Home > Recensioni > SABBIA NERA di Cristina Cassar Scalia (recensione)

SABBIA NERA di Cristina Cassar Scalia (recensione)

luglio 30, 2018

SABBIA NERA di Cristina Cassar Scalia (Einaudi Stile Libero)

di Eliana Camaioni

Sarebbe riduttivo dire che “Sabbia nera di Cristina Cassar Scalia (Einaudi Stile Libero) è un eccellente romanzo giallo, dal ritmo brioso e scorrevole, che inchioda il lettore dalla prima all’ultima riga, e mette in scena una vicenda intrigante e magistralmente condotta dalla mano ferma della sua autrice, che sperimenta il genere con ottimi risultati.
Eppure è fuor di dubbio che, del giallo classico, “Sabbia nera” gli ingredienti li ha tutti: c’è un delitto su cui indagare, c’è un investigatore con la sua squadra, procedure e indizi e indagini avvengono in modo chiaro ed espresso, e il colpevole alla fine viene smascherato.
No, non basta. C’è qualcosa in più, che nulla toglie al genere ma a questo aggiunge motore e grinta ulteriore, cuore e passione. Si tratta di una seconda trama, un giallo nel giallo, che attraversa la narrazione e con essa si intreccia; una storia segreta e dolorosa, intimistica, che della sensibilità della Cassar Scalia porta la firma, e che ha l’aspetto di un doppio rovesciato della trama principale.
Perché Giovanna ‘Vanina’ Guarrasi, vicequestore di Catania, sarà sì lo Sherlock Holmes dei misteri di una mummia ritrovata nel montacarichi di una villa antica – un ritrovamento che la porterà a riaprire un caso già chiuso cinquant’anni prima – ma sarà al contempo alle prese con un delitto che la trama tace, più sottile e silenzioso, che la riguarda nel privato, che la rende vittima e carnefice allo stesso tempo, indagatrice e rea confessa, carceriera e prigioniera.
Ed ecco che Vanina Guarrasi, mentre dedica il suo tempo e le sue energie al lavoro e all’enigma della mummia, dovrà combattere al contempo anche sul fronte interno, fare i conti con sé stessa e con il carico del suo giallo personale, con un duplice omicidio – uno fisico, l’altro no – di cui è stata lei stessa, direttamente o indirettamente, la responsabile. Un caso irrisolto sulla coscienza, con due cadaveri, che Vanina si porta segretamente dentro; un caso irrisolto eppure ufficialmente archiviato, esattamente come quello della mummia; due morti scomode, una reale e una metaforica, sigillate anch’esse dietro la porta chiusa di una precedente vita palermitana, che ammorbano silenziosamente l’anima di Vanina, costringendola a una necessaria quanto inutile fuga da Palermo e dai propri ricordi.
Magistrale è il doppio gioco di queste due trame, che come un arco teso tengono il lettore sulla corda dalla prima all’ultima riga; trama ufficiale la prima, sotterranea la seconda, e la seconda giova alla prima per darle spessore: perché laddove la Cassar Scalia giallista crea suspence, a quella suspence , grazie alla trama nascosta, regala un’anima. La stessa anima che connotava i primi suoi due romanzi (‘La seconda estate’, e ‘Le stanze dello scirocco’).
E anima è regalata anche ai personaggi secondari, grazie a una precisa tecnica descrittiva: l’uso del cinema per raccontarli. Cristina Cassar Scalia utilizza infatti le icone del passato al posto di anonime descrizioni: sarà così che il commissario Patanè sarà un ‘Lando Buzzanca in versione anziana’, l’enologa Valentina avrà le fattezze dell’omonima di Crepax, il sovrintendente Nunnari sarà goffo come ‘palla di lardo’ di Full Metal Jacket, e Tito Macchia, primo dirigente della Mobile, sarà catalogato da Vanina come ‘un incrocio tra Bud Spencer e Kabir Bedi’.
Volti immediatamente noti al lettore, quindi, ma con un tratto personale che li renderà unici e conferirà loro tridimensionalità e veridicità: i cioccolatini che ossessivamente scarta uno dietro l’altro il commissario Patanè mentre lavora, la Vespa amarcord di Spanò, il veganesimo di Marta, le pietanze appetitose che Vanina divora mentre guarda i film, sua grande passione oltre al cibo, lei che non sa cucinare ma che adora mangiare.
La sabbia nera dell’Etna – che fa capolino in innumerevoli momenti –  è lo spettatore silenzioso di tutto questo, e interagisce con la vita dei protagonisti al pari di un personaggio in carne e ossa: sabbia e cenere saranno rispettivamente l’innesco e la conclusione della storia, figlie di un fuoco – quello dell’Etna, quello del vulcano interiore di Vanina Guarrasi e di Cristina Cassar Scalia – che lega indissolubilmente, in una triangolazione perfetta, una grande scrittrice alla sua terra e a una protagonista di cui è impossibile non innamorarsi.

* * *

Sabbia neraLa scheda del libro

Mentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell’Etna, nell’ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Del caso è incaricato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La casa è pressoché abbandonata dal 1959, solo Alfio Burrano, nipote del vecchio proprietario, ne occupa saltuariamente qualche stanza. Risalire all’identità del cadavere è complicato, e per riuscirci a Vanina servirà l’aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. I ricordi del vecchio poliziotto la costringeranno a indagare nel passato, conducendola al luogo dove l’intera vicenda ha avuto inizio: un rinomato bordello degli anni Cinquanta conosciuto come «il Valentino». Districandosi tra le ragnatele del tempo, il vicequestore svelerà una storia di avidità e risentimento che tutti credevano ormai sepolta per sempre, e che invece trascinerà con sé una striscia di sangue fino ai giorni nostri.

* * *

Cristina Cassar Scalia è nata nel 1977 ed è originaria di Noto. Medico oftalmologo, attualmente vive e lavora a Catania. Ha pubblicato per Sperling & Kupfer La seconda estate (2014, Premio Internazionale Capalbio Opera Prima) e Le stanze dello scirocco (2015). Per Einaudi ha pubblicato Sabbia nera (2018), di cui sono già stati opzionati i diritti cinema e tv, ed è il primo romanzo con protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi.

* * *

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

Annunci