Home > Brani ed estratti > ELMET di Fiona Mozley (un estratto)

ELMET di Fiona Mozley (un estratto)

ottobre 26, 2018

Pubblichiamo un estratto del romanzo ELMET di Fiona Mozley (Fazi editore – Traduzione di Silvia Castoldi)

Una scrittura lirica che ci fa respirare le atmosfere di luoghi splendidi in contrapposizione alla povertà più disperata. Romanzo finalista al Man Booker Prize

 * * *

«Molti uomini ritengono di dover essere violenti», disse lei. «Crescono convinti che una vita violenta sia una meta a cui aspirare. In realtà non capiscono assolutamente cosa questo significhi, e lo odiano con tutte le proprie forze. Tuo padre non è così. C’è una tensione in lui quando sta per compiere un atto violento, e una calma quando l’atto è terminato. I momenti in cui è più teso sono quelli subito prima di colpire. Il massimo della frustrazione arriva quando l’ultimo incontro risale a un paio di mesi prima e quello successivo è fissato un paio di mesi dopo. È allora che lo si vede tremare. Tuo padre ne ha bisogno. Della violenza. Non direi neanche che gli piaccia, però ne ha bisogno. Lo calma». Si sedette e mi guardò. Trascorse forse qualche minuto, ma io non le risposi e lei non aggiunse altro. Alla fine mi chiese: «Hai mai visto una balena, Daniel?».
Le risposi che non ne avevo mai viste dal vivo, solo in televisione.
«E in televisione ne hai mai vista una saltare?», domandò lei. «Escono completamente dall’acqua e poi vanno di nuovo a sbattere contro la superficie del mare. L’hai mai visto? Lo spruzzo colossale che producono?».
Risposi di sì.
«Non comprendiamo pienamente per quale motivo le balene si comportino così, ma sono state proposte molte possibili spiegazioni. Alcuni sostengono che lo facciano per vedere il mondo, e in particolare il mare, da una prospettiva diversa, per lanciare un’occhiata a quella cosa in cui trascorrono la propria vita a nuotare. È come quando noi umani mandiamo dei razzi sulla Luna solo per passare i cinquant’anni successivi a guardare le foto della nostra Terra scattate da lassù. Le balene vogliono un’esperienza di questo genere. Una visuale diversa. Altri hanno ipotizzato che l’esperienza che cercano non sia di natura visiva ma tattile. Quando balzano fuori dall’acqua avvertono pienamente le dimensioni e il peso del proprio corpo nell’aria. La gravità, il freddo secco. E quando colpiscono la dura superficie salmastra, con tutto il proprio peso in volo, tremano fin dentro il loro grasso. C’è anche chi dice che cerchino di togliersi di dosso la pelle morta, i cirripedi, i licheni, e che per loro saltare sia come per un cavallo strofinare il deretano contro la corteccia ruvida di un albero. Ma in realtà le due ipotesi si equivalgono, vero? Il bisogno di una sensazione fisica che non riescono a ottenere in nessun altro modo. Quella sensazione si trasforma in una fissazione e ogni volta, dopo che l’hanno provata, la pressione sale lentamente finché non hanno la possibilità di provarla di nuovo. Io credo che per le balene sia più o meno così. Nuotano per giorni, o anche settimane, si nutrono, dormono, respirano e cominciano a pensare all’ultima volta in cui sono balzate fuori dall’acqua e a quello che hanno sentito quando la testa, e poi il corpo e le pinne, e poi la coda, tutto quanto è emerso dal mare, e a cosa hanno provato librandosi per un attimo in una sostanza che gli riempiva i polmoni ma gli seccava gli occhi. E poi ricordano soprattutto come è stato tornare in acqua dopo quell’attimo trascorso in aria. Il tonfo. Lo spruzzo. La balena continua a ripensare al balzo, sempre più spesso, finché il bisogno di ripeterlo diventa irresistibile, e allora si lancia fuori dall’oceano e subito ricade di nuovo. E per un po’ si placa. Tuo padre è così, credo. È come una grande balena. E quando combatte, per lui quello è l’equivalente del salto. Però più sanguinoso, molto di più. E non è un atto solitario. Non è solo un animale che si confronta con gli elementi. C’è anche un altro animale. Un altro essere umano. Però è la stessa cosa. Lo calma».

(Riproduzione riservata)

© Fazi editore

 * * *

La scheda del libro
Elmet, l’ultimo regno celtico indipendente in Inghilterra, terra di nessuno e santuario di fuorilegge, rifugio ma allo stesso tempo trappola, è il lembo sperduto dello Yorkshire che oggi fa da sfondo a questa storia. Vi abitano Daniel e Cathy, fratello e sorella adolescenti. Sono stati abbandonati dalla madre, che sembra essere sparita nel nulla, e vivono, senza regole e senza contatti col mondo esterno, col padre John, un pugile di strada burbero e solitario, nella casa in mezzo ai boschi che lui ha costruito con le sue mani, dormendo all’addiaccio nei primi giorni, sostenendosi di caccia e raccolta. Un vero e proprio nido, in cui i tre trovano la serenità. Finché non compare il signor Price, ricco proprietario terriero senza scrupoli, padrone di gran parte degli alloggi e dei terreni locali e sfruttatore dei suoi lavoratori, che reclama il terreno dove John ha costruito la sua casa, affermando di possederlo legalmente. E con le stesse mani con cui ha ricreato una serenità perduta, John sarà pronto a difenderla…
Ritratto brutale e commovente di una famiglia atipica che vive ai margini della società, Elmet fa riflettere su quanto possa essere difficile trovare il proprio posto nel mondo e sull’impossibilità di rintracciare un senso di giustizia per coloro che non sanno scendere a compromessi.
Con la sua scrittura lirica, che ci fa respirare le atmosfere di luoghi splendidi in contrapposizione alla povertà più disperata, in pochi mesi il romanzo ha conquistato tutti: è stato finalista al Man Booker Prize – cosa davvero rara per un esordiente –, è stato definito il libro dell’anno dalle testate più autorevoli, ha venduto più di 70.000 copie ed è già in corso di traduzione in 14 paesi.

Fiona MozleyFiona Mozley, trentenne cresciuta a York, ha studiato a Cambridge e poi ha vissuto a Buenos Aires e a Londra. Attualmente sta svolgendo un PhD in Storia Medievale. Questo è il suo primo romanzo.

* * *

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

Annunci