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LA COMPAGNIA DI DANZA STORICA

luglio 25, 2018

La compagnia di Danza storica: intervista a Giovanna Tidona, Presidente dell’associazione Ninphea e referente per la città di Siracusa del gruppo di danze storiche

di Erika Di Giorgio

Ritornare al passato. Indossare abiti corposi, fluttuanti, che si muovono al ritmo dei valzer e delle contradanze. Il tempo che marcia all’indietro. E che riporta ai tempi in cui il galateo delle buone maniere era un modo per richiamare alla mente e al cuore non solo la forma, ma i valori della bellezza e della gentilezza.
La compagnia nazionale di danze storiche fa tutto questo. Con passione inesausta porta la danza in luoghi suggestivi per richiamare alla mente di chi guarda proprio queste tensioni verso un mondo più lento, più aderente alla necessità del garbo. In un mondo rumoroso, e quindi scomposto, propone armonia.
Il presidente Nino Graziano Luca, abbina quindi alla ricerca storica anche l’analisi del testo musicale e ripropone le danze del passato come richiamo valoriale per il futuro.
La Compagnia Nazionale di Danza Storica è infatti un’associazione culturale che svolge un lavoro artistico con un Corpo di Ballo di Danzatori professionisti ed un’intensa attività associativa (Lombardia, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia) in cui gli allievi, una volta frequentati i Corsi di danza, partecipano ai Gran Balli, ai Tè Danzanti organizzati nei palazzi storici o negli hotel di lusso italiani e di alcune capitali europee.
Con maestria la compagnia esegue  Valzer, Quadriglie, Contraddanze, Mazurche tratte dai manuali dei più celebri maestri del XIX secolo e dai più incantevoli film in costume, con un repertorio musicale che spazia da Strauss a Verdi, da Ziehrer a Pachelbel, indossando eleganti frac e preziosi abiti con crinolina ispirati all’800.
Un contesto da sogno, quindi.
Per farci spiegare meglio cosa si proponga oggi una associazione di danze storiche abbiamo intervistato la dott.ssa Giovanna Tidona, Presidente dell’associazione Ninphea e referente per la città di Siracusa del gruppo di danze storiche.

-Riportare alla luce abiti d’epoca, danze dell’ottocento, musiche armoniose, che allietavano i vecchi salotti….qual è il significato del riproporre, nei nostri giorni, queste antiche abitudini?
Il significato della proposta della CNDS non è  in fondo  molto dissimile da quello che era all’epoca il significato della danza. Un momento di intrattenimento,  di divertimento ma anche un momento sociale nella quale ci si potesse incontrare e che avesse le sue regole più  o meno codificate, che permettesse lo scambio di esperienze . Oggi è  molto più  semplice comunicare con l’altro e scambiare opinioni, intrattenerlo,  aprire una relazione con l’altro, specie se si tratta di una persona di un altro sesso. All’epoca era diverso , più complicato , però il piacere della danza , del muoversi , del partecipare ad un evento mondano , ad un evento sociale, di una certa eleganza,  nobile ( nel senso più largo della parola) , è rimasto immutato. Lo spirito che anima oggi un ballerino nel recupero di vecchie danze  non è quindi così diverso da quello che animava gli stessi nobili del tempo ,che partecipavano alle feste da ballo. Quello che va recuperato dal punto di vista sociale è  la gentilezza , il garbo, il rispetto e l’attenzione verso l’altro.

-Possiamo quindi dire che attraverso il recupero del garbo e della bellezza di questi spettacoli si tenta di recuperare anche un approccio più lento, morale, contemplativo con la nostra realtà moderna?
Uno degli slogan dell’associazione Ninphea arte e valori, che potrebbe essere esteso anche alla CNDS è questo : la Bellezza vince la violenza , la Bellezza di ogni tipo; la Bellezza di un abito, di una danza  , di un salone storico-artistico, di una musica che accompagna, è l’unico rimedio, l’antidoto per la violenza a cui siamo tutti soggetti nel mondo di oggi , sia essa violenza fisica, psichica, morale, culturale .L’unico modo di dire no, e dirlo nel modo migliore alle brutture della società moderna.

-In quali contesti operate e come si svolgono i vostri raduni?

I raduni sono organizzati in luoghi di interesse storico-artistico, palazzi nobiliari  sparsi per tutta la penisola e per l’intera Europa. A questa festa partecipa chiunque abbia il desiderio di farlo. L’esperto o il praticante della danza danza Storica, riconoscerà,  nel corso della serata ,nel carnet dei balli, le coreografie nelle quali inserirsi. Sono previsti diversi momenti di coinvolgimento nei quali , i più esperti,  durante la festa , inviteranno diversa persone del pubblico a partecipare alle coreografie, dettando i passi base e spiegando la coreografia,  in modo tale da allargare il parterre dei partecipanti e rendere il ballo onnicomprensivo. Il fatto che questi balli si ripetano secondo moduli ad incastro, permetterà a chi non è  praticante di imparare con discreto risultato in un breve arco di tempo.

-Dietro il recupero di queste antiche danze c’è uno studio sulle abitudini del passato, sugli schemi danzanti dell’epoca?
La danze ( coreografie) sono frutto di uno studio di recupero e di ricerca in quelle che sono le movenze delle danze dell’800, come si evince dai trattati e dalle descrizioni rimaste. I quadri  portano alla luce questo tipo di arte . Le danze vengono ricostruite secondo vari livelli; un livello per principianti e via via che si progredisce, un livello con passi più  complicati e codificati. Si tratta di danze che si possono svolgere insieme ( coralmente) , con gruppi che non si conoscono, mentre altre richiedono uno studio della coreografia tutti insieme .

-Qual è il rapporto, se c’è, tra letteratura e danze storiche?
La letteratura in molti romanzi , in parecchia narrativa , fa riferimento alle danze,  come ad es. inquelli di Jane Austen. Vengono menzionate feste da ballo e coinvolti protagonisti in abiti d’epoca. La loro descrizione aiuta a ricostruire il contesto , ma anche il rituale del prima e del dopo ,nonché degli abiti d’epoca .  Altra letteratura che richiama questi balli  è quella della festa nel famoso romanzo “Il Gattopardo”, ripreso dal   film di Luchino Visconti. Molte danze che vengono impiegate nel repertorio della CNDS sono frutto di quella stesse musiche scritte e scelte per il film del Gattopardo da Nino Rota nella scena finale del Film.

Grazie della sua cortese attenzione

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