotto in pensione dal carattere ruvido, e di Padre Lucas, il prete locale amico d’infanzia di Álvaro, Manuel indaga sulle molte ombre nel passato dei Muñiz de Dávila e sulla vita segreta dell’uomo che si era illuso di conoscere quanto se stesso.

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La premiazione Leggi tutto…

LA COMPAGNIA DI DANZA STORICA

La compagnia di Danza storica: intervista a Giovanna Tidona, Presidente dell’associazione Ninphea e referente per la città di Siracusa del gruppo di danze storiche

di Erika Di Giorgio

Ritornare al passato. Indossare abiti corposi, fluttuanti, che si muovono al ritmo dei valzer e delle contradanze. Il tempo che marcia all’indietro. E che riporta ai tempi in cui il galateo delle buone maniere era un modo per richiamare alla mente e al cuore non solo la forma, ma i valori della bellezza e della gentilezza.
La compagnia nazionale di danze storiche fa tutto questo. Con passione inesausta porta la danza in luoghi suggestivi per richiamare alla mente di chi guarda proprio queste tensioni verso un mondo più lento, più aderente alla necessità del garbo. In un mondo rumoroso, e quindi scomposto, propone armonia.
Il presidente Nino Graziano Luca, abbina quindi alla ricerca storica anche l’analisi del testo musicale e ripropone le danze del passato come richiamo valoriale per il futuro.
La Compagnia Nazionale di Danza Storica è infatti un’associazione culturale che svolge un lavoro artistico con un Corpo di Ballo di Danzatori professionisti ed un’intensa attività associativa (Lombardia, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia) in cui gli allievi, una volta frequentati i Corsi di danza, partecipano ai Gran Balli, ai Tè Danzanti organizzati nei palazzi storici o negli hotel di lusso italiani e di alcune capitali europee.
Con maestria la compagnia esegue  Valzer, Quadriglie, Contraddanze, Mazurche tratte dai manuali dei più celebri maestri del XIX secolo e dai più incantevoli film in costume, con un repertorio musicale che spazia da Strauss a Verdi, da Ziehrer a Pachelbel, indossando eleganti frac e preziosi abiti con crinolina ispirati all’800.
Un contesto da sogno, quindi.
Per farci spiegare meglio cosa si proponga oggi una associazione di danze storiche abbiamo intervistato la dott.ssa Giovanna Tidona, Presidente dell’associazione Ninphea e referente per la città di Siracusa del gruppo di danze storiche.

-Riportare alla luce abiti d’epoca, danze dell’ottocento, musiche armoniose, che allietavano i vecchi salotti….qual è il significato del riproporre, nei nostri giorni, queste antiche abitudini? Leggi tutto…

COLPEVOLI. VITA DIETRO (E OLTRE) LE SBARRE di Annalisa Graziano (intervista)

COLPEVOLI. VITA DIETRO (E OLTRE) LE SBARRE (La Meridiana): intervista a Annalisa Graziano

di Massimo Maugeri

Credo possa essere utile e importante per tutti saperne di più sul mondo del carcere, soprattutto partendo dal presupposto che la privazione della libertà è una delle cose peggiori che possa capitare a un essere umano (a prescindere dal crimine commesso). La giovane e brava giornalista foggiana, Annalisa Graziano, ha scritto un libro importante dal titolo molto evocativo: Colpevoli. Vita dietro (e oltre) le sbarre (La Meridiana). Nella prefazione del libro, le parole di don Luigi Ciotti mettono in evidenza il senso e gli obiettivi di questo lavoro: “Queste pagine ci aiutano a ricordare che il carcere non è una terra marginale o un mondo a parte, ma un’eventualità nella storia delle persone. Scaturita certo da scelte sbagliate, di cui è giusto rendere conto, ma anche da opportunità negate, da scelte scaturite dall’assenza di alternative. […] Necessario è allora mettersi in gioco perché il carcere cessi di essere in molti casi una “discarica sociale”, la destinazione di chi non ha i diritti previsti dalla Costituzione, dall’altro perché la pena diventi uno strumento di inclusione, come sempre prevede la Costituzione. A beneficio non solo delle persone detenute ma di tutti noi, se è vero che laddove il carcere è riuscito in questa funzione, il tasso di recidiva, la possibilità che le persone ricadano nel crimine, è stato drasticamente ridotto.

Ho incontrato Annalisa Graziano, per discutere con lei di questo suo libro e delle tematiche legate alla detenzione…

– Cara Annalisa, come nasce il tuo interesse per il mondo del carcere?
Risultati immagini per annalisa grazianoHo iniziato a scoprire le “città dietro le sbarre” grazie ai libri. Mi occupo della comunicazione del CSV Foggia, il Centro di Servizio per il Volontariato, da molti anni e nel 2013 mi fu affidata l’area della promozione del volontariato in ambito penitenziario. In quel periodo furono sottoscritti protocolli di intesa con l’UlEPE, l’Ufficio locale di Esecuzione Penale Esterna di Foggia e con le tre Case Circondariali di Capitanata, proprio per favorire l’ingresso dei volontari negli istituti penitenziari. Nel 2014 accompagnai l’Ass. Centro Studi Diomede di Castelluccio dei Sauri nella sua prima esperienza di volontariato all’interno del Carcere di Foggia. Iniziò così l’attività del gruppo di lettura in Alta Sicurezza, chiamato “Innocenti Evasioni”, che puntualmente ritorna e si rinnova ogni anno. Attualmente è alla attenzione della direzione il progetto della nuova edizione, che si arricchirà di cineforum e momenti di ascolto di musica classica.

– Quando è nata e come si è sviluppata l’idea che sta alla base del volume “Colpevoli. Vita dietro (e oltre) le sbarre“? Leggi tutto…

PAOLO BORSELLINO

PAOLO BORSELLINO (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992)

 

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CLASSIFICA: dal 9 al 16 luglio 2018 – segnaliamo “Lettere dal carcere” di Nelson Mandela (Il Saggiatore)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 9 al 16 luglio 2018

La settimana scorsa avevamo segnalato “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda) – romanzo vincitore del “Premio Strega”– attualmente al 1° posto in classifica generale.

Questa settimana segnaliamo (fuori classifica): “Lettere dal carcere” di Nelson Mandela (Il Saggiatore) – Traduttore: S. Pezzani – Curatore: S. Venter

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1° posto per “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda) – romanzo vincitore del Premio Strega 2018.

Al 2° posto (la settimana scorsa era in 4^ posizione) “A bocce ferme” di Marco Malvaldi (Sellerio)

In 3^ posizione (la settimana scorsa era al 2° posto) “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri (Sellerio)

In 4^ posizione (la settimana scorsa era al 1° posto) “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

In 5^ posizione (la settimana scorsa era al 6° posto) “Ogni respiro” di Nicholas Sparks (Sperling & Kupfer)

Al 6° posto (la settimana scorsa era in 7^ posizione) “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Risale al 7° posto (la settimana scorsa era in 9^ posizione) Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

All’8° posto (la settimana scorsa era in 5^ posizione), “Il patto dell’abate nero. Secretum saga” di Marcello Simoni (Newton Compton)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era all’8° posto) “Casi umani. Uomini che servivano a dimenticare, ma che hanno peggiorato le cose” di Selvaggia Lucarelli (Rizzoli)

Al 10° posto “Origin” di Dan Brown (Mondadori) – edizione economica

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Questa settimana segnaliamo:  “Lettere dal carcere” di Nelson Mandela (Il Saggiatore) – Traduttore: S. Pezzani – Curatore: S. Venter

Quanto a lungo si deve urlare la parola «libertà» prima che acquisti davvero un valore? Quanto tempo deve passare prima che il domani sia un giorno nuovo? Per ventisette anni Nelson Mandela, l’uomo che avrebbe guidato il paese fuori dal regime di segregazione razziale che lo soffocava da quasi mezzo secolo, non è stato altro che una sigla: un anonimo numero di matricola che identificava un prigioniero come tanti in una delle strutture carcerarie del paese. Eppure proprio in quelle celle, nel silenzio dell’isolamento, nella fatica dei lavori forzati, ha preso forma il mito che avrebbe sgretolato il sistema di oppressione dell’elite bianca. Le “Lettere dal carcere” di Nelson Mandela sono un documento fondamentale del Novecento. La testimonianza unica e in presa diretta della determinazione, delle difficoltà e della fede nel progresso di una delle grandi icone politiche del nostro tempo: dal primo, durissimo periodo, quando gli era concesso di scrivere una sola lettera di cinquecento parole ogni sei mesi, agli scambi con le grandi personalità internazionali negli anni ottanta; dalle umiliazioni, vessazioni e privazioni di Robben Island – non gli fu permesso di partecipare al funerale della madre e nemmeno a quello del figlio Thembi – alle struggenti parole di amore e lotta inviate alla moglie Winnie, anche lei attivista e anche lei rinchiusa in prigione. Nel centenario della nascita di Nelson Mandela, il Saggiatore pubblica in contemporanea mondiale le sue inedite “Lettere dal carcere”, un epistolario di rara forza che ci permette di scoprire il volto umano di un gigante nel momento più duro della sua esistenza. Pagine che, pur raccontando un presente affannoso – la sofferenza della reclusione, le preoccupazioni per le persecuzioni politiche contro amici e parenti, l’angoscia di dover fare da padre ai propri figli senza avere nemmeno la possibilità di vederli -, ci parlano di speranza e di valori senza tempo. Perché il lungo cammino verso la libertà può iniziare anche nel freddo di una gabbia senza finestre, e la convinzione dell’inevitabilità dell’alba spazzare via da sola le tenebre più scure.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 La ragazza con la Leica Helena Janeczek Guanda 18,00
2 A bocce ferme Marco Malvaldi Sellerio Editore Palermo 14,00
3 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
4 Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi Maurizio de Giovanni Einaudi 19,00
5 Ogni respiro Nicholas Sparks Sperling & Kupfer 19,90
6 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90
7 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
8 Il patto dell’abate nero. Secretum saga Marcello Simoni Newton Compton 9,90
9 Casi umani. Uomini che servivano a dimenticare, ma che hanno peggiorato le cose Selvaggia Lucarelli Rizzoli 17,00
10 Origin Dan Brown Mondadori 7,90 S

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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LA FAMIGLIA AUBREY di Rebecca West (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA FAMIGLIA AUBREY di Rebecca West (Fazi editore – Traduzione di Francesca Frigerio)

Quando eravamo molto piccoli, in un fresco pomeriggio sudafricano, papà e mamma stavano camminando con noi in un parco proprio poco prima del giorno di San Giovanni e papà ci chiese di mettere le mani sul tronco di un albero. Disse che non avremmo sentito niente, solo il legno, ma se lo avessimo fatto un’altra volta, una settimana più tardi, sotto le nostre mani non ci sarebbe stato solo il legno, ma qualcosa di più, perché quello era il periodo in cui il mondo stava passando dall’inverno all’estate, ed era sospeso tra la morte e la vita. Noi eravamo meravigliate, ma mettemmo ubbidienti le mani sul tronco e ci sembrò di sentirlo privo di vita, mentre la mamma esclamò che suo padre e sua madre le avevano fatto fare la stessa cosa, e lei aveva creduto che fosse un rito peculiare della sua famiglia, ed ecco che ora papà ripeteva quel gesto con noi. Una settimana più tardi mettemmo di nuovo le mani sul tronco e avemmo la sensazione che fosse vivo, e gridammo al miracolo, e la mamma disse che ci sarebbe stato più facile capirlo a casa, in Inghilterra, dove tutto questo succedeva nel periodo natalizio. E così fu. Guardammo alla settimana tra Natale e Capodanno come a un momento di attesa, il momento in cui il mondo decideva se passare dalla morte alla vita e quindi mantenere le promesse di Cristo, oppure resistere, continuare per la sua strada e rovinare tutto. La notte, nei nostri letti, ci chiedevamo se esistesse qualcosa che potesse impedire al mondo di decidere che non si sarebbe svegliato all’arrivo della primavera, e così tutti sarebbero diventati sempre più freddi, e i giorni sarebbero diventati sempre più corti, e alla fine sarebbero rimaste solo le tenebre. Lo chiedemmo a papà e mamma, e papà disse: «Be’, potrebbe succedere, ma non nella vostra epoca». Leggi tutto…

LIPARI NOIR 2018

LIPARI NOIR: 23 e 24 luglio 2018

LIPARI. La Sicilia con le sue voci del giallo e del noir sarà la protagonista della Quarta Edizione di Lipari Noir Festival, la kermesse letteraria dedicata alla narrativa e alla fiction poliziesca sull’isola di Lipari.

Sotto la direzione artistica di Cristina Marra, la manifestazione si svolgerà in due serate all’insegna dei libri e del cinema allietate da degustazioni di prodotti tipici. Il festival è inserito nel ricco cartellone di appuntamenti della 35 edizione di “Un mare di cinema” organizzata dal Centro Studi Eoliano presieduto da Antonino Saltalamacchia.

A Lipari arriveranno sei scrittori di recente in libreria con i loro nuovi romanzi: Max e Francesco Morini, Salvo Toscano, Massimo Maugeri, Teresa Pitino e Mario Falcone racconteranno la loro tecnica narrativa e i loro detective in suggestive location dell’isola.

Si comincia il 23 luglio alle ore 19,00 nei Giardini del Centro Studi Eoliano nel cuore di Lipari con la serata inaugurale “In due s’indaga meglio” che proporrà l’anteprima nazionale del romanzo “Rosso Barocco” di Max e Francesco Morini e il nuovo giallo di Salvo Toscano “L’uomo sbagliato”. Entrambi i romanzi editi da Newton Compton hanno due coppie di detective. Seguirà la proiezione del film “Omicidio al Cairo”.

Il 24 a bordo piscina del residence La Giara si alterneranno Massimo Maugeri con “Cetti Curfino”(La nave di Teseo), Teresa Pitino con “Le verità sotto il vulcano”(casa editrice Kimerik) e Mario Falcone con “Lo chef degli chef” ( Meridiano Zero editore) nell’incontro “Tra giallo e noir” gli autori sveleranno le loro scelte narrative, tecniche d’indagine, ambientazioni e protagonisti dei loro ultimi romanzi.

Entrambe le serate saranno introdotte dal presidente Nino Saltalamacchia e presentate dalla giornalista Cristina Marra. Leggi tutto…

LETTERA A ROCCO CARBONE

In occasione del decennale della scomparsa dello scrittore Rocco Carbone (Reggio Calabria, 20 febbraio 1962 – Roma, 18 luglio 2008) pubblichiamo la lettera a lui indirizzata da Romana Petri, presente all’interno del volumeLetteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria, 2017)

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LETTERA A ROCCO CARBONE

di Romana Petri

Caro Rocco,

si possono scrivere lettere a chi non c’è più? Che significato hanno? Ad avertelo chiesto avresti risposto che le scriviamo per noi, ne sono sicura. E allora la scrivo per me. Per nostalgia, per grande rimpianto, perché sei morto da più di sette anni e questa tua assenza continua ad essere un peso.  Esistono morti che durano più delle altre, che si vivono senza rassegnazione. La tua è una di queste. Mi hai dato poco scampo. Non sei stato solo il mio più caro amico, eri una persona a me affine e diversa al tempo stesso. La compatibilità nella diversità. Forse era soprattutto quest’ultima a unirci. Quei tuoi malesseri che ti circondavano di ombre, la tua ricerca affannosa del grande amore. Quante telefonate mi avrai fatto sul grande amore? Eri l’uomo delle ossessioni e le ossessioni erano il tuo fascino anche in ciò che scrivevi. Perché tu eri lo scrittore dello sguardo. Descrivevi le cose nei più minuti particolari e le cose emergevano vive: la maniglia di una porta, un bicchiere appena lavato, una sigaretta sul posacenere con il suo fumo verticale. Eri il mio Tristram Shandy. Te l’ho detto tante volte. Se scrivevi di un uomo che si svegliava al mattino, chi ti leggeva era obbligato a essere quell’uomo, ne seguiva ogni movimento come fosse il suo.
Le conoscevo bene le tue abitudini. Sapevo che al mattino ti svegliavi, andavi al bar sotto casa per prendere il caffè… Poi dipendeva dal momento, se stavi scrivendo un romanzo, dalle nove a mezzogiorno rimanevi seduto davanti al computer perché  dovevi scrivere due cartelle al giorno. Quando arrivavi a due ti fermavi. Certe volte mi telefonavi per dirmelo: “Sono le undici e per oggi ho già finito”. E dopo ti mettevi a leggere ascoltando un po’ di musica, aspettavi l’ora del pranzo che consumavi quasi sempre allo stesso bar sotto casa. Un piatto unico, un altro caffè e poi mi telefonavi. Alzavo il ricevitore e le prime parole erano sempre le stesse: “Romana, Rocco”. Ci nominavi. Leggi tutto…

CETTI CURFINO va a Gela

Cetti Curfino (Cover)Viaggio a Gela per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

Venerdì 20 luglio 2018, alle h. 18:30, presso la libreria Mondadori di Gela, C.so Vittorio Emanuele n. 373, Gela (CL), Massimo Maugeri presenterà il romanzo “Cetti Curfino” (La nave di Teseo). Dialogherà con l’autore Gabriella Di Franco. Letture a cura di Giuliana Fraglica. Sarà presente il pittore Giovanni Iudice, dalla cui opera è stata riprodotta la copertina del libro.

In coda al post, la locandina dell’evento.

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Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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[Dalla rassegna stampa del romanzo]

 

su “Tuttolibri”- “La Stampa” (recensione di Amedeo La Mattina)
[Cetti, dotata di «una bellezza ferale», di quelle che toglie il fiato, sceglie la strada che la porta in una cella. Massimo Maugeri ci conduce dentro questa prigione, ci fa entrare nella testa di una donna che concentra l’umiliazione e la disperazione di milioni di donne alla ricerca della propria dignità.]

su “Fahrenheit – Radio 3” (Libro del giorno di Fahrenheit – con Loredana Lipperini)
[Cetti Curfino è una donna prorompente, con labbra carnose e occhi che rivelano abissi. Andrea ha letto la sua storia sui quotidiani: una donna semplice, un marito che muore mentre lavora in nero, un figlio da sistemare, e una lenta discesa nelle viscere di una società che sa essere molto crudele]. – per ascoltare la puntata clicca qui

su “L’Espresso” (Freschi di stampa di Sabina Minardi)
[Un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana]

su “la Repubblica.it” (recensione e intervista di Silvana Mazzocchi)
[La realtà raccontata in forma di fiction, storie credibili che scavano nei problemi sociali del nostro tempo. (…) Una storia nella storia confezionata da Massimo Maugeri con abilità, talento e passione.]

su “Il Mattino” (recensione di Francesco Durante)
[Maugeri confeziona una storia semplice, insieme disperata e lieve, algida e sensuale, con un esito a sorpresa. La sua protagonista s’impone a cagione di una personalità veramente speciale, e fin dal primo momento merita la più cordiale solidarietà del lettore.]

su “Robinson – la Repubblica” (recensione di @CasaLettori)
[Cetti Curfino (La nave di Teseo) è “vittima invisibile di una società intenta a crogiolarsi tra le proprie miserie”. (…) La morte del marito, l’odio del figlio, la precarietà del quotidiano e un gesto di ribellione che pagherà caro. Sentiamo sulla pelle la disperazione di chi non ha scelta, ricattata da una povertà che non fa sconti. Guerriera orgogliosa non si lascia distruggere dall’esperienza carceraria].

su “la Repubblica – Palermo” (recensione di Gianni Bonina)
[È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde]

su “La Sicilia” (recensione di Maria Rita Pennisi) Leggi tutto…

SCRIVERE CON L’INCHIOSTRO BIANCO di Maria Rosa Cutrufelli (un estratto)

SCRIVERE CON L’INCHIOSTRO BIANCO di Maria Rosa Cutrufelli (Iacobelli)

Maria Rosa Cutrufelli nata a Messina, cresciuta fra la Sicilia e Firenze, ha studiato a Bologna e, dopo aver viaggiato e vissuto per qualche anno in Africa, ha scelto di fermarsi a Roma. I suoi saggi e i suoi romanzi sono tradotti in una ventina di lingue. Fra i romanzi ricordiamo: La donna che visse per un sogno (nella cinquina del Premio Strega, vincitore dei premi Penne, Alghero-Donna, Racalmare-Sciascia), La briganta, Complice il dubbio, D’amore e d’odio (vincitore del Premio Tassoni), I bambini della Ginestra (vincitore del Premio Ultima Frontiera). I suoi romanzi sono pubblicati da Frassinelli, Longanesi, La Tartaruga; mentre i suoi saggi da Editori Riuniti e Feltrinelli.

Di recente, per Iacobelli, è uscito questo suo nuovo libro intitolato: Scrivere con l’inchiostro bianco.

Il libro nasce dalle due seguenti domande. Perché si scrive? Come si scrive? A queste “classiche” domande domande sulla scrittura se ne aggiunge un’altra con riferimento a una “questione letteraria” piuttosto dibattuta: esiste una scrittura femminile? O (come è ben evidenziato nella scheda del libro) per dirla in maniera più appropriata: l’appartenenza a un genere sessuale o all’altro influisce sulla parola scritta e sull’arte del racconto? Maria Rosa Cutrufelli dà una sua risposta che è allo stesso tempo una proposta di riflessione e di confronto con scrittori e critici. E lo fa nell’unico modo possibile senza risultare astratta o ideologica: mettendo in campo l’autobiografia e l’esperienza, partendo dalla vita vissuta e tornando indietro, fino ai grandi miti fondativi della nostra cultura. Insomma, raccontando.

Di seguito, per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo un estratto del libro: il capitolo intitolato “Permessi e divieti”
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LA NOTTE DELLE FALENE di Riccardo Bruni (recensione)

La Notte delle Falene: un viaggio da Amazon Publishing a La nave di Teseo.

di Fabrizio Palmieri

È molto difficile che i diritti di un romanzo posseduti da una Casa Editrice poi vengano acquisiti da un altro Editore.
È difficile quanto vedere una falena di giorno, perché le falene sono lepidotteri notturni.
Il loro volo non è leggero come quello delle farfalle; i loro colori non sono variopinti. E le falene non sono nemmeno campionesse di agilità. Eppure vanno dritte seguendo la luce della luna e mantenendo la stessa inclinazione della fonte di luce; non sbagliano rotta e arrivano sempre a destinazione.
E la destinazione, questa volta, si chiama ‘La nave di Teseo’, casa editrice Milanese che annovera, tra le sue prodigiose ‘penne’, Umberto Eco, Paolo Coelho, Elena Stancanelli, Tahar Ben Jelloun e, di recente, Massimo Maugeri.
Riccardo Bruni, del quale è già in libreria il nuovo thriller ‘La promessa del Buio’ (Amazon Publishing), è deciso e diretto alla luce, proprio come le falene e questa sua dote ha permesso alla sua opera di entrare nella rosa dei candidati al premio Strega 2016, oltre ad essere la prima produzione Amazon Publishing ad essere sottoposta al vaglio de ‘Gli Amici della Domenica’. La coinvolgente trama incentrata sulla morte di Alice non è passata inosservata alle scrivanie de ‘La Nave di Teseo’.
Alice è una giovane ragazza che naviga le rapide della tarda adolescenza.
Alice vaga con il walkman, ascoltando musica, allontanandosi a passo svelto da parole per troppo tempo taciute, parole esplose nel momento sbagliato. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 2 all’8 luglio 2018 – segnaliamo “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 2 all’8 luglio 2018

La settimana scorsa avevamo segnalato “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi), attualmente n. 1 in classifica.

Questa settimana segnaliamo “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda) che giunge al 3° posto in classifica generale grazie all'”effetto Premio Strega”.

Ne approfittiamo anche per segnalare lo speciale di Letteratitudine dedicato alla finale del Premio Strega 2018 e alla vittoria di Helena Janeczek con il romanzo “La ragazza con la Leica” (Guanda)

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Sale in vetta alla classifica (la settimana scorsa era al 3° posto) “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

In 2^ posizione (la settimana scorsa era al 3° posto) “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri (Sellerio)

Entra in top ten al 3° posto il romanzo vincitore del Premio Strega 2018: “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda)

Entra in top ten al 4° posto “A bocce ferme” di Marco Malvaldi (Sellerio)

Si conferma al 5° posto, “Il patto dell’abate nero. Secretum saga” di Marcello Simoni (Newton Compton)

In 6^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto) “Ogni respiro” di Nicholas Sparks (Sperling & Kupfer)

Al 7° posto (la settimana scorsa era in 2^ posizione) “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Entra in top ten all’8° posto “Casi umani. Uomini che servivano a dimenticare, ma che hanno peggiorato le cose” di Selvaggia Lucarelli (Rizzoli)

Al 9° posto (la settimana scorsa era in 7^ posizione) Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

In 10^ posizione (la settimana scorsa era al 6° posto) “La lettera d’amore” di Lucinda Riley (Giunti Editore)

 

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Questa settimana segnaliamo: “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda) – al 3° posto in classifica generale

Vincitore del Premio Strega 2018
Vincitore del Premio Bagutta 2018
Finalista al Premio Campiello 2018

Questo libro racconta la vita di questa ragazza ribelle, l’amore con Robert Capa, l’avventura di fotografare e la gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta.

Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi Maurizio De Giovanni Einaudi 19,00
2 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
3 La ragazza con la Leica Helena Janeczek Guanda 18,00
4 A bocce ferme Marco Malvaldi Sellerio Editore Palermo 14,00
5 Il patto dell’abate nero. Secretum saga Marcello Simoni Newton Compton 9,90
6 Ogni respiro Nicholas Sparks Sperling & Kupfer 19,90
7 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90
8 Casi umani. Uomini che servivano a dimenticare, ma che hanno peggiorato le cose Selvaggia Lucarelli Rizzoli 17,00 *
9 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
10 La lettera d’amore Lucinda Riley Giunti Editore 16,90

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CETTI CURFINO va a Crotone

Cetti Curfino (Cover)Viaggio a Crotone per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

Venerdì 13 luglio 2018, alle h. 19:15, presso la Lega Navale di Crotone, Massimo Maugeri presenterà il romanzo “Cetti Curfino” (La nave di Teseo). Ippolita Luzzo dialogherà con l’autore. L’evento è organizzato da: Fondazione Odyssea, Amici dei Libri di Crotone, Lega Navale di Crotone e Comune di Crotone.

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Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

* * *

[Dalla rassegna stampa del romanzo]

 

su “Tuttolibri”- “La Stampa” (recensione di Amedeo La Mattina)
[Cetti, dotata di «una bellezza ferale», di quelle che toglie il fiato, sceglie la strada che la porta in una cella. Massimo Maugeri ci conduce dentro questa prigione, ci fa entrare nella testa di una donna che concentra l’umiliazione e la disperazione di milioni di donne alla ricerca della propria dignità.]

su “Fahrenheit – Radio 3” (Libro del giorno di Fahrenheit – con Loredana Lipperini)
[Cetti Curfino è una donna prorompente, con labbra carnose e occhi che rivelano abissi. Andrea ha letto la sua storia sui quotidiani: una donna semplice, un marito che muore mentre lavora in nero, un figlio da sistemare, e una lenta discesa nelle viscere di una società che sa essere molto crudele]. – per ascoltare la puntata clicca qui

su “L’Espresso” (Freschi di stampa di Sabina Minardi)
[Un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana]

su “la Repubblica.it” (recensione e intervista di Silvana Mazzocchi)
[La realtà raccontata in forma di fiction, storie credibili che scavano nei problemi sociali del nostro tempo. (…) Una storia nella storia confezionata da Massimo Maugeri con abilità, talento e passione.]

su “Il Mattino” (recensione di Francesco Durante)
[Maugeri confeziona una storia semplice, insieme disperata e lieve, algida e sensuale, con un esito a sorpresa. La sua protagonista s’impone a cagione di una personalità veramente speciale, e fin dal primo momento merita la più cordiale solidarietà del lettore.]

su “Robinson – la Repubblica” (recensione di @CasaLettori)
[Cetti Curfino (La nave di Teseo) è “vittima invisibile di una società intenta a crogiolarsi tra le proprie miserie”. (…) La morte del marito, l’odio del figlio, la precarietà del quotidiano e un gesto di ribellione che pagherà caro. Sentiamo sulla pelle la disperazione di chi non ha scelta, ricattata da una povertà che non fa sconti. Guerriera orgogliosa non si lascia distruggere dall’esperienza carceraria].

su “la Repubblica – Palermo” (recensione di Gianni Bonina)
[È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde]

su “Vivere – La Sicilia” (articolo/intervista di Domenico Trischitta)
[“Cetti Curfino” (La nave di Teseo) di Massimo Maugeri è un romanzo travolgente, avvincente, e la sua protagonista è uno di quei personaggi che difficilmente dimenticheremo].

su “La Sicilia” (Massimo Maugeri racconta il suo romanzo “Cetti Curfino”) Leggi tutto…

LE DONNE APRONO IL CIELO di Francesca Serra: incontro con l’autrice

LE DONNE APRONO IL CIELO. Sulle tracce di Ildegarda di Bingendi Francesca Serra (edizioni San Paolo)

Francesca Serra lavora in Rai dal 1999. Dopo la laurea in antropologia e in scienze della formazione collabora alle attività pastorali di Casa Santa Francesca Romana a Ponte Rotto, a Roma, in qualità di educatore alla formazione permanente. Ha seguito il corso triennale di medicina complementare presso l’A I C T O, Università Popolare di Anguillara Sabazia, finalizzata alla ricerca e alla didattica delle scienze mediche naturali. È consulente per quanto riguarda la medicina ildegardiana, nell’ambito delle pratiche di cura tradizionali, presso la Spezieria e Farmacia dell’Abbazia di San Paolo fuori le mura.

Di recente, per le edizioni San Paolo, Francesca Serra ha pubblicato il volume “Le donne aprono il cielo. Sulle tracce di Ildegarda di Bingen“. Come si legge nella scheda, si tratta di “un libro visionario, che incrocia nella medesima parabola la vita quotidiana dell’autrice con quella traiettoria celeste, composita e straordinaria, che fu l’esistenza di Ildegarda di Bingen, la monaca medievale che, con la sua libertà interiore, avrebbe cambiato per sempre lo sguardo di chi cerca, nel proprio cuore e nel creato, il senso possibile di un’esistenza vissuta come comunione tra fede, ricerca e visione”.

Abbiamo incontrato l’autrice per chiederle di raccontarci qualcosa su questo suo libro.

«Le donne ebree sanno che quando devono pregare per qualcuno malato, preparano il pane e lo tagliano perché così facendo aprono il cielo. Ecco», ha raccontato Francesca Serra a Letteratitudine, «credo che sia giunto per le donne di ogni credo e ceto, siano esse praticanti, laiche, o atee il tempo per tornare ad aprire il cielo.
La mia maestra di arte sopraffina, esperta nelle aperture dei cieli, è vissuta nel dodicesimo secolo, fino alla veneranda età di 78 anni quando la media della vita non superava i trenta. Ben le si addice il nome di Ildegarda, colei che vigila nella battaglia.
Mi sono imbattuta nella figura di Ildegarda di Bingen, mentre mi stavo occupando di culti femminili, di saperi terapeutici delle donne, e di medicina naturale.
In ogni casa in cui andassi trovavo un libro che la riguardava, un messaggio che di lei mi arrivava, attraverso incontri, articoli di giornale, persino in una bustina di tè rinvenuta sul sedile di un treno.
Ildegarda, mi parlava voleva farsi conoscere, voleva farsi vaso, contenitore e archetipo di tutto quello che avevo messo insieme negli anni trascorsi. Leggi tutto…

A GIUSEPPE LUPO il PREMIO PROMOTORI DELLA LETTURA 2018

Naxoslegge prende avvio il 31 agosto, con la serata di apertura e presentazione e con la consegna del premio “Promotori della lettura” (giunto alla seconda edizione) di cui sarà insignito Giuseppe Lupo. Di seguito, un breve profilo del vincitore del Premio.

 

Giuseppe Lupo si è laureato in Lettere moderne nel 1986, presso l’Università Cattolica di Milano, con una tesi sul poeta-ingegnere Leonardo Sinisgalli. Nel 2002 ha conseguito il dottorato di ricerca in “Critica, teoria e storia della letteratura e delle arti” presso l’Università Cattolica di Milano. A partire dall’anno accademico 2003-04 è stato professore a contratto, presso la sede bresciana dell’Università Cattolica, dell’insegnamento di Letteratura italiana e forme della rappresentazione contemporanee. Dal gennaio 2009 è stato ricercatore universitario, per la classe di concorso L-FIL-LET/11, Letteratura italiana contemporanea, presso l’Università Cattolica di Milano e di Brescia. Dal maggio 2015 è professore associato di Letteratura italiana contemporanea presso la stessa Università. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 25 giugno all’1 luglio 2018 – segnaliamo “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 25 giugno all’1 luglio 2018

Questa settimana segnaliamo: “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

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Si conferma al 1° posto il nuovo libro di Andrea Camilleri: “Il metodo Catalanotti” (Sellerio)

Mantiene la 2^ posizione, “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Entra in top ten, al 3° posto, “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

Conquista la 4^ posizione, “Ogni respiro” di Nicholas Sparks (Sperling & Kupfer)

Entra in top ten, al 5° posto, “Il patto dell’abate nero. Secretum saga” di Marcello Simoni (Newton Compton)

In 6^ posizione (la settimana scorsa era al 3° posto) “La lettera d’amore” di Lucinda Riley (Giunti Editore)

Al 7° posto (la settimana scorsa era in 4^ posizione)  Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

All’8° posto troviamo “Il labirinto di fuoco. Le sfide di Apollo. Vol. 3” di Rick Riordan (Mondadori)

Al 9° posto: “Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio” (Editrice Shalom)

Al 10° posto (la settimana scorsa era in 6^ posizione) “Origin” di Dan Brown (Mondadori) – edizione economica

 

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Questa settimana segnaliamo: “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi) – al 3° posto in classifica generale

La nuova indagine del commissario Ricciardi.

Perché qualcuno dovrebbe uccidere un angelo? Perché qualcuno dovrebbe sposare un dannato?

È maggio, e la città si risveglia per avviarsi verso la stagione più bella. Eppure il male non si concede pause. Su una lingua di tufo che si allunga nel mare di Posillipo viene trovato il cadavere di un anziano prete. Qualcuno lo ha barbaramente ucciso. È inspiegabile, perché padre Angelo, la vittima, era amato da tutti. Un santo, dicono. Un fine teologo, un uomo che nella vita ha donato conforto a tante persone. Un confessore. È maggio, e anche se il sole e la luna sono un incanto, Ricciardi è più inquieto che mai. Lui ed Enrica hanno cominciato a incontrarsi, ma il commissario non può continuare a nasconderle la propria natura, il segreto che a lungo lo ha tenuto lontano da lei. È maggio, e i rapinatori sembrano diventati così abili che il brigadiere Maione rischia di perdere la testa nel tentativo di catturarli. Forse perché sente profonda la mancanza di Luca, il figlio morto, e vorrebbe spiegarlo alla moglie. Ma non è bravo con le parole.
È maggio, è tempo di confessioni.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
2 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90
3 Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi Maurizio De Giovanni Einaudi 19,00
4 Ogni respiro Nicholas Sparks Sperling & Kupfer 19,90
5 Il patto dell’abate nero. Secretum saga Marcello Simoni Newton Compton 9,90
6 La lettera d’amore Lucinda Riley Giunti Editore 16,90
7 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
8 Il labirinto di fuoco. Le sfide di Apollo. Vol. 3 Rick Riordan Mondadori 18,00
9 Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00
10 Origin Dan Brown Mondadori 7,90 S

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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LA MILANESIANA 2018: “La lingua dei furfanti” e “Il viaggio della signorina Vila”

Stasera, sabato 7 luglio , alle h. 20:15, presso il Cinema Mexico di Via Savona, 57 (Milano), nell’ambito degli eventi de La Milanesiana 2018 saranno proiettati i film di Elisabetta Sgarbi: “La lingua dei furfanti” e “Il viaggio della signorina Vila”. Interverranno Elisabetta Sgarbi e Alberto Pezzotta.

Di seguito: la locandina e uno speciale dedicato a “La lingua dei furfanti”

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Lo speciale dedicato a LA LINGUA DEI FURFANTI. Romanino in Valle Camonica Leggi tutto…

CETTI CURFINO va a Torre Archirafi

Cetti Curfino (Cover)Viaggio a Torre Archirafi, Riposto (Giarre, CT) per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

Venerdì 6 luglio 2018, presso la splendida sede di Palazzo Vigo, Torre Archirafi, Riposto (Giarre, CT), h. 19, Massimo Maugeri presenta il romanzo “Cetti Curfino” (La nave di Teseo). Dialogherà con l’autore la poetessa, scrittrice e critica letteraria Anna Vasta.

In fondo al post: la locandina dell’evento.

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CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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[Dalla rassegna stampa del romanzo]

 

su “Tuttolibri”- “La Stampa” (recensione di Amedeo La Mattina)
[Cetti, dotata di «una bellezza ferale», di quelle che toglie il fiato, sceglie la strada che la porta in una cella. Massimo Maugeri ci conduce dentro questa prigione, ci fa entrare nella testa di una donna che concentra l’umiliazione e la disperazione di milioni di donne alla ricerca della propria dignità.]

su “L’Espresso” (Freschi di stampa di Sabina Minardi)
[Un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana]

su “la Repubblica.it” (recensione e intervista di Silvana Mazzocchi)
[La realtà raccontata in forma di fiction, storie credibili che scavano nei problemi sociali del nostro tempo. (…) Una storia nella storia confezionata da Massimo Maugeri con abilità, talento e passione.]

su “Il Mattino” (recensione di Francesco Durante)
[Maugeri confeziona una storia semplice, insieme disperata e lieve, algida e sensuale, con un esito a sorpresa. La sua protagonista s’impone a cagione di una personalità veramente speciale, e fin dal primo momento merita la più cordiale solidarietà del lettore.]

su “la Repubblica – Palermo” (recensione di Gianni Bonina)
[È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde]

su “Vivere – La Sicilia” (articolo/intervista di Domenico Trischitta) Leggi tutto…

LA NEMICA di Brunella Schisa (recensione)

LA NEMICA di Brunella Schisa (Neri Pozza)

di Massimo Maugeri

Dopo “La scelta di Giulia” (Mondadori – qui è disponibile l’ottimo Autoracconto d’autore) Brunella Schisa torna in libreria con un romanzo storico ambientato nella Parigi del 1786: un periodo molto particolare, poiché precede di pochi anni la Rivoluzione dell’89 e la fine dell’Ancien Régime. Il romanzo si intitola “La nemica“, lo pubblica Neri Pozza e vede come protagonista una donna molto affascinante che nei suoi memoir si firmava – per l’appunto – con l’appellativo «la nemica mortale» (di Maria Antonietta). Stiamo parlando di Jeanne Valois, la contessa de la Motte.

Il romanzo apre con un prologo intitolato “Il marchio del disonore”. La data di riferimento è il 21 giugno 1786.
Il primo grido sembrò l’urlo sgraziato di un gabbiano. Marcel alzò lo sguardo e vide volteggiare uno stormo di uccelli dietro un’imbarcazione che procedeva lentamente verso il Pont Neuf. Sul molo, un esercito di scaricatori scendeva dalle barche ormeggiate con pesanti casse sulle spalle e le caricava sui carri in attesa. Accelerò il passo, lo zio lo aveva pregato di essere puntuale e non voleva indispettirlo. Il silenzio del mattino fu trafitto da una voce disumana, uno strillo roco, disperato, da ghiacciare le vene. Sarà qualche condannato sulla forca, pensò il giovane e, invece di attraversare il ponte, tornò indietro e si diresse verso il Palazzo di Giustizia, dove un flusso di gente convergeva, nonostante l’ora mattutina.”
Il Marcel in cui si imbatte il lettore, e che si ritrova a farsi largo tra la folla diretta al Palazzo di Giustizia, è un giovane giornalista alle prime armi, Marcel de la Tache. Giunto sul posto, però, rimane molto sorpreso: “Migliaia di persone circondavano un patibolo alto due metri, sopra si dibatteva una donna con le vesti stracciate. Tre sbirri e un tizio con un abito grigio con bottoni di ferro si affannavano a tenerla ferma“.
La donna in questione – la già citata Jeanne de la Motte, avventuriera con il sangue dei re Valois nelle vene  – tiene testa a quattro uomini, mentre il boia di Parigi, accanto a un braciere fumante, si appresta a infliggerle il marchio del disonore.
“La donna mordeva, tirava calci e con una forza sovrumana stracciava con i denti la giacca di una guardia che nella colluttazione aveva perduto la parrucca. Per tenerla ferma le fu assestato un colpo nei garretti e cadde in ginocchio”. (…) “Seguì una salva di oscenità. La maggior parte degli spettatori, indifferente agli sforzi dei carnefici, era ipnotizzata dalla tenacia di quella femmina al limite delle forze. Adesso era in ginocchio, quattro uomini la tenevano ferma, e quando il boia si avvicinò con il ferro incandescente, gli occhi le schizzarono fuori dalle orbite. La carne delicata sfrigolò e un vapore bluastro si levò nell’aria. Come un animale terrorizzato, sussultò, si contorse, riuscì a liberarsi dalla presa e lo strumento, diretto alla seconda spalla, calò sul seno destro. Nonostante il bavaglio, il suo ultimo ruggito forò i timpani. Qualcuno si portò il fazzoletto al naso per difendersi dall’odore di carne bruciata. La disgraziata adesso giaceva vinta, immobile”. Leggi tutto…

LETTERATURA E MODA: intervista a Stefania Federico

Nell’ambito di Taomoda 2018, il 15 luglio, la costumista e scenografa Stefania Federico allestirà una sfilata di abiti che interpreteranno il romanzo “Il morso” di Simona Lo Iacono (Neri Pozza)

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di Erika Di Giorgio

Siamo abituati a pensare all’abito come una maschera, qualcosa che cela, che copre e che esalta solo l’aspetto formale dell’esistenza. Ma in realtà l’abito racconta l’anima, la storia, finanche i desideri più nascosti del cuore. Nato per coprire, l’abito finisce per rivelare.
Quindi non è solo segno esteriore, ma simbolo interiore.
Da questa riflessione nasce l’arte di Stefania Federico, costumista e scenografa,  specializzata in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo ad indirizzo scenografico all’Accademia di Belle Arti di Catania, appassionata frequentatrice dei corsi di perfezionamento in abiti del ‘700 presso il LabCostume di Roma.

Stefania Federico sa che l’abito parla, e per questo motivo sin dall’inizio della sua carriera ha approfondito i rapporti tra costume e dramma. Per esempio nelle sue collaborazioni teatrali (si veda  l’opera “Salomè” rappresentata nel Teatro Museo del Cinema a Siracusa nel 2016), o nei fastosi allestimenti del melodramma in musica (“Amor quando si fugge, allor si trova” nel 2016, o l’intermezzo buffo “Un buon vin, fa un buon pro” nel 2017, sono esperienze significative in tal senso).
L’approccio con la parola letteraria era quindi un passaggio quasi obbligato, dato che la letteratura usa lo stesso metodo di comunicazione della moda: in apparenza è infingimento, come le vesti. Ma nasconde la verità dell’anima. E in superficie è forma. Ma copre tutta la sostanza dell’essere. Sembra un messaggio forte. E invece racconta un’ umanità fragile, trasognata, in cerca della felicità.

Il 15 Luglio infatti, nella meravigliosa cornice dell’Excelsior Palace Hotel di Taormina, sulla lunga scalinata in pietra che scorre accanto alle vestigia degli antichi insediamenti, l’organizzazione del TAOMODA, capitanata dalla geniale Agata Saccone (una vera eccellenza del territorio siciliano, creatrice della storica rassegna) unitamente alla Fildis Siracusa, presieduta dalla dinamica Elena Flavia Castagnino, daranno vita a “TAOMODA CULTURA THEOTOKOS: gli infiniti volti delle donne”. Un pomeriggio che dedicherà all’arte al femminile molte declinazioni. In seno a questa giornata speciale, in cui il Taomoda si apre anche all’esperienza letteraria e artistica in genere, Stefania Federico sarà quindi presente con le sue creazioni. E, dato che in quella occasione si occuperà di letteratura (allestendo una sfilata di abiti che interpreteranno il romanzo “IL MORSO”, di Simona Lo Iacono), ci è sembrato che l’occasione fosse propizia per rivolgerle qualche domanda.
Chiediamo quindi a Stefania Federico:

– Come nasce la sua vocazione? Leggi tutto…

ELBA BOOK 2018

Elba Book, la quarta edizione

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dal 17 al 20 luglio, nel Comune di Rio torna il festival isolano dedicato all’editoria indipendente con l’intento di rigenerare le prospettive dei lettori e superare i limiti della carta stampata.

Elba Book, festival isolano dedicato all’editoria indipendente, annuncia la quarta edizione, che si svolgerà da martedì 17 a venerdì 20 giugno. La manifestazione è cresciuta in un luogo geografico che vive di porti, che per tutto l’anno trae la sua linfa vitale dall’accoglienza e dall’apertura al resto del mondo. Elba Book è nato per includere e aiutare a comprendere la realtà grazie alla cultura, che connetterà ogni appuntamento in programma al tema del rinnovamento. Urbano, umano e sociale, la possibilità di interpretare ciò che è dato in maniera alternativa parte dalle risorse disponibili per ricollegarsi allo scorrere del tempo attraverso il coinvolgimento personale. Un percorso che comprenderà circa 30 editori distribuiti in tutto il centro storico di Rio nell’Elba, fra cui Sem, Neo, Exòrma, Edicola, Gallucci, L’orma e Odoya, e che non sarebbe stato possibile senza la lungimiranza del Consorzio Comieco. A corredo, una ricca proposta di iniziative collaterali: dalla mattina alla sera si susseguiranno laboratori di riciclo per i più piccoli, degustazioni dei prodotti locali, performance, installazioni artistiche, spettacoli teatrali, escursioni, reading e concerti all’aperto. Leggi tutto…

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