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IL PESO DELL’ORO di Barbara Bellomo: incontro con l’autrice

settembre 5, 2018
  1. IL PESO DELL’ORO di Barbara Bellomo (Salani): incontro con l’autrice e un estratto del romanzo

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Il romanzo sarà presentato in anteprima nazionale domenica 9 settembre, alle h. 18:30, presso il Four Points by Sheraton Catania. Interverranno con l’autrice: Alessandra Fassari, giornalista e Barbara Mirabella, assessore alla cultura del Comune di Catania (la locandina è in coda al post)

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Barbara Bellomo, scrittrice italiana laureata in Lettere, dopo il dottorato di ricerca in Storia antica ha lavorato per anni all’Università di Catania, presso la cattedra di Storia romana, per poi insegnare in una scuola superiore. Per Salani ha pubblicato i romanzi: La ladra di ricordi (2016) e Il terzo relitto (2017). Sempre per Salani è appena uscito il nuovo romanzo intitolato: Il peso dell’oro (Salani, 2018).

Abbiamo incontrato Barbara Bellomo per chiederle di parlarci di questa nuova opera letteraria.
(Di seguito, proponiamo un estratto del libro)

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“Dopo La ladra di ricordi e Il terzo relitto volevo concludere la trilogia di Isabella De Clio, la mia archeologa siciliana, giovane e un po’ spigolosa, costretta a vestire i panni di un’investigatrice”, ha raccontato Barbara Bellomo a Letteratitudine. “Una donna che nasconde, come nei precedenti romanzi, un piccolo e inconfessabile segreto.
“Ne Il Peso dell’oro la vedremo ancora alla volta alla ricerca di un oggetto antico. Si tratta della famosa corona di Archimede, data dal sovrano Ierone II allo scienziato per scoprire se fosse interamente d’oro o se invece fosse solo bagnata nell’oro.
C’era un vincolo, la corona, già consacrata ad Artemide, non poteva essere intaccata in nessuna sua parte. Secondo il celebre aneddoto fu proprio per risolvere il dilemma che Archimede scoprì il principio del peso specifico.
Ho scritto questo romanzo giallo, che corre su due tempi storici, partendo da un personaggio storico che ha sempre stuzzicato la mia fantasia. Immaginare Archimede in carne e ossa, muoversi tra formule e progetti di macchine belliche progettate per difendere la sua Siracusa dall’assedio dei Romani nel corso della seconda guerra punica, mi ha divertita e al contempo emozionata un po’. Mi è sembrato quasi di riportarlo in vita.
E mentre cercavo materiale sul grande scienziato, ho trovato l’incredibile storia del palinsesto di Archimede. È la storia di una pergamena raschiata utilizzata per scrivere delle preghiere. Portata nel tredicesimo secolo da Costantinopoli a Gerusalemme, alla fine dell’Ottocento divenne oggetto di studi. Si scoprì così che sotto le preghiere si nascondevano altri testi. C’erano anche opere di Archimede, ancora leggibili ai raggi X. Il palinsesto, andato poi perduto per due volte durante i conflitti mondiali, è oggi conservato a Baltimora.
Insomma, un mix perfetto per un giallo che mi consentiva di correre veloce tra passato, la Siracusa del III secolo a.C. e la Sicilia dei nostri giorni. In mezzo due morti sospette e, per i lettori, suspence e un pizzico d’amore.
Avere avuto inoltre il riconoscimento di autori, come Glenn Cooper e Alessia Gazzola, che stimo molto, e che leggo sempre con piacere, mi ha riempito di gioia”.

Ringraziamo Barbara Bellomo e proponiamo, di seguito, l’incipit del romanzo.

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L’incipit de IL PESO DELL’ORO di Barbara Bellomo (Salani):

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Catania, metà giugno

 

In pochi minuti la rabbia si era tramutata in paura. Sentiva il cuore batterle più veloce e lo stomaco contrarsi tanto da farle male.
Un passo avanti, e poi si sentì spingere indietro, con violenza.
Il giorno prima aveva accettato l’incontro, felice di potere finalmente conoscere la verità e decisa a dimostrare il suo disappunto per come era stata trattata.
Non avrebbe mai immaginato di trovarsi in trappola.
Tentò di dire qualcosa, ma quando vide gli occhi che aveva di fronte chiudersi in due sottili fessure e sentì pronunciare il suo nome con una nota di ghiaccio che non conosceva, le parole le si fermarono in gola.
Avvertì il cornicione premerle sul fianco con sempre maggiore insistenza. ‘La mia finestra’ pensò. Quante volte ci si era affacciata per godersi, nelle ore abbaglianti del mezzogiorno, l’antico panorama dei tetti sovrastati dal vulcano nero.
E ora? Era lì, alla fine di una difficile giornata di lavoro, priva di forze, con la testa che le girava in un vortice.
Coline era abituata a quella sensazione. Troppe sere si era ritrovata nello stesso stato, buttata su un divano con una bottiglia in mano.
Ma almeno sapeva il perché.
Il vino rosso era stato per anni il suo migliore compagno di viaggio. L’unico almeno che riuscisse a farle dimenticare la solitudine e l’aiutasse ad affogare i pensieri che le affollavano la testa, in una confusione rumorosa e cattiva.
Ma adesso non aveva bevuto. Erano dieci giorni che, per la prima volta in anni e anni, evitava ogni contatto con l’alcol. Quella ricerca l’aveva aiutata. Le aveva ridato la gioia di riuscire ancora in qualcosa.
Allora perché quella strana sensazione che la rendeva incapace di reagire?
Quando arrivò un’altra spinta, vacillò verso il vuoto. Cercò di afferrare il cornicione, ma perse la presa, mentre le unghie le si spezzavano e le dita le si coprivano di sangue.
Non provò però alcun dolore.
Davanti a lei c’erano solo le basole del cortile che le apparivano sempre più grandi. Davanti a lei, solo l’idea della sua morte.

(Riproduzione riservata)

© Salani

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La scheda del libro

Per la giovane archeologa siciliana Isabella De Clio il lavoro è sempre stato tutto. Ma adesso sta cominciando a non bastarle più. La solitudine può diventare pesante, sopra u o se non si riesce a scordare chi un giorno ti ha rubato il cuore. Per fortuna un nuovo mistero è pronto a farle dimenticare la sua situazione sentimentale: una recente scoperta di papiri attribuibili ad Archimede, rinvenuti durante degli scavi, la spinge ad avvicinarsi all’importante codex rescriptus di età medievale, ritenuto per molto tempo solo un libro di preghiere che nasconde però molte sorprese… Isabella si troverà così a dover districare un intreccio che interseca passato e presente: da un lato il famoso scienziato impegnato alla difesa di Siracusa so o l’assedio dei Romani, guidati dal console Claudio Marcello, dall’altro un tesoro dal valore inestimabile, morti misteriose e intrighi molto più grandi di lei. Sarà proprio grazie a questa nuova, azzardata, indagine, però, che Isabella scoprirà di non essere poi sola come credeva… Dopo La ladra di ricordi e II terzo relitto, Barbara Bellomo torna con un frizzante mix di presente e storia antica in un romanzo carico di emozioni e avventura, ambientato in una radiosa Sicilia. Per i lettori di tutte le età.

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 © Letteratitudine

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