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Archive for ottobre 2018

LA SCOPA DI DON ABBONDIO di Luciano Canfora (recensione)

LA SCOPA DI DON ABBONDIO di Luciano Canfora (Laterza)

di Gianni Bonina

Il moto, che è un fenomeno fisico, è anche un fondamento della storia, quantomeno dei modi di interpretarla. L’intuizione è di Luciano Canfora (autore di La scopa di don Abbondio, Laterza), che la ricava da Guerra e pace di Tolstoj. Il quale c’entra con Manzoni perché fa anch’egli storia scrivendo romanzi, ma ha soprattutto riguardo alla scopa che don Abbondio evoca come una provvidenza minore pensando al flagello della peste che “ha spazzato via certi soggetti” come don Rodrigo. Al pari del movimento che fa la scopa, il moto tolstojano è basculante, giacché avanza, arretra e poi avanza di nuovo. E movimento è detto il divenire storico, il cui moto, a differenza di quello fisico, non è rotatorio, semmai spiraleggiante o meglio ancora “sinuoso”, ovvero serpeggiante. Comunque mai rettilineo perché, contrariamente alla freccia del tempo, torna spesso e volentieri indietro.
Tale è appunto il moto storico concepito da Tolstoj che lo vede in senso olistico, frutto cioè dell’insieme delle volontà individuali (di massa più che di élite, per dire meglio: di persone e non di personaggi) che non hanno soluzione di continuità, diversamente da come riusciamo comunemente a comprendere la storia, quando la scomponiamo in unità compiute e autonome. Tuttavia anche Tolstoj, come nota Canfora, si addisse a raccontare la storia attraverso singole vicende, né riuscì a stabilirne il reale spirito. Come la natura, “non fa salto” né procede a brani scuciti, è vero, ma è tutt’altro che stabile come sarebbe un atomo pesante. Leggi tutto…

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MARYSE CONDÉ vince il New Academy Prize in Literature 2018

La scrittrice Maryse Condé, nata nel 1937 nella Guadalupa e oggi residente in Francia ha vinto il New Academy Prize in Literature 2018

Dal 7 novembre sarà in libreria “La vita perfida” di Maryse Condé (Edizioni E/O – Traduzione dal francese di Guia Risari)

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Il 12 ottobre 2018 Maryse Condé è stata insignita del New Academy Prize in Literature (Premio Nobel “alternativo” assegnato quest’anno in mancanza del premio tradizionale, sospeso per i recenti scandali che hanno coinvolto l’Accademia di Svezia). Il Premio le è stato assegnato con la seguente motivazione:
Maryse Condé è una narratrice eccezionale, la cui scrittura appartiene a pieno titolo alla letteratura mondiale. Nelle sue opere Condé descrive le devastazioni del colonialismo e il caos postcoloniale in una lingua che è al tempo stesso precisa e travolgente. La magia, il sogno, il terrore e anche l’amore vi sono costantemente presenti. Finzione e realtà si sovrappongono e i suoi personaggi vivono al tempo stesso in un mondo immaginario governato da antiche e complicate tradizioni e nel presente più attuale. Con rispetto e senso dell’umorismo Condé racconta la follia postcoloniale, con i suoi scompigli e abusi, ma anche il calore e la solidarietà umana. Nelle sue storie i morti vivono a stretto contatto con i viventi in un mondo immenso e affollato dove le categorie di genere, razza e classe vengono costantemente stravolte in nuove costellazioni“.

Ringraziando la New Academy per il premio, l’autrice ha dichiarato: “La Guadalupa è un piccolo paese, importante per noi che ci siamo nati, ma ricordato solo in occasione di uragani e terremoti. Sono felice che il nostro paese sia ora conosciuto anche per altri motivi, per questo premio letterario che sono davvero orgogliosa di ricevere”.

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“La vita perfida” di Maryse Condé (Edizioni E/O – Traduzione dal francese di Guia Risari)

CARLO CARABBA è il nuovo responsabile di narrativa italiana in HarperCollins Italia

HarperCollins Italia in espansione arricchisce la squadra di lavoro con Carlo Carabba (che dal 2015 è stato responsabile editoriale della narrativa italiana di Mondadori).

 

Pubblichiamo, di seguito, il comunicato diramato dalla HarperCollins Italia

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Per HarperCollins Italia il 2018 si sta rivelando un anno straordinario: da gennaio ad oggi la casa editrice è cresciuta del 127% rispetto allo stesso periodo del 2017. HarperCollins Italia è una realtà in rapidissima espansione, che dal 2016 è riuscita a quintuplicare la propria quota di mercato, arrivando a pubblicare circa 90 novità all’anno, coprendo tutti i generi – dalla narrativa ai libri legati al grande cinema, passando per il memoir e la varia illustrata – e avendo a catalogo circa 200 titoli. Ed è dunque in un’ottica di rafforzamento della squadra che HarperCollins Italia annuncia oggi la nomina di Carlo Carabba a Responsabile editoriale della Fiction Italiana, a partire dal 19 novembre.

Nel suo ruolo Carabba avrà la responsabilità dello scouting, acquisizione e sviluppo degli autori italiani, a diretto riporto della Direttrice editoriale Sabrina Annoni.

L’ingresso di Carlo Carabba e la nuova configurazione editoriale che vede la Fiction straniera affidata a Ilaria Marzi, la Non Fiction affidata a Chiara Scaglioni e la Varia affidata a Patrizia Segre consentiranno una maggiore focalizzazione ed efficacia nell’acquisizione di grandi autori e nella scoperta di nuove voci, al fine di allargare il portafoglio autori in tutti gli ambiti di mercato. Leggi tutto…

STATI GENERALI DELLA LETTERATURA DEL SUD 2018: La storia, le storie

FESTIVAL SALERNO LETTERATURA 

STATI GENERALI DELLA LETTERATURA DEL SUD

8-11 NOVEMBRE

SALERNO-CETARA-POTENZA

“La storia, le storie” è il tema della terza edizione degli Stati generali della letteratura del Sud, il focus promosso dal festival Salerno Letteratura, per interrogare scrittori, intellettuali e pubblico sul nesso fondamentale che unisce l’immaginario creativo alla realtà del nostro territorio. Non una kermesse esclusivamente letteraria, ma uno stimolante momento di riflessione sull’immagine e l’immaginario del Sud, da condursi con il contributo di alcune tra le voci più significative di quest’ultima stagione, sottolineano il direttore artistico Francesco Durante e il direttore amministrativo Ines Mainieri. Dall’8 all’11 novembre, quattro giornate itineranti (Salerno-Cetara-Potenza) di incontri, dibattiti, reading e spettacoli tra Basilicata e Campania, per rendere omaggio a Matera 2019 e rafforzare le energie che rendono viva la Rete dei festival del Sud, frutto dell’alleanza fra 25 manifestazioni promosse in questi anni in sei regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con l’obiettivo di fare squadra e di valorizzare i territori attraverso la cultura. Dopo i primi due appuntamenti tenuti a Pollica-Acciaroli e dedicati rispettivamente a “Continuità/Rottura” e “Realtà/Invenzione”, quest’anno Salerno Letteratura si interroga sul tema di una narrazione fatta di un mosaico di storie e di frammenti, capaci di intersecarsi in un racconto collettivo che travalica confini e settori e che dura tutto l’anno, attento ai nuovi fermenti. #fuorifestival è infatti la nuova formula della manifestazione che si propone l’ambizioso obiettivo di offrire a un pubblico sempre più numeroso e appassionato, una serie di eventi, scadenzati nel corso dei dodici mesi, all’insegna della cultura.

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BITNA, SOTTO IL CIELO DI SEUL di Jean-Marie Gustave Le Clézio

BITNA, SOTTO IL CIELO DI SEUL di Jean-Marie Gustave Le Clézio (La nave di Teseo)

Il nuovo romanzo del Premio Nobel per la Letteratura Jean-Marie Gustave Le Clézio sarà in libreria a partire dal 31 ottobre. Sarà presentato in anteprima nazionale nell’ambito degli eventi di “La Milanesiana 2018: il dubbio e la certezza” lunedì 29 ottobre alle h. 21 presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo, via Romagnosi 8, Milano (in fondo al post, la locandina dell’evento)

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di Massimo Maugeri

Jean-Marie Gustave Le Clézio, scrittore francese, nato a Nizza nel 1940, ha scritto oltre quaranta opere tra romanzi, racconti, saggi e storie per ragazzi. Nel 2008 l’Accademia svedese gli ha conferito il Premio Nobel per la Letteratura, in quanto “scrittore di nuove partenze, di avventura poetica, di estasi dei sensi, esploratore di un’umanità che va al di là e nel profondo della cultura dominante.”
Delle sue “nuove partenze” Le Clézio ne dà ulteriore dimostrazione in questo suo nuovo romanzo pubblicato in Italia da La nave di Teseo e intitolato “Bitna, sotto il cielo di Seul”.
Nei libri precedenti, Le Clézio aveva dato spazio a luoghi molto importanti nella sua vita: Mauritius, Nizza e Parigi. Adesso è la volta di Seul, una città che Le Clézio conosce molto bene e dove ha avuto modo di risiedere più volte anche per periodi prolungati. Tempo fa, infatti, in seguito a un invito per un incontro di scrittori, gli fu proposto di insegnare alla Ewha Womans University di Seul. L’idea gli parve interessante e accettò. Il rapporto che lega Jean-Marie Gustave Le Clézio alla città di Seul non è dunque quello di un semplice visitatore, ma di qualcuno che ha avuto modo di vivere la città dal di dentro, immergendosi nelle sue atmosfere, conoscendone gli abitanti, carpendone sguardi e modi di pensare.
Certo, Seul è una città enorme e complessa: abitata da oltre dieci milioni di persone (ben 22 milioni vivono nell’area metropolitana). Stiamo parlando di una città più popolata di New York.
Città molto particolare anche per altre ragioni: dal 1953 la zona demilitarizzata che separa le due Coree (stabilita a seguito del “cessate il fuoco” alla fine della cosiddetta Guerra di Corea) è piuttosto vicino a Seul e non è infrequente imbattersi in persone che hanno amici e parenti che vivono “dall’altra parte della barricata”. La città, inoltre, è divisa in due dal fiume Han. Per Le Clézio il fiume Han è una sorta di luogo magico che sembra segnare la separazione di due mondi: il confine tra il Nord e il Sud dell’Asia, lo spirito più austero del Nord e la fantasia talvolta gioiosa del Sud.
Bitna, la giovane protagonista di questo nuovo romanzo di Le Clézio, ama osservare i passanti e i passeggeri della metropolitana. E come l’autore che le ha dato vita sa che ogni persona porta con sé un segreto, racchiude una storia. Leggi tutto…

PREMIO CAVALLINI 2018

PREMIO CAVALLINI 2018 a Michele Ainis, Ermanno Cavazzoni, Piera Degli Esposti, Morgan, Sergio Claudio Perroni

Sono Michele Ainis, Ermanno Cavazzoni, Piera Degli Esposti, Morgan e Sergio Claudio Perroni i vincitori dell’edizione 2018 del Premio Cavallini istituito da Vittorio Sgarbi nel 1996 a Barcis e giunto al dodicesimo anno di vita.

Già dall’anno scorso la manifestazione non è più dedicata al solo Bruno Cavallini, ma a tutti e tre i fratelli, Bruno, Romana e Rina Cavallini (madre di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi). Tra i prestigiosi nomi cui è stato attribuito il riconoscimento nel corso degli anni spiccano Alain Elkann, Pino Roveredo, Lucio Dalla, Mauro Corona, Claudio Magris, Folco Quilici, Roberto Vecchioni, Alice, Maurizio de Giovanni, Pierluigi Cappello, Boris Pahor, Oscar Farinetti, Luciano Canfora e Furio Colombo.
I Premi dell’edizione 2018 sono stati conferiti nel corso di una cerimonia svoltasi a Pordenone, nel Convento di San Francesco, nella serata di ieri sabato 27 ottobre. La cerimonia di consegna, condotta da Vittorio Sgarbi, è stata accompagnata dalla lettura di un brano inedito dello scrittore Giuseppe Sgarbi, scomparso nel gennaio di quest’anno, padre di Vittorio ed Elisabetta (ne approfittiamo per segnalare il post “Omaggio a Giuseppe Sgarbi” e quelli dedicati ai volumi pubblicati da Skira “Non chiedere cosa sarà il futuro” e “Il canale dei cuori“). Leggi tutto…

LA SICILIA È UN’ISOLA PER MODO DI DIRE di Mario Fillioley (recensione)

LA SICILIA È UN’ISOLA PER MODO DI DIRE di Mario Fillioley (Minimum Fax)

Siracusa come metafora. Il racconto della Sicilia di Mario Fillioley

di Daniela Sessa

Alla Sicilia e sulla Sicilia hanno detto di tutto. Senza citare i viaggiatori alla Goethe perché – direbbe Andrea Camilleri – i cabbasisi si sono rotti, basta il riferimento alla coppia buttanissima e bellissima o a tutta la letteratura siciliana contemporanea (da Pirandello ai tre grandi della famosa fotografia Sciascia, Consolo e Bufalino fino a Gaetano Savatteri) per cogliere della Sicilia tutte le sfumature di senso e non senso, tutte le stramberie e la poesia, tutta la tragicommedia. La Sicilia è anche quella di Colapesce e dei pupi, di PIF e di Ficarra e Picone ed è tutto un meraviglioso trallallero. Idillio? Lirismo? Sufficienza gattopardesca? Sicilitudine o redimibilità? Si sta ancora a discutere e magari bene ne venga. Tanto è cosa risaputa che ai siciliani piace lambiccarsi il cervello con argomenti capziosi e aporie: Leonardo Sciascia si divertiva, e tanto, a smascherare il barocchismo dei siciliani spacciato per illuminismo. Ma autoreggenti e décolleté col tacco a spillo alla Sicilia mancavano. Ce li ha messi Mario Fillioley in “La Sicilia è un’isola per modo di dire” (ed. Minimum fax) e d’improvviso la bella Trinacria, quella della bandiera siciliana e delle ceramiche di Caltagirone, si è annacata (traduzione: ha camminato lenta e ondeggiante) verso Siracusa e qui, non si capisce se in tutta coscienza o se vittima di un tranello dello scrittore, ha fatto la fine di Narciso, abbracciata alla sua stessa immagine.  Siracusa è una città bella, ha una luce rosa e gialla, una luce tutta sua che saetta la pietra degli edifici e delle piazze prima di tuffarsi a mare. Siracusa ha una storia che fa tremare d’orgoglio i siracusani e una voce antica che, se smetti un attimo di sentire il tuo respiro, arriva a eco dalla cavea del Teatro e dalle Latomie. A Siracusa cammini sopra la Storia e la Bellezza. Va da sé che la Sicilia che si specchia a Siracusa se bella non è, sarà bellissima come si augurava Paolo Borsellino, uno dei figli migliori di Sicilia. A Mario Fillioley, però, che la Sicilia sia un’attraente chimera pare idea da rovesciare. Leggi tutto…