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ROSSO ULIVO di Lella Seminerio

gennaio 29, 2019

ROSSO ULIVO di Lella Seminerio: incontro con l’autrice (Siké edizioni)

Venerdì 1 febbraio 2019, alle ore 18,00 nei locali del Mercure Hotel in piazza Giovanni Verga a Catania, sarà presentato il nuovo romanzo della scrittrice catanese Lella Seminerio, dal titolo: “Rosso Ulivo” (edizioni Sikè). Dettagli in coda al post.

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Dopo “La casa del mandorlo”, Lella Seminerio scrive e pubblica un nuovo romanzo… un romanzo che a primo acchito può sembrare di denuncia, ma che, in realtà, vuole inviare un messaggio di speranza. Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«“Rosso ulivo” nasce dall’idea, dopo “La casa del mandorlo”, di continuare a parlare di donne e di raccontare storie che sopravvivono ancora nella memoria di qualcuno», ha detto Lella Seminerio a Letteratitudine. «Il mio incontro con colei che mi ha rivelato la storia di cui parla il romanzo, e che realmente è accaduta, è stato fatale. Nel sentirla dalla viva voce di chi aveva vissuto fianco a fianco con i protagonisti, ho provato sin da subito una forte emozione che mi ha scosso sin nel profondo, fino addirittura a turbarmi. Dopo poco tempo, inspiegabilmente e senza che io l’avessi in realtà pianificato, mi sono ritrovata a scriverla. Ovviamente, per motivi di opportunità, ho spostato i luoghi e costruito nuovi personaggi, ma lasciando intatto il corpo centrale dell’intera vicenda.
La storia nasce e si sviluppa sui Nebrodi alla fine degli anni venti, ed ha diversi co- protagonisti che ruotano attorno a Tinuzza, personaggio principale. La bella Tinuzza è una ragazzina quindicenne che vive con la famiglia in una casa umile ed è costretta a lasciare i suoi monti e il suo fidanzatino, per ad andare a lavorare a casa del padrone del podere dove i suoi abitano e lavorano. Il racconto delle esperienze forti e drammatiche che farà la giovane, lontano dal luogo protetto che è rappresentato dalla sua casa, costituiscono la spina dorsale del romanzo. Se la protagonista è dunque una donna, coloro che assumono i ruoli di co-protagonisti sono uomini. Filippo, il padre di Tinuzza, Mimmo, il suo fidanzatino, Don Calogero, il padrone. Personaggi diversi, con idee e valori differenti, ma tutti con ruoli determinanti e risolutivi.
Per meglio aderire agli scenari dell’ambientazione, poi, ho fatto diverse escursioni sui meravigliosi Nebrodi, che mi hanno permesso di osservarne da vicino la natura, e di percepirne odori, suoni, colori. Per consentire al lettore di immergersi a tutto tondo nella vicenda, di respirare a pieni polmoni l’aria montana che profuma di pietrose ginestre, di assaporare la semplicità e l’amore, sentimenti senza tempo e di cui l’intero romanzo è permeato».

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L’incipit del libro

Ricominciare daccapo

Il mare era piatto e l’alba rompeva l’azzurro
livido del cielo mentre all’orizzonte il sole
fermentava nell’acqua, rosseggiando inebriato
e rubando il fiato a un nuovo giorno. Calura,
afa, canicola. In un mattino ancora ebbro
di un’estate che non voleva morire.
I primi raggi mi sorpresero già in piedi da
un pezzo, affacciata al balcone che dava sulla
via. I miei pensieri si tuffavano in quel mare
lontano e ancora scolorito e venivano fuori
confusi, disordinati, quasi dispersi. Avevo lasciato
le lenzuola bollenti molto presto in
quell’ultima notte a casa, quando il torpore
era divenuto leggero e aveva bisbigliato indiscreto
tra le mie palpebre, costringendomi al
risveglio. Avevo aperto gli occhi uno alla volta
e poi ero scivolata fuori dal letto ancora assonnata
e, poggiando i piedi a terra, anche il
pavimento mi sembrò trasudare calore. La
porta che dava sul balcone era spalancata. E
mentre la notte, oltre i muri delle case e dietro
le persiane accostate finiva di custodire i sogni,
il sole audace di quell’inedito mattino,
provava a scrivere la vita di un nuovo giorno.
L’umidità dell’alba appena accennata, si
aggrappava alla mia pelle, lasciandomi le sue
tumide gocce sulle braccia come perle pure e
incontaminate. Mi sentivo stanca. E intanto
respiravo a pieni polmoni il fiato del nuovo
giorno che si faceva sotto i miei occhi, mentre
cercavo di liberarmi definitivamente dal dolore
denso e soffocante dell’ultimo anno. Non
volevo dimenticare, volevo solo liberarmene.
Perché far scivolare un patimento nell’oblio
senza portarne i segni nell’anima, equivale a
non aver imparato. Così decisi che i segni di
quel male che mi aveva graffiato l’anima con
le sue unghie affilate, restassero dentro di me
per sempre, come cicatrici rimarginate di
un’ingiusta sofferenza. Ma non si giunge alla
pace del cuore se non attraverso strade tortuose
e sentieri inesplorati. E a me sembrava
ancora un traguardo molto lontano, quasi irraggiungibile.

(Riproduzione riservata)

© Siké edizioni

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Sarà presentato venerdì prossimo, 1 febbraio, alle ore 18,00 nei locali del Mercure Hotel in piazza Giovanni Verga a Catania, il nuovo romanzo della scrittrice catanese Lella Seminerio, dal titolo: “Rosso Ulivo” (edizioni Sikè). All’incontro, organizzato dalla Fidapa di Catania, dialogheranno con l’Autrice: Gabriella Grimaldi di Terresena (presidente Fidapa Catania); Alessandra Bonaccorsi (direttore “Sicilia & Donna); Antonio Iacona (giornalista, presidente Associazione “Gabriele d’Annunzio”); Margherita Verdirame (docente Università di Catania). Durante la presentazione, l’attore Miko Magistro leggerà alcuni brani del libro.

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Lella Seminerio vive e lavora a Catania, come insegnante. Giornalista, collabora con diversi periodici a diffusione regionale. Appassionata da sempre di letteratura, svolge un lavoro diretto di ricerca delle tradizioni siciliane. La casa del mandorlo, il suo romanzo d’esordio, è stato molto apprezzato dalla critica e dal pubblico, vincendo anche alcuni premi letterari.

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© Letteratitudine

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