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STORIA DI DUE DONNE E DI UNO SPECCHIO di Edoardo Zambelli

novembre 4, 2018

STORIA DI DUE DONNE E DI UNO SPECCHIO di Edoardo Zambelli (Laurana, 2018)

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Un mondo di specchi e misteri, nel nuovo romanzo di Edoardo Zambelli

di Gianluca Barbera

Quella di Zambelli è una scrittura limpida e onirica. Tutto è chiaro eppure niente è come che sembra. Ancora una volta, dopo il romanzo d’esordio “L’antagonista”, l’autore di Cassino sfodera una storia densa di misteri, doppifondi, figure perturbanti e specchi che moltiplicano la realtà.
Due donne di età differenti si incontrano, diventano amanti, affrontano insieme gli spettri del passato. Nella vita di una, un vuoto di memoria che riguarda i primi diciotto anni complica le cose. Senza contare la comparsa di un uomo che inizia a ossessionarla con foto, lettere e improvvise apparizioni. Nella vita dell’altra, che è stata a lungo lontana da casa a causa di un padre che ora è inchiodato su una carrozzina (ma non solo), s’intrufolano inquietanti sogni che minacciano di diventare realtà. Poi come in un gioco di specchi i personaggi si sdoppiano, assumendo nuove identità, interpretando nuovi ruoli, come in un mondo parallelo. Case che appaiono e scompaiono, tubi colorati che fungono da varchi spaziotemporali, musiche che risuonano allusivamente. Un romanzo di spettri che non si decidono a rivelarsi. E quando lo fanno sono esattamente come noi. O forse persino più veri degli uomini in carne e ossa. C’è nell’aria l’impalpabilità di “Giro di vite”. Zambelli è il più hitchcockiano tra gli autori italiani. Ma anche i rimandi a Lynch sono ovunque. O quelli ad “Alice nel paese delle meraviglie”. Un romanzo che custodisce i suoi misteri fino in fondo, lasciando al lettore il compito di rimettere insieme i pezzi.
Ma su tutto regna la lingua, che Zambelli distribuisce con pennellate leggere e precise. Ci sono diverse ragioni per leggere i suoi romanzi: la prima è la forza di suggestione della sua scrittura, la sua capacità di proiettarti in una realtà fatta di echi da altri mondi, di improvvisi disvelamenti; una scrittura che richiama in qualche misura le atmosfere di celebri versi di Montale: “Vedi, in questi silenzi in cui le cose / s’abbandonano e sembrano vicine / a tradire il loro ultimo segreto, / talora ci si aspetta / di scoprire uno sbaglio di Natura, / il punto morto del mondo, l’anello che non tiene, / il filo da disbrogliare che finalmente ci metta / nel mezzo di una verità”.
Una lettura consigliata.

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La scheda del libro

Sono due storie, ma forse è una storia sola. Alessandra ha quasi cinquant’anni, Marta ne ha trenta. Si incontrano per caso a un funerale e da lì nasce qualcosa. Forse una semplice amicizia, forse qualcosa di più. Alessandra viene da un passato doloroso, Marta vive un doloroso presente, perseguitata da un uomo convinto che lei non sia chi dice di essere. Nel loro mondo – nel mondo che si trovano ad abitare insieme – ci sono canzoni che si ripetono sempre uguali, tubi colorati che svelano passaggi tra due realtà parallele, sogni premonitori, specchi che restituiscono immagini non sempre veritiere. E poi c’è una casa, una casa che nona tutti si mostra, dove la musica ha una strana risonanza e dove il tempo scorre e si riavvolge. Storia di due donne e di uno specchio è il racconto di un mistero, ma è anche, e forse soprattutto, il racconto di due donne che cercano il loro posto nel mondo. Che riescano o meno a trovarlo, che alla fine della storia vi sia una verità, sta al lettore deciderlo.

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Edoardo Zambelli è nato a Città del Messico nel 1984. Vive a Cassino, in provincia di Frosinone. Ha pubblicato i romanzi L’antagonista (Laurana, 2016) e Storia di due donne e di uno specchio (Laurana, 2018).

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