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BITNA, SOTTO IL CIELO DI SEUL di Jean-Marie Gustave Le Clézio

ottobre 28, 2018

BITNA, SOTTO IL CIELO DI SEUL di Jean-Marie Gustave Le Clézio (La nave di Teseo)

Il nuovo romanzo del Premio Nobel per la Letteratura Jean-Marie Gustave Le Clézio sarà in libreria a partire dal 31 ottobre. Sarà presentato in anteprima nazionale nell’ambito degli eventi di “La Milanesiana 2018: il dubbio e la certezza” lunedì 29 ottobre alle h. 21 presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo, via Romagnosi 8, Milano (in fondo al post, la locandina dell’evento)

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di Massimo Maugeri

Jean-Marie Gustave Le Clézio, scrittore francese, nato a Nizza nel 1940, ha scritto oltre quaranta opere tra romanzi, racconti, saggi e storie per ragazzi. Nel 2008 l’Accademia svedese gli ha conferito il Premio Nobel per la Letteratura, in quanto “scrittore di nuove partenze, di avventura poetica, di estasi dei sensi, esploratore di un’umanità che va al di là e nel profondo della cultura dominante.”
Delle sue “nuove partenze” Le Clézio ne dà ulteriore dimostrazione in questo suo nuovo romanzo pubblicato in Italia da La nave di Teseo e intitolato “Bitna, sotto il cielo di Seul”.
Nei libri precedenti, Le Clézio aveva dato spazio a luoghi molto importanti nella sua vita: Mauritius, Nizza e Parigi. Adesso è la volta di Seul, una città che Le Clézio conosce molto bene e dove ha avuto modo di risiedere più volte anche per periodi prolungati. Tempo fa, infatti, in seguito a un invito per un incontro di scrittori, gli fu proposto di insegnare alla Ewha Womans University di Seul. L’idea gli parve interessante e accettò. Il rapporto che lega Jean-Marie Gustave Le Clézio alla città di Seul non è dunque quello di un semplice visitatore, ma di qualcuno che ha avuto modo di vivere la città dal di dentro, immergendosi nelle sue atmosfere, conoscendone gli abitanti, carpendone sguardi e modi di pensare.
Certo, Seul è una città enorme e complessa: abitata da oltre dieci milioni di persone (ben 22 milioni vivono nell’area metropolitana). Stiamo parlando di una città più popolata di New York.
Città molto particolare anche per altre ragioni: dal 1953 la zona demilitarizzata che separa le due Coree (stabilita a seguito del “cessate il fuoco” alla fine della cosiddetta Guerra di Corea) è piuttosto vicino a Seul e non è infrequente imbattersi in persone che hanno amici e parenti che vivono “dall’altra parte della barricata”. La città, inoltre, è divisa in due dal fiume Han. Per Le Clézio il fiume Han è una sorta di luogo magico che sembra segnare la separazione di due mondi: il confine tra il Nord e il Sud dell’Asia, lo spirito più austero del Nord e la fantasia talvolta gioiosa del Sud.
Bitna, la giovane protagonista di questo nuovo romanzo di Le Clézio, ama osservare i passanti e i passeggeri della metropolitana. E come l’autore che le ha dato vita sa che ogni persona porta con sé un segreto, racchiude una storia.
Bitna proviene dalle campagne coreane. Appartiene a una famiglia povera, ma ha voglia di studiare e ama tanto leggere. I genitori decidono di mandarla a Seul, da una zia. La convivenza non è facile e la ragazza comincia a passare molto del suo tempo libero in giro per la città. Elegge, tra i suoi luoghi del cuore, una libreria. Ed è qui che la sua vita ha una svolta. Il proprietario della libreria le fa una proposta: le andrebbe di fare compagnia a una donna anziana e sofferente? Si chiama Salomé, è immobilizzata e sarebbe disponibile a pagare qualcuno che le racconti favole, storie. E dunque, tra le pagine di questo romanzo, ritorna il mito metanarrativo di Shahrazād, la potenza delle storie e delle narrazioni che riescono persino a ipnotizzare la morte, a bloccarla, o comunque a rallentarne la visita.
Una storia che narra di storie, dunque. E un triplice omaggio. Uno alla forza della vita, un altro all’energia e all’immaginazione delle donne (in prima linea durante la guerra, impegnate – per dirla con Le Clézio –  a “ripristinare il tessuto vivente”) e un’altro ancora alla città di Seul che – come l’autore di “Bitna, sotto il cielo di Seul” ha avuto modo di riferire ai media francesi – è spesso presentata in maniera negativa, come una catastrofe ecologica e architettonica, e non come veramente è: una città bella e dotata di un’incredibile capacità di generare bellezza.

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La scheda del libro
Bitna è una ragazza povera, vive nella campagna coreana ma ama leggere e vuole studiare. Così i genitori decidono di mandarla a Seul, ospite da una zia. La convivenza però si rivela difficile e Bitna comincia a passare sempre più tempo fuori casa, e in particolare in una libreria. Un giorno, il proprietario della libreria le mostra l’annuncio di una anziana signora che cerca qualcuno che vada a trovarla per raccontarle delle storie. Bitna decide di farsi avanti e accetta la proposta di “lavoro”: riesce così a lasciare la casa della zia e ad affittare una stanza, per quanto misera, nel sottoscala di un brutto palazzo di periferia; a lei in realtà sembra una reggia. La vecchia signora si fa chiamare Salomé, è immobilizzata e non vuole sentire niente – neanche una parola prima o dopo – che riguardi la realtà: solo favole. Nel frattempo Bitna inizia una strana amicizia con il proprietario della libreria, il signor Pak. I due passano sempre più tempo insieme, escono, parlano, fanno lunghe passeggiate. Ma Bitna si vergogna all’idea di raccontargli la verità sulle sue povere origini e così, anche con lui, inizia a inventare nuove storie. Tra la fantasia delle parole e la realtà che incombe con i suoi bisogni, Bitna, sotto il cielo della grande Seul, cercherà di crescere e di affrontare il mondo.

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