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DISTURBI DI LUMINOSITÀ di Ilaria Palomba: incontro con l’autrice

agosto 1, 2018

DISTURBI DI LUMINOSITÀ di Ilaria Palomba (Gaffi) – incontro con l’autrice

Ilaria Palomba è autrice di romanzi, poesie e saggi. Ha collaborato con attori e performer della scena underground. Ha lavorato in un centro diurno di psichiatria come operatrice letteraria. Le sue pubblicazioni sono: Fatti male (Gaffi), tradotto in tedesco per Aufbau-Verlag; Io sono un’opera d’arte. Viaggio nel mondo della performance art (Dal Sud); Homo homini virus (Meridiano Zero), Premio Carver 2015, finalista Premio Nabokov 2015; Una volta l’estate (Meridiano Zero), scritto a quattro mani con Luigi Annibaldi, premio L’Aringo Essere Donna Oggi; Mancanza (Augh!), di cui tre poesie pubblicate su Nuovi Argomenti. Alcuni racconti sono pubblicati nelle antologie: Il mestiere più antico del mondo? (Elliot), Sorridi, siamo a Roma (Ponte Sisto), altri tradotti in inglese e francese rispettivamente per Mammoth Book e Les Cahiers Européens de l’imaginaire.

Abbiamo incontrato Ilaria Palomba per chiederle di raccontarci qualcosa sul suo nuovo libro, edito da Gaffi. Di tratta di un’autofiction scritta con la tecnica del flusso di coscienza (ogni cosa si svolge nella mente di una donna che non ha nome). Si intitola: Disturbi di luminosità.

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Risultati immagini per DISTURBI DI LUMINOSITÀ di Ilaria Palomba (Gaffi)«Ho iniziato a scrivere Disturbi di luminosità nel 2013, il 9 dicembre 2013», ha raccontato Ilaria Palomba a Letteratitudine. «Non avevo idea della forma che avrebbe preso, né che sarebbe diventato un romanzo, un antiromanzo, per l’esattezza. Tutto nasce da questo post sul mio blog.

Il testo è il primo di una serie di frammenti autobiografici scritti in forma lirica. Ne ho raccolti moltissimi e poi, nell’estate 2017 li ho riletti, raccontavano una storia. Ho trascorso l’estate a ricomporre i frammenti e a legarli l’un l’altro. Il legame è dato in primo luogo dall’alternarsi dei personaggi. La protagonista non ha nome, perché l’abuso subito in adolescenza le ha sottratto l’identità. Lei, alter ego spietato, è una sorta di strega, non malvagia ma crudele, nel senso dell’essere sopravvissuta ai carnefici e dunque divenuta a sua volta carnefice. Lui è l’archetipo dell’uomo che salva, Lui ama senza riserve e senza preservare la propria essenza. Narciso è l’archetipo dell’uomo che dissipa, divora, lascia in brandelli e una volta sbranata una donna non ne ha più voglia, ne cerca un’altra da adorare, sottomettere e sbranare. L’Oracolo è lo psicoanalista ma anche un po’ l’inconscio della protagonista, colui che la ragguaglia sulle verità dell’io-profondo e l’accompagna nel viaggio visionario della vita vissuta fino a consumarsi. Gli altri personaggi sono ombre, memoria, fantasmi. Ci sono i genitori che compaiono quasi unicamente come voci, super-io talvolta salvifico, talvolta persecutorio.
L’intera vicenda si svolge nella mente della protagonista che, dopo l’abuso subito a dodici anni, s’incammina nell’esistenza cercando di infrangere i confini del proprio sé attraverso una serie di esperienze estreme dall’abuso di sostanze stupefacenti al sesso promiscuo, dall’autolesionismo ai tentativi di suicidio, dall’amore alla dipendenza affettiva, dalla psicoanalisi agli psicofarmaci, per poi tornare all’origine con letture e scritture ossessive, performance violente che le permettono di espiare attraverso il corpo la colpa che tanto le pesa: la colpa di essersi consegnata ai mostri.
Continua a consegnarsi, nel corso di tutto il romanzo, a persone che non sanno amarla ma solo strapparle parti di sé e in qualche modo continuare a violentarla. L’unico uomo che riesce ad amarla, Lui, viene maltrattato, annientato. C’è Lei accanto alla protagonista, la sua doppelganger malefica e salvifica allo stesso tempo, un doppio, uno specchio deformato che sempre le mostra lo squallore e la bassezza delle pulsioni umane. Ed è Lei ad aprirle gli occhi quando invece l’altra vuole credere alle favole e cedere alla magia dell’inganno.
ilaria_fotoLuigiAnnibaldiScrivere Disturbi è stata un’introspezione dolorosissima e in un certo senso necessaria, avevo tutti questi mostri dentro ed era faticoso quanto dilaniante tirarli fuori ma dopo ogni frammento, gettato fuori come un grido, sentivo di aver raggiunto un altro livello di coscienza, un altro stato del sé.
Gli ultimi traguardi della fisica quantistica descrivono lo spaziotempo come un unicum conico e in continuo mutamento. Io ho voluto vedere nel disturbo borderline un viaggio tra luce e ombra attraverso lo spaziotempo che si dilata e si restringe a seconda della violenza emozionale e della luminosità degli stati d’animo.
È stata una grande esperienza per me scrivere Disturbi di luminosità, ho usato la mia storia come espediente, in realtà volevo sperimentare una forma di scrittura fluida, non controllata dalla ragione. E difatti in prima stesura i vari frammenti sono stati buttati giù in scrittura automatica e in momenti molto distanti l’uno dall’altro. Il labor limae della ricomposizione è stato l’unico momento in cui la razionalità ha giocato un ruolo nella stesura del libro. Il blog mi è stato utile come una sorta di laboratorio sempre attivo, dove sperimentare questa voce fuori dagli schemi. Ho avuto anche modo di confrontarmi con chi mi leggeva e m’incoraggiava a spingermi oltre con la scrittura, intendo, oltre la narrativa. Credo di aver trovato la mia voce più autentica con questo libro ma non è mai detto sia quella definitiva, sono in continua evoluzione, amo sperimentarmi e attraversare di persona le cose per poi farne poesia, o almeno, questo è ciò che desidero».

Cara Ilaria, grazie per il tuo intervento. Ti facciamo tanti in bocca al lupo per Disturbi di luminosità e per ogni tua futura iniziativa.

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La scheda del libro

La protagonista soffre di un disturbo borderline di personalità scaturito da uno stupro. È spesso accompagnata da Lui, un personaggio amato e tanto odiato, proprio quanto tutto ciò la circonda; L’Oracolo, un terapeuta mistico che la segue durante il suo vaneggiare nell’incubo tra vita e morte; e Lei, una dopplegänger malefica, una sua doppia e simile; per poi arrivare a Narciso, un narcisista manipolatore, anch’esso vacillante tra amore e odio. La narrazione avviene tra una città e l’altra: Roma, Dublino, Parigi, Berlino, Bari, in un susseguirsi di fughe. Fughe dai luoghi ma anche da sé stessa, rapita in un baratro di eterni ritorni e incurabili voragini. Ma le ferite sono anche feritoie. La scrittura stessa presenta tale ambivalenza, un fiume che muta forma tra le mani – si piega – mi piega. Un fiume che straripa dagli argini per ritornare alla siccità, all’aridità di un cuore assediato da ripetute violenze e abbandoni.
La tortura, la droga, i rapporti promiscui, l’autolesionismo, i tentativi di suicidio sono solo un grido che lamenta l’assenza d’amore, di certezze, di futuro, in un sociale che implode. Come si guarisce? Si può guarire? Le ragioni sono scritte nell’ultima pagina e nessuno può conoscere la fine se non legge il libro per intero, dice L’Oracolo.

“Disturbi di luminosità” di Ilaria Palomba (Gaffi editore) – con un racconto di Anna Corsini

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