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Archive for agosto 2018

DAVIDE ORECCHIO racconta MIO PADRE LA RIVOLUZIONE

DAVIDE ORECCHIO racconta la sua raccolta di racconti MIO PADRE LA RIVOLUZIONE (Minimum Fax)

libro finalista al Premio Campiello 2018 (Premio Selezione Campiello)

ritratto

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di Davide Orecchio
Volevo scrivere una raccolta di racconti dedicati alla storia e al mito della rivoluzione russa. Volevo lavorare con gli strumenti della narrazione per esplorare possibilità non accadute, ma sempre partendo dai documenti. Volevo proporre in ogni capitolo  un personaggio – a volte famoso, a volte no – e una situazione, un’epoca del Novecento, un luogo, dalla Russia alla Germania, dall’Italia al Messico. Così ho messo insieme i brani di Mio padre la rivoluzione. Anche qui, come nei miei lavori precedenti (Città distrutte e, in parte, Stati di grazia) ho seguito il percorso dell’ibridazione tra materiali storici – di archivio o da fonti secondarie – e invenzione narrativa. Ho manipolato e usato testimonianze e voci, le ho portate sulla pagina, nel racconto, nella storia; ho provato a governarle col ricorso a diversi registri (epico, mitologico, lirico). Ho affidato spesso il racconto a un noi che vorrebbe collimare col punto di vista della posterità, ossia davvero con noi tutti, i presenti, i vivi, chiamati a misurarci con un passato da risvegliare e interrogare. Così, accanto ai personaggi veri e propri dei dodici capitoli, emerge il tempo, creatura che insemina e genera, dal cui accoppiamento con le madri nascono gli eroi e i mostri della rivoluzione, i titani e i giganti, gli angeli caduti. Ma il tempo che sta in queste pagine prova a corrispondere anche a quello che vive nella mia coscienza; non fa distinzioni tra passato, presente e futuro, non accetta unità di misura e convenzioni di linearità; perché nella coscienza tutto è simultaneo, perché la memoria tiene il passato vicino, lo serba presente. Leggi tutto…

ORA DIMMI DI TE di Andrea Camilleri (recensione)

ORA DIMMI DI TE. Lettera a Matilda” di Andrea Camilleri (Bompiani)

di Gianni Bonina

Matilda è la pronipote di Andrea Camilleri. Quando l’anno scorso l’autore pensò di raccontarle la propria vita, lei aveva quattro anni, per cui si suppone che – nelle intenzioni dell’autore – debba leggere la lettera a lei diretta (divenuta un libro Bompiani, Ora dimmi di te, concepito anzi come tale) almeno fra mezza dozzina di anni, quando potrà davvero capire cosa è stato il fascismo, cosa il comunismo, l’Italia del nostro tempo e la vita stessa nella visione che il bisnonno le ha rappresentato.
Ad ogni modo, anche quando avrà una decina di anni, Matilda si farà l’idea di un mondo essenzialmente violento e sbagliato, ma soprattutto vedrà nel suo celebre antenato, longevo e amorevole, non esattamente un buon esempio da seguire: avrà davvero il piccolo Andrea letto a sei anni Simenon e Conrad (sviluppando ben precocemente un torbido rapporto con i morti ammazzati e maturando con strepitosa arguzia la filosofia della linea d’ombra), ma certamente è stato alquanto discolo se scoloriva la pagella per ingannare i genitori, scriveva a dieci anni al Duce per chiedere di partire volontario in Abissinia, si prendeva un calcio dal ministro Pavolini per aver interrotto una cerimonia pubblica e chiesto la rimozione della bandiera nazista, marinava anche per tre mesi la scuola per andare a leggere romanzi alla Valle dei templi, capeggiava una banda di monelli contro un’altra, lanciava uova contro il Crocifisso per lasciare il collegio, si faceva espellere dall’Accademia per aver fatto l’amore con una allieva, perdeva il posto in Rai per essersi fatto conoscere come comunista “violento e pericoloso” e chiedeva una pistola in un bar per rispondere al fuoco dei killer autori di un raid mafioso.
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VOLEVAMO ANDARE LONTANO di Daniel Speck (intervista)

VOLEVAMO ANDARE LONTANO di Daniel Speck (Sperling & Kupfer, 2018 – traduzione di Valeria Raimondi)

Pensavamo di andare lontano: attualità e storia in un romanzo coinvolgente.

Una chiacchierata con Daniel Speck sulle cento ancore della vita e le mille ali del cuore.

di Fabrizio Palmieri

Difficilmente capita di trovarsi davanti a un’opera che non sia semplice fiction o mera narrazione romanzata di fatti storici. Con ‘Volevamo andare lontano’ (Sperling & Kupfer, 2018) Daniel Speck non solo regala al lettore uno spaccato degli anni ’50 – ’60 ma riesce a trasmettere, in forma potente, i sentimenti delle donne e degli uomini che hanno vissuto il dopoguerra.
Al MareFestival di Salina, manifestazione dedicata al cinema e giunta alla sua settima edizione, è approdato l’Autore con il quale è stato piacevole viaggiare nel tempo, esplorando la vita degli emigrati e le loro storie che proprio nell’isola di Salina hanno visto l’alba.
La mano di Speck si muove indietro e avanti nel tempo, tratteggiando le vite dei personaggi con toni vividi e indimenticabili. La storia segue due direttrici femminili, veri fulcri del romanzo: ora ci si sofferma su Julia, imprenditrice dei giorni nostri, che sta per affermarsi prepotentemente nel mondo della moda, ora su Giulietta – la nonna di Julia – una donna degli anni ’50, che ha annegato il proprio talento in una pozza colma di sacrificio, doveri e preconcetti tipici del dopoguerra. Giulietta, le cui radici sono fissate nell’isola di Salina, si innamora di Vincent, un giovane ragazzo tedesco che viene mandato in missione in Italia dalla BMW per sperimentare il prototipo di un autoveicolo. È legata alle tradizioni e a un futuro matrimonio già combinato con un uomo taciturno, Enzo, anche lui siciliano; ma è anche un’abile sarta. Tuttavia, la vita ha in serbo per lei altri programmi: il matrimonio con Enzo sarà la tomba di un amore non pienamente vissuto, quello con Vincent, e l’epitaffio della sua passione per la moda.
Nella famiglia di Giulietta ed Enzo vivrà il piccolo Vincenzo, il futuro padre di Julia, personaggio vittima delle tante aspettative che verranno caricate sulla sua esistenza. Vincenzo sarà anche un padre assente, ma quest’assenza sarà destinata a essere tutt’altro che irrilevante. Pur non presente nella vita di Julia, anche Giulietta gioca un ruolo importante nel futuro della nipote. ‘E mentre crediamo che siano le persone che ci circondano a influenzarci, in realtà sono gli invisibili quelli che ci seguono fin dentro i sogni’, scrive Speck che sottolinea una forte posizione sul ruolo degli ‘assenti’: Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 20 al 26 agosto 2018 – segnaliamo “Il patto dell’abate nero. Secretum saga” di Marcello Simoni (Newton Compton)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 20 al 26 agosto 2018

Questa settimana segnaliamo: “Il patto dell’abate nero. Secretum saga” di Marcello Simoni (Newton Compton)

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Al 1° posto troviamo “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri (Sellerio)

In 2^ posizione “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda)

Al 3° posto “A bocce ferme” di Marco Malvaldi (Sellerio)

Al 4° posto “La scomparsa di Stephanie Mailer” di Joël Dicker (La nave di Teseo)

In 5^ posizione “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman (Garzanti Libri)

Risale in 6^ posizione “L’amica geniale. Vol. 1” di Elena Ferrante (E/O)

Al 7° posto “Sulla tua parola. Messalino settembre-ottobre 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio” (Editrice Shalom)

In 8^ posizione “Ogni respiro” di Nicholas Sparks (Sperling & Kupfer)

Al 9° posto “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te” (Mondadori Electa)

In 10° posizione “La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker (Bompiani – edizione economica)

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Questa settimana segnaliamo: Il patto dell’abate nero. Secretum saga” di Marcello Simoni (Newton Compton) – al 19° posto in classifica generale

Dalla Firenze di Cosimo de’ Medici ad Alghero, fino a uno sperduto monastero della Catalogna. Un’avventura sulle tracce di un tesoro per cui molti hanno perso la vita.

13 marzo 1460, porto di Alghero. Un mercante ebreo incontra in gran segreto l’agente di un uomo d’affari fiorentino, messer Teofilo Capponi. Vuole vendergli un’informazione preziosissima: l’esatta ubicazione del leggendario tesoro di Gilarus d’Orcana, un saraceno agli ordini di re Marsilio, scomparso ai tempi di Carlo Magno. Venuta per caso a conoscenza della trattativa, Bianca de’ Brancacci, moglie di Capponi, intuisce che suo padre era coinvolto nella ricerca di quel tesoro prima di morire. Elabora così un piano e per realizzarlo chiede aiuto a Tigrinus, il noto ladro con cui ha già avuto a che fare. Tigrinus dovrà partire alla volta di Alghero e, spacciandosi per Teofilo Capponi, dovrà mettersi sulle tracce dell’oro di Gilarus e scoprire anche la verità sulla morte del padre di Bianca.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
2 La ragazza con la Leica Helena Janeczek Guanda 18,00
3 A bocce ferme Marco Malvaldi Sellerio Editore Palermo 14,00
4 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
5 Eleanor Oliphant sta benissimo Gail Honeyman Garzanti Libri 17,90
6 L’amica geniale. Vol. 1 Elena Ferrante E/O 18,00
7 Sulla tua parola. Messalino settembre-ottobre 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00 *
8 Ogni respiro Nicholas Sparks Sperling & Kupfer 19,90
9 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90
10 La verità sul caso Harry Quebert Joël Dicker Bompiani 9,90 T

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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Prende il via NAXOSLEGGE 2018 con il Premio ai Promotori della Lettura e del Libro

Venerdì 31 agosto 2018 si svolgerà la festa di apertura di Naxoslegge 2018 che comincerà con l’assegnazione del Premio ai Promotori della Lettura e del Libro allo scrittore Giuseppe Lupo (fresco vincitore del Premio Viareggio-Rèpaci, ex aequo con Fabio Genovesi)

Proponiamo l’ascolto della nuova puntata radiofonica di Letteratitudine. Ospiti della puntata: Giuseppe Lupo e Fulvia Toscano.

Con Giuseppe Lupo abbiamo discusso del suo romanzo intitolato “Gli anni del nostro incanto” (Marsilio). Con Fulvia Toscano abbiamo discusso dell’edizione 2018 di Naxoslegge e del Premio ai Promotori della Lettura.

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Al via l’VIII edizione di Naxoslegge, con la festa inaugurale, nello splendido scenario del lido di Naxos. L’inaugurazione prende avvio con la cerimonia di consegna del premio Promotori della lettura che, per questa seconda edizione, sarà consegnato a Giuseppe Lupo, docente, giornalista, romanziere. Nell’occasione Marinella Fiume presenterà il romanzo di Lupo, “Gli anni del nostro incanto” (Marsilio), con cui lo scrittore ha vinto il premio Viareggio 2018. Leggi tutto…

AVVENIRE… per passione! FESTA – III Edizione

AVVENIRE… per passione! FESTA – III Edizione”

“Beati voi!… Ovvero, il ‘Discorso della Montagna’: la logica che cambia il cuore”

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI:
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I VINCITORI DEL PREMIO VIAREGGIO RÈPACI 2018

 

 

 

 

Sono Fabio Genovesi con Il mare dove non si tocca, Mondadori e Giuseppe Lupo con Gli anni del nostro incanto, Marsilio, i vincitori ex aequo della sezione Narrativa della 89esima edizione del Premio Viareggio Rèpaci.

Giuseppe Lupo e Fabio Genovesi...

Roberta Dapunt ha vinto con Sincope, Einaudi, la sezione Poesia e Guido Melis, con La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello stato fascista, Il Mulino la sezione Saggistica.

I vincitori sono stati annunciati, in una gremitissima piazza Mazzini, dal conduttore della serata Tiberio Timperi, insieme al Sindaco del Comune di Viareggio Giorgio Del Ghingaro e a tantissimi ospiti, tra autorità e normali cittadini, chiamati a rappresentare Viareggio in questa occasione speciale.

La giuria, presieduta da Simona Costa dopo un’accesissima discussione, ha selezionato le opere vincitrici (descritte nelle seguenti schede). Leggi tutto…

OMAGGIO A CESARE DE MICHELIS

Ricordiamo Cesare De Michelis (Dolo, 19 agosto 1943 – Cortina d’Ampezzo, 10 agosto 2018) – editore della Marsilio e accademico italiano – proponendo un video, una nota biografica e approfondimenti

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Cesare De Michelis ha insegnato Letteratura Italiana moderna e contemporanea presso l’Università di Padova, ha diretto dal 1974 la rivista Studi novecenteschi, è stato presidente del comitato scientifico per l’edizione nazionale delle opere di Carlo Goldoni, e membro di quello dell’edizione nazionale delle opere di Ippolito Nievo. Ha scritto per Il Sole 24 Ore e il Corriere del Veneto. È stato consigliere della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.

Nel 1965, appena laureato, entra nel consiglio d’amministrazione della casa editrice Marsilio, e nel 1969 ne diviene presidente. Dal 1965 al 1974 ha diretto, con Massimo Cacciari, la rivista Angelus novus. Nel 1980 diviene consigliere comunale e assessore al Comune di Venezia ed è nominato vicepresidente della Biennale di Venezia.

Il suo ingresso ai vertici della casa editrice segna una fase di crescita con l’apertura di due collane: «Interventi», rivolta alla riflessione politica e «In letteratura», dedicata soprattutto sui giovani autori. Pubblica nel 1989 La testa fra le nuvole, la prima opera di Susanna Tamaro, nel 1994, Catino di zinco, la prima opera di Margaret Mazzantini e nel 2001 Color lucciola la prima opera di Chiara Gamberale. Ha “lanciato” in Italia la saga “Millennium” di Stieg Larsson.

Nel 2016, sedici anni dopo l’unione con Rizzoli, De Michelis ne riacquistata la proprietà e torna alla presidenza. Nel 2017 affida (per il 55%) la casa editrice alla Feltrinelli imponendo patti chiari di non inglobazione. Leggi tutto…

CETTI CURFINO va a Augusta e a Bagheria

Cetti Curfino (Cover)Doppio appuntamento per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

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CETTI CURFINO va ad Augusta (il 22 agosto)

Nell’ambito di “Viaggio in Sicilia – tra luoghi, non luoghi e luoghi comuni” di Naxoslegge, mercoledì 22 agosto 2018, ore 18.30, presso la sede della Lega Navale Italiana, delegazione Brucoli – Augusta, via Libertà 121 Brucoli, si svolgerà la presentazione del romanzo di Massimo Maugeri: “Cetti Curfino” (La nave di Teseo).
Converseranno con l’autore Fulvia Toscano e Marinella Fiume
. Coordina Mariada Pansera.

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CETTI CURFINO va a Bagheria (il 26 agosto)

Domenica 26 agosto 2018, alle ore 18:30, al Piccolo Parco Urbano di Bagheria, Massimo Maugeri presenterà “Cetti Curfino” (La nave di Teseo) in conversazione con il giornalista Camillo Scaduto di Ilovesicilia e curatore, per lo stesso mensile, della rubrica sui libri. Rosamaria Spena leggerà alcuni passi del romanzo.

[Evento organizzato da Liliana Caminiti e LIBRERIA INTERNO 95 ]

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Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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[Dalla rassegna stampa del romanzo]

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BUON FERRAGOSTO 2018 (e buona prosecuzione di vacanze da Letteratitudine)

ROSELLA POSTORINO vince il PREMIO RAPALLO 2018

ROSELLA POSTORINO con “Le assaggiatrici”(Feltrinelli – romanzo finalista al Premio Campiello 2018) si aggiudica la 34^ edizione del premio letterario nazionale per la donna scrittrice “Rapallo 2018”. Le altre due attrici in lizza erano: Margherita Oggero con “Non fa niente” (Einaudi) e Maria Attanasio, con “La ragazza di Marsiglia” (Sellerio).

La Giuria dei critici del “Rapallo 2018” è composta da: Elvio Guagnini (Presidente), Maria Pia Ammirati, Mario Baudino, Francesco De Nicola, Chiara Gamberale, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri e Pier Antonio Zannoni aveva designato le tre finaliste e assegnato i premi speciali; a decidere la vincitrice la giuria popolare.

Sono stati riportati i seguenti voti

Rosella Postorino con “Le assaggiatrici” (Feltrinelli):19 voti

Margherita Oggero con “Non fa niente” (Einaudi): 15 voti

Maria Attanasio con “La ragazza di Marsiglia” (Sellerio): 11 voti.

Il Premio Opera Prima è stato assegnato a Sabrina Nobile “Per metà fuoco per metà abbandono” (Sem)

Il Premio speciale della giuria, intitolato ad Anna Maria Ortese, è andato a Ilaria Scarioni con “Quello che mi manca per essere intera” (Mondadori)

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Rosella Postorino“Le assaggiatrici” (Feltrinelli) – La scheda del romanzo Leggi tutto…

FRANCESCO TARGHETTA racconta LE VITE POTENZIALI

FRANCESCO TARGHETTA racconta il suo romanzo LE VITE POTENZIALI (Mondadori)

romanzo finalista al Premio Campiello 2018 (Premio Selezione Campiello) – vincitore del Premio Berto 2018

di Francesco Targhetta

L’idea de Le vite potenziali nasce nel 2013 dal mio interesse verso i nerd. Ne ero circondato sin dal liceo, ma mi rendevo conto che quel tipo umano, pur tra molte continuità, aveva una collocazione e reputazione sociale ormai diversa rispetto agli anni ‘80/’90: sebbene gli smanettoni rimanessero per lo più introversi, goffi, impacciati e ignorati dalle ragazze, al contempo avevano assunto un ruolo centrale in un mondo sempre più tecnologizzato. Al di là dei casi più eclatanti, da Mark Zuckerberg a Bill Gates passando per Steve Jobs, ossia nerd diventati influenti e iconici a livello mondiale, anche su piccola scala era evidente come i programmatori fossero tra i pochi ad avere infinite possibilità di lavoro e un buon riconoscimento economico. Eppure tra loro continuavano a esserci molti ragazzi timidi, un po’ autistici, visibilmente a disagio nel paradigma che proprio a loro spettava di incarnare. Mi sembrava un attrito fertile dal punto di vista letterario, sicché ho iniziato a frequentare l’azienda di consulenza informatica che un mio carissimo amico gestiva assieme ad alcuni soci a Porto Marghera.
Le vite potenzialiA quel punto è scattata un’altra molla per me decisiva quando si tratta di iniziare un nuovo progetto di scrittura, ossia l’innamoramento per un luogo: Marghera, che, da trevigiano che ci vive a 20 chilometri di distanza, avevo sempre ignorato (perché, d’altronde, andarci?), è stata una scoperta straordinaria, per altre contraddizioni da cui è marchiata in modo evidente. Anzitutto, la convivenza di vecchio e nuovo: scheletri di capannoni e fatiscente archeologia industriale sono affiancati dal polo scientifico e tecnologico del VEGA, dove si lavora sulle nanotecnologie o sulla produzione di beni, come i siti internet, ormai del tutto smaterializzati. Da un lato è un luogo che si va spegnendo, come buona parte del Petrolchimico, dall’altro è un centro di start-up. E poi mi colpiva, a livello più propriamente estetico, la componente sublime del suo paesaggio: la mastodonticità di certi suoi scorci e la sua natura anfibia (le gru e i canali, i carriponte e i tramonti sull’acqua, il profilo delle ciminiere e quello dei campanili di Venezia) la rendevano ai miei occhi un posto unico, mai visto altrove, e vivissimo proprio in virtù dei suoi continui contrasti. Leggi tutto…

ANIME PERSE di Umberto Piersanti (recensione)

ANIME PERSE di Umberto Piersanti (Marcos y Marcos)

La misura breve del racconto per narrare il male

di Anna Vasta

Anime perse, il nuovo libro di Umberto Piersanti (Marcos y Marcos Editore), il poeta cantore di Urbino e delle sue epifanie, ci riporta a un altro titolo, a un altro libro dell’autore, bellissimo, evocativo di luoghi- I luoghi persi-, che si trasformano in un tempo, “ il tempo differente”, della visione e della rêverie. Tempo di poesia; di salvezza e di recupero di tutto ciò che l’uomo perde nel suo allontanarsi  dall’infanzia, beata età dell’innocenza, che nella memoria poetica diventa un luogo, di figure e di vicende, di simboliche appartenenze.

Anche queste anime perse, anime fragili, ferite, offese dal mondo e da sé stesse- le più insanabili delle ferite-, fatte di carne e di sangue, vive e vere come i loro tragici destini di dolore, rabbia, rancore, ricostruiti in brevi, essenziali, stigmatiche narrazioni, perché il pathos  non si diluisca in una stucchevole retorica dei sentimenti; queste anime sommerse dai gorghi dell’esistenza sono portate in salvo dalla forza di attrazione della scrittura. Da una pietas tutta umana che si  addensa in un narrare di classica originaria purezza, scevro da quegl’infingimenti letterari che potrebbero distrarre e allentare la tensione emotiva.
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L’ORO DEI MEDICI di Patrizia Debicke: incontro con l’autrice

L’ORO DEI MEDICI di Patrizia Debicke (Tea libri) – incontro con l’autrice

Patrizia Debicke van der Noot, nata a Firenze, bilingue, grazie a una nonna alsaziana e agli studi compiuti all’università di Grenoble, ha sempre viaggiato molto e vive tra l’Italia e il Lussemburgo. Autrice di romanzi storici e di thriller, ha pubblicato numerosi libri.

Di recente Tea ha ridato alle stampe L’oro dei Medici, ambientato nel Granducato di Toscana nell’anno 1597. Una storia di rapimenti e di complotti, che ha come protagonista l’eclettico don Giovanni de’ Medici: architetto, ingegnere, poeta, musicista e comandante della flotta granducale.

Abbiamo chiesto a Patrizia Debicke di raccontarci qualcosa su questo suo romanzo…

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«L’oro dei Medici è nato perché avevo pensato di scrivere sul secondo grande periodo mediceo fiorentino», ha spiegato Patrizia Debicke a Letteratitudine. «Ora si è detto scritto molto sulla famiglia che ha dato uno straordinario impulso alla letteratura e alle arti, ha edificato eccezionali monumenti architettonici, regalando a Firenze lustro immenso e fama internazionale. Soprattutto però sulla prima folgorante ascesa dei Medici che ha visto in successione Giovanni, Cosimo il vecchio, Piero e Lorenzo de Medici detto il Magnifico, miracolosa genia di architettura economica e politica che ha provocato fiumi di inchiostro. Però dopo il Magnifico, folgorato ohimè  dalle interferenze straniere ma soprattutto dalla fanatica dialettica del Savonarola, Firenze caccia la famiglia e istaura a forza la Seconda repubblica fiorentina, guidata da Soderini.
Patrizia DebickeDopo un nuovo passaggio mediceo quasi a volo d’uccello con al governo il moderato Giuliano figlio minore del grande Lorenzo,  altra cacciata seguita dagli impetuosi lampi della terza repubblica e ci vorranno ben due papi Medici (Leone XX e Clemente VII) per riapprodare a un ducato mediceo appoggiato da Carlo V e rimettere in sella lo sfrenato Alessandro, bastardo di Clemente VII.  Assassinato Alessandro dal livoroso cugino Lorenzo (reso immortale da Alfred de Musset con Lorenzaccio), per evitare pericolosi tumulti e nuove pretese fiorentine repubblicane fu ripescato l’unico virgulto  eleggibile della famiglia: Cosimo, diciassettenne, doppiamente di sangue mediceo (riuniva in sé  due rami della famiglia, Popolani e Cafaggiolo, perché figlio del famoso e incontrollabile condottiero Giovanni dalle Bande Nere, nato da Giovanni de’ Medici e da Caterina Sforza, sissignori proprio lei, quella famosa di Forlì,  e da Maria Salviati, figlia di Jacopo Salviati e di Lucrezia de’ Medici, primogenita del Magnifico). Leggi tutto…

IL CANTO DELL’UPUPA di Roberto Mistretta (prefazione e nota dell’autore)

Pubblichiamo la nota dell’autore e la prefazione del romanzo IL CANTO DELL’UPUPA di Roberto Mistretta (Fratelli Frilli editori) firmata da Don Fortunato Di Noto

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PREFAZIONE

Le parole hanno la forza prorompente, racchiusa nel suono e nel silenzio, di cambiare la sorte, il destino, il progetto di un uomo, di una donna, di un infante. Perché le parole, in qualunque lingua si possano esprimere, sospingono la generazione di un amore, di un inizio di vita sono più che certo che anche nell’incontro tra uno spermatozoo e un ovulo vi sia la parola – e ci comunicano il mistero svelato della vita.
Ogni gesto è parola, ogni respiro, come il battito di un’ala di uccello, come il sommesso farfugliare di un bambino che, più del latte, si nutre delle parole della madre e del padre. Le parole hanno la capacità generatrice di vita, ma anche la devastante forza dell’oblio della morte, del terrore e della violenza.
Il canto dell’upupa, in questi anni, ha avuto tale ruolo cercando, attraverso chi ha il coraggio di guardare dentro le vicende dolorose dei piccoli, di decifrare l’inascoltato dall’indifferenza di una società troppo sommersa di fake per non dire la verità. Per non raccontare le atroci violenze che inumani del disumano perpetrano sui piccoli, innocenti per il fatto di essere innocenza.
Non è facile entrare in queste storie ormai inesorabilmente digitalizzate, nei corpi esposti al ludibrio e piacere di tanti; milioni di persone che cercano il proprio oggetto di godimento sessuale dove la loro perversione viene quasi giustificata come tendenza personale e quindi da rispettare
come “un diritto umano”. Poco importa che il diritto dei piccoli venga tutelato, quello che è importante è che tutto si racchiuda in un consenso. Già, proprio così! Spieghiamolo a chi ancora non lo ha capito: la pedofilia si nutre di bambini da zero anni fino all’età prepuberale (12/13 anni massimo). Ecco il consenso. Leggi tutto…

DISTURBI DI LUMINOSITÀ di Ilaria Palomba: incontro con l’autrice

DISTURBI DI LUMINOSITÀ di Ilaria Palomba (Gaffi) – incontro con l’autrice

Ilaria Palomba è autrice di romanzi, poesie e saggi. Ha collaborato con attori e performer della scena underground. Ha lavorato in un centro diurno di psichiatria come operatrice letteraria. Le sue pubblicazioni sono: Fatti male (Gaffi), tradotto in tedesco per Aufbau-Verlag; Io sono un’opera d’arte. Viaggio nel mondo della performance art (Dal Sud); Homo homini virus (Meridiano Zero), Premio Carver 2015, finalista Premio Nabokov 2015; Una volta l’estate (Meridiano Zero), scritto a quattro mani con Luigi Annibaldi, premio L’Aringo Essere Donna Oggi; Mancanza (Augh!), di cui tre poesie pubblicate su Nuovi Argomenti. Alcuni racconti sono pubblicati nelle antologie: Il mestiere più antico del mondo? (Elliot), Sorridi, siamo a Roma (Ponte Sisto), altri tradotti in inglese e francese rispettivamente per Mammoth Book e Les Cahiers Européens de l’imaginaire.

Abbiamo incontrato Ilaria Palomba per chiederle di raccontarci qualcosa sul suo nuovo libro, edito da Gaffi. Di tratta di un’autofiction scritta con la tecnica del flusso di coscienza (ogni cosa si svolge nella mente di una donna che non ha nome). Si intitola: Disturbi di luminosità. Leggi tutto…

RADICI 2018: il Festival di Lucera

RADICI: Festival/Laboratorio di Cultura e Cittadinanza

Lucera (FG) dal 3 al 5 agosto 2018

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Venerdì sera inizia il nostro Festival Radici“, racconta a Letteratitudine Marco Esposito della libreria Kublai di Lucera. “Per tre giorni riempiremo Lucera di incontri, dialoghi, reading, mostre, poesie e musica per riflettere e dare senso alle parole del nostro tempo. Con noi ci saranno tra gli altri Goffredo Fofi, Elizabeth Pisani (da Londra), Marcello Fois, Valentina Lodovini, Maria Antonietta, Dimartino e tanti altri grandi protagonisti del dibattito culturale italiano.
Siamo convinti che la cultura serva per dare e che questa possa essere un’occasione per restituire, per sentirci comunità, per ripetere con forza le parole di cui abbiamo bisogno. Seguiteci e vogliateci bene!
Ecco il programma“.

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