Home > PoesiaNews > ADDIMORA di Marilina Giaquinta (poesie)

ADDIMORA di Marilina Giaquinta (poesie)

dicembre 20, 2018

ADDIMORA di Marilina Giaquinta (Manni): incontro con la poetessa

 * * *

Marilina Giaquinta è nata e vive a Catania dove è dirigente della Polizia di Stato presso la Questura.
Scrive da sempre, ha pubblicato raccolte di poesie e di racconti, è nell’antologia Umana troppo umana, a cura di Fabrizio Cavallaro e Alessandro Fo (Nino Aragno 2016).

Di recente, per Manni ha pubblicato la raccolta di poesie intitolata “Addimora“.

Abbiamo incontrato l’autrice per chiederle di parlarci di questa sua silloge…

 * * *

«Come nasce una raccolta poetica? Non lo so», ha detto Marilina Giaquinta a Letteratitudine. «Credo che i motivi siano così diversi e così varii, che ogni raccolta ne abbia uno tutto suo, inconfondibile e unico, come le impronte digitali. Addimora è nata dalla necessità di raccogliere “la selva” di poesie scritte durante l’insonnia delle notti, e di tracciare, per quanto sia possibile per uno scrittore, una linea compiuta, che abbia inizio e si concluda e che, naturalmente, ne presuppone una serie di infinite altre.
marilina-giaquinta Sono (forse dovrei meglio dire, “vorrebbero essere”) versi carnali e pieni di disordine, come solo la passione e il desiderio sa esserlo, carnali nel contenuto e nella lingua, fatta di parole “ammiscate” (come la verdura maritata della nonna, come la stessa Storia dell’Uomo, mescola di popoli e di civiltà) delle lingue che conosco, prima fra tutte quella della mia terra: nessuno di noi parla una sola lingua, perché nessuno ha una sola anima e perché ognuno di noi consiste nella propria “geologia” esperienziale,  sedimentata nel corso della vita, e in continuo interminato cambiamento. La difficoltà di dire con le parole note il sentimento del pensiero (e viceversa, il pensiero del sentimento) è il tormento e il rovello di chi scrive: per fortuna, la poesia rompe qualunque argine espressivo, nell’incessante ricerca del suo ritmo e del suo senso: e così le parole diventano strumento di musica, suono significante, onda sonora, fatta di materia e vibrazione, che si spande e conferisce alle cose la loro vera essenza. Ed è così che la poesia rappresenta il suo tempo: in questa proteiforme e vertiginante incapacità di muovercisi dentro, cercando il modo per rimanere umani. In fondo, “Addimora” propone una sua epistemologia dell’esistenza: nel determinismo meccanicistico del mercato, che rifiuta qualsiasi regola che non sia quella del profitto, e che informa di sé anche la scienza e il  suo “progresso”, in cui le diseguaglianze sono considerate conseguenze ineliminabili e ineluttabili, in cui la povertà è così profonda e diffusa da non consentire di considerare “vita” quella vissuta priva dei mezzi che lo stesso sistema economico impone, c’è un solo modo per resistere: quello di riuscire ad essere “l’altro”, quello di riuscire ancora ad amare».

* * *

Pubblichiamo, di seguito, la poesia di apertura della silloge
 

I

Statti fermo!
non ti quartiare
fermimmobile
ti devi stare!
non ti canziare
lo stai vedendo?
impicata sono
non t’allascare!
e ora allèstati!
dammi ’ste mani
che dentro
ci voglio entrare.
Lo sai, no? che
la scienza stessa
alla fine ha capito
che quello che
sappiamo da un lato
squarantotta
e sbombarda
quello che possiamo
sapere dall’altro,
e allora perché
m’addomandi?
e che è vissuto a fare
quello che sbubbolava
come ’na novena
che l’universo
inconoscibile e indeterminato
è, come l’amore!
e quindi cala ’ste mani
che ci posso càpere
che io mi annìco
e mi stringio
e mi abbadduòttolo
che manco un pezzo
n’ha lassare fora,
che nelle tue mani
io fimmina addivento
e ti saccio arricreare.

 * * *

Addimora - Marilina Giaquinta - copertinaLa scheda del libro

Addimora è una raccolta poetica con un linguaggio di ossa e di nervi, mai sdolcinato, anche quando i sentimenti intensi sono in primo piano.
In una scrittura essenziale mescidata di vocaboli dialettali o della lingua letteraria dotta, e anche di neologismi e arcaismi, il dialogo in versi è con un tu e dice della realtà che è amore e disamore e riflessione, in costante comunicazione con una natura amica.

* * *

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

Annunci