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National Book Award 2018: Négar Djavadi e Domenico Starnone tra i finalisti

ottobre 11, 2018

Négar Djavadi e Domenico Starnone tra i finalisti del National Book Award 2018

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Disoriental di Négar Djavadi, e Trick di Domenico Starnone, sono stati selezionati nella shortlist del National Book Award 2018 per la sezione “Translated Literature”. Entrambi i titoli sono editi da Europa Editions, la casa editrice americana delle Edizioni E/O, nelle traduzioni di Tina Kover e Jhumpa Lahiri. Disorientale è stato pubblicato in Italia dalle Edizioni E/O nel settembre del 2017, mentre Scherzetto di Domenico Starnone è stato pubblicato da Einaudi nel 2016.

Un traguardo importante per Europa Editions, che nella prima edizione del premio aperta alla letteratura in traduzione piazza ben due romanzi fra i cinque finalisti (scelti fra 142 proposte pervenute alla giuria composta da Harold Augenbraum, Karen Maeda Allman, Sinan Antoon, Susan Bernofsky, e Álvaro Enrigue). La lista completa:

Disoriental di Négar Djavadi, traduzione di Tina Kover (Europa Editions)

Love di Hanne Ørstavik, traduzione di Martin Aitken (Archipelago)

Trick di Domenico Starnone, traduzione di Jhumpa Lahiri (Europa Editions)

The Emissary di Yoko Tawada, traduzione di Margaret Mitsutani (New Directions)

Flights di Olga Tokarczuk, traduzione di Jennifer Croft (Riverhead)

Il vincitore sarà annunciato nella cerimonia di premiazione ufficiale che si terrà a New York il 14 novembre.

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NÉGAR DJAVADI – Disorientale (Edizioni E/O)€ 17 – pagg. 336

Traduzione dal francese di Alberto Bracci Testasecca
Collana Dal Mondo – Vicino Oriente

L’esordio rivelazione del 2016 in Francia.

Miglior esordio letterario per la rivista Lire.
Vincitore del Prix Première,  Prix du Style, 
Prix de la Porte Dorée
Candidato al Prix littéraire du Monde e Prix Femina.
Presentato da Mathias Enard al Festival du Premier Roman De Chambéry. 

Il libro
Nata a Teheran, in esilio a Parigi dall’età di dieci anni, Kimiâ ha sempre cercato di tenere a distanza il suo paese, la sua cultura, la sua famiglia. Ma i jinn, i geni usciti dalla lampada (in questo caso il passato), la riacciuffano per far sfilare davanti ai suoi occhi una strabiliante serie d’immagini di tre generazioni della sua storia familiare: le tribolazioni degli antenati, un decennio di rivoluzione politica, il passaggio burrascoso dell’adolescenza, la frenesia del rock, il sorriso malandrino di una bassista bionda… un affresco fiammeggiante sulla memoria e l’identità; un romanzo sull’Iran di ieri e sull’Europa di oggi, scritto con maestria da una nuova, grande scrittrice.

L’autrice
Négar Djavadi è nata in Iran nel 1969 in una famiglia di intellettuali che si sono opposti prima allo Shah e poi a Khomeini. A undici anni è arrivata clandestinamente in Francia. Laureatasi all’INSAS, una scuola di cinematografia di Bruxelles, ha lavorato per molti anni dietro la macchina da presa prima di dedicarsi alla scrittura di sceneggiature. Vive a Parigi. Disorientale, il suo primo romanzo, ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio per il miglior esordio letterario del 2016 della rivista Lire, il Prix du Style, il Prix de la Porte Doréeed è candidato al Prix littéraire du Monde e al Prix Femina.

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