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ARTISTI IN GALERA di Roberto Manfredi

gennaio 8, 2019

ARTISTI IN GALERA di Roberto Manfredi (Skira): incontro con l’autore

Da Chet Baker a Roman Polansky, da Vasco Rossi a Mia Martini: i più noti casi giudiziari vissuti da 25 grandi artisti del mondo della musica, dello spettacolo e del cinema. Con illustrazioni di Tom Porta.

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Roberto Manfredi ex produttore discografico, produttore e autore televisivo, documentarista, scrittore. Produttore esecutivo degli home video Mistero buffo di Dario Fo e Storie del signor G di Giorgio Gaber. Ha lavorato con Paolo Conte, Roberto Benigni, Enzo Jannacci, Gianfranco Manfredi, Nanni Ricordi, Fabrizio De Andrè, Maurizio Crozza, Piero Chiambretti, Serena Dandini, Vittorio Sgarbi e tanti altri. Per la televisione ha scritto più di trecento interviste ad artisti musicali, attori e registi cinematografici e personaggi dello spettacolo e della cultura, italiani, e internazionali.

Di recente, per Skira, Roberto Manfredi ha pubblicato un libro molto interessante e dal titolo suggestivo: “Artisti in galera“. Si tratta di un percorso attraverso le vicende giudiziarie che hanno coinvolto tantissimi artisti della musica e del cinema, icone cadute in abissi esistenziali, crimini e scandali che le hanno condotte in carcere. Per molti di loro l’esperienza carceraria è stata persino formativa, per altri devastante. Epoche e esperienze diverse, artisti diversi – da Billie Holiday a Chet Baker, Chuck Berry, Roman Polanski, James Brown, Johnny Cash, Frank Zappa, Sean Penn, Marilyn Manson, Robert Downey Jr., Vasco Rossi, Mia Martini e molti altri – in qualche modo collegati tra loro: vite percorse su un filo di lana, molte volte in opposizione allo stesso sistema che li ha eletti a icone per intere generazioni. I fatti, i dati e le testimonianze raccolte sono il risultato di lunghe ricerche iconografiche dell’autore. Il libro è corredato da 25 illustrazioni di Tom Porta (di seguito, ne pubblicheremo qualcuna).

Abbiamo chiesto a Roberto Manfredi di raccontarci qualcosa su “Artisti in galera“…

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«Ho scritto questo libro per vari motivi, anche personali dato che sono un vorace lettore di biografie e autobiografie», ha detto Roberto Manfredi a Letteratitudine, «infatti mi interessano più le vite reali di quelle immaginarie. Nel caso degli artisti poi, le vite reali delle persone e quelle immaginarie dei loro personaggi si sovrappongono per cui il cerchio della conoscenza si forma perfettamente. Mi interessava anche esplorare il lato oscuro dello star system, di quel mondo il cui lo slogan preferito come quello della Metro Golden Mayer, è “Più stelle che in cielo”. Le star della musica e del cinema attraversano spesso momenti bui, drammatici, conflitti esistenziali che a volte sfociano in casi penali e giudiziari fino alla detenzione in carcere e in questo caso le luci dello show si spengono inesorabilmente come nel caso di Phil Spector, il produttore discografico più famoso al mondo che ha valorizzato la voce di artisti come John Lennon e Leonard Cohen e che ora ha perso l’uso della voce per dei polipi in gola mai curati in carcere e che probabilmente finirà la sua vita in galera.
Si pensa spesso che gli artisti di successo vivano in una sorta di gabbia dorata. A volte però la gabbia diventa quella con le sbarre e la porta blindata.
Pur raccontando esperienze e casi di artisti differenti nella musica e nel cinema, per provenienza, background e periodi storici, ho cercato di trovare un file rouge che li accomuna, senza cadere nel luogo comune tipico degli artisti denominati “maledetti”.
Quasi tutti hanno avuto infanzie e adolescenze difficili, da Billie Holiday a Marilyn Manson, da Roman Polanski a Robert Downey junior. Famiglie disgregate, povertà, violenze, soprusi, solitudini e stili di vita pericolosi, eccessi da consumo di droga, alcol e sesso.
Li accumuna anche il difficile ruolo dell’artista di successo, la gestione del business, il rapporto con i media e con il potere del denaro.  L’artista per essere tale deve in qualche modo affrontare la sfida con la vita e con il sistema che la controlla, ma questa condizione crea in loro un inevitabile corto circuito.
I reati descritti sono diversi, da quelli occasionali, avvenuti in momenti improvvisi a quelli cercati e reiterati: oltraggio, aggressione, ubriachezza molesta, possesso illegale di armi, consumo di stupefacenti, furto, evasione fiscale, delitti e crimini.
Il libro descrive brevemente anche la condizione di alcuni penitenziari americani e di altri Paesi. Con sincero stupore ho appreso che nel Paese più ricco e potente al mondo (gli Stati Uniti) ben tre carceri figurano nella top ten tra quelli più duri e violenti: Riker Island, Alcatraz e Saint Quentin.
A parte rare eccezioni, il carcere non è concepito come luogo di rinascita e rieducazione, ma come strumento di oppressione violenta che non lascia alcuna speranza di reintegrazione nella società.
La ricerca iconografica è stata lunga e molto laboriosa. Ho letto molte biografie autorizzate e autobiografie, ho rivisto documentari, interviste e speciali televisivi, tradotto testi e articoli della stampa internazionale.
Non tutto si trova in rete, per cui ho passato molte ore in biblioteche e centri di documentazione per confrontare dati, notizie, fonti e atti processuali.
La successiva stesura del libro ha richiesto minor tempo, poiché ho dovuto eliminare lungaggini e narrazioni parallele che avrebbero disperso nel lettore l’attenzione dovuta.
Infine ho cercato di facilitare la lettura sia nei tempi che nell’ alternanza delle singole storie attenendomi alla conformazione della scrittura attuale che richiede velocità, sintesi e credibilità delle informazioni.
A corredo del libro ho pensato di integrare 25 ritratti del noto artista milanese Tom Porta particolarmente attento nel tratto e nello stile alla personalità di ciascun artista. Abbiamo pensato di riprodurre le tipiche foto segnaletiche della polizia scattate al momento dell’arresto. Il numero di ogni arrestato è volutamente identico per dare continuità alla loro condizione di “detenuti eccellenti”.
Nelle ultime pagine ho riassunto altri casi. Più brevi e distinti e suddivisi idealmente in due sezioni: il braccio del cinema e il braccio della musica. Lo scopo è di non aver dimenticato fatti e personaggi stranoti come nei casi di John Lennon, Paul McCartney, Jim Morrison o Sophia Loren e Jane Fonda. Qualche lettore mi ha fatto notare che mancano alcuni personaggi dello spettacolo italiano come Walter Chiari, Lelio Luttazzi o Enzo Tortora, personaggi che ho volutamente escluso perché rappresentano un mondo a parte che meriterebbero un particolare approfondimento. Ne farò comunque tesoro se dovesse esserci una seconda edizione futura.
Dal libro ne ho tratto una serie radiofonica di dieci puntate sulla rete tre di RSI, la Radio Svizzera Italiana che nel servizio pubblico è sicuramente superiore alle nostre radio pubbliche, per linea editoriale e la mancanza di interruzioni pubblicitarie. Raccontando le storie in radio, ho avuto conferma di come sia possibile realizzare delle biografie con un linguaggio cinematografico e non strettamente documentaristico.

Sarei ben felice di realizzare anche una serie televisiva ma richiederebbe un budget importante sia per acquisizione dei diritti dei filmati d’epoca, di alcune sequenze cinematografiche e infine di nuove riprese con ricostruzioni d’epoca con una forte attenzione alle location, agli oggetti, ai costumi, alle automobili, etc…
Non credo sia possibile produrla in Italia al momento dato che i budget importanti vanno solo nella direzione dell’intrattenimento generalista. Trovo comunque avvincente l’idea di trasferire le star del cinema e della musica in un mondo opposto, non quello del successo ma del fallimento esistenziale, anche momentaneo, che simbolicamente raggiunge il culmine nella detenzione in galera, il luogo meno desiderabile al mondo.
Idea interessante e avvincente perché lo star system censura volutamente il lato oscuro dei suoi protagonisti a meno che non si imponga fortemente all’attenzione dei media come nel recente caso di Kevin Spacey, peraltro neanche condannato dalla giustizia americana, ma condannato dallo stesso sistema che lo ha reso famoso. Rivedendo l’ultima serie della nota fiction House of Cards, la sua assenza è davvero ingiustificabile, ma il sistema è spesso ipocrita e contraddittorio. Esclude un non condannato per cederlo al gossip e redime un criminale per motivi inspiegabili se non dal punto di vista tecnico-burocratico legale. In questi casi hai la netta percezione che la legge non è uguale per tutti e mai lo sarà. Buona lettura».

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La scheda del libro

“Questo libro è solo un’esplorazione. Non intende assolvere né condannare nessuno. Documenta solo fatti realmente accaduti a tanti artisti che sono divenuti testimoni e protagonisti della cultura di intere generazioni. Non sono biografie di artisti comunemente definiti ‘maledetti’, sono solo persone che hanno scelto di percorrere strade diverse, percorsi estremi e pieni di insidie per sentirsi ‘disperatamente’ più vivi e dare un senso alle loro esistenze, molto spesso bruciate in un lampo”.

Il lato oscuro dello star system è sempre stato ignorato, nascosto, persino censurato. “Più stelle che in cielo” era il motto della Metro-Goldwyn-Mayer ma molte di quelle stelle sono cadute, precipitate in abissi esistenziali, crimini e scandali che le hanno condotte in un mondo senza luce: il carcere! Il viaggio nel buio ha coinvolto anche tantissimi artisti della musica, dal jazz al rock fino all’hip hop e alle frange più estreme del death metal. Per molti di loro l’esperienza carceraria è stata persino formativa, per altri devastante, come nel caso di Phil Spector che se pur gravemente malato, è destinato a morire in prigione. Artisti in galera è un percorso nel “braccio” della musica e nel “braccio del cinema”, epoche e esperienze diverse, di artisti diversi, ma in qualche modo collegati tra loro: vite percorse su un filo di lana, molte volte in opposizione allo stesso sistema che li ha eletti a icone per intere generazioni.

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