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IL SILENZIO DI LAURA di Paula Fox (un estratto)

ottobre 8, 2018

Pubblichiamo un estratto del romanzo IL SILENZIO DI LAURA di Paula Fox (Fazi editore – Traduzione di Monica Pavani)

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Clara Hansen, in bilico sul bordo di una sedia, la schiena dritta e solo la biancheria intima addosso, era ferma immobile. Tra poco avrebbe dovuto accendere una luce. Finire di vestirsi. In quello stato così prossimo al sonno, si sarebbe concessa altri tre minuti nel suo appartamento ormai buio. Si voltò a guardare un tavolo su cui era posata una piccola sveglia. Tutt’a un tratto un’agitazione tormentosa la fece scattare in piedi. Avrebbe fatto tardi: gli autobus non erano affidabili. Non poteva permettersi un taxi fino all’albergo dove sua madre, Laura, e il marito di lei, Desmond Clap¬per, la stavano aspettando per un aperitivo seguito dalla cena. La mattina successiva i Clapper sarebbero partiti in nave diretti in Africa, questa volta. Sarebbero stati via diversi mesi. Clara si era organizzata in modo da uscire dall’ufficio dove lavorava con una mezz’ora di anticipo, per prendersela comoda. Ma poi se l’era presa comoda standosene lì trasognata, assente a se stessa.
Con rapidità raggiunse la sua cameretta, dove c’era l’abito steso sul letto. Il capo migliore che possedesse. Era consapevole che il suo abbigliamento, di regola, era pensato per evitare di attirare l’attenzione. Ma per quella sera aveva fatto una scelta irragionevole. Laura avrebbe notato che il vestito era costoso. Facesse pure, si disse Clara, ma si sentì tutt’altro che decisa appena la seta le aderì alla pelle.
Qualche goccia di pioggia scivolò lungo le finestre mentre attraversava il soggiorno. Accese una luce per tornare in sé e, per un breve momento, fu come se la serata fosse già finita e lei fosse rientrata, rincuorata di fronte all’evidenza che, appena Laura non c’era più, non doveva per forza pensarla. Dopo tutto le occasioni per incontrarsi erano talmente rare.
Erano i primi di aprile e faceva ancora freddo, ma Clara si infilò un impermeabile leggero. Era frusto e sudicio, dunque perfetto per un certo suo proposito – ripudiare il vestito – di cui era solo vagamente consapevole.
In albergo avrebbe trovato anche Carlos, suo zio. E Laura al telefono le aveva detto che un amico editor li avrebbe raggiunti per quella rimpatriata prima della partenza. Clara l’aveva incontrato una volta molto tempo addietro e non aveva nessuna particolare opinione su di lui. Mentre percorreva la strada, vide giungere l’autobus e si precipitò verso la fermata. Immediatamente, neanche fosse stato innescato dai suoi passi affrettati, si sentì scuotere da un profondo senso di angoscia, lo stato d’animo con cui s’inoltrava sempre nel territorio materno.

(Riproduzione riservata)

© Fazi editore

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La scheda del libro

Alla vigilia del loro ennesimo viaggio, questa volta per l’Africa, Laura Maldonada Clapper e suo marito Desmond si trovano in una stanza d’albergo a New York. Sorseggiano scotch e soda in attesa dei loro tre ospiti, che non incontrano da molto tempo: Clara Hansen, la timida e ombrosa figlia avuta da Laura durante il primo, burrascoso e romantico matrimonio, Carlos Maldonada, l’inquieto ed eccentrico fratello, e il malinconico editor Peter Rice, l’amico di sempre. Ma quello che dovrebbe essere un festoso saluto prima della partenza si trasforma rapidamente in una cinica e claustrofobica esplosione di risentimento familiare. Così, in sette meravigliosi atti, dalla stanza d’albergo all’elegante ristorante in cui i personaggi si trasferiscono per la cena, ognuno si scopre affascinato e terrorizzato da un legame di odio che lo tiene morbosamente avvinto agli altri più dell’affetto e dell’amore. Fino a quando ciò che aleggia su di loro come un’indefinita premonizione si materializzerà nella rivelazione del drammatico segreto che Laura nasconde, costringendo i protagonisti a una crudele e definitiva resa dei conti.
Dopo il grande successo di Quello che rimane, torna nelle librerie italiane un altro imperdibile romanzo di Paula Fox. Riscoperta grazie a Jonathan Franzen, Fox è oggi considerata una delle grandi voci del Novecento americano. Oltre allo stesso Franzen, fra i suoi seguaci figurano scrittori come David Foster Wallace e Jonathan Lethem.

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Paula FoxPaula Fox è nata a New York il 22 aprile 1923. Figlia di uno sceneggiatore alcolizzato e di una giovane psicolabile, la Fox fu abbandonata in orfanotrofio e poi adottata. A sei anni viene affidata al padre per poi vivere un lungo periodo a Cuba con la nonna. Della propria infanzia racconta: «Quando avevo otto anni, mi trasferii con la mia famiglia in una piantagione a Cuba e vi rimasi per due anni. A parte Cuba, non ho mai vissuto più a lungo di un anno nello stesso posto. Prima dei dodici anni ero già stata in nove scuole diverse, e avevo scoperto che le biblioteche pubbliche erano fonte di libertà, consolazione e verità. I racconti mi trasportavano in altri mondi». Si è sposata per la prima volta a diciassette anni. Un matrimonio durato poco, dal quale è nata una bambina a sua volta abbandonata in un orfanotrofio. Dal 1955 al 1958 ha frequentato la Columbia University e nel 1962 si è sposata con Martin Greenburg. Negli anni Settanta ha scritto e pubblicato sei romanzi, di cui Quello che rimane è diventato anche un film nel 1971, diretto da Frank D. Gilroy e interpretato da Shirley McLaine. Il nome di Paula Fox, legato per decenni esclusivamente ai suoi libri per bambini, è tornato all’attenzione del grande pubblico solo dopo che Jonathan Franzen, l’autore di Le correzioni, ha definito i suoi romanzi «più belli e più intensi di quelli di John Updike, Philiph Roth e Saul Bellow». Una vera e propria rinascita artistica giunta all’età di ottant’anni, che consacra Paula Fox come uno dei massimi rappresentanti della letteratura americana contemporanea. Paula Fox è la nonna della cantante e attrice Courtney Love, ex moglie del leader dei Nirvana, Kurt Cobain.

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